Televisione

Il pranzo è servito di Insinna

Stefano Olivari 07/05/2021

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Il pranzo è servito torna: dal prossimo 28 giugno ogni giorno alle 14 su Rai 1 dopo il telegiornale. Ovviamente non lo presenterà il defunto Corrado, che ideò la trasmissione insieme a Stefano Jurgens e la condusse dal 1982 al 1990 prima di passare il testimone a Claudio Lippi (sarebbe terminata nel 1993 su Rete 4, con la conduzione di Davide Mengacci). Al posto di Corrado ci sarà Flavio Insinna, da anni inspiegabilmente uno dei volti più presenti nei palinsesti Rai.

Ci ha colpito che la nuova versione di Il pranzo è servito vada in onda su Rai 1 e non su Canale 5, non perché questi passaggi siano impossibili, anzi (pagando il giusto potrebbe trasmetterlo anche Indiscreto in streaming), ma perché Corrado fu uno dei primi personaggi ingaggiati da Berlusconi (dopo Mike Bongiorno, quasi inutile precisare) per dimostrare che le reti Fininvest volevano davvero fare concorrenza alla Rai. E, come ha più volte spiegato Antonio Ricci, l’idea di Berlusconi non era quella di fare programmi diversi, di rottura, ma di fare meglio e vendere meglio quello che già faceva la Rai.

Il pranzo è servito, di cui abbiamo già scritto, fu un enorme successo, anche perché la concorrenza era ridotta a pochi canali: asterisco che va sempre messo, per dare i giusti meriti a chi lavora nel presente in televisioni da zero virgola. L’orario cambiò diverse volte (13.00, 12.40 e altri, senza contare gli speciali), ma lo schema della trasmissione era più o meno sempre quello. Molto da Italia di una volta, con il tabellone a raffigurare le cinque portate del pranzo (esiste ancora qualcuno che mangi primo e secondo?), con un Corrado misurato e per certi versi meno Corrado rispetto alla Corrida. Non eravamo proprio suoi fan, era già una televisione stravecchia decenni fa e il prendere in giro la povera gente non ci è mai sembrato un modello da seguire (oggi lo fa con successo anche Bonolis, ma infatti non guardiamo nemmeno le sue trasmissioni). Certo la cilindrata di Corrado, uno che alla radio nel 1945 aveva annunciato la fine della Seconda Guerra Mondiale, non è nemmeno paragonabile a quella dei suoi successori.

Con Insinna e Rai 1 (nella trasmissione anche Simone Jurgens, figlio di Stefano e noto anche come il bambino Carletto nella famosa canzone di Corrado) non siamo quindi alla nostalgia di un tempo felice, ma alla nostalgia della nostalgia. Noi adolescenti dell’epoca, con tutto quel che ne consegue, la proviamo soltanto per una giovane Linda Lorenzi. Quelle poche volte in cui riuscivamo a vedere la trasmissione, dato l’orario adatto soltanto a mamme che preparavano il pranzo.

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