America Graffiti, l’hamburger sotto casa Icardi

Andate a vedere una partita a San Siro e non sapete dove mangiare, prima o dopo? Meglio ancora: non andate a vedere una partita a San Siro e volete godervi in silenzio la vista dello stadio mentre mangiate? Ecco, il posto giusto è l’America Graffiti. Che noi ci pregiamo di frequentare soprattutto nella seconda situazione, non fosse altro che perché si può parcheggiare in libertà proprio sotto lo stadio che scelleratamente qualcuno vorrebbe abbattere. Ispirato ai diner statunitensi, che sono qualcosa in più del fast food e qualcosa di meno del ristorante, non è aperto 24 ore come gli originali (un culto della provincia, soprattutto) ma ne riprende qualche concetto, sia pure in un paese totalmente diverso. Il locale è sublime nella sua artificiosità ed è un omaggio dichiarato all’America di Happy Days, dall’arredamento tutto sul rosso al menu, quegli anni Cinquanta che abbiamo idealizzato come un po’ tutti i decenni (tranne quelli in cui viviamo, secondo la regola che il passato è sempre meglio). Del resto così sono tutti quelli della catena, nata nel 2008 a Forlì e poi diffusasi in tutta Italia (poco nel Sud, moltissimo in Emilia), prima di essere rilevata nel 2017 dal Gruppo Cigierre (fra i loro altri marchi Old Wild West e Temakinho). Insomma, non è un locale tipico milanese, noi non siamo Jannacci e ormai per trovare un po’ di nebbia dobbiamo andare a Pavia, ma la sua collocazione davanti allo stadio e la quasi assoluta assenza di concorrenza nei dintorni lo rende un must.

Nachos Chips Las Vegas

Incentrato apparentemente sugli hamburger, in mille versioni e con provenienze di carni diverse (italiana e irlandese le principali), propone in realtà tantissimo altro. Niente di consigliabile a chi ha l’LDL alto (noi tanto l’abbassiamo con l’Atorvastatina da 40), ma tutto buono. Citando in ordine sparso ciò che abbiamo preso negli ultimi anni: Veggie Chili, Mozzarella Sticks, Onion Rings, Jalapenos bombs, Cheddar bites, Fried Calamari, Nachos Chips Las Vegas (triangolini di mais caldi serviti con chili con carne, formaggio fuso, sour cream, erba cipollina, jalapenos a rondelle, salsa guacamole e pomodoro), vegan fajitas e ovviamente gli hamburger (consigliamo di iniziare dal classico cheeseburger, che giustamente servono con il ketchup da aggiungere a parte). Veramente molto ricca la parte vegetariana, che è quella che frequentiamo di più: non eccezionale il green burger, ma il resto è perfetto e sempre attraente. Le patatine fritte sono servite un po’ indietro di sale, seguendo una moda che ha una sua logica (ognuno ha i suoi gusti in materia) ma che in fondo non approviamo: ci piace che qualcuno pensi per noi, almeno a tavola. Certo in materia di patatine siamo lontani dalle vette di Five Guys, ma raramente abbiamo trovato un locale del genere con tanta varietà di proposte.

E anche i suoi frequentatori sono di tipologie diversissime: famiglie, coppie, gruppi di amici di differente estrazione sociale, ovviamente tifosi i giorni delle partite (soprattutto quando fuori fa freddo), abitanti delle vicine case (quindi mediamente ricchi), ultras che non trovano niente da mangiare nel vicino Baretto. Ci hanno raccontato di aver visto lì molte volte Mauro Icardi, Wanda Nara e bambini e la cosa è senz’altro credibile: è il tipico posto che mette d’accordo tutti. Altri punti a favore: si può prenotare (nelle hamburgerie, che puntano a doppi e tripli turni, accade raramente), non si esce puzzando di fritto (incredibile ma vero), la zona è tranquilla ai confini del mortorio. Servizio al tavolo un po’ lento, cosa che di sera non disturba ma in pausa pranzo forse sì, e prezzi onesti visto che si esce strapieni spendendo 20 euro. L’unica vera domanda è perché America e non American Graffiti: forse per non pagare i diritti a George Lucas? Comunque uno dei nostri posti, che non troverete in nessuna altra guida.

America Graffiti – Genere: Americano – Milano, via Achille 4 (angolo via Fetonte) – CAP 20151, fermata MM5 San Siro – Telefono 02 48753134 – Sito web: americagraffiti.it  – Pagina Instagram: america_graffiti – Pagina Facebook: @americagraffiti – Presenza più recente di Indiscreto: febbraio 2019 – Voto ambiente-qualità-prezzo: 7,5

LA CLASSIFICA DI ‘PAGANDO IL CONTO’ aggiornata al 20 febbraio 2019

    1. Oasi Giapponese (Giapponese): 9,5
    2. Joia (Vegetariano): 9
    3. Assaje (Pizzeria): 9
    4. Cracco (Bistrot): 9
    5. Kota Radja (Cinese): 8
    6. Osteria dei Mosaici (Pugliese):8
    7. Dawat (Indiano): 8
    8. Ta Hua (Cinese – Hong Kong): 8
    9. Denzel (Ebraico-Mediorientale): 7,5
    10. La Tirlindana (Lago – Sala Comacina): 7,5
    11. Cacio e pepe (Romano) : 7,5
    12. Le Vent du Nord (Belga): 7,5
    13. America Graffiti (Americano): 7,5
    14. Al Matarel (Milanese): 7,5
    15. Antica Trattoria del Gallo (Lombardo – Gaggiano): 7
    16. A’ Riccione (Pesce): 7
    17. Al Sale Grosso (Pesce): 6,5
    18. Lievito Madre al Duomo (Pizza): 6,5
    19. Ba’Ghetto (Romano-Ebraico): 6,5
    20. Temakinho (Brasiliano-Giapponese): 6,5
    21. Pokeia (Hawaiano): 6,5
    22. Da Salvatore (Siciliano-Pesce): 6,5
    23. Lievità (Pizzeria): 6
    24. Rigolo (Toscano): 6
    25. Bottega sicula (Siciliano): 6

Le regole di ‘Pagando il conto’

1) Locali di Milano o al massimo a un’ora d’auto da Milano.
2) Non presentarsi mai come giornalisti.
3) Pagare sempre il conto, con i propri soldi, senza scaricare le spese su un’azienda o su altri.
4) Essere stati nei posti più di una volta, possibilmente in epoche diverse.
5) Confrontare posti di livello, ambizioni, prezzi e clientela anche molto diversi, dando un giudizio unico che tenga conto di tutto.
6) Non leggere le recensioni di TripAdvisor o di altri, per non essere condizionati e per scrivere solo in base all’esperienza personale.
7) Soltanto locali dove torneremo o torneremmo, quindi dalla classifica rimangono inevitabilmente fuori tre quarti dei posti testati: non tutti orribili, ma la maggior parte senza senso.
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12 commenti

  1. D

    Ci son stato varie volte per portarci i nipoti ma tutto mi sarei aspettato tranne che una rec

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    1. Ma non siamo la Michelin, siamo meglio

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  2. P

    Mi sono pregiato, in un’altra vita, di essere un abituale frequentatore dei primi due AG originali: quello di Forlimpopoli, annesso al multisala, e soprattutto quello di Forlì in via Costanzo II, pienissima zona industriale col nulla intorno, con la Cadillac d’epoca del fondatore sempre parcheggiata fuori (e il fondatore con basetta alla Elvis Las Vegas sempre dietro il banco a lavorare). Non so se la cessione abbia cambiato qualcosa, di sicuro ai tempi era spettacolare. Cene in orari improbabili coi colleghi o con l’allora fidanzata (adesso moglie) e ciambellona da asporto per la colazione del mattino dopo. Nottate difficili a causa delle alette di pollo o del milkshake all’Oreo che non si sa come facesse a scorrere nella cannuccia. Direttore, così dal nulla mi hai fatto scendere la lacrimuccia nostalgica, mannaggia!

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    1. P

      Meno Uno dev’essere ravennate o cesenate.

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  3. L

    2008 e basta? Mi sembra una vita che c’è a calenzano. Preferisco old wild west ai Gigli. O la nuova wiener haus.

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  4. C

    All’America Graffiti di Senigallia ci ho fatto una delle più belle cene in compagnia dei tempi recenti.
    Hamburger gustosissimi, birra ottima ed abbondante, ambiente accogliente, cameriere gentilissime.
    C’è anche la tv per chi non può proprio fare a meno delle partite…

    Una serata davvero indimenticabile, di cui ricorderò sempre la data:

    3 giugno 2017

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