La Tirlindana, un lavarello è per sempre

Da quasi vent’anni la Locanda La Tirlindana è uno dei nostri posti di culto e il fatto che nel frattempo sia stato scoperto da tanti, italiani e stranieri, non ce lo fa ‘sentire’ meno. Siamo a Sala Comacina, in quella riva del lago di Como che partendo da Cernobbio sale fino a Menaggio incontrando tanti paesi interessanti, per un motivo o per l’altro: Moltrasio (per noi del parrucchiere casa Versace ma anche di Furio Fedele, che per primo ci consigliò la Tirlindana), Laglio (per noi del parrucchiere casa o ex casa Clooney), Argegno (ottime gelaterie, punto di ritrovo per motociclisti e di partenza per varie escursioni), appunto Sala Comacina, Lenno (bello il Lido, che ovviamente non è Bora Bora ma si difende), Mezzegra (fucilazione di Mussolini, forse, in attesa di una nuova teoria) e tanti altri. Frequentato moltissimo da stranieri (di recente hanno segnalato Mark Zuckerberg) del genere Como Lake, non è il tipico posto da milanesi anche se ogni tanto se ne trovano e con un po’ di fortuna partendo da San Siro (il centro del mondo) ci si arriva in un’ora e un quarto. Di meno saremmo in zona ‘Alboreto is nothing’.

Nella zona non mancano certo le terrazze a lago e nemmeno i ristoranti in riva al lago, ma La Tirlindana ha secondo noi qualcosa in più. È riparata, con una buona sala interna ma soprattutto tavoli esterni che occupano quasi tutta la piccola piazza Matteotti. Vista sull’Isola Comacina, ex enclave belga meritevole di una visita (pochi minuti di gommone), sulle barche, sulle papere e sui cigni che lì risiedono tranquilli, poco turbati dall’attracco di pochi motoscafi d’epoca, da dove sbarcano comitive che ricordano situazioni tipo La stanza del vescovo (che però era ambientato sul Lago Maggiore). Locale a conduzione familiare, da parte degli italo-francesi Proserpio: in cucina la chef Patricia, a servire ai tavoli i giovani Julien e Mathieu. Il menu cambia molto spesso, fatta eccezione per il lavarello gratinato con pancetta dorata, il piatto che maggiormente caratterizza il locale. E gli altri piatti che cambiano spesso, in un menu che giustamente non ha mai più di quattro o cinque proposte per categoria. Nel passato fra gli antipasti memorabili ricordiamo il tulipano di mare, fra i primi i ravioli di pere e zola e gli gnocchi di patate con pesto di nocciole e asparagi, fra i secondi il tortino di cernia con emmental e l’uovo di quaglia, oltre a una tarte tatin da urlo. Nella presente consigliamo caldamente le capesante in crosta di pistacchio, crema di topinambur e cioccolato bianco, delicatissime, i maltagliati con luccio perca, salicina,olive e pomodorini e i, secondo noi, perfetti calamaretti saltati nella loro panatura.

Servizio con la giusta velocità di crociera e presentazioni sempre curate, ci verrebbe da dire francesi senza fare i francesi, lontane da quello stile trattoria che secondo alcuni creerebbe l’effetto ‘vero’ ma che stando ai conti pagati vero non è quasi mai (meglio Burger King, allora, conoscete già il nostro estremismo). Primo o antipasto, secondo, tris di gelati, acqua e mezza bottiglia di bianco per 60 euro a testa, in un contesto di pace difficile da spiegare: più lago di Como che Como Lake. Ideale per un pranzo domenicale ma anche per una cena romantica, per parlare con un vecchio amico come per far provare ai figli piccoli una cucina di qualità in un contesto elegante ma informale. Alla Tirlindana abbiamo trovato di tutto: vecchie signore con cani, olandesi rilassati, harleysti giubbottati e allegri, coppie nemmeno tanto in crisi (se in due ore non si guarda nemmeno per una volta lo smartphone significa che c’è speranza), australiani in anno sabbatico, americani con torta di compleanno (che hanno offerto anche agli altri tavoli), eccetera. Ottimo anche di sera, come detto, soprattutto d’estate. Ma anche per evitare il peggio della gita fuori porta, cioè l’andare a visitare posti di cui non ti importa niente tipo musei con quattro croste (il proverbiale ‘cacciatore con cane’ di Troisi) o ville dove bisogna mostrare stupore di fronte a quattro siepi ben potate. A Sala Comacina, paese peraltro stupendo, non esiste poi un lungolago da passeggiata e camminare sulla strada principale, priva di marciapiedi, mentre a fianco sfrecciano Vettel ed Hamilton, è un’esperienza che induce a guadagnare abbastanza rapidamente la via per la Tirlindana.

Locanda La Tirlindana – piazza Matteotti 5, 22010 Sala Comacina (Como) – Genere: pesce-lago – Telefono: 0344 56637 – Sito web: www.latirlindana.it. Presenza più recente di Indiscreto: luglio 2018.

LE RECENSIONI DELLA NUOVA EDIZIONE DI ‘PAGANDO IL CONTO’

  1. La Tirlindana (Pesce – Lago)
  2. Le Vent du Nord (Belga)
  3. Al Sale Grosso (Pesce)
  4. A’ Riccione (Pesce)
  5. Ta Hua (Cinese – Hong Kong)
  6. Osteria dei mosaici (Pugliese)
  7. Cacio e pepe (Romano) 
  8. Dawat (Indiano)
  9. Bottega sicula (Siciliano)
  10. Lievito Madre al Duomo (Pizza)
  11. Vanilla Bakery (Brunch)
  12. L’Altro Eden (Ligure)
  13. Rigolo (Toscano)
  14. Ba’Ghetto (Romano-Ebraico)
  15. Temakinho (Brasiliano-Giapponese)
  16. Ten Grams (Tartufi)
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10 commenti

  1. I

    direttore, sa che nella enclave belga, i genitori di Inga, avevano un qualche interesse?
    posso fare meglio come notizie riservate, ma il suo assist era preciso

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  2. È possibile, visto che avevano una casa (mi sembra) a Menaggio. I loro veri interessi comaschi sono comunque altri. Isola Comacina poco sfruttata commercialmente, vale la pena di una visita.

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  3. A

    fenomenale, come sempre.

    mai capito il turismo delle dimore storiche o dei palazzi reali, in cui bisogna fingere apprezzamento per tavole imbandite (ma con posate chiaramente contemporanee), tappeti improponibili e poltrone imbottite che al massimo ricordano la casa della nonna.

    da 15 giorni ho detto a mia moglie che voglio abbonarmi all’olimpia.

    al momento non hanno fatto colpo nè i prezzi concorrenziali del listino armani nè un inaspettato ritrovato amore per il basket nostrano (seguivo assiduamente al forum la stefanel, quella che per “voi” milanesi non è mai stata una squadra meneghina).

    proprio ieri mi sono giocato l’ultima disperata carta: “sarebbe l’occasione per provare i locali consigliati dal direttore olivari”.

    vi saprò dire se “pagando il conto” mi regalerà una stagione al forum.

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  4. Non giocarti questo, allora, dal Forum potrebbe essere un’ora e tre quarti di auto… presto allora partorirò qualcosa nella zona Sud, a tiro di Assago…

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  5. D

    Direttore, ha abbandonato la strada del vegetariano?!

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  6. A casa mia sempre, nel 100% dei casi, ma i piatti dei ristoranti che recensisco li devo assaggiare (anche quando non sono i miei, per la gioia di chi mi sta vicino…)

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