Billions 6, le Olimpiadi di New York 2028

22 Aprile 2022 di Stefano Olivari

La sesta stagione di Billions, appena terminata di guardare su Sky, è stata la prima senza uno dei due protagonisti originari, cioè Bobby Axelrod (attore Damian Lewis), diventato cittadino svizzero per sfuggire alla giustizia statunitense. Per questo il mattatore è stato Chuck Rhoades-Paul Giamatti, ormai caricatura del magistrato che sceglie i suoi obbiettivi solo in base a considerazioni politiche: non avendo più Axe, Rhoades si è messo in testa di lottare contro tutti i ricchi ed in particolare contro quello che ha rilevato buona parte delle attività di Axe.

Mike Prince è meno caricaturale di Rhoades, ma incarna comunque tutti gli stereotipi sul miliardario fintamente attento all’etica, che domina il dibattito sui media non soltanto negli Stati Uniti. Il sogno poco segreto di Prince è quello di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, nel 2028, e per questo si imbarca in colossali operazioni di immagine che mandano fuori di testa il suo arcirivale. La più grande di tutti è quella di portare le Olimpiadi a New York, proprio per il 2028, ed è per questo che si trova costretto a circuire i delegati del CIO, con ‘borse di studio’ e serate a base di mignotte. Qui davvero la fiction è più soft rispetto alla realtà e dovremmo ricordarlo anche quando i grandi eventi toccano a noi.

L’operazione New York si scontra ovviamente con interessi politici e enormi e non crediamo di fare spoiler dicendo che l’edizione sarà assegnata a Los Angeles, perché c’è un limite anche alla fiction. Non raccontiamo tutto il resto, che invece è invenzione quasi pura, per non togliere il piacere della visione, ed andiamo dritti al commento. Che può essere sintetizzato così: a forza di creare macchiette, o di macchiettizzare personaggi in partenza credibili, come Wags o il padre di Chuck (stanno tentando di rovinare anche la divina Wendy-Maggie Siff), Billions si è impantanato ed è arrivato all’ultimo stadio, quello del citazionismo.

Tante, troppe, le battute centrate su eventi e personaggi molto americani, dello spettacolo e dello sport: per citare un gigante, quanti telespettatori hanno idea di chi sia stato John Wooden? Comunque per stare sulla pallacanestro, molto divertente l’episodio in cui si sfottono team building e discorsi motivazionali, con grande interpretazione di un cialtronissimo John Calipari. In positivo bisogna dire che Billions è rimasto attento a non far mai prevalere una parte o l’altra in maniera definitiva, dando ai fan dei vari personaggi sempre una speranza di riscatto o di vendetta. Per questo Billions 7 è  sicuro, così come che noi sudditi lo si veda. Perché va detto che nell’Italia della libertà di espressione è difficile nelle fiction trovare un poliziotto corrotto o un finanziere troppo simile a personaggi reali. E il magistrato disonesto e persecutore? Impossibile.

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