eSports Italia, la fine dei giovani maschi

Chi sono gli appassionati di eSports in Italia? Maschi fra i 18 e i 34 anni, questa la risposta intuitiva che le rilevazioni confermano. Secondo l’Osservatorio Italiano eSports il 65% di giocatori e spettatori è di sesso maschile (da ricordare che sarebbe il sesso del 48% degli italiani), mentre il 41% ha fra i 18 e i 34 anni, quindi la fascia di età in cui potenzialità fisiche e cognitive delle persone sono al massimo, che anagraficamente sarebbe al 21%.

Quali sono i videogiochi più praticati e seguiti? È interessante notare che le classifiche cambiano a seconda del periodo: pre-lockdown, lockdown e post-lockdown. Nel mondo di ‘prima’ dominava FIFA, della Elecronic Arts, con il 31% dei consensi, davanti a Formula 1 (27) e Call of Duty (23). Durante il lockdown le statistiche di tutti sono schizzate verso l’alto, ma con il podio cambiato: sempre primo FIFA, con il 41%, secondo Call of Duty con il 33% e terzo PES con il 31.

E adesso? Fra l’estate e la voglia di tornare a vivere, pur in mezzo ai menagramo della seconda ondata, si è sotto i valori pre-lockdown: primo sempre FIFA, ma con il 25% dell’interesse, secondo Call of Duty con il 19 e terzi a pari merito Formula 1 e Battlefield con il 16. Riepilogando, la classifica dei primi dieci che tiene conto dei tre periodi è la seguente: FIFA, Call of Duty, PES, Gran Turismo, MotoGP, Battlefield, NBA 2K, Fortnite, Formula 1 e Tekken.

Considerazioni finali, come al solito non richieste (ma allora non dovreste leggere Indiscreto). La prima è che tutto sommato siamo ancora vivi, perché nella top ten sono solo due (Battlefield e Tekken) i giochi che non abbiamo praticato nemmeno per 5 minuti. La seconda è che le statistiche vanno sempre filtrate dall’esperienza personale: davvero, anche nell’Italia del 2020, su 100 videogiocatori 35 sono donne? Se è vero, si vede che giocano in gran segreto e con titoli molto di nicchia, visto il taglio maschile della classifica (avete una vaga idea di Call of Duty, senza fare gli scontati esempi di calcio ed NBA?). La terza è che per i videogiochi c’è ancora un grande mercato, visto che stanno per andare in pensione (si fa per dire) generazioni che almeno i primi rudimentali videogiochi, tipo il Ping-o-tronic, li hanno conosciuti.

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8 commenti

  1. e l’ex ministro dello sviluppo economico li trattava come mia mamma negli anni 80….un mercato che vale molto più del cinema, liquidato con un” ti atrofizzi il cervello”

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    1. Si beh le 2 cose non sono in contraddizione….

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      1. mamma ti sei iscritta ad indiscreto?

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  2. beh vuoi mettere con l’altissimo valore intellettuale del cinema e dei giornali mantenuti dallo stato

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  3. E’ un campo con possibilita’ incredibili. Per esempio nell’insegnamento e in generale nell’apprendimento: tralasciando che gia’ oggi alcuni ragazzi imparano l’inglese piu’ sui videogiochi che a scuola, si puo’ imparare seguendo un percorso personalizzato che procede con l’avanzare nel gioco. Applicazione piu’ sofisticata e’ la citizen science: persone senza competenze specifiche inventano strategie per vincere in videogiochi che simulano calcoli che i nostri computer non riescono a risolvere.

    Ovvio che Calenda e altri, in un paese che crede che l’apice dell’umanita’ siano le versioni di Catullo, non capiscano una minchia di tutto questo.

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  4. https://www.indiscreto.info/2020/07/etf-sugli-esports.html

    Quindi gli ETF sono da comprare?

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  5. Io credo che ci sia anche un bel mercato proprio nel fare gli esports per pensionati 60enni, cioè giochi tarati non sui riflessi ma dove possano competere ad alto livello anche persone più anziane con molto tempo libero. Il problema degli E-Sports ora è che ovviamente sono tarati per i 18enni, ma non sarebbe troppo complesso pensare dei giochi dove si può competere quasi a tutte le età.

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    1. ci sono già e sono fra i più famosi e longevi …gli strategici non richiedono particolari riflessi.
      Ci sono i giochi di carte, tipo heartstone o strategici tipo starcraft.

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