La figurina di Del Piero

17 Aprile 2008 di Stefano Olivari


L’inclusione di Alex Del Piero nell’album Panini di Euro 2008 ha acceso il dibattito sulla possibile ma non certo probabile convocazione di Donadoni, però di sicuro non è una novità che la Panini sia costretta a scommettere su certi personaggi: problemi di stampa e distribuzione, senza contare il marketing (non si può uscire troppo a ridosso della manifestazione), sia nell’era artigianale dei fratelli edicolanti modenesi sia in questa della multinazionale. Da fedelissimi delle collezioni dei grandi eventi, senza più amici con cui fare scambi (per Germania 2006 ci siamo piegati alla richiesta delle mancanti alla casa madre, cosa mai fatta nei trentadue anni precedenti) potremmo citare a memoria le scommesse perse sulla nazionale azzurra nelle grandi manifestazioni: fra le collezioni più sfortunate senz’altro quelle di Usa 1994, (figurine di Panucci, Eranio, Mancini e…Silenzi!) e Francia 1998 (cinque presenti-assenti: Peruzzi, Ferrara, Ravanelli, Casiraghi, Zola), ma ogni anno ha le sue curiosità: su tutte la coppia del gol Pruzzo-Bettega del 1982. Al di là delle scelte della Panini, se parliamo di continuità e non di colpi di classe Del Piero sta giocando come non faceva dal 1998 e Donadoni non avrebbe umanamente niente in contrario alla sua convocazione. Dipenderà fondamentalmente, come ha già scritto Paolo Ziliani, dalla volontà o meno di aggiungere un difensore (Chiellini) o un attaccante alla rosa. La sua storia, già luminosa (World Soccer, l’unica rivista a cui siamo abbonati, lo ha messo al sessantesimo posto nella classifica dei campioni del ventesimo secolo: prima di lui, fra gli italiani, solo Baggio, Baresi, Maldini, Meazza, Paolo Rossi e Zoff), non è comunque ancora finita: non occorre l’effetto Connors per rendersene conto.

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