Casa di proprietà per 3 italiani su 4

Tre italiani su quattro, il 75,2% della popolazione, vivono in una casa di proprietà. Magari non sua, se è un bambino, ma di uno dei componenti il nucleo familiare. Lo afferma una pubblicazione dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia, non abbiamo altri dati e ci chiediamo semplicemente se sia una buona notizia (spoiler: sì).

Di sicuro non è una fotografia aggiornatissima, visto che l’analisi si basa su dati del 2016 (l’Agenzia delle Entrate non potrebbe fare di meglio?), ma comunque va detto che nel settore immobiliare i movimenti sono così lenti da poter dire che in ogni caso la situazione attuale non sarà molto diversa da quella del 2016.

Gli immobili di proprietà di persone fisiche sono la bellezza di 57 milioni, quasi uno a testa, neonati compresi, anche se c’è il trucco visto che vengono conteggiate le pertinenze (box, cantine, eccetera). Di questi 57 però soltanto 19,5 (il 34,2%) sono considerati e utilizzati come abitazioni principali. Tornando al titolo, il 75,2% di noi abita in una casa di proprietà sua, o del coniuge, o dei genitori.

Interessante è il valore medio di queste abitazioni, stimato in un ottimistico 162.000 euro per 117 metri quadrati, quindi 1.385 al metro. Sorrideranno gli abitanti delle poche città con un mercato vivace (a Milano il prezzo medio al metro è 2.965 euro, a Roma 3.103, a Napoli 2.343), si accontenterebbero i tanti italiani proprietari di immobili invendibili e che non facendo mai prezzo (nemmeno zero, in tante zone) non rientrano nelle statistiche. Insomma, tanti discorsi di ‘patrimoniali’ sugli immobili non tengono conto della realtà.

Ma cosa volevamo dire noi? Che la casa di proprietà è al tempo stesso una ricchezza e una zavorra, di sicuro non dappertutto è un feticcio. In Germania il nostro 75 diventa 52%, il 64% in Francia, il 63 nel Regno Unito. Ma c’è anche chi più di noi è portato a mettere radici, dalla Spagna (78%) alla Polonia (84%) fino al 96% della Romania.

Curioso il caso degli Stati Uniti, mitizzati come patria della flessibilità, oggi lavoro in Ohio e domani mattina trovo un posto nel Vermont, dove anche dopo lo scoppio della bolla dei mutui la percentuale di chi abita in case di proprietà è vicinissima al 65%, più o meno come nella ‘rigida’ Francia. In Cina è al 90, in Russia all’87 e in generale nell’Est Europa la passione per la casa di proprietà è molto forte.

Non c’è la morale, non c’è il bene e il male, non c’è il progresso contro l’oscurantismo. C’è solo il nostro parere: la casa di proprietà è una zavorra per i giovani, anche (soprattutto?) quando gliela regalano i genitori, nella migliore delle ipotesi induce a fare scelte lavorative comode, a costo di essere al ribasso. Superata la quarantina è quasi una necessità fisica, un posto dove fermarsi e mandare a fare in culo tutti. Più banalmente un posto dove finalmente mettere le casse di vecchi Tex e Superbasket, strappandoli alla tristezza dello storage.

Come risposta generica diremmo che la casa di proprietà è un valore, oggi più di ieri, senza inerpicarsi in ragionamenti sul costo opportunità. Lo è perché nel mondo dello sharing e della liquidità è qualcosa di tuo, che puoi amare od odiare ma che rimane comunque tuo. Certo è più facile governare masse senza beni di proprietà e senza radici, che aspettano l’elemosina di Stato o le vibrazioni dell’uomo forte.

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9 commenti

  1. Negli stati uniti c’è un mercato immobiliare molto “vivace”, cosa che poi ha causato il tracollo del 2008, per cui tutti comprano e vendono case: ho una ex collega che in 5 anni ha fatto 10 traslochi comprando ogni volta una casa nuova e rifinanziando il mortagage perchè quella vecchia è aumentata di valore. E’ una mentalità diversa e non confrontabile, inoltre non vieni segnalato all’anti riciclaggio ogni volta che fai un’operazione. Mia madre a un certo punto er in dubbio se comprare una casa da 100.000$ a New York o da 330.000€ a Milano, nel 2010, ora una delle due case vale 5 volte tanto e l’altra ha più o meno lo stesso valore, quella che poi mia madre ha comprato. Lasciamo perdere…
    Concordo pienamente col discorso che la casa regalata dai figli ai genitori sia una zavorra tremenda, ho un esempio di quasi tutti i miei amici. C’è anche da dire che ai genitori interessa manteneri i figli schiavi e vicini, in modo da avere qualcuno che li assista quando saranno vecchi…
    In ogni caso in Italia una casa di proprietà ha senso averla (o ereditarla) prima o poi, ma non più di una.
    PS. io ero molto più collezzionista di oggetti da giovane, ormai a 40 anni tutte le cose a cui tengo, principalmente vestiti, stanno comodamente in due valigie 😀

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  2. Io non ho ricevuto case dai genitori e nemmeno dai suoceri, ho dovuto comprarla, ma non vedo perché sarebbe stata una zavorra e non considererò una zavorra quando, speriamo tardi, la riceverò. Chiaramente parliamo di città comunque se qualcuno vuole disfarsi di una casa sul mare da Livorno a Castiglione della pescaia sono felice di pagare imu ecc al posto suo….

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    1. Il concetto di “zavorra” è un po’ il fatto che una casa ti “blocca” in un posto, se ti ritrovi a 25 anni con una casa di proprietà a Milano, finisce che poi accetti qualsiasi lavoro a Milano, tanto la casa non la paghi…se tu te la sei comprata è perchè evidentemente è stata una tua scelta.

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      1. Ma non è vero, se hai una casa a Milano e vuoi spostarti a dove ti pare la vendi, mica ci devi mettere un mese per venderla…

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        1. Dipende dalla casa, una casa bella la vendi subito, una casa orribile ci metti mesi. Cmq la zavorra è più mentale, nel senso che se hai una casa, con 1500 al mese a milano vivi bene, da single, e ti siedi, lavorativamente parlando. Vendere casa e comprarne una nuova, traslocare, etc etc sono sbattimenti che la maggior parte degli italiani non fa. Io credo che la casa vada comprata verso i 40, quando le persone sono un po’ più stabili, anche se io di anni ne ho 42 e l’unica certezza è fare sei mesi all’anno a Ibiza. Ma non comprerei casa neanche li, almeno per ora.

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  3. Un americano cambia casa in media dieci volte nella sua vita.

    Prima casa bene necessario, altre case una zavorra, specie se in paesini di montagna e campagna che si stanno spopolando. Il problema e’ che le maggioranza delle case italiane anni 50-80 fa schifo: sono mal tenute, devono essere sanate da irregolarita’, e sono troppo grandi per i redditi e le esigenze attuali. Chi puo’ spendere 10mila euro per rifare un tetto di una casa che non usa?
    Molti con un reddito da 1500 euro al mese ereditano bifamiliari da 250mq, come fanno a mantenerle?

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    1. Hai fatto un esempio limite ma la realtà mi ha insegnato che in 80 metri in quattro non ci stai.
      I 110/120 sono l’ideale se non sei in due.

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  4. Leo: sono d’accordissimo, peccato che non esistano villette indipendenti di 120-150mq. O strapaghi una villetta a schiera moderna, o ti prendi un appartamento non di pregio in zona cosi’ cosi’, o compri un relitto del 1960 di 300 mq, e spendi 100mila euro di ristrutturazione (se va bene).

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  5. Però è bello avere un posto che puoi chiamare “casa”, che ti rispecchi, che sia tuo e dove giustamente dice il direttore puoi rinchiuderti mandando in culo tutti.

    Cambiare casa è sempre una rottura di cazzi, l’anno scorso finalmente ho comprato e conto di rimanerci per qualche decade. Anche se i Tex e I Dylan Dog sono lontani 😫

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