La fine di Proli e Pianigiani

Oscar Eleni dalla baia neozelandese di Opito dove una volta trovavano l’oro, un po’ come i giocatori dell’Armani che pensavano di venire a Milano per mostrare il loro supertalento offensivo, senza mai preoccuparsi di  abbassare un po’ le chiappette dorate in difesa.

Risultato? Nella stagione dove  dovevano vincere tutto e anche spaventare l’Europa si sono trovati  in mano un pugno di mosche e i leccapiedi prostrati che andavano in giro  ad urlare per le sfortune di una stagione balorda che certo è peggiorata con l’incidente definitivo di Gudaitis.

Ma non era poi andata così bene dalla eliminazione in Coppa Italia contro la Virtus Bologna, che non ha poi trovato i playoff, anche se  si è presa un maistore come Djordjevic e grazie a lui ha vinto la Champions FIBA, diciamo il terzo torneo europeo della stagione. Tutti hanno avuto guai, tanti hanno sofferto perdite importanti. Sassari, ad esempio, con l’infortunio di Bamforth  era andata quasi in pezzi e infatti Esposito è saltato in aria, ma per fortuna Sardara, degno erede del Milia giustamente onorato dal popolo della Dinamo, un genio, uno che pensa sul serio al nostro basket come dimostra l’operazione di Torino, si è ricordato che il Pozzecco maturato fra i cruatt poteva fare qualcosa per lui e la squadra. Alla fine ha fatto 22, le vittorie in fila, più la coppa, la quarta ma sempre una coppa.

Milano? La gattina  era convinta di trovare soltanto lardo nel territorio, se la godeva. Ha rischiato con i resti di Avellino che adesso sembra la più scatenata sul mercato, gasata pure dai successi del patron con i lupi del calcio presi contro il parere di tutti, ha pensato di aver commesso una leggerezza in gara uno contro Sassari anche se la consistenza della Dinamo era ben diversa e smascherava, come in gara due, le debolezze  croniche, tipo i rimbalzi, 20 di differenza con quel finale da brivido che ha condannato Milano a guardarsi nello specchio. Narcisi al servizio di un grande mecenate, gente che pensava di farla sempre franca almeno da noi dopo aver capito l’aria che tirava in società: tutti a cercare una giustificazione per i mancati play off nell’eurolega, il vero obiettivo dell’anno. Cara gente non conosciamo squadre in Italia che hanno potuto prendersi uno come Nunnally quando se ne è andato il lettone Dairis Bertans,  che aveva visto un pass d’entrata nella NBA dove gioca da protagonista suo fratello, ma che forse non se la sentiva più di essere il cavalier servente di compagni che si godevano il tiro al piccione, ma poi non si preoccupavano se i bracconieri rubavano la preda e lasciavano aperta la porta del castello.

Contro Sassari Milano ha sbattuto sull’entusiasmo di chi ha giocato come una squadra che sa capire le sue debolezze e, se ci fate caso, nelle tre vittorie su Milano ha avuto certo la coppia regale con Thomas, che ora, naturalmente, fa gola a mezza Europa, e Pierre, ma poi ha sempre trovato protagonisti diversi e, per la gioia di chi crede ancora in certi miracoli, persino talenti italiani: Stefano Gentile in gara uno per illuderci che non avevamo sbagliato tanto nei giorni in cui preferivamo lui a suo fratello Alessandro; l’anconetano Polonara in gara due, un capolavoro pur con gli atteggiamenti di chi non sa che del doman non v’è certezza; Jaime Smith, il disperso del Forum nella sfida decisiva. Sì, certo è stato bravo anche Ciccio Cooley di Evanston, ma pure lui nelle gare di Milano aveva preso soltanto le briciole delle partite. Sì, certo, ci sembra davvero un  talento in piena maturazione il sardo Spissu allevato amorevolmente da una Virtus Bologna che non avrebbe mai dovuto lasciarlo andare. Di Sassari parleremo ancora quando si giocherà la finale che ad occhio, vista la panchina Reyer, dovrebbe andare a Venezia perché Cremona sembra proprio sfinita, ma una finale scudetto all’orizzonte può rigenerare forze che sembrano perdute.

Torniamo ai peccatori di Milano. Vedrete che troveranno il modo di scaricare su  altri il terzo flop stagionale. Certo con i nostri arbitri che ne fanno dire di tutti i colori è più facile trovare delle giustificazioni, ma accidenti, tirare in ballo i  15 liberi in più di  Sassari in gara due, non avendo quasi mai cercato il duro vicino al ferro perché sotto le mura nemiche si trova anche qualche scimitarra che fa male, quello ci ha fatto capire che l’imbattuto nei play off cercava una scappatoia per giustificare un lavoro fatto bene nei ricami, ma pessimo nella scelta delle stoffe, invisibile quando c’era da cardare la lana per difendersi nelle partite del freddo, quelle senza percentuali mostruose.

Pianigiani è uno dei buoni allenatori della scuola italiana, ma rispetto ai suoi colleghi ha potuto avere quasi sempre caviale e champagne in tavola. Nel suo percorso professionale ha vinto più che perso, un pregio, ma facciamo fatica a ricordare giocatori che gli devono davvero qualcosa. Casomai il contrario. Niente di male. Non esistono i maghi, né quelli che trasformano acqua in vino. Conta il lavoro sul campo e sulla mente dei giocatori. Lui ha vinto lo scudetto dell’anno scorso tagliando al massimo nei cambi, affidandosi a pretoriani fidati. Stessa cosa in Eurolega e adesso in questo finale così triste. Gli è andata male e ce ne dispiace, per lui, per Armani perché temi sempre che mandi al diavolo quei signorini che alla fine passano ad accarezzargli l’anello, ma in realtà non sembrano davvero convinti che la maison più famosa nel mondo sia nata nella fatica, prima di avere davvero successo.

Cosa poteva avere in più Sassari rispetto a questa Milano? Eppure  è riuscita a batterla tre volte, quattro con quella in campionato che sembrava il contentino del principe ereditario al Poz che nel giorno di Carapaz si è preso un titolo tutto per lui: CARO POZ, gli ha urlato la gente perché ama davvero questo gioco, adesso che non sopporterebbe un mattocchio come lui a palazzo, ora che sa essere anche equilibrato quando deve stracciarsi una camicia, sceglie quelle che costano meno, adesso che vorrebbe pure sposarsi, speriamo che la futura compagna sappia arginare tutto in questa spumeggiante convivenza. Riposava in Spagna, al mare, se la godeva. Poi quando Esposito ha ceduto per sfinimento lui ha accettato, riconoscendo sempre che il suo predecessore aveva fatto un bel lavoro in palestra. Anche se il trio italiano non era mai arrivato ai livelli di questa semifinale.

Milano è le sue paturnie con macerie che cadono adesso che il presidente  sembra davvero separato nella nobil casa,  senza più ruoli di comando in azienda e con la sola Olimpia come  regalo  prima di doversi dire addio a fine anno se andrà davvero da Zara o in un’altra maison di quella qualità. Chi ascolta Cassandra, chi ha spie nei palazzi, annuncia che la caduta di Milano potrebbe portare Gherardini alla presidenza e magari Messina sulla panchina della società che anche questa volta, come era accaduto a Banchi e Repesa, non è riuscita a bissare lo scudetto. Vedremo. Non sono certo nomi su cui discutere, direbbe soprattutto Petrucci che Messina lo preferì al Pianigiani azzurro  pallido.

Voto alla stagione di MILANO? Un sei più, per il dominio nel campionato perché in Eurolega, a parte i coristi della sacra corona,  non ci sembrava davvero che una squadra da 25 milioni di euro dovesse galleggiare  fra settimo e dodicesimo posto, la casella dove poi si è fermata. Il migliore? MICOV, arrivato spremuto. Il più affascinante JAMES per chi pensa che gli sport di squadra siano tiro a segno per gente dal grande ego. Per il resto onore alla serietà di Cinciarini che alla fine era diventato anche un po’ troppo aziendalista per dare da mangiare a tipi affamati  di gloria. Sì, certo, un NEDOVIC più sano sarebbe stato utile. NEDOVIC arrivato tardi è stato spesso il migliore: come si spiega? Chiedere agli idolatri in pizzeria.

Gli altri italiani, anche naturalizzati, invece non meritano la sufficienza. Colpa loro, colpa dell’allenatore come dicono i sostenitori di altri giocatori in altre squadre quando le cose sono andate male, tipo Bologna, ad esempio, colpa del solito bayon. Ah, saperlo. Di sicuro le finali notturne, questi hanno giocato di notte anche domenica, non favoriranno impegni mediatici ora che hanno perso una platea da 10 mila come il Forum, cosa, che, per la verità, non ha commosso nessuna redazione visti i trafiletti in ribattuta.

La verità? Sono tutti colpevoli.  Dovrebbe essere così. Ma siamo sicuri che lo squalo sassarese, quello che sugli spalti del Pala Serradimigni avanzava minaccioso verso l’isola dorata dell’Armani per azzannare bagnanti incauti, mangerà i più piccoli a meno che Armani non finanzi davvero una nuova rivoluzione come troppe volte in questi dieci anni di regno domandandosi se ha un nome chi è andato a prendere per soldoni Omic da Podgorica, salvo poi scoprire che non era all’altezza, ricordandoci Brosterhous. Ci sentiamo quando avremo l’altra finalista.

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La fine di Proli e Pianigiani, 8.6 out of 10 based on 15 ratings

280 commenti

  1. “Ma infatti, le finali erano seguitissime perché in finale ci andavano Caserta, Livorno e Pesaro contro lo sparring partner di turno…”

    Dane ma ci sei o ci fai? Non e che se per una volta non diciamo MILANO UBER ALLES devi rompere i coglioni all’infinito
    Milano era ovviamente una delle squadre che contribuivano a creare interesse e a dare lustro al basket in italia
    Ha avuto giocatori e personaggi fondamentali come altri.
    Non e che se non c’era Milano nessuno si cagava il basket. Ma era appunto tutto un movimento mica era merito esclusivo di milano.
    Ci fosse stata la Varese del decennio prima cambiava un cazzo. Perche,grazie al cielo, non e come nel calcio dove il peso di milano e incredibilmente alto (i periodi d’oro del calcio italiano sono coincisi spesso con quelli delle milanesi).
    Veramente sta cosa che appena si scende sotto il livello di “milano capitale del mondo” partono ste manfrine ha rotto i coglioni

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    1. Ci sono, quante volte devo dirlo?! Eh si, siamo noi che scattiamo appena si scende mezza riga sotto il Milano Uber Alles…

      Ps: confermo l’idea di RavEn sul tuo bisogno di rileggere i post altrui…

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  2. “Oppure si aggrappa ad una provocazione sull’hockey”
    Ah ecco..lo dicevo
    La vostra era una provocazione
    A posto cosi

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  3. Dane
    Si va bene
    Io invece confermo che dovresti rileggere i tuoi.
    Magari un filino di vergogna ti viene nel fare la vittima

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    1. Ho riletto tutto stamattina, tra l’altro non mi pare di aver attaccato personalmente nessuno per far valere una mia idea, mentre non posso dire lo stesso di te e Krug.
      Niente di grave, siamo su Indiscreto, però ecco farmi fare la morale sullo snobismo milanese, la coda di paglia i nervi scoperti da chi ha tradotto una critica di Gamba a Milano in “provincia merda!” e “magari una piazza un po’ più mediatica aiuta” con “Milano salverà il basket italiano” mi fa un po’ ridere.
      Non a caso di complessi ho parlato per primo al terzo post…

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      1. “magari una piazza un po’ più mediatica aiuta”

        Guarda che è questo che contestiamo da ieri! Pesaro, Treviso, Caserta, Cantù, Varese non avevano un cazzo di mediatico eppure la notorietà del basket era anni luce davanti ora; quando c’era Siena invece di Milano la notorietà e l’interesse per il basket era la stessa che c’è ora per Milano; a livello di audience se c’è Milano o ci sono Venezia e Sassari è uguale.

        Quindi stiamo dicendo proprio questo: NON AIUTA UN CAZZO!

        Ed il “provincia merda” non c’entra un beato cazzo, c’entra che son trent’anni che in tutti gli sport si sente dire “Abbiamo bisogno delle metropoli”, nascono squadre piene di soldi che durano due anni, drogano il mercato e appena finiscono i soldi muoiono nel disinteresse; vedi Torino l’altro giorno nel basket o Roma e Milano in ogni sport concepito dallo scibile umano.

        Eppure qualcuno il basket continua a vederlo e la pallavolo continua a vederla; se la vede di meno NON E’ perchè mancano Roma, Milano, Napoli e Torino ma perchè il prodotto è una merda; evitate di venire a raccontarci la storiella del cazzo sulle metropoli che abbiamo altri problemi, grazie.

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        1. Posto che se qualcuno rileggesse scoprirebbe che ieri ho scritto che il discorso sul blasone non c’entra un cazzo perche il blasone nel basket ha risieduto a Cantù, Varese, Pesaro, ecc. (non ho citato Bologna perché in confronto è Londra…), è stato fatto un discorso sul momento attuale e la proprietà di Milano primo inserzionista della scena (eh ma la Gazza scrive sotto dettatura, ma va’?!).
          Avete un’idea diversa, qual è il problema ?! Così non fosse non saremmo qua a scrivere, quindi perché scaldarsi?!
          Ah già, “Che poi “Milano merda” sempre e comunque”, dimenticavo…

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          1. Oh cristo ma non è che hai scritto solamente tu su ‘sto cazzo di argomento eh?
            Non è che rispondiamo solo a te, eh?

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            1. No, no, ci mancherebbe. Io sono solo il cretino che scrive minchiate giusto per partecipare.
              Comunque sempre “Milano merda!”, eh?!…

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  4. Era una provocazione, certo, come no…

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    1. “Che poi “Milano merda” sempre e comunque”

      Questa invece?!

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      1. Hai dimenticato un pezzo:

        “Che poi “Milano merda” sempre e comunque, ma nel discorso appena affrontato non c’entra una mazza.

        Giusto così, per la precisione.

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        1. L’altro pezzo non serve, se vale il metro tuo e di Gobbo mi basta la prima frase per riassumere tutto il tuo pensiero, punto. Si fa così, qua, no?!
          Non ho più niente da aggiungere, Vostro Onore.

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  5. State (stai) piangendo da ieri perche io e krug ci siamo permessi di contestare l’affermazione “lo scudetto di milano darebbe lustro al movimento mentre quello di sassari no”.

    Rendetevi conto
    E fate (fai) pure la vittima
    Pensa te.

    L’unico argomento portato a favore del lustro l’avanzamento di 10 pagine sulla gazzetta dello sport (quel giornale che viene perculato un giorno si e l’altro pure perche scrive sotto dettatura)

    Vado a rileggermi i post

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    1. Quella frase detta così è una cazzata e l’ho specificato.
      Confermo che hai bisogno di rileggere…

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      1. Eh, però non tutti sono d’accordo

        Questo per esempio è ricca

        “boh a me il discorso di Gamba sembra chiaro.
        Se c’è la Milano (e magari la finale è pure tirata, direi anche indipendentemente da chi la vince) puoi sperare di acchiappare più gente che se la finale è Cremona – Sassari della quale non frega niente a “nessuno” al di fuori di Cremona e Sassari.”

        Ma potrei riportarne altri

        Quindi se tu rispondi a cazzo semplicemente perchè devi partecipare non è colpa mia, eh…

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        1. Ah, rispondo pure a cazzo perche devo partecipare.
          Mica per esprimere un’idea mentre ci si scanna tra opposti estremismi…

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  6. “Milano era ovviamente una delle squadre che contribuivano a creare interesse e a dare lustro al basket in italia”

    Milano era la squadra che PIU’ creava interesse e dava lustro, vuoi perchè vinceva, vuoi perchè portava in Italia personaggi incredibili (Carrol, McAdoo, McHale anche se solo per un allenamento), vuoi perchè aveva un allenatore che era un personaggio che arrivava a tutti, vuoi perchè aveva DinoMito ed altri italiani di livello.

    Una volta calata Milano il basket italiano non è morto, so che è dura da digerire ma è così; è andato in agonia dopo, per altri motivi.

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  7. C’è Diatriba ?

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  8. Dane
    E allora perche rompi i coglioni da ieri se concordo che e una cazzata?

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    1. L’ho spiegato, distinguendo tra un discorso che in questo momento ha una certa valenza e le parole di Gamba che sono state malpesate da lui e maltradotte dai report.
      Se nella tua furia iconoclasta ti prendessi la briga di leggere bene, magari non vedresti Belisario ovunque (al netto del fatto che viste le traduzioni forzate nessuno al momento appare più Belisario di te e Krug, ma questo è un altro discorso…).

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  9. Che poi lustro al movimento e risonanza mediatica sono cose diverse. Per dare lustro servono meno magliari e più imprenditori seri che vadano ad ingaggiare giocatori di prima fascia, la piazza conta relativamente. Roma-Milano senza Wright, D’Antoni e Meneghin cosa sarebbe stata ? Benetton e Scavolini stavano a Treviso e Pesaro, mica a Parigi e Ny, però coi giocatori della madonna, le squadre della madonna, la risonanza all’esterno e il lustro arrivavano eccome. Servirebbe ovviamente anche una Federazione più credibile, la storia del casellario che va per i cazzi suoi è comicità pura.

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    1. E mi pare sia stato già detto anche questo…

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  10. Dane
    Antani del report malpesato con la supercazzola come se fosse iconoclasta.
    Da 2 o da 3?

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    1. Milano merda!

      Provinciali di tutto il mondo unitevi…

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  11. “Mentre non posso dire lo stesso di te e Krug”
    Si ok

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  12. Dane
    Se ti rileggessi scopriresti che hai scritto riferendoti all’avanzata sulle pagine della gazzetta grazie all’approdo in finale “l’italia ha scoperto che si giocava un finale di basket”

    Sara stata una provocazione si vede

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    1. Ah, lo dovevo specificare?!

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      1. Cazzo Gobbo, sei tu che non capisci le sue trollate, mica lui che trolla…

        Lui è già impegnato ad “esprimere un’idea mentre ci si scanna tra opposti estremismi”, non può pensare anche a questo.

        Noi lo critichiamo ma invece meriterebbe il Nobel per la Pace

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        1. Ma non c’è nessuna trollata, il club delle vene fuori dal collo ha deciso che le provocazioni non esistono ed ogni frase vada interpretata letteralmente.
          Quindi confermo, l’italiano medio sa quando si gioca la finale di Champions ma non sa quando si gioca quella di basket, quindi se in finale vince Milano lo scopre dalla prima pagina della Gazzetta altrimenti nisba perché alle pagine del basket manco ci arriva.
          Così, eh?! Letteralmente, e un caro “Milano merda!” a tutti!

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  13. Milano era la squadra che PIU’ creava interesse e dava lustro, vuoi perchè vinceva, vuoi perchè portava in Italia personaggi incredibili (Carrol, McAdoo, McHale anche se solo per un allenamento), vuoi perchè aveva un allenatore che era un personaggio che arrivava a tutti, vuoi perchè aveva DinoMito ed altri italiani di livello.

    In realtà vale molto per la vostra generazione.
    La mia ad esempio vedeva nella Virtus Bologna, Benetton Treviso e Fortitudo Bologna le Milano degli anni 80. Danilovic bodiroga djordjevic rebraca Myers fucka eppoi rigadeau gino basile… Intervallati dalla Varese fantastica di meneghin figlio, pozzecco galanda…
    Chi come me per forza di cose comincia a seguire negli anni 90 e non è di Milano e dintorni, non ha certo il mito di Milano nel basket (o di Cantù per dire)…

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    1. Leo si parlava del basket degli anni ’80.

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  14. “Ah, lo dovevo specificare?!”
    No no
    C’ero quasi arrivato.

    Comunque per dar lustro al movimento e sufficiente che l’italiano medio (personaggio che su questi schermi viene sbeffeggiato in continuazione) sappia che c’e una finale di basket.

    Se ho capito bene destreggiandomi tra una provocazione e l’altra

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    1. No, ma davvero mi stai di nuovo attribuendo il discorso del “dare lustro al movimento”?! No, ma davvero mi stai attribuendo l’idea che lo si otterebbe con un mero titolino sulla Gazzetta?!
      No, ma davvero bisogna scriverti per la decima volta che sta roba non l’ha partorita nessuno?!
      No, ma davvero bisogna ripeterti l’esistenza di sfumature in situazioni difficili come quella del basket attuale?! No, ma davvero tocca spiegarti che l’italiano medio viene giustamente sbeffeggiato per le sue difficoltà endemiche (non a caso mediamente tifa Juve) ma fatalmente rappresenta la massa che determina l’audience e questo vale in politica, nel marketing ed anche nel seguito sportivo?!

      Eh ma io sono il cretino che spara minchiate a cazzo per partecipare…

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  15. “Le groupies rappresenterebbero il pubblico generalista?!”

    Io non so cosa tu intenda per pubblico generalista, io intendo tutto il pubblico che non sia un appassionato dello sport in questione, quindi sì, ANCHE le groupie; groupie che pagano i biglietti nei palazzetti, guardano le partite in tv contribuendo a mandare avanti la baracca; succedeva la stessa cosa all’epoca d’oro, se andavi a vedere una partita di pallavolo con i “belli” in campo sembrava di essere al Vigorelli all’arrivo dei Beatles o poco via.

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    1. Appunto, le groupies fanno parte del seguito interno, il pubblico generalista è altro e manco sa chi cazzo sia Pippo Lanza che è meno conosciuto di Bebe Vio, figuriamoci di Zorzi e Lucchetta…

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      1. Rispetto ai tempi di Zorzi e Lucchetta è molto più difficile conquistare il pubblico generalista; una volta volente o nolente eri “costretto” ad imbatterti in certi sport perchè l’offerta televisiva era limitata quindi il sabato pomeriggio magari finivi sulla Rai a vederti pallavolo o pallacanestro anche se non te ne fregava poi molto; ricordo miei compagni di classe assolutamente indifferenti alla pallavolo che cmq conoscevano Sapega o Ganev (non Kiraly o Zwerver, Sapega o Ganev) o su Tele + (che era in chiaro), ora con un’offerta illimitata in tutti i campi puoi soddisfare ogni desiderio di un appassionato ma hai molta più difficoltà a “circuire” una persona esterna al tuo mondo.

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        1. Meno male che sono solo un cretino che scrive minchiate a cazzo solo per partecipare, perché se fossi un Krug o un Gobbo risponderei “LE CAVALLETTE!!!” rilanciando il flame…

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  16. “Anche la pallavolo mi pare che oggi abbia una vetrina minore rispetto all’epoca d’oro di Velasco. Non è scomparsa, ma è uno sport “minore”.”

    E’ sempre stata uno sport minore (e sempre lo sarà); resta il fatto che fra alti e bassi continua a sopravvivere (a livelli infinitamente più alti di prima dello sbocciare della generazioni di fenomeni); e lo fa senza metropoli o grandi gruppi; non capisco perchè non potrebbe farlo anche il basket

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    1. Sì è chiaro.
      Il mio riferimento all’hockey era per dire che c’è il rischio che diventi sport di ultra nicchia.

      Ah, mi sono dimenticato una cosa. Visto che vengono citate continuamente le vittorie: un filotto di Milano tipo Juve non avrebbe cambiato niente in termini di risonanza.
      Anzi, in questo momento, sono proprio le sconfitte dell’Olimpia a fare notizia (vedi sempre il discorso di Davide e Golia).
      Anche qui nel nostro piccolo il 90% dei commenti sono sulle sconfitte di Pianigiani & Co.

      Diverso invece il discorso se Armani decidesse di uscire dal campionato Italiano per fare solo l’Eurolega: (spoiler: PROVOCAZIONE) altro che pagina 20 della Gazza, la serie A finirebbe dritta nei necrologi.

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  17. ennesima discussione che non porta a nulla perchè bisogna tenere il punto.
    Per me Gamba ha detto una roba normalissima, direi banale: in questo momento storico assai negativo per il basket italiano, la presenza della Milano di Armani è una cosa buona e un’uscita di scena anticipata dalla competizione riduce le chance di aumentare o almeno mantenere interesse e seguito(che siano i giornali, gli sponsor, il pubblico televisivo, quello del palazzetto, l’interesse anche dall’estero ecc.ecc..i) intorno alla competizione.
    per voi non è cosi.
    amen.

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    1. Avvocato quando non difendi Pianigiani dici cose molto sensate. 😜

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  18. Ai tempi della generazione di fenomeni mi pare dominassero Ravenna, Modena e Treviso, per Mediolanum c’era solo qualche coppetta. Eppure l’interesse era altissimo proprio perchè c’erano in circolazione fior di giocatori, persino il sottoscritto (preferisco il volley femminile…) era moderatamente interessato. Sempre lì si finisce.

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    1. Fondamentalmente giravano più soldi.
      Non solo il Berlusca, ma anche Gardini, Benetton ecc.

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    2. Anche questa cosa l’ho scritta ieri, specificando però che per il pubblico generalista erano più riconoscibili i perdenti di Milano rispetto ai vincenti emiliani (io avevo citato anche Parma), con addirittura i casi di alcuni giocatori più famosi quando son venuti a perdere a Milano rispetto a quando vincevano in Emilia.
      Ha ragione Ricca, discussione finita in un cul de sac per la tigna di tenere il punto, tant’è che dopo due pagine di spiegazioni, distinguo e precisazioni siamo ancora al “taci, cretino! Tu che sostieni che con un titolino in prima pagina sulla Gazzetta si farebbe grande il basket italiano!…”

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  19. L’eterna faida campanilistica tra paesani e metropolitani funziona sempre.

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  20. “la presenza della Milano di Armani è una cosa buona”
    Vero

    “un’uscita di scena anticipata dalla competizione riduce le chance di aumentare o almeno mantenere interesse e seguito(che siano i giornali, gli sponsor, il pubblico televisivo, quello del palazzetto, l’interesse anche dall’estero ecc.ecc..i) intorno alla competizione.”
    Questo francamente non lo capisco. A me pare che negli ultimi anni milano o non milano ci sia sempre lo stesso interesse sul basket italiano. Che e un basket di serie B e quindi fa fatica a far presa anche sull’italiano medio perche anche a milano non ci sono nomi o personaggi in grado di accendere l’interesse

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  21. Krug
    Sapega e Ganev enormi

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    1. sapega è stato uno dei pochi veri amici di mio papà nella pallavolo.

      purtroppo il suo nome apre ferite ancora oggi molto dolorose.

      al di là del giocatore di immensa classe (“il poeta”), persona di rara intelligenza e, forse per questo, dalle mille contraddizioni: consapevole dello status di privilegiato (sportivo e militare nell’unione sovietica erano due vantaggi non da poco), ma anche con l’eterna ombra malinconica della morte non troppo chiara del fratello.

      maniacale nel rispetto delle regole e nell’applicazione del senso del dovere (memorabile la sua delusione umana per un oriundo che saltò una gara di play-off contro milano per un dolore ad un dito del piede…), ma al tempo stesso critico verso i paradossi del regime e a suo modo intellettuale.

      noti i suoi problemi comuni a tantissimi altri atleti russi, circostanza che mio papà da presidente cercò di tutelare con i pochi mezzi (anche manageriali) a disposizione, venendo per questo sbeffeggiato dalla stampa specializzata.

      però a recuperarlo di notte sul tetto di un hotel della prima periferia patavina – fosse stato balotelli sareste tutti a conoscenza dell’episodio… – ci è salito lui, con affetto sincero.

      anche se magari il successivo comunicato stampa sul misterioso infortunio e l’assenza dai campi senza non precisati tempi di recupero non era un capolavoro di gestione giornalistica…

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      1. “memorabile la sua delusione umana per un oriundo che saltò una gara di play-off contro milano per un dolore ad un dito del piede…”

        Macho Franceschi o Daniel Castellani? 😉

        Adoravo Padova, soprattutto quando non di rado bastonava la ricca ed antipatica Sisley…

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        1. vabbè, ormai: macho franceschi, che a milano (credo proprio al forum) si cagò letteralmente sotto per l’importanza del match.

          sisley modello – anche organizzativo: i soldi aiutano, ma la mitica polispotiva milan non è che ne avesse meno… – davvero inarrivabile, ma una manciata di derby, sparsi negli anni, li abbiamo vinti.

          per quanto mio padre sia legato soprattutto ad una sconfitta al tie-break. sull’ultimo punto dell’ultimo set schiacciata verso l’iperuniverso di un attaccante trevigiano e arbitri pronti a decretare la fine del match, quando davide tovo, solitamente figlio di una buona donna, alza il braccio per autodenunciarsi del tocco a muro. assicuro che il presidente sartorati non è mai stato un grande fautore de “il nostro sport è differente” e della correttezza a tutti i costi…

          poi ci fu una vittoria all’ultima giornata con conseguente salvezza, arrivandoci in una situazione del tipo prima (ma che avrebbe iniziato i play-off due giorni dopo) contro ultima. a santa croce sono convinti che comprammo l’incontro, invece fatica clamorosa anche per battere le seconde linee. devo però ammettere che l’ex di turno, fox fei, fu bravissimo a risultare MVP, ma a sbaglaire di poco i palloni decisivi… (e tovo, ancora una volta presente, a dirgli sottorete che se non ci lasciava strada libera non gli comprava il regalo per il matrimonio!)

          fra l’altro ricordo un millelire di stampa alternativa che raccoglieva le scritte più divertente trovati sulle banconote. gli autori interpretarono un “charro nel cuore, sisley nel culo” come un’oscura guerra tra brand della moda giovanile…

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          1. Sarto, però specifica che Macho se la fece addosso per il turno in sè e non per la città, altrimenti ti fanno la pelle.
            Lo dico per te, perché anche tu mi stai molto simpatico…

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    2. ganev altro personaggio fenomenale, anche se genere sbruffone alla ibrahimovic (a partire dalla macchina con le corna di bufalo).

      e all’inizio giocava a schio, una cosa analoga a zico dell’udinese… se l’udinese fosse stata addirittura in serie b!

      cito solo un fenomenale dialogo con il compito e sempre pignolo professor prandi, che lo rimproverava, statistiche alla mano, di tirare sempre nella stessa direzione, permettendo quindi alla difesa di sapere sempre in anticipo dove posizionarsi.

      “ma cosa dici professore? come fanno difensori a sapere dove tiro io, se io tiro sempre a caso e non so nemmeno io?”

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      1. Andrea
        Ti correggo
        Catania – Cuneo e poi Schio (un anno e retrocesso ) sempre in A1

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      2. ““ma cosa dici professore? come fanno difensori a sapere dove tiro io, se io tiro sempre a caso e non so nemmeno io?””

        La racconta sempre Fefè De Giorgi ai suoi corsi d’insegnamento; lui maniacale che si scriveva tutto su un quadernetto, Ganev che gli diceva “Tu mettila dove vuoi, tanto io tiro a caso” e Prandi che scuote la testa sconsolato.

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        1. anche fefè passò da padova (scuola di alzatori clamorosa: tofoli, de giorgi, meoni, vermiglio).

          l’altro evergreen di ganev che si racconta sempre è quello della dieta dell’ananas.

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    3. Beh, c’erano KK e gli altri Yankees, c’erano i migliori brasiliani… tolti i cubani stiamo stiamo parlando del meglio del meglio del meglio

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  22. Interesse dall’estero, mah…l’unico effetto notato è che il sito dell’euroleague non ci aggiorna più sui “domestic playoff” nostrani, ma ci aggiornava solo perchè Milano fa parte del gotha europeo licenza alla mano, mica per altro.

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  23. La buona salute del movimento non è data dalle vittorie o meno di Milano.
    Il basket italiano è un carrozzone cialtrone quasi al pari della serie B di calcio, metà delle società di serie A è praticamente fallita, si gioca in palazzetti che non dovrebbero nemmeno esistere nelle minors e la federazione fa finta di nulla.
    E in questo contesto il fatto che la Armani non abbia vinto gli ultimi 7 scudetti depone solo a favore del fatto che è gestita in maniera disastrosa.

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    1. Amen. ✌️

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  24. fra noi appassionati di lettura esiste un quesito tipo uovo o gallina: è meglio uno che non legge nessun libro in un anno o è meglio quello che ne legge uno ma di Fabio Volo?
    dopo 15 anni e più che Fabio Volo scrive libri i lettori in Italia non sono aumentati quindi il meccanismo è quantomeno inutile, sul dannoso vedremo

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  25. “…La buona salute del movimento non è data dalle vittorie o meno di Milano…”

    Voglio morire…

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  26. Dane è inutile, si ricomincia ogni volta da capo

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    1. Si, ma nel momento in cui anche uno come Merdmann mi riassume così la questione mi vien da buttarmi dal terrazzo (potrebbe essere un’idea per sospendere i concerti di Vasco Rossi, tipo Sfera e Basta…🤔).
      Tanto vale passare a parlare di figa…

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      1. Il mio è un discorso che esula dalle frasi di Gamba.
        Ovvio che Milano possa e debba fare da traino ad un movimento sano, il problema è che in questo momento, all’interno di un movimento molto malato, non riesce a trainare nemmeno se stessa.
        Anch’io penso che la presenza di più piazze “metropolitane” sia un sintomo di un movimento che possa crescere (un po’ sulla falsariga delle franchigie NBA, lo pensava anche Aldo Giordani anni fa), ma penso anche che “in questo momento” l’ultimo dei problemi del basket italiano sia la presenza o meno di Milano in finale.
        Ovvio che se sparisce pure Milano con Roma che è tornata in A ma non con grande salute finanziaria non può essere solo la Virtus a reggere il giocattolo (anche la Fortitudo non se la passa benissimo).
        Tutte le altre piazze, anche se con “blasone” interessano al massimo nelle vicinanze, per esempio se Cantù dovesse sparire la disperazione sarebbe solo locale (e nemmeno esagerata).

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  27. Piccola postilla: è lo stesso Armani che non ha come priorità i risultati sportivi (traduzione: le vittorie).
    A lui interessa maggiormente il ritorno di immagine (e di $ ovviamente).

    Un investimento di X nel basket rende 3 volte tanto dello stesso investimento in pubblicità tradizionale (cit. manager gruppo Armani).

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  28. Un investimento di X nel basket rende 3 volte tanto dello stesso investimento in pubblicità tradizionale (cit. manager gruppo Armani).

    che mi sembra un po’ in contraddizione con la frase “senza Armani il basket fa la fine dell’hockey”

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    1. Perché?

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    2. E invece è direttamente collegato…

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  29. @Axel @Matrix

    Sicuramente ricordo male io, ma quella analisi sul ROI era riferita al mercato europeo, quindi alla convenienza per la Holding di stare in un campionato europeo. Discorso che esula dal campo, se non come logica conseguenza.

    P.S. Con tre posizionamenti all’ultimo posto a tre EL consecutive la licenza viene messa in discussione? Una roba del genere….

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    1. Se arrivi ultimo 3 volte di fila la licenza te la possono levare.

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      1. Pericolo scampato, per ora. 😅

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    2. Infatti è un discorso che esula dal campo, per questo ho chiesto spiegazioni ad Axel.

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  30. Ormai ho deciso di passare alla figa, Schio me ne ha fatta venire in mente una enciclopedica conosciuta a Biella (nipote di un mio amico che aveva una sorella molto più grande, di qui la vicinanza d’età con la nipote…), una sorta di Fenech in versione più giunonica stile Arcuri.
    Forme e accento me l’han sempre fatta immaginare nella parte della cameriera veneta maiala che risponde “COMANDI!” quando Renzo Montagnani la chiama. La incrociai una volta mentre faceva la vallettona su una tv locale vicentina dove venni ospitato per una trasmissione di ciclismo su pista, poi mai più rivista nè saputo niente.
    Va beh, ma dove volevo arrivare?! Ah, si, chiedo a Sartori & Co. se sia vero che Thiene si aggiunse l’H al nome per avere 6 lettere e non restare indietro rispetto alla rivale Schio…

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    1. Confermo tutto su Thiene
      Ps: Tva Vicenza ?
      Intrigo tessile ? Biella Schio e Plato erano le varie Manchester d’Italia , mettiamo in parte i cugini Valdagnesi

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      1. “Ps: Tva Vicenza ?
        Intrigo tessile ? Biella Schio e Plato erano le varie Manchester d’Italia”

        Sai che non ho capito niente?!

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        1. tva vicenza è la principale emittente locale dei mangiagatti

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          1. E di gente che va da Schio a Biella di solito era per lavoro, visto che erano entrambe cittadine a fortissima vocazione tessile

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            1. Leonto: Ah ok, non so…la sorella del mio amico si sposò uno di Vicenza conosciuto mi pare in vacanza e presero casa a Schio, d’estate veniva a Biella a trovare i genitori.
              Onestamente ignoro se lavorasse in ambito tessile il che favorì l’idea del trasferimento…

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          2. Sarto: Si, ma non capivo il riferimento al tessile, mi invitarono per il Vigorelli mica perché avevo una casa a Biella! 😝

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    2. a me sei talmente simpatico che ti perdono pure la storpiatura del cognome, a conferma della mia impressione (in chiave ovviamente vittimista, come sono di natura) di essere il commentatore attivo meno famoso di indiscreto!

      la leggenda metropolitana è più o meno declinata in varie forme: io sapevo se hanno l’acca a schio, chi siamo noi per non averla?

      (pensa che vita triste: io al massimo a schio mi ingozzavo di wurstel di dubbia qualità nell’area hospitality perché lo sponsor della squadra di volley era wuber)

      ((per un attimo ho temuto che a MenoUno non piacessero nemmeno gli aneddoti su sapega e ganev))

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      1. Ma no! In realtà avevo scritto “Sarto” (come chiamo Scarto di solito Michele Scartezzini…), poi il correttore automatico me lo ha convertito e la mia pigrizia nel rileggere (sto cercando di seguire la moda) ha fatto il resto…

        Quindi siamo alla gara a chi ce l’ha più lungo (lo svolgimento odonomastico) tra paeselli, eh ma quanto sono stronzi gli animali metropolitani…pazzesco, pensavo fosse una leggenda metropolitana a spiegare un’origine latina nell’odonomastica…

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      2. Strano non citi comunque l’anno che il jockey da neopromosso in A1 sbatte fuori ai playoff scudetto Padova vincendo con una prestazione assurda dell’eterno Kim

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        1. come se non ricordassi nitidamente quella partita: infrasettimanale, in un san lazzaro deserto e con silvano prandi impotente…

          fra l’altro era l’anno della sponsorizzazione charro padova, con le ragazze che mi fermavano sull’argine per chiedermi dove trovavo le magliette della squadra…

          con il successivo brand sernagiotto (sponsor chiaramente politico, cooptato dall’area fracanzaniana dell’allora dc…) non sarebbe accaduto.

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  31. In realtà non credo in ogni caso che Milano rischi seriamente.
    Volenti o nolenti, che vi piaccia o no, il brand e il nome Armani danno lustro persino a una manifestazione come l’Eurolega.
    Bartomeu se lo tiene ben stretto: o pensate che l’Olimpia abbia ottenuto la licenza permanente grazie ai risultati sportivi (ride)?

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    1. Il rischio dell’Olimpia è tutto nell’età di Armani, non è Highlander.

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      1. Good point.
        In teoria l’Olimpia è dentro la Fondazione Armani e quindi dovrebbe essere relativamente al sicuro, almeno nel breve.
        Ma del futuro non vi è certezza.

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    2. Ma no, ha ottenuto la licenza perché sta in provincia di Cantù…

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  32. Dane, non voglio farti cambiare idea sulla tua ultima scelta (peraltro condivisibile), anch’io penso che un movimento che porti in finale Civitanova e Montichiari non sia sinonimo di popolarità.
    Ci sono però cose nel basket che in questo momento esulano da Milano (che per fortuna bene o male continua a far parlare del giocattolo).
    E’ più facile spiegarsi vedendosi a quattr’occhi.

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    1. Si, si, ma anche queste sono cose abbondantemente dette più volte, non a caso si è denunciato l’errore di cancellare le sfumature per tradurre il tutto con “la prima pagina su Milano campione salverà il movimento”, motivo per cui ho deciso di passare alla figa…

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  33. 245 commenti a una sbrodolata di Eleni, incredibile!!! Quasi quasi converrebbe suggerire a Furio (Fedele) di mettere dentro Proli e Pianigiani nel prossimo pezzo sulle auto che sono 3 numeri che la rubrica non prende nemmeno un post di commento… (ehh ma i 65.000 contatti!!!)

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    1. Ah, siamo in un post di Eleni?

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  34. Breaking news: pare Burns positivo agli anabolizzanti.
    Minchia.

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    1. mamma mia…

      (adesso mando una mail a gamba per chiedergli se pensa che il doping sia stato fondamentale nella crescita tecnica di burns)

      ((e comunque queste sono le tentazioni della metropoli: nella sana provincia lo avrebbero tirato sù con due bei panini al salame))

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  35. OT

    HA RAGIONE PETRUCCI

    Letto adesso della storia di Burns. Ho wikipediato per vedere cosa fosse e a cosa servisse. Pare sia lenitivo e cicatrizzante per le abrasioni cutanee: vedi cosa succede a non fare giocare i panda!

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    1. Su cosa?!

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    2. “per vedere cosa fosse e a cosa servisse”

      io ero convinto ti riferissi proprio a burns in sè.

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      1. 😂

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  36. “Anch’io penso che la presenza di più piazze “metropolitane” sia un sintomo di un movimento che possa crescere (un po’ sulla falsariga delle franchigie NBA, lo pensava anche Aldo Giordani anni fa), ma penso anche che “in questo momento” l’ultimo dei problemi del basket italiano sia la presenza o meno di Milano in finale.”

    Per me siete utopici, alle piazze metropolitane interessa esclusivamente il calcio; per me andrebbero coccolate le città medie con un buon bacino economico dietro: Bologna, Verona, Brescia, (no, non Trieste, non è un discorso pro domo mia) che economicamente non ha le caratteristiche giuste.

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  37. @Dane

    https://realolimpiamilano.com/ ma la trovi in giro senza problemi

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    1. in questi casi comunque più che il medicinale in sè vengono usati come coprenti, giusto?

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    2. Ma cosa ha detto Petrucci?! Mi sto perdendo…

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      1. Niente. Penso che quella di RavEn fosse una battuta. 😬

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  38. Ci mancava solo questa.
    Cos’altro ancora?
    La riconferma di Pianigiani?
    Armani che annuncia la bancarotta?

    Degna conclusione di un’annata positiva direi 😭

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  39. @Dane

    1) positivo alla sostanza: Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia

    Ne sai qualcosa per capire e perché viene usato? Lo usavano nella DDR ai tempi d’oro pare…

    2) Serve anche per le irratazioni cutanee e pensavo che lo avesse usato per la permanenza prolungata in panca visto il sistema Pianigiani

    3) Petrucci ha voluto la legge salva panda (quella del 5+5 italiani o 6+6 italiani a referto in Italia). Da qui la battuta….

    Fuori per mesi? Contratto rescisso? Altro panda da cercare? ADV resta?

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    1. Mi era sfuggito solo il riferimento alla regola dei panda, non capivo cosa c’entrasse Petrucci, il resto l’avevo capito.
      Per quanto riguarda il medicinale, nel ciclismo lo si usava in pista per curare le escoriazioni quando si scivolava in parabolica (che i profani immaginano liscia come il parquet del basket ma non è così…).
      Lo si smise di usare con il successivo giro di vite sulla lista di sostanze vietate, anche se si narrava di diluizioni per spararselo in vena…

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  40. Buongiorno a tutte ed a tutti,
    Il mio nome è Ralf Heinz KOLA . Sono un uomo a d’affare che offro prestiti di denaro alle persone nella necessità ed alle imprese in difficoltà finanziaria. Offro prestiti di 5.000€ fino a 7.000.000€ a qualsiasi persona ed imprese capace di rimborsare entro un termine ragionevole. Per più informazione, volete contattarla per posta elettronica: financialkredit10@gmail.com

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  41. Buongiorno signore e signori.
    Sono un uomo d’affare che offro prestiti di denaro alle persone nella necessità di un uno pronto urgente. Quest’offerta è destinata alla popolazione italiana ed alla grande impresa. A patria di 5.000€ fino a 7.000.000€ per qualsiasi domanda sul 3% di interessi. Persone privato, impresa ed altra, contatta con il mio indirizzo mail ed avrete la soluzione alla vostra preoccupazione: financialkredit10@gmail.com

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  42. ahahahahahahahahah

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  43. Posso rimborsare in Minibot?

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  44. Mi spiace per Ralf Heinz, io per i prestiti personali mi affido alla Strozus:

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