Cacio e pepe, le strade che portano a Roma

La cucina romana è la nostra preferita, fra quelle locali italiane, ma abitiamo a Milano e di solito la gustiamo qui. Dove non perde niente rispetto all’originale, visto che i diversi posti che frequentiamo sono gestiti da romani (giudicando dalla parlata, perché l’etica di ‘Pagando il conto’ ci impedisce di scrivere dei locali degli amici) e hanno quel calore di base che nella terra promessa dei tavoli in wengé, dei sommelier-guru e del post-fusion spesso non esiste. Il nostro preferito è il Ristorante Cacio e Pepe di viale Gian Galeazzo, che dall’esterno sembra incarnare molti stereotipi milanesi ma in realtà è un mondo a parte. Specialmente in una zona come quella della Darsena che dopo essere stata ripulita, almeno a livello architettonico, è meta fissa delle varie tribù metropolitane di cui sarebbe auspicabile l’estinzione. Parcheggio impossibile, bisogna dirlo, nel giro di diversi chilometri, e garage carissimi (nell’ordine dei 18 euro per 3 ore). Meglio i mezzi pubblici, anche se non ci sono metropolitane vicino, o il taxi.

All’entrata c’è un grande tavolo, da venti o giù di lì, che potremmo definire di socializzazione: lì si siede chi non ha prenotato o magari chi proprio vuole socializzare. I tavoli normali, sia al piano terra che sopra, sono decisamente troppo vicini e questo, a meno di non essere lobotomizzati che per tutta la cena guardano il cellulare tenuto rigorosamente sul tavolo (tutti chirurghi del pronto soccorso, immaginiamo), dà fastidio. All’attivo del locale c’è una cucina semplicemente perfetta, che mai supera le colonne d’Ercole della rivisitazione (anche se quasi se ne vergognano e infatti sul sito c’è scritto ‘cucina romana rivisitata’: forse solo un po’ nella presentazione, al massimo) e sempre propone piatti di stagione. Fra gli antipasti da consigliare i fiori di zucca fritti con mozzarella di bufala e acciughe, ma anche i carciofi alla romana hanno il loro perché. I due primi da urlo sono i tonnarelli cacio e pepe ma soprattutto la carbonara ai fiori di zucca, con il corretto amalgama, senza dimenticare la gricia. Fra i secondi, ma viste le quantità è impossibile arrivarci se non si rinuncia ad antipasto o primo, tutto ciò che fa Roma, dai saltimbocca in giù, e una particolare attenzione per le specialità del giorno: quando c’è la porchetta di Ariccia si tratta della migliore porchetta del pianeta, cucinata e servita con equilibrio. Non sarebbe umano mangiare anche il dolce, quindi qui non possiamo fare recensioni, ma i sorbetti (benissimo quello al mandarino) sono veri sorbetti e non ci rinunciamo.

Camerieri gentili e romanizzati, senza essere romani, con qualche battuta non sempre colta dalla clientela che spesso è straniera (sarà su qualche guida, noi di Indiscreto arriviamo sempre dopo). Molti tavoli o gruppi di donne, un ambiente in cui nessuno ti mette fretta anche se la cucina chiude relativamente tardi e quindi i doppi turni sarebbero possibili, una cucina dove anche i vegetariani trovano le loro soddisfazioni, un prezzo (noi per antipasto, primo e sorbetto siamo di solito sui sui 30 euro, con il secondo si va in zona 40) coerente con l’insieme.

Ristorante Cacio e Pepe – viale Gian Galeazzo 3 – 20136 Milano (zona Darsena-Ticinese). Telefono 02-83242509. Sito web: Ristorantecacioepepe.com. Voto qualità/prezzo di Indiscreto: 9.

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28 commenti

  1. A

    io in edicola comprerei qualsiasi prodotto editoriale che ospitasse questa splendida rubrica.

    fra l’altro in previsione del concerto di david byrne a trieste… ricordo nell’indiscreto arancione una recensione di un locale (una birreria?) della città: si riesce a recuperare o ci buttiamo su uno dei 4 ristoranti di alessandro borghese?

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  2. C

    (Tra quelli di Borghese) Assolutamente l’antico spazzacamino. Ci sono stato un mesetto fa, la Barcolana è ottima, il proprietario un personaggio specie quando a metà cena si mette a suonare la batteria e ti tocca aspettare per il secondo 🙂

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  3. A

    che personaggio quello! anche se l’uomo indiscreto andrebbe sicuramente dalla tipa, figlia del titolare, che serviva, secondo un’altra concorrente, in maniera troppo ammiccante…

    finora delle varie stagioni visitati (prima della messa in onda, quindi assolutamente per caso) “da me” a bologna e (dopo) “la figlia del presidente” a napoli.

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  4. C

    Si me lo ricordo (sono tossico di Borghese oltre che di Non è da Inter) ma ti farei presenta che aveva 18 anni se va bene 🙂

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  5. Forse era un commento, perché recensioni triestine non me ne ricordo… quanto al prodotto editoriale, la migliore guida milanese, quella che trovo più onesta, è Pappa Milano di Valerio Visintin… solo che lui capisce di cucina, al contrario del trust di cervelli che contribuisce a questa rubrica…

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  6. A

    io son quasi certo che fosse una recensione, ma chissà.

    nemmeno il genere pub/birreria fornisce un buon indizio? davvero sono così rimbambito da confondermi con linus o addirittura con un’altra città?

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  7. R

    A proposito di cucina romana a Milano una new entry: Trapizzino in via Marghera (nemmeno così lontano da via Novara e Budrieri potrebbe darci un giudizio). A Roma spopola, a Milano ho più di un dubbio.

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  8. B

    Trapizzino provato al festival fast food a Napoli e abbastanza deludente, molto meglio l’autoctono cuzzetiello.

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  9. K

    “ricordo nell’indiscreto arancione una recensione di un locale (una birreria?) della città”

    A suo tempo parlavamo con Spike di locali ed era venuto fuori Pepi S’ciavo (Buffet Da Pepi via Cassa di Risparmio 3) che è un’istituzione anche se non propriamente a buonissimo mercato.

    Altrimenti se mi dici cosa vuoi mangiare e cosa cerchi (pesce, carne, cucina tipica, birrerie, ristoranti formali, informali) magari qualche dritta, essendo del posto, riesco a dartela.

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  10. s

    Confermo il ricordo di krug e la qualità del locale
    Città splendida tra l’altro.

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  11. C

    Tremendamente in culo ai lupi però 🙂

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  12. K

    “Tremendamente in culo ai lupi”

    Grazie a Dio non sono Padano

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  13. “ricordo nell’indiscreto arancione una recensione di un locale (una birreria?) della città”

    Era un commento di Krug, che faceva una panoramica sui locali della sua città…

    “il proprietario un personaggio specie quando a metà cena si mette a suonare la batteria e ti tocca aspettare per il secondo”

    DA AMMAZZARE!!!

    “anche se l’uomo indiscreto andrebbe sicuramente dalla tipa, figlia del titolare, che serviva, secondo un’altra concorrente, in maniera troppo ammiccante…”

    Confermo! Stramaiala fotonica, la concorrente che si lamentava della scollatura semplicemente rosicava a bestia!
    A tal proposito, ho notato che nel programma dell’insopportabile Borghese la più stronza o la più rompicoglioni in ogni puntata è sempre la donna (podio per la milanese delle cascine, la bionda della Valtellina e la calabrese astiosa…), che spesso poi vince anche. Non ho capito se per scelta autoriale o se perché le fanno vincere perché non rompano i coglioni…

    “A proposito di cucina romana a Milano una new entry: Trapizzino in via Marghera ”

    Ci passo davanti tutti i giorni (ultima volta 2 ore fa) perché è ad un passo da casa mia, ma com’è?! Me lo son sempre chiesto…

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  14. Meno Uno è la concorrente cessa…

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  15. R

    A me sembra il classico posto pompato sui soliti siti che vanno in coppia dove una marchetta (affidata al correttore) non si nega a nessuno secondo le linee guida del più canonico “do ut des”.

    Personalmente mi attira meno di zero. Credo sia la classica riproposizione di idea che va bene in un posto come Roma e che, portato a Milano, deve andare bene per forza perché i milanesi sono gonzi, non capiscono nulla di ristorazione e non guardano mai la parte destra di un menu (ti piace la citazione cinematografica?).

    E poi si chiude, perdendoci anche un bel po’ di soldi.

    Personalmente l’idea di mangiare per strada la trippa o la coda in una pizza piegata mi inorridisce: se ti va di provarlo, sbrigati perché non so se dura oltre l’estate. In zona Piazza Piemonte?!!!! Al massimo via Torino!

    P.S. In zona c’è di meglio e lo sai!

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  16. Lo so, lo so, ma vedendolo mi incuriosiva ma non me ne sono mai interessato…..non avevo capito ad esempio che la pietanza te la servissero in una pizza, ad esempio…

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  17. A

    giusto per la cronaca: ho trovato ciò a cui mi riferivo (esistono siti che recuperano le screenshot periodiche di vecchi siti).

    il 12 giugno 2004 su indiscreto appariva la seconda puntata di PAGANDO IL CONTO FRIENDS, a firma di marco lombardo, dedicata alla birreria lowembrau di trieste (“Quando la nostra Mittleeuropa è la pizza”).

    lascio a voi le considerazioni sulla ricchezza della mia vita se da 14 anni una parte del mio cervello è occupata dal pensiero “la prima volta che vado a trieste devo ricordarmi di quel posto segnalato sul sito di olivari” e se oggi ho speso un’ora (ovviamente al lavoro) per recuperare con atteggiamento da nonno multimediale – stringa “come recuperare vecchie pagine internet” – questa madeleine.

    comunque trieste è relativamente vicina a me (e anche ai suoceri, di casarsa, che hanno investito la liquidazione da insegnanti in un appartamento da palazzone frontemare marrone di lignano sabbiadoro), ma troppo legata al concetto di città da gita scolastica di scuole elementari e medie. credo di vantare un tris (quarta elementare, seconda media, prima superiore) di grotta del gigante/castello di miramare.

    comunque per byrne a luglio, fedele al nuovo proposito di non voler morire con i soldi in banca e fare il micragnoso per spese minime, io e mia moglie facciamo venerdì, sabato e domencia, quindi i consigli sono ben accetti.

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  18. In luglio in che giorni?! Io sono lì a fine luglio per una gara di bici, mi fermerò credo 3 giorni almeno, si potrebbe organizzare un’Aperitivo Indiscreto in trasferta…

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  19. K

    “birreria lowembrau di trieste”

    Ha cambiato nome e proprietà, si chiama Spiller, a Trieste è ufficiosamente nota come “600 posti” perchè la leggenda narra che possa far accomodare 600 clienti.

    E’ abbastanza frequentata per tre motivi
    1) E’ immensa quindi è difficile che non si trovi posto
    2) E’ sulle Rive ed alla sera è molto facile trovare parcheggio (alle 20.00 i parcheggi a pagamento delle Rive diventano free)
    3) Ha un menu infinito (ci metti più tempo a leggere il menu che a mangiare) e di sicuro trovi qualcosa che vada bene a tutti

    Va detto che non si mangia male (per un pub/birreria, questo almeno l’ultima volta che ci sono andato ma ci manco da un annetto) ed ha almeno 6 tipi di birra alla spina se non di più però onestamente in città si trova di meglio, sia come pub che come posto dove mangiare qualcosa di tipico e per tipico intendo una cucina che abbina influssi austriaci (bolliti vari), ungheresi (il goulash che qui viene abbinato con la pasta e con gli gnocchi di patate o di pane e non viene servito da solo come Suppe), balcanici (cevapcici, pljeskavica, ljiubljianska)

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  20. K

    “si potrebbe organizzare un’Aperitivo Indiscreto in trasferta…”

    I have a dream, Gobbo che viene a Trieste e finalmente vede il mare e non la pozzanghera a cui è abituato… ;)))))

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  21. Guarda che le pozzanghere sono quelle dall’altra parte dell’Adriatico… 😉

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