La destra siamo noi, i voti sono loro

Da una grande idea può nascere un libro interessante ma al di sotto delle immense potenzialità della materia: La destra siamo noi – Una controstoria italiana da Scelba a Salvini (editore Rizzoli, circa 400 paginefa parte di questa strana categoria. Diciamo strana perché le grandi idee sono poche e i libri che ne derivano sono quasi sempre capolavori… Quale sarebbe quindi la grande idea? Che Giampaolo Pansa abbia voluto tracciare la storia della destra italiana nel dopoguerra uscendo dallo schema MSI-neofascismo ed evitando anche tirate su un berlusconismo ancora impossibile da storicizzare, non fosse altro che perché non è finito. L’ottantenne grande giornalista, fra l’altro uno dei pochi ad avere scritto cose interessanti sul giornalismo italiano fin dai tempi di Carte false, ha voluto creare una specie di Hall of Fame di chi è stato un punto di riferimento per l’Italia di destra, senza magari avere fatto politica e in certi casi senza avere mai reso pubbliche le proprie opinioni. Da qui sono nati capitoli con scelte ortodosse (Scelba, Almirante, Fanfani, Montanelli) ed altre spiazzanti, nel senso migliore dell’espressione. Di questa seconda categoria il più riuscito è senza dubbio quello su Giorgio Ambrosoli, eroe borghese nel mirino (purtroppo non una metafora) di Sindona e dei suoi protettori politici: liberale di tendenza monarchica, l’avvocato milanese sarebbe stato il perfetto leader di una destra al tempo stesso con senso dello Stato e lontana dal culto del passato. Non è stato ammazzato per questo, ma il rimpianto (anche per chi non è di destra) rimane.

Cos’è quindi che non ha funzionato in questo libro, che comunque ci sentiamo di consigliare? Innanzitutto il tono. Pansa si è inventato un dialogo con un personaggio immaginario, sintesi di vari personaggi reali: un ex poliziotto novantenne, Morsi, con un passato da partigiano bianco e una carriera anche al Viminale, sempre vicina alle persone che sanno le cose. Un espediente che poteva funzionare, se Morsi non si fosse rivelato fin da subito una semplice spalla per il Pansa show fra momenti autocelebrativi, avanzi di suoi libri recenti (tutti quelli sulla guerra civile 1943-1945, che di fatto andò avanti fino alle elezioni politiche del 1948), un’insistenza fastidiosa su storie di sesso e considerazioni sull’attualità che in un libro del genere sono sprecate (e poi non si può parlare di Salvini saltando tutto Berlusconi). Il secondo difetto è che il libro propone un’idea di destra molto di sinistra, che mette insieme persone unite soltanto dal fatto di non pensarla secondo i dettami del partito egemone nella cultura italiana. Un difetto voluto, da parte di un giornalista che è stato considerato ‘democratico’ (fra Stampa, Corriere della Sera di Ottone e la vicedirezione nella Repubblica di Scalfari) fino a quando ha osato mettere in discussione alcuni dogmi resistenziali (primo fra tutti che i partigiani fossero quasi soltanto rossi: un’idiozia immane pensando a cattolici, azionisti e ai tantissimi ex militari che fecero quella scelta di campo), ma che all’atto pratico ha messo il Ciccio Franco del ‘Boia chi molla’ sullo stesso piano di Guareschi, o Salvini su quello di un grandissimo italiano come Edgardo Sogno.

Detto questo, il libro offre infiniti spunti di riflessione: primo fra tutti che l’Italia di destra ha quasi sempre fatto riferimento a leader politici o morali che non potevano dichiararsi di destra (non l’ha mai fatto nemmeno Berlusconi, del resto, preferendo l’incomprensibile definizione di ‘moderato’ che in teoria potrebbe essere applicata anche all’ala moderata dell’Isis) a parte quelli con una storia nel marginale MSI, pena l’ostracismo da parte dei media e di poteri forti dove oltretutto i personaggi di destra nel senso pieno dell’espressione non sono mai mancati. Da Eugenio Cefis a Cesare Romiti, nessuno di quelli che avrebbero potuto ha mai voluto metterci davvero la faccia. L’idea forte del libro non è che la sinistra politica e quella radical chic non abbiano mai riconosciuto all’avversario il diritto di esistere (anche i comunisti più stupidi avranno notato che il leader della destra è sempre, inevitabilmente e per definizione, impresentabile in società o in ‘Europa’: situazione che va contro ogni legge statistica), comportamento che in termini di marketing politico ci sta, ma che molti elettori di destra si siano sempre vergognati delle proprie idee ritenendo accettabile per decenni il dominio incontrastato di partiti di sinistra e del supermarket DC, scegliendo quelli meno lontani: il Bisaglia della situazione, per dire, oggi anche un Renzi più amato da quella parte che dalla (teorica) sua.

E quindi? Libro interessante e per certi versi incompiuto, che contiene embrioni di libri futuri. In particolare Pansa dovrebbe secondo noi scriverne uno su Aldo Moro e la pista palestinese per la strage di Bologna: se la Seconda Guerra Mondiale ha ormai pochi tabù, quella dell’Italia moderna deve ancora essere esplorata da scrittori fuori da logiche di appartenenza. Gente del valore di Pansa, ormai diventato l’Anticristo per tutti quelli che si apparecchiano un ruolo nel circo del 25 aprile.

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146 commenti

  1. Krug sei tu quello che ha cambiato discorso, mica io. Furlanic era un votabile, quindi non serviva fosse candidato sindaco. Intendo quello che ho scritto (servirà mica spiegare?), con il dettaglio (colpa mia) che per post in senso lato comprendevo anche i commenti.

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  2. Oh, sarò tardo ma servirebbe spiegare…

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  3. “Dici che devo farmi vedere da uno bravo? ”

    Non lo so, non ho l’autorevolezza necessaria per esprimere diagnosi di tal livello. Segnalavo solo l’accaduto…

    “Meraviglioso post per esemplificare come la sinistra consideri la destra incapace di proporre una sua lettura dei fatti. Perché, a prescindere, i fatti vanno letti da sinistra. ”

    Standing ovation!!!…

    “certo che siete strani voi friulani eh..”

    Gobbo, hai visto tra l’altro come volano stracci tra friulani?! Sembrano il villaggio gallico di Asterix…

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  4. “Meraviglioso post per esemplificare come la sinistra consideri la destra incapace di proporre una sua lettura dei fatti. Perché, a prescindere, i fatti vanno letti da sinistra”

    Marcopress me la spieghi? Oppure mi proponi una lettura dei fatti da Dx? Alla giornalaio se possibile, non vorrei fraintendere. Grazie.

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  5. Cecco, vedo che anche tu non sei in giornata. Ribadisco l’autocorrezione che nel concetto di “post” inglobavo anche i commenti e non mi pare di dover aggiungere altro. Se non chiarire (chiarire?) che non ho dato una lettura dei fatti da dx (evito sempre, già litigare sul calcio mi è complicato), osservo solo come la sx dia una lettura dei fatti che è sempre e presuntuosamente sua.

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    1. @marcopress*: Che nel concetto di “post” inglobavi anche i commenti mi era parso chiaro.
      Senza nessuna vena polemica, è che, se posso concordare che la sx dia una lettura dei fatti che è sempre e presuntuosamente sua, a me, dai commenti, pare di trarre la stessa conclusione anche per la DX.
      E, addirittura, il continuo ribadire a senso unico, di alcuni utenti, sulla presunzione e la tendenza alla delegittimazione altrui della SX, in confronto a una presunta (dico presunta perché potrei aver, as usual, frainteso io) verginità della DX, m’ha fatto un po’ sorridere.
      Per questo ti chiedevo una lettura dei fatti da DX, tua o riportata, in cui appunto si evidenziassero tutte queste presunte differenze, rispetto alla SX radical chic puzza sotto al naso delegittimatrice, nel rapporto con gli altri.
      Nessun problema comunque, se non vuoi aggiungere altro, va benissimo lo stesso.

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    2. @marcopress*: “la sx dia una lettura dei fatti che è sempre e presuntuosamente sua”

      E che lettura dei fatti dovrebbe dare, scusa? Ci pensi la destra, o chi e’ di destra, a dare una sua lettura! Pretendi che uno di sinistra, oltre che ad avere una sua opinione debba anche (forse per par condicio?) dare una lettura di destra?

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  6. “E, addirittura, il continuo ribadire a senso unico, di alcuni utenti, sulla presunzione e la tendenza alla delegittimazione altrui della SX”

    Chiamala presunta…

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    1. @marcopress*: @Un Gobbo: Sorry, chiamala presunta cosa?

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  7. “Non lo so, non ho l’autorevolezza necessaria per esprimere diagnosi di tal livello.”
    Beh, magari l’esperienza personale aiuta… 😉

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  8. Gatto, la lettura di dx compare in questo post. Mi sono limitato a commentare la reazione al solito scomposta della sx.

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    1. @marcopress*: Quindi, dimmi se non ho capito male, dai commenti

      1)si evince universalmente una reazione scomposta degli utenti con presunte simpatie a SX e una posizione pacata degli utenti con presunte simpatie a DX

      o, magari

      2)si evince universalmente una reazione scomposta degli utenti con presunte simpatie a SX e una pacata posizione da puri osservatori degli utenti con presunte simpatie a DX

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      1. @Ceccotoccami: Edit: palesemente

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      2. @Ceccotoccami: Ovvio…a sinistra tutti stupidi (cit) con la pretesa di avere la verità in tasca.
        A destra tutti intelligenti ed obiettivi, vittime della propaganda bolscevica che ha impedito a liberali e postfascisti (quelli di legge ed ordine, Dio Patria e famiglia)di andare al potere se non salendo sul carro di un monopolista puttaniere con aderenze mafiose certificate.

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        1. @CapBabac33: lo ripeto sempre : per condividere una cosa detta da uno juventino è indispensabile che NON parlino di calcio … 🙂

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    2. @marcopress*: Si, certo, le reazioni al solito scomposte della sinistra qui su Indiscreto. Occhio che stasera potresti ritorvarti su un treno per la Siberia.

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  9. Cecco
    sul fatto che a sinistra ,storicamente , ci si consideri geneticamente superiori

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    1. @Un Gobbo: non vedo il problema, se sono così stupidi da sentirsi geneticamente superiori eppoi alle elezioni prendono bastonate nei denti bene così per l’altra parte politica no?

      Davvero non si capisce il problema, almeno che non vogliate che repubblica o il manifesto (esiste ancora?) escano con una pagina “votate salvini!”…

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      1. @leo: “Davvero non si capisce il problema, almeno che non vogliate che repubblica o il manifesto (esiste ancora?) escano con una pagina “votate salvini!”

        Ecco Leo, bravo, io non trovavo le parole ma me le hai trovate te! 😉

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  10. Leo
    perchè richiedi spiegazioni con evidente perculamento a una cosa che ho già espresso in maniera chiara a fronte della richiesta di chiarimenti di Cecco?

    dai..vai avanti a fare clic clic e non rompermi i coglioni

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    1. @Un Gobbo: ti sei offeso perché l’altro giorno, motivandotelo, ti ho messo un meno uno?
      Direttore il muro dei permalosi sarà un successo…

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  11. Comunque abbiamo appurato che dopo i piangina nerazzurri sul Muro del Calcio mo’ ci sono pure i piangina di destra su ‘sto Muro….

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  12. A me pare evidente che sia a destra che a sinistra ci si senta geneticamente superiori. No perché dai “comunisti coglioni” (più o meno) o “servi” letto mille volte qua dentro ai proclami del Berlusca sulla sinistra “che non si lava e puzza” per non citare il famoso “sinistra è odio, terrore e morte” non mi pare che il rispetto per la controparte sia maggiore visto da destra.
    Mi pare che la sinistra abbia una maggiore influenza su cultura e istruzione, e quindi capisco il disagio della destra che ha meno “voce”, se mi passate il modo di dire. Ma a parti invertite cambierebbe solo il punto di vista, certamente non il rispetto, pari a zero, per l’avversario.

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    1. @Panjisao: Perfetto!

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  13. Per esemplificare (autocit.)

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  14. Leo
    clic clic clic..dai…vai pure avanti a rompere i coglioni
    Il mio discorso era chiaro ,non richiedeva ulteriori spiegazioni
    Giusto o sbagliato che fosse
    clic clic clic

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    1. @Un Gobbo: fai un po’ come vuoi, la stima è reciproca.

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  15. “A me pare evidente che sia a destra che a sinistra ci si senta geneticamente superiori”
    Boh, no, a me non sembra così normale. O almeno non mi sembra normale che un elettore di sinistra si senta superiore ad un elettore di destra e viceversa. E’ normale in un Paese che fa’ diventare la politica tifo da stadio, non in un Paese civile e democratico dove ci si confronta sulle idee. Fino a qualche anno fa’ ho sempre votato a sinistra ma non è che automaticamente mi sentivo superiore ad uno che votava a destra, se questo era capace di motivare in maniera “umana” il suo pensiero ed anche se questo non mi trovava d’accordo; eventualmente provavo compatimento per quelli che non riuscivano andare oltre a “Boia chi molla” e “Viva il Duce” ma era lo stesso compatimento che provavo per quelli che votavano come me senza riuscire ad articolare un pensiero superiore a “Viva Stalin” e “Bandiera rossa la trionferà…”

    Dopodichè ok, vediamo sempre e soltanto le cose da sinistra; se magari avete voglia di mostrarcele anche da destra magari più di qualcuno su questi schermi potrebbe essere interessato…

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    1. @Krug:
      Non ho detto che è normale, ho detto che è evidente, che è ben diverso. Comunque son d’accordo con te su tutto.

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  16. buongiorno a tutti, sono Paperogha e sono un sinistro scomposto e superiore

    p.s.: Marco, ce l’hai fatta anche stavolta 🙂

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  17. Io non mi sento superiore a nessuno perchè sono di destra. Mi sento superiore perchè sono io.

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  18. Paper, non approfittare della tua sublime ironia. Virtù, peraltro, propria solo della dx. Quindi fatti delle domande:)

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  19. jeremy
    e anche perchè sei gobbo

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    1. @Un Gobbo: ovvio

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      1. @jérémy#noallegri: aggiungerei pure kommissioner

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  20. @marcopress*: fin troppe me ne son fatte di domande. Però la fase “Destra feccia dell’umanità” l’ho superata verso i 20 anni e senza andare dai Sinistri Anonimi 🙂

    edit: l’ho capita in ritardo ma alla fine ci sono arrivato 😉

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    1. @Paperogha: oh, proprio nell’anno in cui alla destra è subentrata la j***e!
      P.S. @All oh…. è una battuta…. 🙂

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    2. Fiver, più o meno tutto giusto. Ma più banalmente è un problema di atteggiamento di superiorità a prescindere (già detto e confermato quotidianamente). La Boschi, meravigliosa ragazza insipiente, parte non irrilevante del Pd, partito di centrosinistra fino a prova contraria, parla pochi minuti fa di opposizioni con «poca dimestichezza con le regole della democrazia». Cioè una che è al governo senza saper né leggere né scrivere, e senza alcuna legittimazione di voto, si permette una tal frase e, anziché pernacchie, si levano applausi del 40% degli italiani. Auguri.

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      1. @marcopress*: e stai parlando di ladyetruria……
        lei parla di riforma come il sottoscritto potrebbe sdottorare di astrofisica

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  21. Secondo me la destra italiana sconta un “equivoco” chiamato fascismo. Ovvero, il movimento in cui la parte più corposa della destra si è identificata da sempre e che è, in realtà, prodotto e figlio di uno che veniva dal socialismo. E che dal socialismo mutuò moltissimi fattori.
    Cercando di essere obiettivi, molte delle riforme del fascismo altro non sono che istanze socialiste (l’attenzione alle classi disagiate, l’istituzione dell’INPS, ecc.).
    Questo equivoco ha impedito uno sviluppo di una destra liberale in senso europeo, relegando i liberali ai margini e impedendo loro quello sviluppo che altrove ha portato allo sviluppo dei Tories o dei Repubblicani (che pure debbono tenere a freno varie tendenze populiste).

    Da noi lo scontro si è poi radicalizzato: un’altra cosa che io rimpiango è la mancanza di un “Partito Socialista Europeo”: perché se da una parte ci è sempre mancata una destra liberale, dall’altra non abbiamo saputo produrre una sinistra sul modello socialista.

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  22. Mi ero perso questa discussione. Partiamo da un dato di fatto: nel corso della Seconda Guerra mondiale, il Partito comunista era un partito rivoluzionario. In Italia però c’era Togliatti, che era molte cose, ma sicuramente non un cretino. Togliatti aveva visto cos’era successo in Grecia, e sapeva cosa si erano detti i Grandi a Yalta. E, già nel 1946, aveva fermato gli operai che occupavano le Prefetture intanto che il nuovo Governo rimuoveva i Prefetti e altri uomini nei posti chiave, uomini che erano stati designati dal CLN, mettendo (in alcuni casi) personaggi compromessi con il regime fascista che, però, davano agli Alleati la sicurezza di essere anticomunisti. La parola d’ordine, per il Partito, era prendere il potere attraverso le libere elezioni, sfruttando quelle regole (la Costituzione) scritte anche con la partecipazione del PCI. Certo, molti avevano ancora le armi nascoste (ne saltano fuori anche oggi sgomberando le cantine degli anziani…), ma col tempo passò questo concetto (“Compagni, mettetevelo nella testa: noi dobbiamo difendere la legalità”). Ci fu un momento, negli anni ’60, nella quale questa possibilità fu presa seriamente in considerazione non solo dai comunisti, ma soprattutto dagli oppositori. E fu in quei momenti che qualcuno iniziò a parlare di modifiche della Costituzione, e di eventuali colpi di Stato. Gladio è verità storica (con le liste degli “enucleandi”), così come lo sono i progetti di golpe dei quali si parla. La strategia della tensione è un’altra verità storica, anche se non c’è la prova provata del coinvolgimento di potenze estere. In altri Paesi (penso al Sudamerica, e alla Grecia per rimanere vicino a noi) i colpi di Stato avvennero (e, specialmente per il Sudamerica, è provato l’intervento concreto di Grandi potenze straniere), e furono paragonabili, per violenza, agli interventi militari sovietici nei Paesi dove l’URSS esercitava la propria influenza. Si usava così. Tutto ciò premesso, bisogna stabilire se Sogno (che ha avuto grandi meriti nella lotta di Liberazione) sia stato o meno, dopo, un benemerito. Io parto da un presupposto: se ci fosse stato, da parte del PCI, un tentativo armato di prendere il potere, credo che sarebbe stato benemerito, per gli oppositori, difendere con le armi la Repubblica. Ma. a fronte di un risultato elettorale regolare, nel rispetto di quanto stabilito dalla Costituzione, un tentativo di sovvertimento di quanto voluto dal popolo sovrano non sarebbe stato così benemerito, a mio parere. Che poi, oggi, con un diverso clima politico, si tenti di far passare come patrioti persone che, in nome dell’anticomunismo, sarebbero state disposte anche a commettere delitti, compreso il tradimento della Costituzione, credo sia profondamente sbagliato.
    Sulla Francia, discorso difficile. Nei primi anni ’60 la Francia veniva da una sconfitta militare (l’Indocina) ed era in guerra (in Algeria), e stava subendo una trasformazione profonda, da potenza coloniale a potenza europea di seconda fascia rispetto ad altri Paesi. Il contraccolpo sarebbe stato micidiale, l’Esagono andò sull’orlo del colpo di stato militare (i parà della Legione straniera di stanza in Algeria erano pronti a paracadutarsi su Parigi, se il resto delle Forze Armate fosse stato favorevole). La situazione non era neppure lontanamente paragonabile alla nostra, le tensioni erano feroci: il 17 ottobre 1961, a Parigi, nel corso di una manifestazione a sostegno dell’indipendenza algerina, furono annegati nella Senna decine di algerini (centinaia?) da parte della polizia guidata da Maurice Papon (un prefetto che, durante la guerra, era stato tra i collaborazionisti di Vichy: e questo potrebbe essere uno dei pochi punti in comune con certe esperienze italiane, si pensi ai nomi di certi Questori e Prefetti italiani dell’epoca). Poi, l’argomento è interessante assai, e sicuramente non confinabile qua.La proposta è una bella cena indiscreta, dove confrontarsi a voce 😉

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  23. Bravo Silvano a ripescare sta dscussione piena di chicche fra l’altro… 😛

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  24. Chicche di Krug, Marcopress, etc. ma quella di Fiver svetta suprema!…

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  25. L’ho trovata con un aiutino 😛

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