Encantado

16 Dicembre 2011 di Oscar Eleni

di Oscar Eleni
L’impresa di Siena, l’ingaggio di Gentile, il tocco di Arrigoni, la punizione per Dasic e l’Europeo sfumato.

 

Oscar Eleni dalla casa del Drago del Cappelli senese che giovedì notte ha brindato, come tutti noi, all’impresa del Montepaschi capace di fermare la corsa vincente del Barcellona imbattuto in Eurolega, di farci venire i brividi perché risalire da meno 15 a poco dalla fine con quello squadrone, presentando metà organico, e fuori non c’erano tre figure di secondo piano perché Kaukenas, Lavrinovic, ma soprattutto Mc Calebb sono da quintetto, vuol dire avere dentro qualcosa di speciale. Lo hanno il tecnico e il suo meraviglioso gruppo e lo sapevamo, lo ha Zizis che mai immaginavamo così concreto, lui che ama il basket essenziale, ma non ha mai esagerato nel canto libero, lo ha il giovane Aradori che adesso ci ha dimostrato cosa vuol dire lavorare davvero in estate, lo ha Michelori che è un leone, anche se non da re delle foreste, lo dove avere Rakocevic che per primo ha cercato il sesto uomo per diventare poi il cobra conosciuto, lo ha Moss che è sempre in bilico, ma, accidenti, come si fa a pensare di metterlo da parte, lo ha Ress anche se parte senza prendere il canestro, lo ha Carraretto, deve averlo anche Davidino Andersen se regge lo scontro con i caterpillar blaugrana, lo ha da sempre Stonerook anche adesso che potrebbe sentirsi sesto uomo invecchiato. Bella gente, grande società e siamo pentiti di non essere andati ieri alla loro festa di Natale, ma non è più tempo per brindare, meglio stare al coperto adesso che la temperatura si abbassa.
Non ci ha dato brividi Milano nella passeggiata contro i galli di Charleroi che potevano essere aggrediti e non soltanto addomesticati, ma li aspettiamo per giovedì a Belgrado, anche se l’ingaggio di Alessandro Gentile fa capire che il futuro Armani diventerà bello se tutti si ricorderanno che Melli, il figlio di Nando e il giovane centro croato devono stare in palestra più tempo degli altri, devono essere controllati in tutto, dalla dieta, alla vita di ogni giorno, per farli crescere con la schiena dritta e non con il cappuccio in testa come quando giurano per strada.
Non poteva darci emozioni la Bennet perché aveva il diritto di rifiatare e adesso deve ricaricare le pile pensando alla seconda fase, pensando al domani che deve essere completato con un acquisto importante sotto canestro, nella speranza che Arrigoni, dopo l’operazione che viene sempre rimandata, abbia ancora il tocco magico, perché è su quello che Cantù ha vissuto in questi anni.
Siamo stupiti per la punizione esemplare di Roma nei confronti di Dasic che avrà pure sbagliato, ma, come dice Tanjevic, è uno da non mettere da parte anche se all’Acea, dicono, stanno mettendo in un angolo i nuovi per far passare, come sempre i vecchi che non ne hanno mai imbroccata una.
Dolorosa la rinuncia all’europeo del 2015 perché l’Italia e le altre nazioni che volevano fare consorzio non hanno i soldi che chiede una Fiba Europe sempre troppo esosa. Nube tossica sul futuro politico della Federazione perché se davvero i gettoni presenza caleranno a 30 euro, molto distanti dal più cento di oggi, rischiamo di avere come candidati alla presidenza soltanto topini da comitato e non ci dicano che Recalcati potrebbe accettare quello che Meneghin considera un’elemosina.

Oscar Eleni, 16 dicembre 2011

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