Viva la Movida

Movida e coronavirus, due concetti agli antipodi ma non nel senso inteso da Beppe Sala e da altri sindaci trasformatisi in ridicoli sceriffi seguendo i sondaggi, poche settimane dopo avere invitato allo spritz di massa in un qualsiasi bar cinese (anche qui seguendo i sondaggi, tutti gli spin doctor pensano di avere a disposizione Kennedy). Se nel nostro linguaggio odierno movida significa cazzeggio, divertimento, uscita con gli amici, in origine questo movimento aveva un forte significato politico.

Di fatto la Movida, ed in particolare la Movida di Madrid, fu una reazione di massa nei tardi anni Settanta e soprattutto negli anni Ottanta, ad una Spagna post Franco che del franchismo aveva magari abbandonato la politica ma certo non la mentalità. Una Spagna che nel 1981 guardò con simpatia al tentato golpe del colonnello Tejero, nel nome di presunti ‘valori di una volta’ e che era del tutto antitetica alla Movida.

Che aveva come leader politico Enrique Tierno Galvan, sindaco di Madrid e marxista del genere libertario-politicamente scorretto, e tanti leader culturali (il più famoso Almodovar). Proprio alla morte di Tierno Galvan, nel 1986, dalle varie celebrazioni scoprimmo in ritardo, ma nei Settanta andavamo alle elementari, che in Spagna esisteva da anni la Movida e che anzi forse non esisteva già più nell’accezione originaria di effervescenza culturale e rottura degli schemi.

A noi della Movida era arrivata soprattutto la musica dei mitici Mecano, chiaramente nella fase synthpop-new wave e non in quella successiva in cui per soddisfare la critica avrebbero mescolato paccottiglia latina e mediterranea. Comunque, tornando al significato odierno di movida, meglio uno spritz (nel nostro caso un Mojito o un Negroni) sul marciapiede di quelli che nello spritz sul marciapiede ed in generale nella leggerezza vedono il Demonio, il Maligno, l’Anticristo, un giusto motivo per essere puniti, perdendo ogni senso delle proporzioni: bere dal proprio bicchiere, oltretutto all’aperto, rimane diverso dallo sputare in bocca ai passanti.

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4 commenti

  1. E occhio alle foto dal basso che fanno sembrare quello che non è.

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  2. a Napoli c’è un bel movimento il pomeriggio-sera, quasi a livello di quello precovid. i dati ci stanno dando ragione, speriamo che continui così per poter tornare alla vita normale.

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  3. Vorrei ricordare poi che ci sono moltissimi che, covid19 o non covid19, stanno sbraitando contro i giovani irresponsabili che pensano solo a divertirsi e a ubriacarsi (oddìo, oggi la “giovinezza” è da intendersi a maglie anagrafiche molto larghe…). Tutta gente che quando era giovane immagino usciva solo per andare a conferenze e musei e discuteva solo di Hegel, cubismo e di teatro sperimentale inglese.

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  4. io non ho ancora capito cosa abbia fatto il nostro gentile governo durante la fase1 di “preparatorio” alla fase2
    a parte il “restate a kasa”

    ps: se ci fossero stati i vigili urbani del 2020 anti-runner in Vietnam anzichè i Marines, il Da Nang sarebbe stato vinto in quattro e quattr’otto

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