La mascherina di Zhang

Steven Zhang e l’Inter hanno donato 300.000 maschere mediche, insomma le mascherine che anche sempre più italiani stanno acquistando, a Wuhan. Cioè la città della Cina in cui è comparsa l’epidemia di Coronavirus e che di fatto è stata messa in quarantena dal governo cinese (da notare che Wuhan ha quasi 7 milioni di abitanti, 11 se si considera l’area metropolitana), generando un giustificato allarme globale e meno giustificati comportamenti quotidiani in Occidente.

Proprio qui volevamo arrivare, dopo tante telefonate allarmate che ci hanno ricordato i tempi dell’encefalopatia spongiforme bovina (alias ‘Mucca pazza’), dell’aviaria, della Sars (che al Coronavirus assomiglia), dell’Ebola e della Zika, solo per rimanere in tempi recenti. Di sicuro le mascherine di Zhang, se correttamente usate (non bisogna in ogni caso portare le mani verso la bocca, se si vuole sicurezza assoluta), saranno molto utili a Wuhan. Ma anche in Italia dovremmo usarle?

Lo diciamo perché in farmacia stiamo assistendo a scene imbarazzanti e anche per strada sempre più gente gira con la bocca coperta. Per non parlare delle battute sui cinesi, non Zhang ma il nostro barista di fiducia, che sono particolarmente stupide perché in loro, nei cinesi italianizzati, sono evidenti i tratti caratteriali degli italiani degli anni Cinquanta, quelli della ricostruzione. Cosa che non vediamo in altri tipi di immigrazione, nemmeno alla seconda generazione.

Evitare il ristorante cinese di Roma o di Torino può essere una buona cosa per il fegato, ma se lo facciamo per evitare il contagio da coronavirus siamo doppiamente stupidi. Più pericoloso del ristorante è senz’altro il vicino di casa che è appena stato in Cina, paese che nonostante sia una dittatura non sta riuscendo a gestire la situazione.

Non essendo virologi, nemmeno dilettanti, non abbiamo un’opinione sulla possibile diffusione del Coronavirus. Ne abbiamo invece una sulla censura operata dalla Cina, che forse ha contribuito al dilagare del virus in patria e di sicuro ha fatto perdere settimane preziose al resto del mondo. Grande popolo, ma nazione orribile. Motivo di più per non svenderci.

Forse siamo troppo tranquilli, però, quindi andiamo di sondaggio: secondo voi sarebbe il caso, oggi 31 gennaio 2020 e in Italia, di acquistare una mascherina protettiva?

In Italia comprereste una mascherina per proteggervi dal Coronavirus?

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11 commenti

  1. Appena viste diverse persone con mascherine di ogni tipo, da quelle da sala operatoria a quelle fashion griffate nere (siamo alla follia, un nuovo indumento trendy?). Da quello che ho capito la mascherina non serve a nulla a chi è sano perché ad esempio il virus può passare anche dagli occhi, mentre serve (servirebbe) a chi è contagiato a non diffondere il virus. C’è un medico o meglio un virologo che può confermare?

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  2. Foto top! 🤣🤣

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  3. sarebbe utile giusto per evitare agli idioti di proferire verbo a riguardo di questa vicenda. putroppo gli si dovrebbe anche impedire l’uso dei social.

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  4. votato no, ma mi hanno riferito (quindi siamo a “mi ha detto mio cugggino”) che a Messina nelle vetrine delle farmacie ci sono cartelli con scritto “Mascherine esaurite”

    Leggenda metropolitana? Forse, ma Messina è anche quella città in cui il giorno che entrava in vigore la legge sulle vaccinazioni obbligatorie le mamme si azzuffavano per chi di dovesse essere il figlio a vaccinarsi prima con tanto di intervento dei carramba (cosa che succede alle poste ogni 1 del mese quando i vecchi si azzuffano per chi deve ritirare prima la pensione…)

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  5. Andrea, mi cadi sui corsi e ricorsi storici: Messina è la città nella quale attraccò la nave genovese che a metà del 1300 portò
    la peste in Italia dalla Crimea. A scanso di equivoci questa volta meglio farsi trovare pronti . Un caso? Non creto.

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  6. Ma ci sono ancora gli anziani che ritirano la pensione alle poste?

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    1. aivoglia! Si mettono alle 6 di mattina per essere i primi… e quando si bloccano le porte (perchè c’è già troppa gente dentro) devono intervenire i carabinieri perchè quelli fuori protestano e finisce a schifio… TUTTI I SANTI 1 DEL MESE

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  7. Il problema del coronavirus, come tanti problemi moderni, è un problema di amplificazione: a un certo punto la notizia raggiunge una massa critica per cui tutti devono scriverne qualcosa, e più ne scrivono, più la gente clicca, e più clicca più articoli vengono scritti, poi ci sono le star che donano, poi ci sono le società di calcio che donano…è uno schema provato in allenamento un po’ come gli articoli su Balotelli e i comportamenti di Balotelli che giustificano gli articoli.
    Basterebbe non scriverne, ma a chi giova?
    A nessuno, quindi basterebbe ignorare le cazzate che vengono scritte, chi ha 40 anni è arrivato ormai alla 10-15 esima “epidemia”, dovremmo essere in grado di distinguere quelle epocali, anche solo a livello cultrale ( AIDS, l’Oxycontin in US, l’obesità, anche se ovviamente le ultime due sono “epidemie” in senso lato ) e quelle che sono epocali solo a livello giornalistico ( Sars, Zika, Ebola e tutti le altre ).
    E cmq magari morisse il 2% della popolazione mondiale, per un po’ nessuno potrebbe cagare il cazzo sul riscaldamento terrestre, finiremo invece come al solito con 5.000 morti e tre mesi di cagamento di cazzo ovunque.

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  8. L’ultima epidemia di ebola che dura da meno di un anno e mezzo in Congo ha fatto più di 2000 morti, con una mortalità del 70%. Poi certo non è un epidemia globale ed è abbastanza facilmente contenibile con standard sanitari moderni, quindi si può dire che non ci interessa, non che sia un’invenzione giornalistica. Se non si vuol più sentire parlare del riscaldamento globale, sarebbe più elegante augurarsi la propria morte, non quella del 2% della popolazione mondiale.

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    1. La mia morte non risolverebbe i problemi di riscaldamento globale, la morte del 2% della popolazione già di più, perchè il riscaldamento globale è principalmente dovuto al sovrappopolamento. https://www.theguardian.com/environment/2017/jul/12/want-to-fight-climate-change-have-fewer-children

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    2. E cmq 2.000 morti sono pochissimi, l’AIDS anche ora che è “curabile” ne fa circa 800.000 all’anno https://www.hiv.gov/hiv-basics/overview/data-and-trends/global-statistics

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