I 5 Stelle sono di sinistra?

Il Movimento 5 Stelle è di sinistra? Domanda d’attualità, visto che la crisi di governo e le dimissioni di Conte hanno reso possibile un accordo fra grillini e Partito Democratico. Nella nostra modestia lo avevamo scritto un anno fa: i 5 Stelle per non morire lentamente potevano diventare o una costola movimentista della sinistra, quelli che controllano la piazza e il web mentre il PD si occupa di élite, garantiti e africani, oppure un partito del Sud che si spartisse l’Italia con la Lega.

Ma al di là dei giochetti e delle alleanze nati dall’incredibile autogol di Salvini, seguito da toppe ancora più penose (come se gli elettori del 2018 avessero votato Lega pensando ad un’alleanza con Di Maio), troviamo più interessante l’orientamento della gente. Chi è l’elettore dei 5 Stelle? Dal sondaggio effettuato da SwG qualche mese fa, dopo le Europee, risulta che il 31% degli elettori dei 5 Stelle si definisce di centro-sinistra, il 17% di centro e il 17% di centro-destra: gli altri non si definiscono e questo è forse più nella natura originaria del partito, nato come movimento ambientalista.

Significativo che rispetto alle Politiche del 2018, che hanno generato il parlamento attuale, i Cinque Stelle abbiano perso molto fra giovani e millennial, mentre se guardiamo all’economia il crollo delle preferenze, a beneficio, soprattutto della Lega è avvenuto fra gli operai, i ceti medio-bassi e i poveri in senso statistico (in Italia nessuno muore di fame, a meno che non voglia).

I sondaggi, che non sono una scienza esatta, dicono che alle Europee il 17% di chi ha votato Lega veniva dai Cinque Stelle, mentre per il PD questa percentuale è stata un comunque buono 7%. In altre parole i pentastellati di destra tendono a lasciare il movimento più di quelli di sinistra. Per questo l’accordo PD-Cinque Stelle ha una logica politica, mentre la convenienza è quasi soltanto dei Cinque Stelle e dei renziani che verrebbero spazzati via dalla cura Zingaretti prima di potersi organizzare il loro partito.

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24 commenti

  1. U

    Non so se siano di sinistra

    Ma rappresentano bene,come dice lei,la Sinistra italiana assieme al pd

    Si completano benissimo (ed ecco perchè non si sopportano)

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  2. E

    I cinquestelle non sono nè di destra nè di sinistra

    I cinquestelle rappresentano il situazionismo, l’osteria, il pancismo, il popolo sovrano, i “noi unici onesti”, gli antisistema, la rinvincita di chi si laurea all’università della vita, la rabbia verso l’imprenditoria italiana (vedasi l’ultimo tweet di Barillari…) fatta di schiavisti e truffatori, l’europa ora buona ora cattiva, l’immigrazione ora buona ora cattiva, il prezidente daa repubblica ora buono ora cattivo, la kostituzione ora buona ora cattiva, Salvini ora buono ora cattivo, Ursula ora cattiva ora buona, il 25 aprile che vale solo per il 25 aprile, il semplicismo, il “vaffa”, il NO TAV ma SI HYPERLOOP, i ministri per il sud, la decrescita felice che però diventa infelice, il tintinnare di manette ma solo per il politico kattivo, faranno tutto i robot, questo lo dice lei, il sistema operativo Rosseau che però non è un sistema operativo, contro il partito di bibbiano e l’elettroshock, il 2,4 che io intendevo 2,04 ma lo zero non vale, uno vale uno.

    questi sono i cinquestelle.

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    1. A

      non c’entra un cazzo, ma l’ho letta con la voce di Proietti!

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      1. E

        grande chiamata Andrea! 😀

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  3. m

    Ma sì, ovvio.

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  4. C

    Per rispondere alla sua domanda sarebbe innanzitutto necessario stabilire una definizione di Sinistra contestualizzata nella società odierna italiana, considerando che parliamo di un sistema chiuso e di tipo capitalistico.
    Tralasciando gli sfoghi politici di tipo tifoide, per cui chi pensa a sinistra considera fascistoidi quelli che pensano a destra e chi pensa a destra considera comunisti chi pensa a sinistra, direi che possano essere considerate di sinistra quelle forze che mirano ad una razionalizzazione della società capitalista in modo che siano rispettate le libertà individuali e sociali difendendo le istanze delle forze lavoratrici e imprenditoriali e di quella parte di società in oggettiva difficoltà. Ora, secondo me, fra i cinquestelle coesistono un coacervo di tendenze sociopolitiche inizialmente tenute assieme da un certo spirito ribellista antipartitico, ma guardando ai fatti hanno propugnato una legge che introduce il reddito di cittadinanza, magari imperfetta ma concettualmente di sinistra, hanno appoggiato la ‘quota 100’, pure questa imperfetta, ma che va a favore dei lavoratori, sulla spinosa questione immigrazione sono stati, mi pare, meno intransigenti dello sceriffo padano.Hanno votato le leggi su difesa personale et similia per convenienza politica e hanno pure la fissa NOTAV, ma, insomma, nessuno è perfetto. Ergo, secondo me hanno una forte componente di sinistra. Se nel PD non si scannano e non si fan tentare dall’incognita elezioni, un’alleanza fra le due formazioni, concordata su obiettivi condivisibili, potrebbe dar vita ad un governo accettabile.

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  5. Secondo con le categorie politiche con cui siamo cresciuti e per il senso comune sono di sinistra. Se prendiamo però la definizione di destra e sinistra di Bobbio, quella che anche ai giorni nostri è la più flessibile (cioè quella basata sulla tensione verso l’uguaglianza), i 5 Stelle non sono né di destra né di sinistra. Hanno in ogni caso interpretato meglio di quasi tutti gli altri il mondo di oggi, con la sintesi che non può essere più stare chiusa nei confini dell’ideologia, ma in un presunto programma-contratto, nel giorno dopo giorno, nel leaderismo. Poi si possono rimpiangere i partiti che esultavano quando avanzano dello zero virgola, ma era un altro mondo. Quello di Fraizzoli, non di Zhang.

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  6. t

    Faccio fatica a considerare Renzi di sinistra.
    Figuriamoci Casaleggio.

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  7. La differenza che ha un senso è quella tra essere di sinistra e essere comunisti: i 5S sono in parte di sinistra (ma non hanno nemmeno la sagacia per essere la nuova DC e tenere insieme gli elettori di destra e i dementi che vanno a votare la.qualsiasi perché è un loro diritto e dovere) ma di sicuro non sono comunisti, sempre che sappiano cosa voglia dire

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  8. A

    maleducatamente dico chissenefrega se sono di destra o di sinistra, ormai sono un partito come quegli altri che insultano o ci si alleano a seconda delle convenienze del momento, se si alleano col PD poi gli manca solo Berlusconi per completare l’album, non male per quelli che volevano governare da soli col 51% dei voti

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    1. m

      Non più di 1 anno fa la tendenza era il 100%, non il 51%
      Il buon cydella ci spiegava che era ineluttabile in quanto partendo dal dogma che le nuove generazioni votano 5stelle, ad ogni elezione sarebbe aumentato il numero dei loro votanti fino ad arrivare al 100%.

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  9. R

    Ne di destra, ne di sinistra, sia in senso ideologico che sociale, è un calderone di qualunquisti arrabbiati, marginali più che emarginati, in cerca di un posto al sole, rivendicato esclusivamente per sedicente privilegio morale a scapito di idee e preparazione, cavalcando la rabbia anti casta.

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  10. L

    Secondo me la base e la maggioranza dei votanti sono indubbiamente di sinistra, la particolarità è che non sono di sinistra né casaleggio né dimaio né soprattutto di Battista.

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  11. K

    I veda etichetterebbero i 5S come sudra, gli schiavi. Ovviamente al soldo dei vaysha, i mercanti… (col naso aquilino, come Paolo di Tarso e David Parenzo). Al tempo della gerarchia razziale sacra segretamente invidiosi della supremazia di Brahmini e Kshatrya (sacerdoti, ma dovrei dire pontefici, e guerrieri), adesso al culmine del kali yuga il predominio degli Dei Bianchi non c’è più (a causa del meticciato), è rimasta l’invidia di schiavi e mercanti per tutto ciò che è superiore, bello e giusto, da distruggere con la censura, la distruzione, l’economizzazione di tutti gli aspetti della vita, la promozione del mescolamento razziale, la tecnocrazia.

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    1. R

      Ah ho capito, 5 stelle, stella a cinque punte, il mossad che tiene per le palle il povero Salvini costringendolo a suicidarsi politicamente… in summa l’immancabile bottarella di gombloddismo alla carbonara…

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      1. K

        I tuoi genitori hanno anche figli normali?

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        1. K

          I suoi, eh…

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          1. D

            Io invidio voi che lo contestate perché significa che avete capito cosa cazzo volesse dire…

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            1. facile: che Parenzo sta complottando per diventare imperatore del mondo grazie al mescolamento delle razze che sta indebolendo alla radice gli ariani bianchi che a breve non saranno più in grado di difendere le fondamenta del loro mondo giusto e benedetto dagli dei

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  12. R

    Avete ragione meno’s, chiedo venia, la stella di David ha sei punte ovviamente, non cinque. Moretti ne sa qualcosa.

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  13. D

    Dipende se si parla del partito e suoi appartenenti o dei suoi elettori. Il fatto certo è che il M5S, con la democristianizzazione del PD e la particellizzazione delle frittole di sinistra ha preso il ruolo storico della sinistra. La guerra alla Kastah non è che una versione 2.0 della lotta di classe, i temi iniziali (vedi lo sciacallaggio sui temi dell’ecologia) sono spartito della sinistra da sempre, il reddito di cittadinanza non è molto distante dall’assistenzialismo vafheggiato da Bertinotti, l’atteggiamento spocchioso e talebano da unti dall’onestà (col sottinteso che “quegli altri” siamo tutti delinquenti) è un riff caratteristico della sinistra, ecc. Negare questo è come quando si voleva negare il carattere di destra della Lega ai tempi di Bossi in base ad un paio di supercazzole centriste (e infatti poi si è visto dove sono arrivati con Salvini…).
    Non è un caso che all’inizio dell’avventura il partito si formò tramite la convergenza di un certo mondo intellettualoide vicino alla sinistra (Beppe Grillo ok ma non dimentichiamo la famiglia Fo ecc.) se non addirittura ai centri sociali (la maggior parte degli elettori 5S di mia conoscenza viene da quegli ambienti).
    Senonchè il rabbioso populismo con cui ad un certo punto si è pensato di far cambiare marcia al partito ha attratto molti elettori di destra, radicalizzando via via le posizioni di un partito sempre più piramidale le cui poltrone sono state man mano occupate da gente che più che Gian Maria Volontè e Franca Rame ha come riferimenti culturali Bombolo e Greggio…

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    1. B

      concordo su tutto.

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  14. m

    Mah! “Le categorie con cui siamo cresciuti” mi paiono talmente incapaci di leggere il presente che l’ultima edizione del Voight-Kampff utilizzata per l’analisi è ancora del secolo scorso: http://www.giorgiogaber.it/discografia-album/destra-sinistra-testo.
    Per quanto Mengoni ne abbia proposto una versione più recente nel 2012

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