Pixel 3, Google alla ricerca della foto perfetta

I Pixel 3 e Pixel 3 XL di Google erano fra gli smartphone più attesi della stagione. E noi di Indiscreto Tech, nella nostra naturale modestia, cerchiamo di essere presenti alle presentazioni che contano: non che ci consideriamo Vip, per carità, ma almeno spesso vediamo di persona ciò di cui poi parleremo al bar sotto casa con lo spritz in mano. Perché al di là dei grandi scenari sull’economia italiana, di solito in quel luogo alla fine si finisce a discutere di calcio, tecnologia (non massimi sistemi, ma l’ultimo modello di smartphone) e di un’altra cosa che di questi tempi è politicamente corretto dire di non aver mai visto. Insomma: visto che riguardo al pallone non si può aspirare alla competenza di Budrieri e nel terzo caso il consiglio è di soprassedere, alla fine non resta che appassionarsi alla tecnologia. Che comunque dà soddisfazioni.

Eccoci insomma in trasferta a Londra (grazie alle entrate pubblicitarie derivanti dal sondaggio sulla caccia il direttore copre tutte le spese fino al pacchetto di noccioline) per vedere i nuovi smartphone di Google, ovvero i Pixel 3 e 3XL. La cosa positiva è che in questo caso l’azienda americana, ben sapendo di avere una concorrenza spietata in materia, ha deciso di non sfinire i futuri acquirenti con dati tecnici per cultori, ma ha puntato tutto su quello che Pixel sa fare meglio: la fotocamera. Anzi: le fotocamere. Per carità, stiamo parlando di due modelli premium, in vetro davanti e dietro (interessante la scocca morbida nella parte posteriore che rende il telefono maneggevole), con display Oled 4K in due tagli da 5.5 e 6.3 pollici che si differenziano solo da quello. La dimensione, appunto. Per il resto fanno tutto uguale, solo cambiano le batterie (2700 e 3520 mAh) che in realtà vengono poco enfatizzate perché il software che le ottimizza fa comunque arrivare l’uso tranquillamente a fine giornata (il vero problema dei nostri tempi, diciamolo senza snobismo).

Quel che conta nei Pixel 3 e 3XL è insomma la sostanza, ciò quello che si può fare con le fotocamere e soprattutto con la fotocamera – quella posteriore – che è singola. E nell’era delle triple, quadruple e perfino quintuple lenti tra davanti e dietro, la dimostrazione è che spesso un software fatto bene può superare ogni eccesso di marketing. In ogni caso Google promette eccellenza nei nuovi Pixel con alcune funzioni interessanti: Night sight (per ora in Beta ma verrà rilasciata entro fine anno) che combina una serie di foto in notturna e produce lo scatto perfetto; Photo booth che cattura il momento esatto in cui una persona o un gruppo di persone sorridono (funzione fondamentale per evitare litigi); Top shot che conserva in memoria fino a 15 immagini dello stesso clic fatte in millisecondi di distanza, ti suggerisce la migliore ma conserva poi il nella libreria di Google; Super res Zoom che corregge lo zoom digitale tenendo conto anche del movimento della mano che impugna lo smartphone; Motion autofocus che segue il soggetto inquadrato in movimento tenendolo a fuoco; Group selfie che allarga il campo della ripresa frontale grazie all’utilizzo di entrambe le camere presenti davanti; Softer flash che rende i selfie migliori rispetto a quelli fatti col flash tradizionale; Playground con il quale aggiungere sticker animati; Google Lens che fa da scanner di oggetti e indirizzi di mail e siti per avere informazioni o accedere direttamente alle pagine. Insomma, se con Pixel 3 non riusciremo a scattare la foto perfetta sarà colpa nostra.

Così alla fine il Pixel 3 sembra una palestra di software sulla quale Google punta intelligentemente per allargare il suo mercato Android (monta ovviamente la versione 9) ed essere sempre avanti sullo sviluppo, anche perché la lotta sul mercato è ovviamente difficile: nei tre colori Black, White, Pink i due Pixel (già in preordine e poi sul GStore dal 2 novembre) 899 euro per la versione a 64 Gb, 999 per quella da 128 e per l’XL da 64, 1099 per l’XL da 128 Gb (presenti accessori come lo Stand per la ricarica wireless a 79 euro, le cover a 45 euro e gli auricolari presenti nella confezione ma anche acquistabili a 35 euro). Non sono noccioline, insomma, e comunque non di quelle che il direttore ci passa.

Marco Lombardo, da Londra

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