Ipocriti in ginocchio

Ogni volta che Trump apre la bocca pensiamo che abbia toccato il fondo. Invece la volta dopo il livello del fondo scende ulteriormente. La sparata contro i giocatori della NFL ci sembra poi addirittura da impeachment, perché tocca il primo emendamento, quella libertà di espressione che per gli americani è sacra. Per fortuna l’America e’ “The land of the free and the home of the brave”. Mica siamo in Cialtronia, insomma. La NFL tutta, giocatori, manager e proprietari di squadre hanno preso una dura posizione contro il presidente degli Stati Uniti, come ci mostrano le immagini dai campi prontamente mostrate da CNN, ESPN e da tutte le tivù del mondo (sfortunatamente qui da noi a Toronto non possiamo vedere il telegiornale nordcoreano, ma siamo sicuri che anche lì è stata la notizia del giorno, tra un lancio sopra il Giappone e l’altro).

Però se andiamo leggermente più indietro rispetto agli highlights del giorno prima ci viene in mente che Robert Kraft (il proprietario dei Patriots) and Co. solidali all’improvviso con i loro giocatori neri e soprattutto con Colin Kaepernick hanno raggiunto un livello di ipocrisia pari a quello di Kaepernick stesso e di molti giocatori che si sono inginocchiati in massa durante l’esecuzione dell’inno nazionale. I proprietari, dicevamo. Colin Kaepernick non è né Aaaron Rodgers e né Tom Brady, ma è certamente meglio di almeno la metà dei quarterback NFL. Eppure Kaepernick oggi è senza squadra. Per un motivo semplice: nessun dirigente/proprietario vuole nemmeno sentire il suo nome. Lo detestano per quello che fece l’anno scorso (il kneeling l’ha più o meno inventato lui) e in generale per il suo credo politico. Insomma, dentro di loro dirigenti e proprietary NFL la pensano esattamente come Trump: se così non fosse, almeno uno di loro avrebbe ingaggiato Kaepernick sfidando i propri tifosi in larga maggioranza (dal 75 all’80%) bianchi e che nella media, secondo il luogo comune, non hanno votato né per Hillary Clinton né per Obama.

Con il suo gesto l’anno scorso Kaepernick voleva denunciare la violenza della polizia contro i neri in America. La violenza. Un nozione della quale molti giocatori NFL hanno esperienza di prima mano visto che la percentuale degli arresti per crimini violenti (omicidi, assalti, violenza domestica, stupro, eccetera) tra i giocatori NFL è incredibilmente più alta di quella della popolazione maschile nella stessa fascia di età. Ecco, pensiamo umilmente che una società migliori non per decreto presidenziale. Una società è la somma delle famiglie che la compongono. Razzismo e violenza uno li incontra per la prima volta dentro la propria famiglia. Siamo sicuri che i giocatori NFL e Kaepernick stesso abbiano preso le distanze condannando pubblicamente e dentro gli spogliatoi la violenza dei loro colleghi? L’avrebbero forse fatto anche in Italia, in Albania, addirittura a Cialtronia. Nella NFL invece non è successo.

E cosa dire di Kaepernick stesso? In primis, è una vergogna che sia senza squadra. Doppiamente una vergogna, se si pensa al motivo per cui è disoccupato. Però. C’è un però ed è semplice. Kaepernick è ipocrita come gli altri, se non di più. Gridare al mondo con il suo gesto che è ora veramente di cambiare, e non usare la piu potente arma pacifica che uno ha, il voto per influenzare il cambiamento, è un atto incoherente, ad essere gentili. Kaepernick nemmeno si degnò di presentarsi alle urne il giorno che Trump, dopo le sue numerose dichiarazioni razziste durante la campagna elettorale, fu eletto POTUS. Perché quello che questi campioni del politicamente corretto dimenticano è che Trump è stato democraticamente eletto, con un sistema discutibile ma che è lo stesso che ha portato al potere i ‘santi’ Obama e Clinton. In altre parole, ingiustizia sociale e razzismo esistevano anche nel 2016.

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40 commenti

  1. K

    Boh, per me non è tutto ‘sto scandalo che il Kap sia senza squadra; sinceramente tranne nell’anno del Superbowl perso in finale con Frisco ha palesato parecchi limiti, ha 30 anni (che non sono assolutamente tanti per un Qb però sono abbastanza per impostare su di lui un progetto a medio-lungo termine) e lo stipendio che richiede non penso sia così “leggerino”; penso inoltre che se qualche squadra della costa Est o della costa Ovest dovesse ingaggiarlo non credo si leverebbe alcuna protesta (ecco magari gli sconsiglierei di andare ai Boyz)…

    P.S. Bentornato Boss

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  2. T

    Grazie, Krug. Kaep non e’ certamente un top, pero’ guardando i Colts (i primi che me vengono in mente) e alla dichiarazione di di Irsay [We did have a [quarterback] candidate or two. I think that we came semi-close to bringing in a mid-30, mid-to-late 30 guy. We had a [salary] number. The guy wanted more than the number. It wasn’t Kaepernick. It just didn’t work out so we moved on.] a pensar male si fa un attimo. Per non parlare dei ‘rumors” buttati qua e la’ dai esecutivi NFL come monito per altri atleti.

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  3. t

    vero, il Kap é in declino da un bel po’. Era vicinissimo ai Ravens, quando Flacco sembrava rotto.
    Comunque diverse franchigie giocano con dei QB improponiibili (Jets, Bears, Jaguars i primi che mi vengono in mente).

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  4. G

    Bentornato Tani.

    Sono d’accordo con la prima parte del post ma non con la fine. Soprattuto non vedo il nesso fra il fatto che Trump sia stato eletto democraticamente (per quanto democratico possa essere considerato il modello elettorale amerciano, anche quando eleggeva Obama) e la presunta ipocrisia di Kap.

    semmai, l’ipocrisia dei giocatori NFL sta nell’inginocchiarsi per protesta (giusto) ma nel non impegnarsi per promuovere l’iscrizione fra le liste elettorali, e piu’ in generale una partecipazione alla vita politica, dei giovani di colore.

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  5. t

    peró mi sa che si sopravvalutano un po’ i giocatori da questo punto di vista.
    Provate a vedere ‘last chance U’ su netflix per capire il background e il livello di buona parte di chi arriva in nfl.

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  6. T

    Grazie Gatto,

    Sul nesso tra l’elezione di Trump a l’ipocrisia di Kaep al non votare: tu Kaepernick che giustamente denunci pubblicamente il problema sociale che agrava gliafro-americani, hai un solo arma per cambiare veramente le cose: andare a votare (almeno che non fai la rivoluzione armata, come dicevo a Mauro)contro un candidato che appertamente incita l’odio razziale ed e’ d’ispirazione per quella parte degli americani dal grilleto facile. Se, in piena coscienza non lo usi, non ti scandalizzare poi se l’uomo che TU hai aiutato a sedersi sulla sedia del POTUS, ti denigra pubblicamente.

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  7. c

    Dei miracolati semianalfabeti (che però accusano di ignoranza chi ha votato Trump, come il noto scienziato LeBron James) si mettono a pontificare e c’è pure chi gli va dietro. Mi piacerebbe vedere se avessero fatto le stesse scene se i loro sponsor glielo avessero sconsigliato per motivi di immagine.
    Il politically correct oggi è “dagli al Trump” e allora i loro consulenti gli avranno detto di accodarsi all’andazzo.
    Ciò premesso, che facciano quel cazzo che vogliono, ma che non ci rompano i coglioni, soprattutto alla luce del fatto che fino al 2016 non ho sentito nessun di questi fini statisti lamentarsi e fare scene.

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  8. P

    Post illuminante. Forse uno dei peggiori ever. Complimenti Cydella

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  9. c

    Grazie caro. Mi piacerebbe conoscere anche la tua posizione: siamo sempre disposti all’ascolto per avere tutti i punti di vista.
    Per me, polemica a orologeria che, nelle medesime condizioni con la Clinton, non avrebbero tirato in piedi.

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  10. P

    Guarda il tuo post trasuda di:
    – razzismo
    – pregiudizio
    – ignoranza
    – superficialità
    – classismo
    – invidia
    – qualunquismo
    – arroganza
    – presunzione
    – rabbia

    e molto altro ancora che nemmeno per un secondo mi fa pensare di intavolare una benchè minima discussione.
    Saluti.

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  11. T

    Cyd, i problemi razziali negli States non sono certamente iniziati con Trump. Ma lui ha fatto di tutto per instigare l’istinto peggiore della societa’ americana.

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  12. T

    Cydella, la prima protesta di Kaepernick e’ del estate 2016…

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  13. M

    Solo chi non segue lo sport americano può pensare che realmente non vi sia impegno politico
    da parte degli sportivi americani o che possa anche minimamemte essere paragonato a quello (lol) dei messi, dei cristianironaldi e degli Immobili di turno. Quindi verrebbe da pensare che probabilmente questo articolo (?) dovesse seguire una linea editoriale precisa e cioè che se sei ricco e negro non devi rompere ni coglioni
    come ha piacevolmente sintetizzato qualcuno anche nei commenti.
    Però è giusto provare ad essere seri anche di fronte ad un cotal o coital processo alle intenzioni
    come non ne vedevo da tempo quindi:

    – ci sta che Kaep sia senza squadra; è successo ad altri prima di lui con medie anche migliori delle sue.
    La concorrenza in NFL è enorme e niente di strano che l’anno prossimi ritorni in corsa in qualche altra squadra.

    – premesso che l’incipit relativo a Trump dovrebbe giustificare probabilmente non solo un inginocchiarsi in segno di protesta ma rinchiuderlo dando la chiave in pasto ad un coccodrillo non si capisce perchè a) Kaep dovrebbe essere ipocrita quanto i proprietari bianchi delle franchigie dell’NFL, visto che questi ultimi risponderanno per loro stessi della loro ipocrisia, tutta da dimostrare e b) perchè Kaep dovrebbe avere avuto lo stesso atteggiamento condannando la violenza (?) domestica dei suoi colleghi e non un problema LEGGEREMENTE (LEGGEREMENTE EH) più grave come quello delle medie di “one shot one kill” tenute dalla polizia americana nei confronti degli afroamericani. Quindi se io partecipo ad una raccolta fondi e ad una fiaccolata contro la pensa di morte di un 14enne sono un ipocrita perchè non partecipo ad una fiaccolata diretta a ridare prestigio alla figura di Mussolini. Non fa una grinza.

    – il luogo comune sul voto come arma più potente è una roba che manco Tom Hanks in un Forrest Gump 2 direbbe più nel 2017 perchè, ebbene si, tra l’arma di andare a votare ed essere una superstar della NFL che
    con un suo gesto fa parlare mezzo mondo direi che il secondo è un gesto LEGGEREMENTE (sempre leggermente eh) più pesante, più carico di significati, più forte e probabilmente più utile all’enorme scopo che si prefigge.

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  14. T

    Allora, con ordine Mauro:
    Nessuna linea editoriale. Non credo Stefano ne abbia una. Semplicemente sensazioni personali maturate seguendo quello che sta succedendo negli States. Poi Stefano decide di pubblicarle. Pazienza.
    In quanto ai contenuti:

    – Se tu non ci vedi nessuna ippocrisia in miliardari bianchi che hanno finanziato la campagna di Trump, ben sappendo come la pensava su questi temi, e che hanno deciso di dare un contratto a gente che a Kaepernick dovrebbe lucidare le scarpe, ma poi decidono di abbracciare la rivolta, che ti devo dire?

    – Prima di tutto, non ho detto che non doveva prottestare. Dico la protesta pubblica, senza il voto, e’ inutile. E sei sei afro-americano e’ anche dannosa. Dire che e’ da ingenui credere nel voto per cambiare le cose, e’ per lo meno… da ingenui nella migliore delle ipotesi. Selma per i neri d’America non e’ solo il nome sulla mappa. E’ LA STORIA per loro. Se pensi che chiunque tu voti tra i due, nessuno di rapresenta, vota per il terzo inutile. Non vota per nessuno, ma al seggio ci devi andare. Altrimenti o prendi un fucile a fai la rivoluzione armata, o chiudi la bocca e accetti Trump come presidente. Vie di mezzo non ci sono. Ci sono morte delle persone per dare a Kaepernick i diritto di votare. Una protesta (per quanto grande)si dimetichera’ al prossimo tweet di Trump contro Kim. Ma intanto, la poverta’ tra i neri (e a questo punto anche tra i bianchissimi) continuera’ a crescere. Piu donne saranno singole madri, Trump non sara’ piu presidente … fino alla prossima prottesta del nipote di Kaepernick. Scusami la semplificazione, ma e’ per rendere l’idea del perche’ ritengo il voto una cosa importante.

    – Non ho messo sullo stesso piano il poliziotto bianco che uccide uno nero. So benissimo che sono due cose diverse, ma non sono scollegate. E’ una questione culturale. La societa’ americana e’ violenta e razzista perche’ la cultura che la nutre e’ violenta e razzista. La violenza nasce in maggiore dei casi in famiglia. Se devi cambiare una societa’ devi cambiare te stesso e quelli che ti circondano. L’ippocrisia sta’ nell’ indignarsi per la violenza contro ‘la mia classe soppressa”, ma dentro “la mia classe” se uno uccide di botte la moglie, son affari loro, a me basta che mi fa vincere in campo”.

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  15. M

    Innanzitutto grazie mille per la risposta.
    Anche io risponderò con ordine.

    – a livello sportivo concorderai , visto che non hai richiamato l’argomento, che Kaep poteva tranquillamente essere “cestinato” per quest’anno perché le sue prestazioni non erano più in linea con quelle di qualche anno fa che a loro volta non sono mai state in linea con quelle dei quarterback più forti e cioè Manning, Brady, Rodgers, Wilson, Roeth etc.

    – l’ipocrisia che indichi tu io non la metto in discussione neanche per un attimo. E se vogliamo è anch’essa una “deriva ” del concetto di democrazia e democraticità tutto americano: essere contemporaneamente e neanche tanto velatamente a favore di uno ed anche del suo nemico. Ed è quello che appunto fanno i megamiliardari americani padroni delle franchigie. Io contesto il fatto che secondo te l’ipocrisia di Kaep sia addirittura peggiore di quella di questi ultimi.

    – l’importanza del voto: capisco in pieno la tua posizione e forse , sperando che non mi si dia del populista, sono influenzato dal fatto che il voto in Italia stia perdendo sempre più valore. Ed accetto la tua idea in merito all’importanza del voto ma vista la grandezza della protesta possiamo dire che a parte il cattivo esempio e la dannosità di non andare a votare , questa protesta sta dando i suoi frutti? Non sono neanche così sicuro che verrà presto messa nel cassetto e dimenticata . In più sai meglio di me quanto in America sia si importante il voto ma quanto anche a medio termine l’elettore capisca chi ha davanti come presidente. Evidentemente Kaep non è così istruito sull’importanza del voto ma almeno ha il coraggio di esprimere la propria opinione e non cade nella retorica del ” se è stato democraticamente eletto allora deve stare li ed è intoccabile” e chi lo contesta non deve essere per forza considerato un fighetto che gioca a fare il comunista.

    – sappiamo con certezza che a precisa domanda Kaep non condannerebbe anche la violenza domestica , familiare o interna alle famiglie dei suoi colleghi ? Da quello che ricordo anche in passato si era espresso in merito. Ripeto, non sono così sicuro che sia vittima di un sistema che non lo vuole ma piuttosto del fatto che da un anno a questa parte non ne imbroccava mezza giusta.

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  16. T

    – Mauro, leggi attentamente questo articolo. E del Marzo 2017. Poi fai tu 🙂

    http://bleacherreport.com/articles/2696245-mike-freemans-10-point-stance-kaepernick-protest-still-has-nfl-teams-worried

    – L’importanza del voto, penso ha peso relativo da paese a paese e dalla situazione politico-sociale. In Canada la diferenza tra liberali e conservatori e’ minima su problemi sociali e la diferenza la fa piu’ che altro la politica macro economica e quella estera. Ma in generale e’ uno stato sociale e tolerante. Se io non vado a votare domani (sbagliato comunque) il mio voto non influenzera’ di molto il corso del paese. Ma se sei un afro-americano negli Stati uniti del 2016, dove le tensioni razziali sono altissime (attenzione che si viene da 8 anni di un presidente democratico e afro-americano, pero’) e dove uno dei candidati e apertamente uno che fa vedere che aumentera’ queste tensioni sociali, tu Kaepernick che hai avuto il coraggio di cominciare questa protesta pubblica, al momento del dunque ti fai da parte? Come pensa di cambiare il mondo, con il kneeling?! Sull’effeto che avra’ questa protesta la pensiamo diversamente. Per me nessuno. Un po’ di headlines, qualche indignazione ai salotti buoni e si ferma la’. Mi riccordo le proteste per l’uccisione di Treyvon Martin. Hanno continuato ad ammazzarne altri.
    E’ una societa’ da sempre razzista, pocco da fare. Non e’ che tutti i polizzioti americani si sentono John Wayne, ma so per certo che ci sono quelli che di notte vanno a caccia “di n%&ri”. Maryland e d’intorni… E questi qui, con uno come Trump si sentono ancora piu’ impuniti. Cosi come si sentono leggitimati i coglioni del KKK. Come fai a cambiare questa mentalita’ con la sola protesta?

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  17. r

    Belisario sei veramente inqualificabile

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  18. M

    Esaggggggerato!!!!! Che c’è avvocato ? Ha dormito male?

    Nel mentre ringrazio +5 e +2 che invece mi trovano qualificabile .

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  19. m

    “….miracolati analfabeti si mettono a pontificare.. E c’ e’ pure chi gli va dietro…”
    C’ e’ chi va dietro a di maio…

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  20. c

    C’è anche di peggio: quelli andati dietro a tutti quelli prima Di Maio. Poi perché forza dietro? C’è anche chi gli va di fianco.
    Comunque il punto della questione è un altro: polemica ad orologeria perché c’è Trump alla casa bianca, invece di Baracco Bama o Hillary Clinton. Perché con la Clinton la situazione dei neri sarebbe migliore, vero?

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  21. U

    Non seguo nulla del football americano e so meno di zero della societa americana.

    Pero per me ha ragione Tani

    🙂

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  22. K

    Tani premetto che le tue sensazioni personali, vivendo tu a 100 miglia dagli States, sono sicuramente più affidabili delle mie che si alimentano sulle informazioni captate dal mio inglese stentato e da un paio di telecronache Nfl alla settimana.

    Sui miliardari bianchi mi permetto di dire che se il pubblico del football è prevalentemente Wasp o bianco le squadre di football sono formate almeno dal 50% da afroamericani; giocoforza diventa obbligatorio anche per il Jerry Jones di turno (che di Trump non è sicuramente un denigratore) trovare un compromesso per non spaccare lo spogliatoio (anche in senso lato…) e quindi permettere l’ipocrita inginocchiata all’ingresso della bandiera in cambio di un ascolto “eretto” dell’inno.

    Sul Kap (o Kaep?) io personalmente credo che per molti proprietari il discorso sia molto più sportivo che politico; vero che ci sono molti Qb che sono inferiori a Kap (va ricordato però che Kap nemmeno negli anni migliori ha avuto un rating paragonabile ai migliori Qb) ma avrebbe senso per tre squadre in rifacimento (non dico derelitti perchè non saprei come definire i Browns) come i sopra citati Jets, Bears e Jaguars spendere una paccata di soldi per un Qb non trascendentale e vederlo alla prima partita piallato a causa di una OL improponibile?

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  23. t

    non conosco le pretese salariali di Kaepernick, peró in genere se non hai un QB fai di tutto per averne uno. Se pensi che hanno strappato dei contratti gente come Osweiler e Jay Cutler (e persino Romo ha avuto degli abboccamenti coi Jets) probabilmente la veritá sta nel mezzo: da un lato i GM non vedono sufficienti garanzie tecniche in Kaep, dall’altro non vogliono tirarsi in casa la patata bollente.

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  24. Tani
    Ovviamente un saluto collega

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  25. m

    Interessantissimi spunti di riflessione, e molto utili anche i commenti.
    Prandaj, faleminderit, Tani, dhe mirse erdhe.

    Perché a me frega relativamente riconoscere l’ipocrisia di gente che sta dall’altra parte dell’Atlantico, che non mi ha mai chiamato «nigger» e non mi ha mai attaccato con i cani, tanto per citare un altro negro ricco che non voleva starsene zitto al suo posto. Cioè, magari rilevo la loro ipocrisia, non mi costa niente … ma non mi fa nemmeno crescere: è solo il livello più superficiale della questione, e se ne andrà nel giro di una settimana insieme alle cellule epiteliali più superficiali.
    Quello con cui devo fare i conti è la mia ipocrisia, e l’ipocrisia con cui ho a che fare nei rapporti quotidiani con chi mi sta attorno; ma soprattutto la mia.
    Allora è certo più interessante rilevare, come fa Tani, il meccanismo per cui mi indigno per la violenza perpetrata nei confronti della mia minoranza in generale, ma qualcosa mi fa essere più “diplomatico” nel gestire l’indignazione per la violenza domestica di chi sta nel mio stesso spogliatoio e scala con me le pareti dell’inferno un centimetro alla volta. Perché mi succede questo? E’ ipocrisia o altro?

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  26. m

    Ha ragione Mauro Belisario a dire che il qb in questione probabilmente la condanna della violenza domestica dei suoi compagni l’ha già attuata o a domanda precisa la potrebbe esprimere, ma probabilmente con mezzi diversi dall’inginocchiarsi in uno stadio: magari parlando a quattr’occhi con la persona coinvolta, ma questo non lo sapremo (mai) perché i mass media mica ci informano di questo, non è questo il loro compito (forse) e vendono di più a vellicare la superficie delle questioni piuttosto che andare in profondità.
    E ha ragione The31Matrix quando dice che mica possiamo aspettarci ‘sta gran profondità da un trentenne che sta di là dell’oceano a fare uno sport in cui si può lanciare l’ovale in avanti anche con le mani. Che potrebbe sembrare uno dei tanti discorsi cripto-razzisti in cui ogni tanto cadiamo ma in realtà è la maniera di dire: «Ciascuno fa il suo percorso, lascio a ciascuno di fare i passaggi di maturazione a suo tempo». A 40 anni magari Kaepernick si batterà per spingere la sua gente ad andare a votare perché ci sarà arrivato a capire l’importanza più pervasiva del voto rispetto al dissenso inginocchiato; e guarderà dietro di sé considerando quanto era ancora pirla a 30 anni; come del resto faccio io, che pure a 30 anni avevo alle spalle studi migliori di Kaepernick.
    Ma nel frattempo è su me che devo fare l’analisi per capire quanto la violenza abiti in me (ho già accennato giorni fa al tipo di lavoro tentato da “La Scuola Cattolica” di Albinati, per esempio, cioè di un 60enne).

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  27. m

    E non chiamerei nemmeno “ipocrisia” quella dei proprietari bianchi, anche se quello che emerge è un comportamento ipocrita. Sosterrebbero e hanno sostenuto Trump, politicamente ed economicamente … ma c’è da dire che forse Trump negli ultimi giorni ha un po’ troppo alzato l’asticella dello scontro divisivo, per cui uno può anche decidere che, nella fattispecie, io sto con i miei giocatori, anche se in un’altra fattispecie (chessò, la Corea del Nord, o l’Obama-Care) sto dalla parte di Trump.
    Primo, perché non posso poi lamentarmi se dopo 70 anni una certa parte politica “ipocriticamente” nasconde le colpe dei partigiani, o se in Italia le questioni politiche si discutano sempre non ragionando ma per partito preso, e poi condannare chi sostiene Trump e ancora lo sosterrebbe ma su una certa questione lo critica. E magari se re-tweetto il messaggino di Lebron James è perché autonomamente sono indignato/preoccupato per la violenza della polizia o la demenza del mio presidente, non è perché sto «andando dietro» a Lebron James o perché adesso va di moda il dagliaTrump.
    Secondo, perché se devo fare il presidente di una squadra di football (o, ancor meno, se di lavoro devo buttarla dentro un canestro) non è obbligatorio che io sia un «fine statista» … se sono il POTUS sì. Magari anche solo mantenendo quel minimo livello di “ipocrisia” necessaria per cui non tweetto proprio qualsiasi pensiero mi passi per la zucca (pitturata da schifo) perché, aho! anvedi quanto so’ sincero io, che dico pane ar pane e vino ar vino! Mica come li artri politici! Be’, grazie, anche no, se avessi bisogno di gente così scendo giù al Champions Pub e la trovo, mica mi serve che stia alla Casa Bianca.

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  28. m

    Infine, una questione tecnica:
    @ Tani Rex, sull’affare Kaepernick qui in Italia ho letto in maggioranza commenti come quelli di Krug e The31Matrix circa il fatto che se sia senza squadra le ragioni potrebbero essere più sportive che politiche. Il fatto che tu attribuisca invece alla politica il motivo principale dell’ostracismo è dovuto a una sensazione diversa che si ha lì da voi, oltre l’Atlantico?
    E il fatto che Trump finisca col commentare: «Licenziateli tutti, quei figli di puttana!» la questione di uno che è attualmente senza contratto, non la butta un po’ in politica, ‘sta questione meramente sportiva?

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  29. T

    Michael, se chiedi ai miei cugini americani tifosi dei redskins e fieri supporter di Trump di diranno “Ck e’ un pezzo di merda e un quarterback di merda”. Se chiedi alla sponda opposta (i cosidetti “progressisti” e atleti afro-americani ti diranno che CK e’ un eroe perseguitato politico. Personalmente non apartengo ne’ alla prima frazione, ne’ alla seconda. Come dice The31Matrix, la verita’ sta certamente in mezzo. Certo, Tom Brady potra’ dire quel cazzo che li pare. Cosi come LeBron. Troverano sempre una squadra. Ma siccome hanno trovato lavoro gente piu’ scarsa di CK, io penso che CK non ha un lavoro semplicemente per il suo credo politico (vedi la risposra a Krug).
    P.S. Quel :”Prandaj, mireserdhe..” e’ solo Google Translate, o c’e’ di piu?… 🙂

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  30. m

    Sono stato in Albania (base a Koman, e qualche visita ai villaggetti raggiungibili sulle pendici del lago ononimo) per complessivamente 40 giorni, in due estati diverse all’inizio del secolo. Ma ero in un gruppo di Italiani e facevamo per lo più animazione con i ragazzi; i quali, come ben sai, sotto i 25 anni sapevano tutti benissimo parlare o farsi capire in italiano; quindi non ci chiedevano di parlare in albanese.
    Ospito in casa Albanesi da una quindicina d’anni; ma sono qui in Italia e parlano italiano, e a me non chiedono di parlare albanese.
    Morale della favola: so quelle 10 parole in croce e “prandaj” me lo sono cercato sul dizionario (metodo piuttosto vintage, davvero).

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  31. r

    Tani sei un signore

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  32. l

    Tani meno male ci sei tu a ricordare che chi non vota ha sempre torto.

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  33. c

    Mi pare che la questione di paraculismo sia alle stelle: avesse vinto la Clinton, la condizione dei non bianchi sarebbe migliore? Per me, no. Questi signori avrebbero fatto ugualmente queste proteste? Assolutamente no. Per me, puro opportunismo.
    Dopo la giustizia a orologeria, il politicamente corretto a orologeria.
    D’altronde, siamo il pianeta dove se va bene alle elezioni una di destra che è lesbica, sposata con una di colore, con dei figli presi non so dove di non so quale colore, allora la si può chiamare lesbica. Se la stessa donna fosse stata in qualche altro partito de la rive gauche, le Boldrini e Botteri di turno (a 200k all’anno a spese del contribuente) sarebbero qua a glorificare le sorti magnifiche e progressive di una nazione aperta, moderna, blablabla.

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  34. m

    Fortunatamente siamo su Indiscreto, dove si trova anche qualcuno che difende Renzi, ma le Boldrini & Botteri non sono QUA a glorificare le sorti magnifiche eccetera eccetera. O per “qua” intendi lì da te?

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  35. M

    Siete inqualificabili 😂😂😂😂😂😂😂
    Qualificatevi per favore, almeno ai preliminari😂😂😂😂😂😂😂
    Si scherza eh…

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  36. e

    io spero che i giocatori della serie A si inginocchino durante “O Generosa”
    per protestare, appunto, contro “O Generosa”
    (letta su Twitter)

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  37. K

    “e persino Romo ha avuto degli abboccamenti coi Jets”

    Romo è il solitario capoclassifica della mia personalissima classifica dei destinatari dei miei bestemmioni sportivi, con il secondo classificato (Mirko Gubellini) staccato di chilometri; resta il fatto che se fossi una franchigia che si sta ricostruendo piuttosto che prendere Kap vado a prendere Romo a casa e lo porto allo stadio in spalla affiancandogli magari un giovane di qualche speranza che gli cresca vicino e che tappi i buchi causati dai suoi acciacchi.

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  38. T

    Krug, siamo nel campo delle opinioni (solo la FBI potra’ dirci se ci sono le prove registrate di un complotto contro CK  ) pero’ guardando quello che e’ successo in NFL negli ultimi mesi e ascoltando/leggendo quello che dicono Aaron Rodgers, Tom Brady, i colleghi di squadra di Kaepernick, suoi ex allenatori, ma soprattutto guardando I numeri:
    – Questo articolo spiega i numeri meglio : http://www.complex.com/sports/2017/08/kaepernick-is-better-than-most-quarterbacks/
    – CK ha sempre dichiarato due cose: lui vuole giocare e nessuno sa i soldi che chiede, perche’ nessuno lo ha mai chiesto. Insomma nessuno gli ha chiesto se vuole 5,6 o 15 milioni, o se ci sta a fare il QB di riserva
    – Chip Kelly : http://ftw.usatoday.com/2017/06/nfl-colin-kaepernick-blackballed-chip-kelly-comments-49ers
    – Aaron Rodgers: “”I think he should be on a roster right now. I think because of his protests, he’s not,”
    – I Ravens hanno pensato per un momento a Kaep nel pre-season. Ma prima hanno testato le acque con i tifosi. Molti hanno minaciato di boicotare I Ravens. I Ravens hanno lasciato perdere. Tu pensi semplicemente perche’ Kaep e’ scarso?
    – John Mara, proprietario dei Giants: “”All my years being in the league, I never received more emotional mail from people than I did about that issue,” says Giants co-owner John Mara, who for 24 years has worked for the team his family founded. “If any of your players ever do that, we are never coming to another Giants game. It wasn’t one or two letters. It was a lot. It’s an emotional, emotional issue for a lot of people, moreso than any other issue I’ve run into.”
    Nota che tutto quello che ho riportato e’ successo prima di questa domenica. Mesi prima.

    Per concludere, CK non e’ uno che ti fara vincere il Sb, ma ancora poteva dare tanto a molte squadre. Semplicemente proprietari NFL (bianchi, finaziatori di trump e della sua ideologia) non volevano alienare la base dei tifosi ( la maggior parte elettori di Trump-avendo assistito in qualche tailgate dei redskins, Bills e Jets era evidente il tipo ti tifoso NFL, ma solo un maestro come Roberto Gotta puo veramente descriverci con esatezza quell ambiente)) e volevano dare un segnale forte “pensate a giocare che vi paghiamo per questo e state lontano dalla politica in campo”. Poi Trump (come sempre) ha spiazato tutti con quella uscita vergognosa. Non credo che esista nella storia moderna dell’Occidente (a parte Berlusconi con il suo edito bulgaro) un Presidente che chiede(pubblicamente) la testa delle persone per il loro credo politico calpestando un diritto constituzionale. A quell punto hanno scaricato il bullo infantile. Per relazioni pubbliche, non per convinzione. Secondo il mio modesto parere.

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  39. P

    Krug, il Gube non si discute si ama 😉

    Ma poi per cosa, Messina 2003?

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  40. K

    No, mi era insopportabile come persona (un ipocrita unico bravissimo a lisciare il pelo alla tifoseria ed a comandare lo spogliatoio a suo uso e consumo) e come giocatore (faceva sempre lo stesso gesto tecnico che il difensore annusava venti ore prima).

    Il suo “paso doble” me lo sogno ancora adesso nei miei peggiori incubi… ;))))

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