Una vita in azzurro, la notte magica di Azeglio Vicini

Nel 2017 una semifinale all’Europeo Under 21, sconfitti dall’espressione del miglior settore giovanile del continente, è stata presa come una delusione dagli stessi media che sparavano valutazioni di decine di milioni per ragazzi promettenti ma poco più, come se le valutazioni fossero colpa di Di Biagio. Ma c’è stata un’epoca in cui le Under italiane prendevano mazzate praticamente da chiunque, pur continuando a produrre giocatori validi per la nazionale maggiore. Questa tendenza fu invertita da Azeglio Vicini, negli anni Ottanta, grazie anche a una generazione indimenticabile (Vialli, Mancini, Donadoni, De Napoli, Ferri, Giannini) che immediatamente alle spalle aveva quella dei Baggio e dei Maldini.

Di questo e di tanto altro calcio si parla nell’autobiografia del commissario tecnico azzurro di Italia ’90, intitolata ‘Azeglio Vicini – Una vita in azzurro’ (Goal Book Edizioni, scritta insieme alla moglie Ines Crosara e al figlio Gianluca). Lo schema, lunghi virgolettati di Vicini in mezzo a parti descrittive, è giustamente semplice e di facile lettura, ma il problema è il contenuto. Poco personale, di poco superiore a quello che qualunque giornalista avrebbe potuto scrivere con qualche ritaglio d’archivio, un elenco di episodi e situazioni senza rielaborazione non diciamo critica, ma almeno emotiva. Un tono in linea con il carattere di Vicini, ma che certo non ha aiutato a dare brio al tutto.

La parte secondo noi più interessante è quella del Vicini antico, centrocampista classe 1933 di buona tecnica ma di poca forza fisica, che di pura intelligenza si costruisce una bella carriera fra Vicenza, Sampdoria e Brescia. Avere conosciuto benissimo personaggi del calibro di Bela Guttmann (definito ‘L’estroso tecnico ungherese’) ed Eraldo Monzeglio avrebbe potuto fargli aprire tante parentesi di grande spessore, ma purtroppo in molte parti il libro sembra un mero elenco di nomi. A onore dell’opera va detto che tutto sembra Vicini puro, senza ‘pettinature’ alla Moehringer. Con il racconto dei decenni passati nella Federazione, con sei Mondiali visti da dentro (osservatore per Valcareggi e Bearzot, quando era già guida dell’Under 21, poi c.t. in prima persona) ci sarebbe stato materiale per 200 libri, ma si capisce chiaramente che Vicini vuole arrivare velocemente al Mondiale italiano, per tutti noi un tenero ricordo delle notti magiche di un’estate italiana ma per lui la differenza fra una pacca sulla spalla e la gloria eterna.

Qui ribadisce un concetto più volte espresso: quell’Italia non era la squadra più forte del mondo, quindi il terzo posto del 1990 non può essere archiviato come una delusione. Superiori ci erano la Germania Ovest, il Brasile e l’Olanda eliminati agli ottavi, forse anche l’Argentina che aveva pochi campioni ma anche il giocatore più forte di sempre (anche secondo Vicini), sia pure in condizioni fisiche precarie, e l’Inghilterra battuta nella finale per il terzo posto. A giudizio dell’ex c.t. se l’Italia avesse giocato a Roma anche la semifinale, così come le partite del girone e quelle di ottavi e quarti, l’entusiasmo del pubblico avrebbe aiutato gli azzurri a superare anche l’Argentina e a giocarsi poi la finale contro la squadra di Beckenbauer. Non è certo una valutazione tecnica, anche perché fisicamente quell’Italia stava andando in calando e di partita in partita faceva sempre più fatica a trovare la porta. Quell’uscita di Zenga su Caniggia, che chiuse in maniera emblematica i nostri anni Ottanta, fu importante almeno quanto il mancato utilizzo di Baggio dal primo minuto, o la giubilazione di un Mancini che aveva sempre difeso e che era al massimo della forma, in favore di un Vialli mezzo infortunato.

Di sicuro quella Nazionale fu amata da quasi tutti gli italiani, a differenza di molte di quelle che sarebbero seguite, per la semplice ragione che il suo commissario tecnico romagnolo veniva percepito come espressione dell’Italia e non di un club o di più club. Non un condottiero che lanciava proclami, ma una persona normale che avremmo voluto come zio e dalla quale avremmo comprato un’auto usata. Volendo leggere fra le righe, non si avverte un grande calore nei confronti di Bearzot, ma soprattutto di Matarrese e Sacchi, vista anche la modalità con cui l’allenatore esonerato da Van Basten fu scelto al suo posto, prima ancora che l’Italia venisse eliminata dall’Europeo. Con quel palo di Rizzitelli a Mosca le notti magiche finirono ufficialmente, ma l’Italia di Vicini rimarrà per sempre un bellissimo ricordo.

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23 commenti

  1. Qui ribadisce un concetto più volte espresso: quell’Italia non era la squadra più forte del mondo, quindi il terzo posto del 1990 non può essere archiviato come una delusione. Superiori ci erano la Germania Ovest, il Brasile e l’Olanda eliminati agli ottavi, forse anche l’Argentina che aveva pochi campioni ma anche il giocatore più forte di sempre (anche secondo Vicini), sia pure in condizioni fisiche precarie, e l’Inghilterra battuta nella finale per il terzo posto.

    A scusante di Vicini ricordiamo che è caduto dal balcone e ha battuto la testa

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  2. j

    Posso essere d’accordo sulla Germania (squadra completa e enorme con 2-3 fenomeni, Aughentaler Matthaus e Kolher sicuramente) ma il resto no, nemmeno Maradona e gli altri 10 argentini. L’Italia aveva il piu forte in porta, i piu forti in difesa (toh potevano fare una mista con quelli della Germania al massimo) e un attacco sulla carta fenomenale (tre dei piu forti giocatori italiani di sempre, uno che avrebbe segnato anche da morto e gente comunque con le palle, Vialli fece un mondiale di sacrificio commovente). A centrocampo è vero non erano dei campioni ma comunque giocatori solidi e di provata esperienza. Ed era il Mondiale in casa. Dovevamo vincerlo perchè ne avevano sicuramente i mezzi, resterà per sempre una grandissima delusione se non la più grande, più di USA94.

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  3. Jer
    Con tutto il rispetto eravamo più forti ancge dei crucchi
    Cioè bertold e buchwald e mi fermo qua per non fare il piromane

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  4. j

    Ci può stare anche se i crucchi erano fortissimi.

    Italia 90

    Zenga
    Bergomi Baresi Ferri Maldini
    De Napoli Giannini
    Donadoni Baggio Mancini
    Vialli/Schillaci

    Solito problema: il CT.

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  5. A

    diciamo anche che l’immagine da zio gli ha fatto ricevere meno critiche di quelle che meritava, la squadra era molto forte ma andò davanti solo per i gol schillaciani del quinto attaccante in rosa (come se nel 2006 avessimo vinto per i gol di Iaquinta) e questo qualcosa vorrà dire (al di là delle colpe di un titolare come Vialli)
    poi quando dice che ci erano superiori quel Brasile e l’Inghilterra sta palesemente trollando

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  6. t

    Ma chi lo vorrebbe come zio su, l’emblema dello statale mediocre, e’ riuscito a deprimere pure una squadra con baggio, baresi, maldini, mancini. Non sara’ mica colpa di zenga anche la mancata qualificazione agli europei? Nel periodo dove monopolizzavamo le coppe.

    Anche i crucchi sono una trollata, perdere una finale a roma contro di loro sarebbe stato impossibile.

    Lasciamo perdere la semifinale col caloroso pubblico napoletano, che t’avrebbe fatto votare lega per dieci anni di fila.

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  7. M

    Nettamente più eroica la spedizione del Maestro di Fusignano in America. In condizioni ambientali
    e climatiche drammatiche riuscì quasi a portare a casa un eroico mondiale, quello il vero rammarico tra i mondiali sfumati.
    Ad Italia ’90 poi si vide il reale valore di Gianluca Vialli superato anche dallo schillaciano Schillaci.

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  8. a

    eroica? passati come terzi in un girone ridicolo, aggrappati a baggio per non uscire con la nigeria, finale senza un tiro in porta

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  9. j

    Se non trollavi non era tu eh

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  10. M

    Poteva solo vincerlo quello di Italia ’90 ed infatti lo ha perso.

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  11. U

    “Nettamente più eroica la spedizione del Maestro di Fusignano in America. In condizioni ambientali
    e climatiche drammatiche riuscì quasi a portare a casa un eroico mondiale, quello il vero rammarico tra i mondiali sfumati.”

    ma va a cagare vah

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  12. U

    Che poi ,un adoratore del Maestro Romagnolo,non dovebbe guardare il zuoco? ed avere quasi a schifo i risultati?

    Ecco..a parte 35 minuti con la Bulgaria,sembrava di veder giocare l’inter di mazzarri o la juve di zaccheroni

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  13. M

    No, magari dimmi che da Italia-Svizzera a Cagliari a Italia-Pontedera non è stato un continuo a mai visto neanche dopo “dagli al Maestro”. E sottovaluti le prestazioni contro la Spagna e contro una difficilissima Nigeria. Oltre
    alla non facile scelta di continuare a dare fiducia a Baggio nonostante le prestazioni invereconde di quest’ultimo.

    Azeglio aveva in mano il top del top in casa, non si sa perchè ma ne uscì alla grande con tutta la stampa che ancora oggi continua a prendersela con un Enorme Zenga.

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  14. U

    Belisario

    rivai a cagare per piacere,che non è che ho voglia di star qui più di tanto a sorbirmi le tue minchiate

    Se guardiamo solo al Zuoco,ad Usa 94 abbiamo fatto letteralmente pietà.

    Quindi gli adoratori del Maestro Inseminatore dovrebbero aver la decenza di stare zitti.

    Ad Usa 94 siamo andati avanti nel solco della più celebre scuola italiana : difesa guidata da mostri,protetta da uno stopper li davanti

    Palla a Donadoni che inventa qualcosa,in attesa che Baggio ci tiri giù dall’aereo

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  15. M

    Ok, accetto il tuo invito ma anzichè a cagare vado a mangiare. Si vede che non hai voglia di argomentare.

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  16. E

    Anch’io sospetto il trollaggio del Direttore, anzi, trollaggi ripetuti. Solo per fare un paio di esempi, il Brasile 1990 è stato il più modesto che si sia mai visto ai Mondiali, secondo solo a quello del 2014. E la Germania vinse in semi solo ai rigori contro un Inghilterra che ci sembrò forte perché eliminò…il Camerun? Non voglio controtrollare, perché in effetti stiamo parlando di buone squadre (a me piaceva un sacco l’Olanda, che però fece un girone penoso e incappò nella Germania agli ottavi), l’Inghilterra aveva forse la squadra più “squadra” degli ultimi cinquant’anni, e non dimentichiamoci di una meravigliosa e sfortunatissima Jugoslavia che avrebbe meritato di giocare la semi contro di noi, altro che l’Argentina, andiamo. Detto questo, Vicini ha avuto i molti meriti che ha ricordato il Direttore, ma l’esclusione di Baggio grida ancora oggi vendetta ed è una macchia incancellabile.

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  17. E

    Sul piano del “gioco”, il confronto tra l’Italia del 1990 e quella del 1994 non si pone nemmeno, per favore, cerchiamo di mantenere la serietà di questo sito. Certo, giocare a calcio sotto il sole della California a mezzogiorno è la morte dello sport, però vedere giocare l’Italia di Sacchi suscitava alternativamente lo sbadiglio e il nervoso…

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  18. U

    Belisario
    “Si vede che non hai voglia di argomentare.”

    No,sei tu che hai voglia di fare il cretino,perchè io ho argomentato
    Ho parlato di squadra che ha basato tutto sulla difesa,guidata da un fuoriclasse e da un professore del ruolo ,protetta da un buttafuori il cui unico schema era dare la palla a Donadoni.

    Finche a un certo punto ,uno dei più forti giocatori del mondo all’epoca,ha iniziato a inventare qualche giocata che ci ha portato in finale.

    Quindi,visto che il Maestro e la pletora di discepoli adoranti e coglioni (di cui sei uno degli esponenti di spicco) non appena una squadra scende sotto il 58% di possesso palla si mette a cianciare di “calcio antico e sparagnino”, quei mondiali non hanno niente di eroico
    Anzi,dovrebbero essere una macchia enorme,visto che si è andati avanti a colpi di fuoriclasse senza che si vedessero 4 passaggi filati con un senso

    Non capisco che cazzo c’entri il confronto con Vicini,visto che io non ne ho mai parlato

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  19. Il mio primo vero Mondiale, l’attesa per la gara di esordio che tutti hanno visto a S.Siro, roba che neanche i milanisti di Milan-Cavese…
    Oggi sono 27 anni esatti dal quarto di finale contro l’Eire, ricordo la gara vista all’oratorio con cori da stadio mentre il don cercava, invano, di mantenere un po’ di contegno (ma sotto sotto se la rideva anche lui)
    I tre giorni seguenti che separarono la semi con l’Argentina uno dei ricordi più nitidi che ho, non a caso rimane l’evento tv più visto di sempre, che inculata pazzesca
    La finale sempre all’oratorio, era più caldo della Bombonera durante il Superclasico, interisti con magliette della Germania degli idoli Matthaus e Brehme, le lacrime di Diego e gli hijos de puta in mondovisione

    PS. Eravamo i più forti assieme alla Germania, pochi cazzi

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  20. z

    I mondiali del 1990 sono gli unici (insieme forse a quelli del 1938, ma ovviamente non ho riscontri) in cui eravamo la squadra più forte. In difesa, a centrocampo e in attacco. E giocavamo in casa.

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  21. j

    Per me eravamo i piu forti anche nel 2002, soprattutto in attacco.

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  22. Nel 2002 direi Brasile con noi subito dietro

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  23. t

    La squadra del ’94 era il Milan che aveva appena vinto la Coppa Campioni più Baggio (pallone d’oro in carica) più tantissimi calciatori fortissimi tipo Signori bi-capocannoniere di una serie A che non ha certo le difese di adesso.
    Non c’è mai più stata nella storia una Nazionale così forte di tutte le altre. Lo stesso Brasile, nonostante diversi campioni, era composto da gente abbastanza imbarazzante:
    Taffarel, Jorginho (Cafu), Branco, Mauro Silva, Aldair, Marcio Santos, Mazinho, Dunga, Romario, Zinho (Viola), Bebeto. Commissario tecnico: Parreira.

    Peccato per il CT che oltre all’unica idea di gioco “palla a Baggio e preghiamo” ha fatto in modo di far giocare il bi-capocannoniere sulla fascia sinistra fino ai quarti e di escluderlo dalla semifinale in poi. L’inspiegabile partner di attacco di Baggio era infatti Massaro che quantomeno ripagò Arrigo nella sequenza finale dei rigori 🙁

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