Europeo di calcio, quello che non sappiamo

A giugno di quest’anno si terrà il tanto atteso Europeo di calcio, giunto alla sua sedicesima edizione e durante il quale si celebrerà anche il suo sessantesimo anniversario. La partita inaugurale si terrà nello Stadio Olimpico di Roma, il Colosseo del calcio della capitale, che vedrà in scena il match fra Italia e Turchia il 13 giugno.

La Nazionale di Mancini ha battuto tutti i record durante le qualificazioni, proponendo giovani talenti come Zaniolo, Barella e ritrovando i due arieti Belotti e Immobile, un buon auspicio per una competizione in cui i colori azzurri non hanno mai particolarmente brillato.

L’Italia, infatti, vanta un solo titolo europeo, quando nel lontano 1968 una famosissima monetina, 100 vecchie lire, lanciata dall’allora capitano di Inter e Nazionale Giacinto Facchetti, ci permise di accedere alla finalissima contro la Jugoslavia, battendo l’Unione Sovietica in semifinale.

Un punto in comune fra la Nazionale del ’68 e quella di Mancini può essere il percorso di avvicinamento: l’Italia veniva dall’umiliante uscita di scena nei precedenti Campionati del Mondo del 1966, in cui gli azzurri persero contro la Corea del Nord in Inghilterra. Fabbri venne di conseguenza sollevato dall’incarico di commissario tecnico e al suo posto fu scelto Valcareggi, che poi portò al trionfo l’Italia con l’aiuto della sorte nell’anno delle contestazioni studentesche.

L’Italia di adesso viene da un percorso molto simile: la nostra Nazionale nel 2018 ha forse toccato il punto più basso della sua storia moderna: la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia, le lacrime di Buffon e la crisi tecnica del movimento calcistico italiano. Tutto ciò deve essere cancellato dalla memoria dei tifosi azzurri e un primo mattoncino è stato posto da questo gruppo, che ha “sudato” la maglia e che ha dimostrato grande passione, ma soprattutto attaccamento alla causa.

Le altre due apparizioni in cui la nostra nazionale si è distinta, arrivando in finale, risalgono agli Europei del 2000, in cui l’Italia di Zoff venne battuta nella finale di Amsterdam dalla Francia di Trezeguet e Wiltord con la spietata regola del golden goal e all’Europeo del 2012, in cui gli uomini di Prandelli furono surclassati dalla Spagna con un sonoro 4-0 in una finale a senso unico.

Lo stato di salute delle nazionali è difficile da analizzare con i campionati in corso e le squadre di club contano molti stranieri nelle proprie rose, in ogni caso le principali scommesse sportive sul calcio come quelle del famoso provider inglese Betway, sembrano quasi tutte dello stesso avviso e vedono come nettamente favorita per la vittoria finale dell’Europeo la Francia di Deschamps, potendo contare su uno dei maggiori talenti del calcio mondiale: Mbappè.

La Francia nei pronostici è seguita dall’Inghilterra guidata dall’ex terzino Southgate, squadra di giovani, veloce e con tanta sete di vittoria, forte degli ultimi ottimi risultati conseguiti nell’ultimo biennio: quarto posto ai Mondiali 2018 e il terzo posto nella Nations League. Ci sarà il Portogallo di Ronaldo, il quale ha assistito all’assegnazione di un altro Pallone d’Oro al suo acerrimo rivale Messi, che ha collezionato il suo settimo massimo riconoscimento personale per i calciatori che giocano in Europa. Il fuoriclasse portoghese, proprietario di cr7footwear, nel prossimo Europeo, avrà la responsabilità da capitano della squadra campione in carica di difendere il titolo con i denti, per quella che probabilmente sarà una delle ultime occasioni per Ronaldo di essere protagonista con i lusitani.

Germania e Spagna erano e restano squadre di grande qualità e di esperienza, quell’esperienza che Sergio Ramos molto probabilmente metterà al servizio delle Furie Rosse per l’ultima volta dopo 20 anni di successi. Outsider potrebbero essere il Belgio, forte degli “italiani” Lukaku e Mertens, protagonisti di un ottimo Campionato del Mondo, ed ancora dall’Olanda, dove militano tanti dei giovani più costosi d’Europa, non ultimo il difensore della Juventus De Ligt.

In casa azzurri c’è tanta soddisfazione, è inutile nasconderlo, come potrebbe essere il contrario, dopo un cammino del genere l’entusiasmo è alle stelle e il rapporto del CT Mancini con i suoi calciatori è il capitale dal quale partire per affrontare la competizione. Il gruppo è coeso, non sono previste sorprese e l’allenatore ha fatto capire che anche la questione Balotelli è archiviata. Non ci saranno ripensamenti, quindi: i 23 convocati verranno selezionati fra i giocatori che hanno partecipato con ottimi frutti alle qualificazioni, ricreando entusiasmo e riavvicinando i tifosi italiani alla nazionale, delusi dalla parentesi Ventura e dalla mancata partecipazione ai Mondiali in Russia.

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