La sala stampa contro Il Volo e l’Italia

Le immagini della sala stampa di Sanremo che al 90% esulta come allo stadio alla notizia del terzo posto de Il Volo, non per il prestigio della medaglia di bronzo ma perché così di sicuro la vittoria sarebbe andata a qualcun altro, spiegano meglio di mille editoriali il carattere profondamente anti-nazionale delle élite italiane. Non che i giornalisti siano élite, mediamente sono (siamo) sfigati che per pochi euro inseguono le vite degli altri invece delle proprie, ma nella maggioranza si percepiscono come tali quando invece l’unica loro ricchezza è fare il lavoro che sognavano da bambini (non accade quasi a nessun altro). E nemmeno vogliamo dire che il popolo sia quello che alla una di notte spende mezzo euro a telefonata per votare Mahmoood, Ultimo e i tre ragazzi nati da Antonella Clerici: le minoranze organizzate hanno portato a un paio di guerre mondiali, fra le altre cose, non è che siano composte da gente migliore o più preparata ma solo da gente con più tempo da perdere.

Il punto è che l’Italia è disprezzata prima di tutto dagli italiani, come provano anche le blande reazioni alle parole di Verhofstadt che dà del burattino a Conte. Lo abbiamo visto più volte anche nel calcio, con la Nazionale. Non siete juventini e vi stava sulle palle Lippi? Va bene, tifate contro l’Italia di Lippi. Non siete milanisti e vi stava sulle palle Sacchi? Va bene, tifate contro l’Italia di Sacchi. Non siete interisti e vi sta sulle palle Mancini? Va bene, tifate contro l’Italia di Mancini. Ma questo disprezzo, nella migliore delle ipotesi indifferenza, lo abbiamo visto anche per Valcareggi, Bearzot (fino alla santificazione post ’82), Vicini, Prandelli… Parliamo dei comportamenti veri, non delle frasi edulcorate ad uso del pubblico. Non così accade per i club, dove anzi accade il contrario: anche chi non è tifoso della squadra che segue è indotto a sentirsi sulla stessa barca della squadra, con atteggiamenti conseguenti.

E gli esterofili nella musica sono anche più beceri, perché danno anche una giustificazione culturale alla propria ignoranza e al proprio rifiuto dell’italianità rappresentata da Il Volo che, ci piaccia o no, è quella che nella musica ha più successo. Perché al di là di Chiasso e di Ventimiglia quasi nessuno pagherebbe un biglietto per ascoltare gli altri 23 concorrenti di Sanremo, al di là del fatto che noi fra quelle del podio avremmo scelto la canzone di Mahmood. Ma senza gridare ‘merde’ a chi è arrivato terzo.

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13 commenti

  1. U

    “Il punto è che l’Italia è disprezzata prima di tutto dagli italiani, come provano anche le blande reazioni alle parole di Verhofstadt che dà del burattino a Conte. ”
    Per quanto possa dare fastidio,ha detto quello che pensiamo in tanti.
    La predica non e poi cosi scentrata…magari c’e da ridire sul pulpito e sul prete che hanno mandato a dire messa.

    D’accordo sul discorso esultanza. Posto che non ho idea di chi siano questi qua (come non ho idea di chi siano gli altri due) mi son chiesto “ma questi qua prima di cantare rapinavano le vecchiette fuori dagli uffici postali il giorno del ritiro della pensione?”.

    Le scene di esultanza in sala stampa imbarazzanti direi…

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  2. m

    Nessuna figura istituzionale si può permettere di dire quello che è stato detto a Conte.
    Tanto meno ad un riunione UE.

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  3. Io volevo domandare a Jer chi è GUY
    Perché il nome non mi era nuovo infatti cercando ho trovato n link di un venetista che lo elogiava un giorno sì è uno anche tempo addietro per le sue posizioni
    Quindi un Venetista , questo attacca Salvini , rosso non è di sicuro , boooooohhh
    Per fortuna sono pidiota mi veniva da pensare

    Murillo
    Beh Schultz che era komunista spartachista col Berlusca non è che ci fosse andato più leggero
    Silvio reagì e non andò bene
    A me francamente da italiota non va neanche tanto bene che Conte non gli risponda per le rime (lo ha fatto ? Domando )

    Quindi un bel di qua o di là Berlusconi o Conte non sarebbe male

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  4. j

    Guy e il classico riciclato al parlamento europeo che in Patria ormai non si caga nessuno. Anche lui prenderà le saccate a maggio e non ne sentirete più parlare

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  5. A

    Quanto successo nella sala stampa è emblematico della natura dell’uomo che in mezzo alla folla non ha freni e si scatena. Accade anche sugli spalti di uno stadio quando partono insulti che nella vita quotidiana uno non si permetterebbe mai di fare, almeno in pubblico… Il problema è che qui i giornalisti si sono dimostrati appunto tifosi da stadio, faziosi e maleducati. La domanda da fare sarebbe: avete anche chiamato l’autrice della canzone (Gianna Nannini) per insultarla in quel modo? Ho grossi dubbi in merito…

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  6. I

    la sala stampa che esulta è da blindare e mandare a meditare a vladivostok, a pulire i ponti della flotta russa, poi con calma, una bella passeggiata lungo la transiberiana a settembre.
    Sul belga che dire, basterebbe ricordare i senatori piddi che chiedono scusa all’ambasciatore francese per capire che molti nascono servi, mentre andrebbero ricordate le risate di sarlozy insieme all’inchiavabile culona mentre parlavano di noi, per mandare affanculo sia la francia, che il belgio.

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  7. D

    Faccio sommessamente notare che tra i ridacchianti spocchiosi scribacchini che appaiono nei due video ce ne sono alcuni che abitualmente vanno a fare i soloni ad Amici, discettando di timbro e vibrato di fronte a scalcagnati brufolosi che ragliano al microfono per la gioia di infoiate adolescenti in tempesta ormonale che compongono il pubblico.
    Ecco, quando si dice “pennivendoli” si intende una cosa così…

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    1. Quelli sono i peggior di tutti. Ma anche l’anonimo stagista di supermegacoolmusic.it non scherza…

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  8. D

    Ps: per quanto riguarda i “beceri esterofili musicali”, proprio la mia giustificazione culturale (e tecnica, e artistica, ecc.) esclude ignoranza o odio verso l’Italia e ciò che è italiano.

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  9. A

    Aggiungo che i ragazzi del Volo hanno fatto bene a reagire in modo tutto sommato tranquillo, considerato che adesso vanno in tour mondiale e non hanno certo bisogno che questi signori parlino di loro. Un conto sono i gusti musicali un conto è l’educazione.

    Esco un attimo dall’argomento ma non troppo, per segnalare che Mia Martini è tornata in classifica grazie alla fiction RAI. Per dire quanto sia importante la memoria… dicevo che non esco troppo dall’argomento perché quelli che insultano in sala stampa sono magari gli stessi che oggi ricordano con commozione la Martini dopo essersi però dimenticati di lei quando era stata fatta fuori dal sistema per allucinanti ragioni. Quanta ipocrisia..

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    1. D

      No, non dimenticati di lei! Sostenevano la leggenda che le attribuiva il ruolo di jettatrice, standone alla larga il più possibile per paura.
      Roba da film di Lino Banfi, loro si “merde!” e “in galera!” (cit.)

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  10. A

    la roba vergognosa è che alcuni di questi cialtroni lavorano anche per quelle schifezze dei talent show dove davvero esce per il 90% gente che fa davvero schifo tipo nigiotti.
    Quindi paladini della buona musica proprio per un cazzo per non parlare del servilismo in eventi tipo la Pausini a Miami.
    Il Volo, pur non essendo my piece of cake, almeno fa musica che all’estero piace, son 3 ragazzi che san davvero cantare e non son neanche antipatici.

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  11. m

    Direttore, mah.
    Non so quanto c’entri il sentimento anti-italiano degli Italiani (o degli italiani sfigati che si credono elite).

    C’entra sicuramente il fatto dei comportamenti disdicevoli che si assumono mediamente quando si sta nel branco e ci si coalizza contro un nemico più debole. Ma le streghe sui roghi e i capri espiatori sono sempre esistiti, non solo sotto le Alpi.

    Però c’entra anche il fatto che i comportamenti disdicevoli siano stati sdoganati come cool, apprezzati perché finalmente basta col politicamente corretto, funzionali all’immediato riscontro elettorale (le risate dei colleghi giornalisti in sala-stampa) … ma allora la cura Vladivostok sarebbe prima da applicare ad altri ambiti, ben più istituzionali, del Paese, piuttosto che a una sala stampa (di Sanremo, poi, ricordiamocelo). E sa a quale ramo del Parlamento o dell’esecutivo in particolare?
    Per dire: né io, né lei grideremmo mai «merde!» a qualcuno, soprattutto se quel qualcuno sta su uno schermo e non può risponderci, perché siamo entrambi piuttosto vintage (ma siamo ancora la maggioranza: nel video in questione certo fanno più fragore le risate e l’esultanza di alcuni; ma ci sono altri, mi pare i più, che se ne stanno seduti al loro posto e non reagiscono berciando: la foresta che cresce).
    Ma una narrazione come: «il ragionamento dei giornalisti e dei giurati d’onore è stato di questo tipo: “Quale voto sarebbe più educativo nei confronti di quei caproni degli italiani e di Salvini?”», 5 anni fa, su Indiscreto, sarebbe stata subissata di “meno” di perplessità (ma come, sono degli sfigati come noi e hanno addirittura dei progetti educativi sul popolo? Direttore, ma ci ha guardato? Non sono più gli anni ‘70). E sarebbe stata relegata a rubriche laterali come “Non È Da Inter”. Adesso ci sono pure commenti che rincarano la dose.
    «Questa pingue immane frana» (cit.) funziona un po’ ovunque, eh, non solo nella sala stampa di Sanremo.

    E se lo schemino: «Gli stessi che gridano “Merde!” ai ragazzi del Volo sono quelli che poi …» lo si applicasse per esempio al fatto che «… esultano per il secondo posto di Gualazzi all’ESC; o vanno in segreto brodo di giuggiole per l’apprezzamento che Paolo Conte o Gianmaria Testa paiono avere anche oltre Bardonecchia», allora l’ipotesi scientifica “lo fanno per anti-italianità” viene a cadere. Magari è proprio solo una questione di gusti; magari è proprio solo che ci si è rotti le palle dell’effetto tovaglia a quadrettoni, o ci si è rotti le palle di essere rappresentati così, oltre Chiasso e Ventimiglia. Magari.

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