Running per soli adulti, il sesso che allena

Sesso e sport sono due colonne del sistema mediatico, ma al di là dei trucchi acchiappaclick (niente di male, meglio essere letti che essere ignorati) sono davvero parti fondamentali delle nostre vite. Per questo Running per soli adulti – Il sesso che allena è un libro interessante già soltanto per gli argomenti. Laura Sonzogni e Paolo Barghini ne sono gli autori (per Edizioni Correre), due persone diverse e simili allo stesso tempo: architetta e podista amatoriale lei, ex medico-allenatore e ultramaratoneta di successo lui. Tutti e due mossi da grande curiosità per la vita, per il mondo, per tutto. Ma quando è iniziata questa loro collaborazione? Per caso e per divertimento. Intanto, chiariscono subito che il libro non è autobiografico: Laura intercetta il sito di Paolo (fondatore e presidente di World Running Academy, dove struttura tabelle di allenamento) e mossa dalla curiosità gli chiede se secondo lui, “addetto ai lavori”, il sesso faccia bene allo sport, “visto che è un’attività fisica bella tosta” (parole sue). Ma va anche oltre: in sostanza gli chiede se sia possibile utilizzare l’attività sessuale come allenamento sportivo.

Tanto si è detto e scritto sul percorso opposto, e cioè che lo sport faccia bene al sesso, ma lo stesso è anche per il contrario? Parte così un simpatico scambio di mail che piano piano, di fatto, ha creato la base per la stesura di questo libro: trenta esercizi strutturati in tre fasi, proprio come tre sono le fasi dell’approccio amoroso (preliminari, atto vero e proprio e rilassamento), “vissuti” da Danielle e Andrea, due atleti immaginari che si conoscono alla Maratona di New York e continuano le loro performance in tante altre gare in giro per il mondo.

“Le sedute le abbiamo pensate come delle vere e proprie sessioni in palestra”, ci dice Barghini, per linkare saldamente il piacere (non solo mentale) allo sport. Denominatori comuni fondamentali tra sesso e sport: la respirazione e il ritmo. “Ascoltare il proprio respiro e quello del partner vuol dire imparare ad ascoltare noi stessi e gli altri”, così Laura sul primo elemento. “Sia la corsa sia il rapporto sessuale sono basati sul ritmo”, così Paolo sul secondo. La parte più tecnica, quelle tabelle finali che riassumono l’efficacia di ogni sessione e il riscontro sui muscoli interessati sono opera di Paolo, nella sua veste di allenatore e con le sue cognizioni di medico, mentre la struttura, la logica del libro e i personaggi immaginari sono di Laura. Gli esercizi, invece, sono pensati insieme. I due autori insistono molto su una grande possibilità che offre il libro, quella di migliorare la vita di coppia coinvolgendo il partner che sportivo non è, facendo insieme “sedute” di allenamento che prima lo tenevano escluso, o divertirsi con piacere con il compagno/a atleta trasformando lo sforzo in piacere. Bellissime e lievi le illustrazioni di Fabio Delvò, ingegnere e illustratore. Un libro per tutti, sia per i praticanti sia per i non praticanti.

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14 commenti

  1. M

    Ma alla fine gliel’ha data?

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  2. P

    Capisco di essere OT, ma finito di leggere l’articolo mi sono trovato saldamente linkato al pensiero che a uno che parla così dovrebbero vietare di scrivere un libro.

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  3. M

    A me ha messo inquietudine quel “Un libro per tutti, sia per i praticanti sia per i non praticanti”.
    Mi ha riportato a deprimenti periodi in cui non si batteva chiodo. Mi ritiro a piangere.

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  4. G

    Accostare il sesso all’allenamento e alle tabelle non mi sembra esattamente il miglior modo per migliorare la vita di coppia. Poi ognuno la pensa come vuole.

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  5. Mille obiezioni mi verrebbero da porre, la prima è quella di Milione (dove son finite tutte le teorie sull’approccio romantico per non scadere nel gesto meccanico?!), la seconda è l’assenza di differenze tra uomo e donna (che sono diversi, la Boldrini se ne faccia una ragione), la terza è come abbiano potuto pensare degli esercizi per “migliorare la vita di coppia coinvolgendo il partner che sportivo non è, facendo insieme “sedute” di allenamento che prima lo tenevano escluso, o divertirsi con piacere con il compagno/a atleta trasformando lo sforzo in piacere” senza scadere nell’effetto pornazzo amatoriale (del tipo “non te ne frega un cazzo della palestra però magari con l’istruttore della palestra due addominali te li fai…”).
    Direi che ce n’è abbastanza per ridere, ma spero di trovare il libro da qualche parte e sfogliarlo per colmare queste mie curiosità…

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  6. F

    Prima: tra approccio romantico e gesto meccanico ci sono mille modi di amare e/o fare sesso. Un po’ di fantasia no?
    Seconda: tra uomo e donna ci sono differenze, eccome!
    Terza: pensare si può.
    Se cominci a ridere da adesso, sei sulla strada giusta, ma dovresti ridere anche di te stesso e scoprirai che l’ironia è la giusta chiave di lettura di questo libro, ma non solo, forse anche della concezione conservatrice e antidiluviana che la nostra cultura ha del sesso.
    Buona lettura!

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  7. F

    Piuttosto che “gliel’ha data?” io mi chiederei “ma hanno letto il libro prima di commentarlo?” (che tra parentesi si trova sul sito di Correre o Amazon).
    Entrare nella sfera più intima, come quella del sesso, non è cosa facile, soprattutto se si vogliono superare certe concezioni o pregiudizi. Sempre meglio avere il coraggio di osare e rischiare di scoprire qualcosa di nuovo, piuttosto che morire così come si è nati, senza essere cresciuti di molto.
    Comunque è divertente anche leggere i commenti!

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  8. m

    Il maschio alfa indiscreto non ha bisogno di leggerlo il libro per dare un giudizio (così come non ha bisogno di guardare le partite per commentarlo).
    Mi risulta invece strano commentare 4 mesi dopo gli interventi, 4 mesi per il maschio alfa sono un era geologica.

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  9. I

    perché tu, per commentare le partite, le guardi?
    il bello è unirsi ad una conversazione senza sapere nulla ed iniziare ad interloquire, farsi dare ragione e poi andarsene…

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  10. m

    Certo che non le guardo (come ho scritto sopra).
    Commentare partite che non ho visto l’anno scorso è la “new mission” alfa.

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  11. I

    beh era una domanda retorica, usata come incipit
    una volta un mio cliente di presentò una sua amica e discutemmo di Zanzotto, una buona mezz’oretta, e la signora parve contenta di quello che dicevo.
    Tornato a casa sono andato a vedere chi cazzo fosse Zanzotto, poeta del secondo novecento italiano.
    talento puro

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  12. m

    L’importante è farsi vedere sicuri e annuire quando non si sa nemmeno di cosa stia parlando l’altro.

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  13. E

    Qualche volta il maschio alfa indiscreto mi ricorda il protagonista di Ecce Bombo di Moretti che andava a rileggere le lettere che gli avevano spedito cinque anni prima, si incazza come se gli fossero appena arrivate e scrive una risposta indignata.

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  14. M

    Fuori Evento is the new Fuori Tempo (massimo)

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