Alice (non) è nata ieri

E’ il 1980 quando una bella ragazza dai lunghi capelli neri e scompigliati, di nome Alice, dalla voce calda e profonda e lo sguardo intenso e fiero, propone sulla scena musicale italiana un singolo di grande impatto intitolato Il vento caldo dell’estate. Su una base martellante scorre un testo immediato ed evocativo. Frutto della collaborazione con Franco Battiato e Giusto Pio, la cantante forlivese inaugura così una nuova tappa – decisiva – della sua carriera dopo aver usato il nome di battesimo Carla Bissi e poi quello d’arte Alice Visconti con cui incise nel 1975 il primo album La mia poca grande età.

A Il vento caldo dell’estate è affiancato un video, uno dei primi che ricordiamo di aver visto in televisione, e soprattutto un grande album dove Alice, insieme al resto della squadra capitanata da Battiato, propone una scaletta di pezzi da novanta. Il titolo è Capo Nord e può essere considerato una pietra miliare della discografia italiana al femminile (ma non solo) anche se Alice si affermerà definitivamente e ancor più l’anno successivo con la vittoria a Sanremo.

Per Elisa è la celebre canzone – ancora frutto del magico mix con il duo Battiato-Pio – che domina la manifestazione davanti a Loretta Goggi (Maledetta Primavera) e Tu cosa fai stasera (Dario Baldan Bembo). Erano gli anni in cui il Festival era capace di generare classici su vari generi (quello stesso anno furono ad esempio presentate anche Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri e Ancora di Eduardo De Crescenzo).

Tornando ad Alice, mentre i suoi poster campeggiavano nella nostra camera e la sua musica risuonava nel nostro walkman, lei continuava a registrare grandi album e scrivere canzoni anche nel periodo post Battiato (con cui incise anche due importanti duetti, I treni di Tozeur e Chanson Egocentrique) fino al culmine della fine degli anni ’80 rappresentato da Il sole nella pioggia (1989).

Un disco immancabile in ogni scaffale che si rispetti, frutto di un progetto di respiro internazionale (allora era già nota in vari Paesi) che mise insieme alcuni testi di Juri Camisasca con musicisti di primissima fascia e diede il La a un lungo periodo di ulteriore sperimentazione, coerente e discreto nella forma, ma con tanta sostanza. Intanto mentre scriviamo si sa per certo che il 18 settembre uscirà il nuovo attesissimo album intitolato Samsara, anticipato dal singolo Nata Ieri (un breve estratto del video qui sotto) firmato da Tiziano Ferro, e che vede la collaborazione nuovamente di Battiato su alcuni brani. Ne parleremo approfonditamente più avanti, ma intanto vale la pena riascoltare la produzione passata per prepararsi al meglio.

In tal senso oltre agli album già citati consigliamo di partire da Azimut (1982), altra raccolta senza punti deboli (il lancio fu affidato a Messaggio, noi ci facciamo sempre trascinare da Deciditi), passando per Park Hotel (1986) per arrivare ad Exit (1998).

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4 commenti

  1. Sanremo 81, avevamo la doppia cassetta in macchina e la sentivamo durante i viaggi: edizione indimenticabile!

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  2. Bella botta passare dai testi di Franco Battiato a quelli di tiziano ferro (maiuscole e minuscole sono volute)…

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  3. Se mi è concesso, anche leggere “Sarà perchè ti amo” certificata come classico è una bella botta… 😛

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  4. Tiziano Ferro non si smentisce mai, piagne sempre. Alice è sempre bella, voce stupenda. Lo amo!

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