L’Euro irreversibile di Draghi

18 Febbraio 2021 di Stefano Olivari

L’euro è irreversibile secondo Mario Draghi, la totalità dei media e la quasi totalità dei politici italiani. Nel suo discorso al Senato il presidente del Consiglio è stato chiaro: “Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione”. Insomma, l’inversione a U della Lega di Salvini su questo tema ha colto lo spirito del tempo, in fondo per il 90% degli italiani (e stiamo bassi) la sovranità nazionale non è un obbiettivo emozionante, di sicuro non è primario rispetto ad un livello minimo di benessere, qualsiasi sia la sua origine. Noi però facciamo parte del rimanente 10% e ci facciamo questa domanda: la scelta dell’euro è davvero irreversibile?

Detto che nessuno è mai uscito dall’euro e che anche i giuristi sono divisi sulla procedura teorica per farlo (la strada più lineare, e comunque difficile, sarebbe unire l’uscita dall’euro a quella dall’Unione Europea, come previsto dall’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea), bisognerebbe in ogni caso partire da una volontà politica maggioritaria che in questo momento non pare esserci perché anche molti iper-sovranisti sono spaventati dal ritrovarsi per così dire da soli, senza avere le specificità di Regno Unito, Svizzera e Norvegia. Ma facciamo finta che questa volontà politica ci sia e che si possa in qualche modo arrivare ad una Italexit che sarebbe ancora più clamorosa della Brexit, perché sarebbe anche la prima uscita dall’euro: uscire dall’Eurozona ci converrebbe?

L’Euro è dal punto di vista contabile una moneta straniera, come il dollaro o il franco svizzero, con la significativa differenza che in parte anche l’Italia ha voce in capitolo (il consiglio direttivo della BCE è nominato da Consiglio Europeo, cioè dai capi di stato dei vari paese) nel determinarne emissioni e gestione. Indebitarsi in euro è come indebitarsi in dollari, solo che la BCE è più sensibile alle richieste italiane di quanto non sia la Federal Reserve, anche quando a presiederla non è un italiano.

L’euro è quindi irreversibile? Fino al governo Draghi i talk show erano pieni di economisti sovranisti, seguaci della Modern Monetary Theory, che ci spiegavano un po’ strafottenti che bastava stampare lire sovrane per far ripartire l’economia, adesso sono tornati i professorini del ‘Ci vuole più Europa’. L’idea del bar di Indiscreto è che qualsiasi bombardamento monetario trovi il suo limite nell’inflazione, vale per l’euro come per le monete nazionali. Un paese serio, quindi ben lontano dall’Italia degli anni Settanta e Ottanta che viaggiava su inflazione a due cifre, dovrebbe/potrebbe avere la sua moneta ed essere libero. Un altro tipo di paese potrebbe avere la convenienza ad essere servo. In questo senso non si possono previsioni, è quindi in teoria possibile, forse anche probabile, che un ritorno della lira sarebbe rovinoso per risparmi finanziari, consumi e benessere materiale degli italiani. Ma ci proveremmo lo stesso.

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