Il contratto di Mancini

L’Italia di Mancini gioca bene e ha ridato alla Nazionale un’immagine pulita e positiva, al di là dei risultati dell’Europeo 2021 e del Mondiale 2022, se mai si giocheranno. Però ci sembra di ricordare che in due anni l’unica vittoria contro una squadra nei primi 50 posti del ranking FIFA sia stata proprio quella, peraltro molto convincente, di domenica scorsa contro la Polonia (Correzione: anche l’Olanda). Per questo il dibattito tutto mediatico sul suo contratto, come se fosse un’emergenza del Paese, ci sembra surreale.

Intanto perché un contratto c’è già, fino al Mondiale qatariota. E Gravina, che essendo arrivato ‘dopo’ Mancini non lo ha scelto, è stato un po’ tirato in mezzo dai media che hanno abbracciato la narrazione dell’Italia dei giovani. Uno schema non inedito, che da quando leggiamo abbiamo notato in tutte le epoche successive a un disastro: l’Italia di metà anni Settanta di Bernardini e Bearzot (anche lì ci fu una fase in cui veniva convocato chiunque), quella di Vicini dal 1986 almeno fino all’Europeo in Germania, quella di Prandelli dopo la fine dell’era Lippi.

Senza troppa dietrologia, ma se leggete Indiscreto almeno un po’ dovete accettarla (se no ci sono il Televideo e gli account social ufficiali), dal punto di vista politico dire Mancini è un po’ come dire Malagò ed in questo momento il presidente del CONI si sta giocando la partita della vita cercando di salvare tutte le sue poltrone, a partire dal ruolo decisivo nei Giochi del 2026.

Non è che la FIGC, una federazione che giustamente se ne è sbattuta del populista (in quel momento storico, oggi sarebbe diverso) ‘blocchiamo tutto’ del CONI che puntava l’indice contro il calcio irresponsabile che andava avanti, muoia dalla voglia di firmare cambiali in bianco visto come cambiano le situazioni da una partita all’altra. Bravissimo Mancini, ma non è che con un contratto a vita lavorerebbe meglio.

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10 commenti

  1. “Però ci sembra di ricordare che in due anni l’unica vittoria contro una squadra nei primi 50 posti del ranking FIFA sia stata proprio quella”

    Ci sarebbe la partita dell’altra Nations League sempre contro la Polonia e la partita contro i Paesi Bassi in questa Nations League.
    Bisognerebbe anche far notare che non è che l’Italia abbia giocato tutte ‘ste partite contro squadre di primo piano (tanto che Mancini chiese delle amichevoli di livello proprio per saggiare la competitività della squadra contro avversari di altro spessore), che col Portogallo in casa pur non vincendo si è fatta una buona partita e che spesso e volentieri l’atteggiamento messo in campo è di livello superiore a quello storicamente presentato dalla Nazionale azzurra (dal provare a goleare sempre e comunque gli avversari minori sino a provare ad imporre il proprio gioco anche in trasferta, vedi vittorie in Polonia e nei Paesi Bassi).

    Personalmente ero molto scettico su Mancini (per il quale non nutro particolare simpatia) ma per quanto mi riguarda fino ad ora il suo operato è da 8 e va assolutamente confermato.

    P.S. Non c’entra nulla ma a me questa Nations League piace.

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  2. La Polonia 2 volte (anche 2 anni fa), l’Olanda e pure gli USA.
    Restiamo sempre una squadra di seconda fascia, ma almeno giochiamo a calcio.

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  3. Si è rivalutato molto Mancini in nazionale. Prima stava per passare di moda, ora sembra la versione italiana di Joachim Low. In nazionale è (ri)diventato fico.

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    1. quindi aveva ragione Sarri? 😀

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      1. Sono allenatori fashion… Sarri non può capire…

        Però Sarri può capire Low perché anche lui si mette le dita nel naso.

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  4. A Low mettigli la riga in parte ed i baffetti ed è Hitler redivivo.

    Il ragazzo che non sarà venuto dal Brasile ma che in Brasile si ricordano benissimo…

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  5. e comunque, l’unica cosa bella di queste soste per le nazionali è che finalmente sono finite.

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  6. Mancini ormai è bollito per un club, ma in nazionale sta facendo bene: schiera i meno brocchi a disposizione e gli dice di provare a giocare a calcio, poi mica è una colpa avere Immobile invece di Lewandoski o Mbappé. Esattamente quello che dovrebbe fare Conte all’Inter, in particolare con Eriksen.

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    1. Ho pensato anch’io al confronto con Conte, Impietoso. La nazionale almeno gioca a calcio, avanza con dei passaggi, non ha i somari tuttafascia e non butta la palla su Belotti aspettando che gli altri salgano. E non c’entrano nulla gli avversari, non tutti sono la Moldavia o il Benevento.

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  7. Quindi se era a spasso con mascherina e sciarpetta è perché cercava il rinnovo?

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