Il ricamo di Recoba con il Lecce

Ci sono appassionati di calcio che si esaltano per le cifre e i numeri, le sgroppate sudate di 90 minuti, i passaggi arretrati senza rischi. E altri che invece si emozionano per un gesto, un tocco, un movimento, l’azzardo di un attimo meraviglioso. Sono due modi diversi di vedere il calcio, non è che un gruppo sia composto da intelligenti e l’altro da cretini: fra l’altro a volte questi due mondi possono convivere nella stessa persona, nello stesso tifoso.

È domenica 21 novembre 1999. A San Siro l’Inter ospita il Lecce, fa molto freddo e noi siamo appollaiati sul terzo anello con un gruppo di amici abbonati. Alvaro Recoba è in panchina mentre i nerazzurri allenati da Marcello Lippi hanno vita facile chiudendo il primo tempo, e la pratica, sul 4-0 grazie alle reti di Georgatos, Zanetti, Jugovic e Zamorano. Al quinto del secondo tempo Ronaldo sigla su rigore il 5-0, ma pochi minuti dopo si fa male seriamente (rientrerà il 12 aprile nella finale di Coppa Italia e si farà ancora più male) al tendine rotuleo e viene sostituito dal Chino.

Una situazione a prima vista trascurabile. Per noi invece Inter-Lecce inizia da lì. Ci agitiamo nello spazio ristretto della piccionaia come nel recupero di una finale di Champions ancora a reti inviolate, mentre i compagni di spalti poco recobiani (anzi per nulla, quante discussioni…) ormai hanno messo da parte le ragioni di emozione. Loro hanno i tre punti, sono contenti così, per molti conta solo vincere.

Ma ecco che al minuto 65 l’uruguagio numero 20 riceve palla al limite e in mezzo secondo aggancia, fa un sombrero a se stesso, scavalca l’avversario e insacca alla sinistra di Chimenti. Dopo un gesto per lui così elementare, Recoba sorride festeggiato dai compagni, è felice come giusto che sia per chi fa le cose che agli altri non riusciranno mai. Un gol inutile, anzi inutilissimo, ai fini del risultato (giusto per precisare che anche noi sappiamo la differenza fra uno 0-0 e un 5-0), ma fondamentale per la sua inaudita purezza estetica. Un attimo di perfezione, il ricamo di un artista della sfera in un campo verde di semplici calciatori.

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35 commenti

  1. Il gol del Sombreroooooooooooooooooooooooooooooo.

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  2. Tutta questa saga serve come “antipasto” per il racconto dettagliato di Master Chef Uruguay…

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  3. Ohhh..finalmente una giocata di classe
    Sul 5-0 ma di classe.
    Avendone viste fare una domenica si ed una no ad Alviero capisco bene l’emozione

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  4. https://youtu.be/IicmCu47pMo

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  5. direttore, ma il 2-0 di testa (forse unico gol di testa del chino in carriera9 allo sporting (su cross di Morfeo) nell’Agosto 2002 che sancisce il ritorno dell’Inter in Coppa dei Campioni ci sarà?

    EDIT: certo che la concezione del tempo è strana assai! Prima del 2002-03 l’Inter non giocava la CL dai quarti con lo UTD nel 1999 e quel 2002 (appena 3 anni dopo) al me ragazzino sembrò un millennio!
    Adesso, tra gli ottavi col Marsiglia (2012) e il ritorno con Spalletti (2018) sono passati 6 anni interi senza CL (il doppio!) eppure non m’è sembrata chissà quale eternità…

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  6. “Sono due modi diversi di vedere il calcio, non è che un gruppo sia composto da intelligenti e l’altro da cretini:”
    Sono d’accordo
    La divisione tra cretini e intelligenti al massimo la si puo dedurra da chi pensa che chi non si esalta per recoba lo faccia perche si emoziona per le sgroppate o i retropassaggi

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  7. “Ci sono appassionati di calcio che si esaltano per le cifre e i numeri, le sgroppate sudate di 90 minuti, i passaggi arretrati senza rischi. E altri che invece si emozionano per un gesto, un tocco, un movimento, l’azzardo di un attimo meraviglioso. Sono due modi diversi di vedere il calcio, non è che un gruppo sia composto da intelligenti e l’altro da cretini: fra l’altro a volte questi due mondi possono convivere nella stessa persona, nello stesso tifoso.”

    Paolo, di grazia, fino adesso abbiamo riso e scherzato e ok. Però adesso con sta storia che chi non apprezza Recoba è perché vive per numeri e diagonali hai abbondantemente rotto le palle.
    Nessuno come il sottoscritto qua dentro ama dello sport il gesto tecnico e se ne frega dei numeri di Wikipedia e delle diagonali dei gregari, argomenti sui quali ho imbastito migliaia di discussioni.

    Il problema è che un conto è esaltarsi per una giocata di classe di un campione in un contesto d’alto livello è un conto è esaltarsi per una giocatina che tu stesso definisci inutile di un fallito inadeguato.

    Quindi è inutile che giustifichi la tua malattia per Recoba precisando peraltro ipocritamente “Sono due modi diversi di vedere il calcio, non è che un gruppo sia composto da intelligenti e l’altro da cretini” quando hai messo in piedi sta rubrica proprio per cercare di far passare il concetto che chi non apprezzi Recoba sia un cretino.

    Oh, liberissimo di fare il pazzo in contromano in autostrada, poi però se qualcuno comincia a sospettare che magari il cretino (o colui che fa il cretino) in realtà sia proprio tu non lamentarti, eh?!… 😜

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  8. Quasi 600 partite da professionista, nella massima divisione di più paesi, 69 presenze in una delle nazionali più prestigiose del mondo. Chi è il cretino? Non Recoba, credo

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    1. Quindi lo vede che ritenete cretino chiunque non apprezzi Recoba?! E allora perché l’ipocrisia Di quella codarda premessa?!

      Sereno, Direttore, il cretino sono io.
      Me lo dite da quando avete inaugurato la rubrica, sarà mica il caso di nascondere messaggi subliminali tra le righe, orsù!…

      Ps: ma cosa fa, mi conta i numeri di Wikipedia come uno di quei cretini qualunque che non apprezzano Recoba?! Dove sono finiti il romanticismo, le emozioni, la magia?!

      Pps: Quante di quelle 600 partite sono state giocate da titolare e sono terminate con un voto sufficiente in pagella?! La nazionale prestigiosa è stata prestigiosa tranne che nel periodo in cui ci giocava Recoba col 10 (e Pacheco con l’8…), è tornata ad essere prestigiosa quando l’hanno fatto fuori. Un caso?! Io non crete! (cit.)
      No, perché anche Silas è stato numero 10 del Brasile, non era però il Brasile di Zico nè quello di Ronaldo, onestamente…

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      1. Il vero articolo da fare sarebbe il seguente: cosa spinge alcuni esseri umani a dedicare ore della loro preziosa vita a una rubrica che gli fa schifo? Dovrebbe però scriverlo uno psichiatra, io non ne sarei capace

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        1. Azione-reazione. Non si può pensare di lanciare frecciatine trattando i lettori come degli scemi e poi fare i permalosi quando si ricevono risposte a tono. Io, dovendolo disturbare, chiederei allo psichiatra cosa spinge certa gente a convincere a tutti i costi l’uditorio di una cosa che non esiste.
          Vale per i mussulmani come per i terrapiattisti, per gli anunnakisti come per i recobiani, e così via…

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    2. direttore, però l’Uruguay di Recoba era una semibarzelletta, dai… non confondiamola con quella degli ultimi 15 anni del Maestro Tabarez quando sono sbocciati Cavani e Suarez e Forlan ha giocato d’esperienza…

      L’uruguay fino al 2010 era, se andava bene, l’abbonata allo spareggio con l’Australia e qualche volta l’ha anche perso (2006). Recoba giocava in attacco con Zazà Zalayeta, Chevanton e Pacheco…

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      1. Che era il suo livello, peraltro…

        Ps: tra l’altro Zalayeta credo sia stato più decisivo e in partite più importanti…

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  9. Ma infatti il cretino non e recoba ma chi dice che chi non apprezza recoba e uno che si esalta per le statistiche e i calciatori soldatino
    Non mi pare difficile eh

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    1. Gobbo, ti manca solo di mettere “meno” a Italo Muti e sei pronto per la Legione Straniera…

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    2. È solo la versione calcistica di: … chi critica Trump certo è perché «stravede per la fedeli, azzolina e manlio the best»; e di logica «non è ha».
      Se la si smetterebbe un po’ tutti con ‘ste filippiche & piagnistei, smettessi anch’io di distribuir “menouni” a destra e a manca (o di assegnare “1” ai post). Nel mio piccolo, per quel che può pesare.

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  10. No, che poi se uno guarda il video vede che la vera giocata alla Recoba, il Recoba che tutti conoscono, il Recoba reale che tutti hanno potuto ammirare a San Siro, è quella che si vede dopo il gol… 😂

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    1. Meno Uno, tu non capisci le emozioni… 😂

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  11. Intanto sono andato in chiesa ad accendere un cero, poi sono pronto anche ai fioretti affinché questa rubrica sul fenomeno (quello davvero vero) suscitatore di emozioni non finisca.

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  12. Devo essermi perso la puntata pilota. Immagino l’abbiate messo lì il rigore contro l’helsingborg.

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    1. Sarà il gran finale. Tipo Twin Peaks

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  13. Divertente, ora gli “anti-recobiani” pensano che la rubrica non parli di un giocatore che loro schifano ma addirittura che parli di loro.
    Per questo leggono la rubrica, per trovare le frecciatine.

    Pensa te..

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    1. Ma no, ma infatti. I continui riferimenti a chi non si allinea alla teoria immaginifica su un giocatore che non esiste ce li siamo inventati, mica c’è scritto infatti che chi non apprezza Recoba è perché ama cifre e gregari (due chiare passioni del sottoscritto, notoriamente…), è una nostra allucinazione.

      È così vero che la rubrica parli di Recoba e non degli anti-recobiani che ci sono addirittura alcuni recobiani che nemmeno commentano Recoba o l’articolo ma intervengono per commentare sugli anti-recobiani.

      Lorro, vedi di andare a farti un giro va’…

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      1. ” ‘mo me lo segno!”

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  14. Mi sembrava giusto segnalare:

    https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/11-08-2020/inter-recoba-masterchef-uruguay-magie-panini-3801079691279.shtml

    Un talento anche in cucina 😎

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    1. Ma no, dai!

      Hai spoilerato la prossima puntata!…

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  15. “E altri che invece si emozionano per un gesto, un tocco…”. Mah! Mi sembra che il Morati fosse stato “sufficientemente” chiaro nel concetto. La discriminante, molto “bianconera” (si può dire?) è che se certe meraviglie tecniche non le hai fatte in una finale di Champions (magari l’ennesima persa) sei un giocatore da baraccone, moderno Buffalo Bill in tournee a raccattare gli ultimi scampoli di gloria (Harlem Globetrotters, chi erano costui?). Certo può parlare molto di più chi “ha vinto qualcosa” magari “birindellinando” la diagonale perfetta, da chi, per l’unica volta nella sua carriera, è stato il leader di una sicura retrocessa portandola ad unaa salvezza in scioltezza, disegnando poesie e issando un Maniero qualsiasi alle soglie della Nazionale facendogli far fare coi suoi assist il record di gol in una stagione. Djokovic quanto a titoli stravince nei confronti di Johnny Mac. Sarebbe formativo verificare che a 30 anni dalle sue magie l’americano conta ancora qualche fan in più del grandissimo Nole. Si chiama talento. Il fare cose precluse ai più. Chi ha fatto sport agonistico certe cose le capisce…

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    1. Chi ha fatto sport agonistico sa che il talento si vede man mano che sale il livello.
      Indipendentemente dalle vittorie, che specialmente negli sport di squadra dipendono da tanti fattori…

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    2. Al di là del talento mostruoso di djokovic, il punto non è se recoba avesse o meno talento, i numeri e i goal sono lì a dircelo, ma la portata di questo talento. Altrimenti fra vent’anni qualcuno potrà parlare di quagliarella come qui si parla di recoba e di di natale come nel mondo si parla di Totti e chi osa ricordare i giocatori e rimettere a posto la prospettiva sarà un freddo enunciatore di numeri trovati su Wikipedia.
      Poi a me emozionava liajc però non posso pretendere che chi ci ha visto un calciatore fumoso sia uno wikipediario…

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  16. Quindi, se non conta il contesto, il mio amico che faceva 50 goal all’anno in 2ª categoria era il più forte al mondo. Corretto?

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  17. Il fatto é che Recoba é più un Paolino Cané che un johnny mac. Poi anche Paolino aveva e probabilmente ha ancora i suoi fans. Ci attendiamo una rubrica su di lui e guai a chi lo critica! Poi una su Alfio Vandi.

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  18. Recoba, attualmente dirigente del Nacional, è stato presentato nella locandina come esperto in “Olimpicos (de copetin)”, una sorta di panino con pane bianco, maionese, lattuga, uovo sodo, prosciutto e formaggio.

    Nella variante mediterranea, ovvero tonno uovo sodo pomodoro insalata e maionese, è un panino che presenta insidie, devi bilanciare bene gli ingredienti. Bravo recoba che non si trincera dietro un banale cotto e fontina…

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  19. A parte che djokovic ha un talento pazzesco, mcenroe quando era super Mac ha vinto 3 Wimbledon e 4 usopen in un’epoca in cui c ‘erano tre slam è uno non era roba sua e in un’epoca in cui al massimo livello si stava per 7/8 anni. E si fatta la tara dell’epoche djoko ad altissimo livello per più di Mac .
    Per cui paragone dello Stracazzo .
    Ecco Recoba può essere un gasquet, (ad essere molto generosi con il chino )uno con qualche numero e anche piacevole da guardare.
    Se tra vent’anni esce la rubrica su gasquet, e lo si considera meglio di djoko partiranno le medesime pernacchie

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    1. No, ma hai capito?! Recoba è un talento, Djoković un gregario che ha vinto grazie alla diagonale disegnatagli dal Mister…

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  20. comunque voglio segnalare che ad inzio agosto (proprio uno dei giorni di uscita dei post sul Chino) mentre ero in italia, su Rai Sport per il ciclo “perle di Sport”, c era una puntata col titolo “le magie di Recoba” e su questi schermi e’ stata colpevolmente ignorata 😀

    ps;avrei voluto segnalarla ma sono uno di quelli a cui loggarsi via smartphone riesce 1 volta su 10…

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