Storia di un boxeur latino, alla ricerca di Gianni Minà

Storia di un boxeur latino è l’autobiografia di Gianni Minà, da qualche settimana uscita per Minimum Fax, ma soprattutto è una stupenda opera di narrativa. In cui il giornalista torinese alterna storie e personaggi raccontati mille volte (Muhammad Ali, Fidel Castro, Mennea, Toquinho, Maradona, Garcia Marquez, eccetera) a momenti molto personali ed intimi, in uno stile che sembra ispirarsi ad ognuno dei tanti artisti che gli hanno trasmesso qualcosa.

Un libro quasi jazz, dove sullo spartito di una vita da giornalista vissuta al massimo (e in gran parte da freelance, senza protezioni di alcun tipo) Minà si esibisce nei generi più diversi: la saga familiare, il ricordo di guerra, il retroscena cronistico, le piccole storie che affiancano la Storia, la parabola del campione, il gossip da Dolce Vita, la politica come chiave interpretativa del mondo. Il che non significa che Minà abbia sempre ragione, non mettiamo sullo stesso piano Rigoberta Menchù e Hugo Chavez.

Chiaramente si rimane affascinati dalla quantità di personaggi che Minà ha non solo intervistato, ma anche frequentato per cazzeggio, personaggi che hanno riempito la vita di ricordi che lui lascia cadere con nonchalance: quanti possono dire di avere fatto serata con i Beatles (nel 1965!) dopo averli intervistati? E in quanti hanno giocato a calcio nella villa di Gianni Morandi insieme a Pasolini? E vogliamo parlare di Troisi che gli citofona per non farsi beccare dai paparazzi insieme a Jennifer Beals? La cena del 1982 da Checco er carrettiere, con Garcia Marquez, Sergio Leone, Muhammad Alì, e Robert De Niro, sembra una parodia di Minà, ma è realmente avvenuta: in quella famosa foto c’è tutto.

Non è di sicuro un libro autocritico, visto che nemmeno prende in considerazione la critica principale sempre rivolta a Minà: la conoscenza diretta con i protagonisti li spinge ad aprirsi con lui, ma certo gli toglie l’opportunità di fare domande pungenti. Ma siamo sinceri, quante domande pungenti ascoltiamo in una normale conferenza stampa post-partita, ad un terzino e non ad un capo di Stato?

Storia di un boxeur latino è un libro anche molto politico, chiaramente di sinistra. Ma non è necessario condividere tutto per apprezzarlo. La parte più forte è quella riguardante le domande fatte da Minà al tremendo ammiraglio Lacoste, in vista del Mondiale in Argentina, domande sui desaparecidos di cui già si parlava molto prima del torneo: l’impressione non è per la rabbia dei militari, ma per la freddezza dei ‘colleghi’ italiani. Ma ripetiamo, la ben conosciuta forza delle storie di Minà (saremo distratti, ma raramente vediamo replicato il suo strepitoso Blitz domenicale) qui si intreccia con uno stile che raramente gli è stato riconosciuto. C’è tanto Sudamerica, tanta vita. 230 pagine commoventi, per chi sente qualcosa.

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36 commenti

  1. Libro letto, condivido in gran parte la recensione. Al netto dei singoli aneddoti, mi colpisce l’apparente facilità con cui Minà è riuscito a entrare in empatia con una quantità e qualità incredibile di personaggi: una dote che o hai o non hai, molto semplicemente. Un’altra cosa che colpisce è la nonchalance con cui racconta decine di incontri che da soli darebbero senso a una vita. Incontri che credo si sia goduto pienamente, anche solo perchè in un’epoca in cui il tuo primo pensiero non era bullartene su Instagram.

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    1. Beh, è sempre stato un lecchino di quei personaggi che si adattavano al suo empireo da proto-radicalchic (parzialmente OT, ieri sera ho rivisto per caso il Che Guevara tatuato di Maradona, non esattamente uno che abbia svolto vita da comunista…), poi oggi si chiama empatia e va beh…

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      1. Meno Uno: è scritto tutto li, eh?! Lacoste l’ha trovato un po’ meno empatico, per dire, magari con una dittatura comunista avremmo letto della sanità Argentina la migliore al mondo, chissà…

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  2. Io non ho capito se a Dandy piace Mina’

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    1. non credo tantissimo….

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  3. Dane, di sicuro non ti tirerai indietro rispetto a questa mia richiesta. Mi puoi per favore indicare due o tre giornalisti italiani che per te sono dei modelli da seguire nelle interviste a personaggi (sportivi e non) famosi? Te lo chiedo perché per me il tuo giudizio su Minà sembra un po’ ingeneroso, ma magari non conosco chi tu ritenga a lui molto superiore.

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    1. Rispondo io per lui tanto un po’ lo conosco:
      -Redondo
      -Modric
      -Rebic

      Eleonora dai, doveva spararla e l’ha sparata, gli vogliamo bene anche per questo. Tra l’altro accusa di “protoradicalchicchismo” scarichissima e sgonfissima, si vede che è estate. Ma ormai a meno che uno non sia Goebbels finisce nel calderone dei radical-chic praticamente in automatico.

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      1. Forse eh forse hai la memoria corta su Gianni Mina…..

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        1. Jeremy, anche tu del Goebbels Fans Club?!…

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          1. Eh certo i faziosi siamo noi eh mica Mina e fan club. Chiamo la tana del lupo per il solito briefing con quelli dell’illinois?

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            1. Faziosi voi? NOOOOOOOOOOOO……

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              1. Ma infatti, gli obiettivi sono le facce di merda come te che dopo mesi di ennesimo (finto) Aventino durante il quale il tuo idoletto di tolla si è zerbinato per puntellare il governo te ne vieni qua e fischiettando e facendo finta di niente fai le pulci……..al partito di governo! (l’altro)…..oppure quell’altro minchione del Troglodita che ogni volta aspetta che esprima un’opinione per scrivere apposta il contrario quando non gli riesce di prendersi la scena sparando la puttanata più grossa che possa sparare…..o quelli che premiano con rating differente due utenti che hanno espresso medesimo concetto oppure quelli che mettono più al Direttore qualsiasi cosa scriva anche quando non concordano con le sue idee……o quell’altro che se non intona un giorno sì e l’altro pure il suo personale “Croazia merda!” teme che lo accorpino alla provincia di Udine (o Lubiana) per punizione……eh ma la Banda!…
                Ma soprattutto tu sei l’esempio mirabile di obiettività, che hai spompinato il Ducetto di Rignano vendendocelo come il sole del futuro e poi una volta crollato il giglio magico di sto cazzo ti sei eclissato con la solita scusa per poi riapparire quatto quatto cambiando nickname nella speranza di non essere notato! Non abbassare la testa sotto il banco, Gatto, vieni vieni, vieni alla lavagna, così vediamo se hai fatto i compiti in questi mesi di lockdown!…
                Dai, vieni a farci lezione di obiettività, così ridiamo un po’! 😜

                Ps: premio della critica a Niccon, che l’altro giorno ha sentito l’esigenza di chiedere scusa a tutti gli utenti per il fatto di avermi dato ragione su un argomento, precisando comunque che Dane fa schifo e puzza e non saranno un singolo commento o una singola opinione a cambiare le cose…

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                1. Si Dandy, ti voglio bene anch’io, ti mando un bacione perché ti vedo esaurito.
                  Dai che fra un po’ ti vai a rifare gli occhi con le cassiere del Konzum di Rab e passa tutto.

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                  1. Al Konzum ci vai tu, te l’ho già detto.
                    Ed evidentemente ti è andata male anche lì, visto il livore che ti porta a sparare certe minchiate…

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              2. Ma veramente parli tu?! Un lecchino disonesto senza alcuna dignità. Buffone

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    2. Eleonora andiamo, l’intervista di Mina’ a Fidel Castro era qualcosa d’indegno, un comizio della peggior specie con i distinguo aggiunti dallo studio, non sia mai che il Lider Maximo si infastidisse e non gli presentasse Gorbaciov; e questo è un esempio, ne potrei fare altri. Come intrattenitore nella Rai anni ottanta era avanti anni luce (non che ci volesse troppo) ma come giornalista Dio ce ne scampi

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  4. Fallaci Minoli Biagi. Come intervistatori intendo. Mina faceva delle chiacchierate e andava a simpatia. Poi vabbe chiaro che con il panorama odierno tutto il passato sembra milioni di volte meglio. Sinceramente, c’è qualsosa di migliorato nella nostra esistenza oggi oltre allo sviluppo tecnologico (e anche li dipende) e alla salute?

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    1. No, per l’amor del cielo, Minoli no!!!
      L’intervista a Craxi è l’inno allo zerbinismo ed il manifesto della TV pubblica lottizzata.
      Citami Montanelli, Pansa (finché faceva il giornalista), Bettiza, pure Ferrara finché ne aveva voglia, Bocca prima di salire in montagna e fare il partigiano anti Berlusconi ma Minoli no!

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      1. Si ma e ed era piu bravo di mina. Che poi a mimoli si puo rimproverare lo zerbinismo verso craxi ma mina era solo questo

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        1. Se il metro è chiudere gli occhi di fronte allo zerbinismo e valutare solo le trasmissioni, solo Mixer e La storia siamo noi valgono 3 carriere del Pellegatti del Comunismo.
          Eeehhh ma lo zerbinismo di fronte a Craxi…

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          1. Ho già risposto, ce la puoi fare anche tu.
            Ciao grande!!!

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        2. Stai facendo confusione, non ho detto che Mina’ e’ meglio di Minoli; Eleonora ti ha chiesto dei modelli da seguire nelle interviste; se a fianco degli indiscutibili Fallaci e Biagi mi metti Minoli per me è come bestemmiare in chiesa.

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          1. Stai facendo confusione tu.
            Eleonora ha posto la domanda a me.
            Minoli l’ha citato Jeremy.

            Ps: io, in merito, ho solo detto che al netto dello zerbinismo nell’intervista a Craxi il lottizzato Minoli vale tre carriere di uno la cui carriera è stata un unico “sotto lo zerbinismo niente” (da una parte un’intervista a Craxi, dall’altra un’intera carriera spesa per raccontare “quanto fighi siamo noi comunisti”, peraltro con malafede: che cazzo ci fa il nazista Alì in quella foto, uno che predicava la superiorità nera e la segregazione razziale?!).

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  5. Bel tema. Caporale-Roncone-Lorenzetto. Oggi si intervista peggio perché la linea dei vertici è fiacca e paraculeggiante, non perché manchi chi sa fare domande. Minà sta ovviamente nella top ten del giornalismo italiano ogni tempo.

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  6. Minà era un buon giornalista

    ma aveva un enorme difetto, il fattore simpatia spesso gli bloccava la vena, e quando accadeva passavi da interessanti analisi (anche non condivisibili, ma si vedeva che c’era un ragionamento) a dei panegirici che non gli rendevano onore

    di Minà andrebbe letto tutto ciò che non appartiene alla sua lista del cuore 😀

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  7. @Belisario: ecco, già il fatto che citi Rebic dimostri tutto il tuo carattere da trolletto da due soldi. Scarico sarà il tuo sventrapecore, la mia posizione su MInà è nota da sempre. Tra l’altro poco tempo fa mi è capitata sotto gli occhi una vecchia pagina di Indiscreto dove segnalavo l’ipocrisia del tizio in merito ai suoi scritti argentini peraltro appaludito e ringraziato addirittura da Marcopress (cose dei turchi…).

    @Transumante: ho sempre trovato interessanti le sue “produzioni” ma schifosamente fazioso il giornalista e vergognosamente viscido l’uomo.

    @Eleonora Dini: perchè ingeneroso?! Ho detto che non sapeva scrivere o che creava trasmissioni noiose?! Ho solo detto che era il classico comunista di merda che leccava il culo ai potenti per poi potersi atteggiare ad “amico di”. Poi va beh, l’Italia è il paese dove col tempo viene rivalutata dai critici pure la commedia scollacciata con Alvaro Vitali ed Edwige Fenech, ma mitizzare adesso MInà che è stato il caposcuola di tutta quella serie di marmaglia hipsteristica (da Ultimouomo a quelli che “…anche X diventava una piccola Rosario”) che su queste pagine viene ridicolizzata ogni due per te mi fa ridere.
    Per quanto riguarda le mie preferenze, mi piacerebbe scatenare un flame citando Montanelli, limitandoci all’ambito sportivo uno come Mario Fossati ha dato cento volte più di Minà e senza rompere i coglioni un decimo di lui (aaahhh, Toquinho, il figlio illegittimo di João Gilberto e Toto Cutugno…). Poi, al netto dei nomi citati da Jeremy, se vuoi un esempio specifico ti invito ad andare a cercarti la puntata del programma che faceva negli anni 80 su Raitre Giuliano Ferrara (quando ancora faceva il giornalista…) sull’apartheid in Sudafrica e vedere come intervista l’ambasciatore sudafricano mettendolo all’angolo.

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    1. p.s.: mi pare Marcopress, magari era PierKalz, boh…

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  8. a proposito di Ferrara, tempo fa vidi una “intervista barbarica” fatta proprio a Ferrara dalla Bignardi
    come abbia fatto lei ad avere un programma del genere – vista la sua impreparazione a 360° almeno su temi di politica ed attualità – è un mistero, avrà vinto una scommessa con la Rete perchè altrimenti non si spiega
    poi certo, se vuoi intervistare Fedez e Mara Venier va benissimo

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    1. Se vuoi ti rispondo, occhio però che poi ci prendiamo tutti e due dei fascisti dai lecchinisti, eh?’

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  9. Vi vedo nervosetti. Cos’e’, il caldo afoso che mal si combina con la camicia nera?

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    1. Si mi da fastidio la gentaglia disonesta e moralmente ignobile come te.

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      1. Eeehh, addirittura…fatti una doccia fresca, Camerata…

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        1. E che cambia? Tu resti un infame lecchino disonesto. È la tua natura.

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  10. No, va beh, Gatto che dà lezioni di obiettività, giudizi ponderati e nervi saldi è oltre anche le normali trollate del Troglodita.
    Il tutto in una pagina dedicata al Pellegatti del Comunismo, forse non un caso…..pagine che resteranno nella storia…

    Ps: sono ad Aprica in camicia bianca e giacca in tela di paracadute blu e fa freschino…

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  11. Sta aspettando che muoia Renzi per farsi tumulare vivo con il padrone.

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  12. Tra i televisivi a me piaceva Damato, al di là di alcune fisime discutibili. La Fallaci la più tosta in assoluto

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