Corsa o ciclismo?

Corsa o ciclismo? O se preferite: podisti o ciclisti? In questa domenica da ‘liberi tutti’ ufficioso la domanda assume un’importanza nuova, mettendo alla prova tante vocazioni. Un ‘Di qua o di là’ di quelli veloci, partendo dal fatto che nei mesi di lockdown si sono moltiplicate le persone fulminate sulla via dello sport pur di mettere il naso fuori da casa e lontano dalla famiglia. Argomento controverso, di cui si è ampiamente dibattuto su Indiscreto, con in particolare due attività che dominano, appunto corsa e ciclismo. E adesso?

L’idea non è solo quella di capire se siano più attendibili i corridori o i ciclisti della domenica, ragionando su come ancora una volta l’uomo in situazioni di emergenza faccia di necessità virtù. Da non dimenticare il piccolo problema che se non sei ben allenato e abituato l’infortunio è dietro l’angolo, anche ad andature da pensionati. Poi nella pratica sembra che basti accelerare un po’ il passo, indossando pantaloncini usciti dopo decenni dall’armadio, o essere seduti su un sellino andando a uno all’ora, per essere giustificati a scorrazzare nei parchi e sulle strade, non resistendo più a stare in casa, visto che la clausura non è una scelta adatta agli esseri umani, a meno di non avere una vocazione.

Non volendo tuttavia fare processi alle intenzioni la domanda è invece se come attività motoria e sportiva preferiate la corsa o il ciclismo… e perché. Tutto qui. Semplice e indolore. Vale per i praticanti veri, per quelli improvvisati e anche per gli onesti non praticanti, perché alcuni fanno propria la massima di Gianni Brera: lo sport è per giovani, ma non fa diventare giovani. Detto che molti di noi sono, a seconda dell’ispirazione, sia podisti sia ciclisti, il ‘Di qua o di là’ ci sembra chiarissimo: corsa o ciclismo?

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Corsa o ciclismo?, 8.3 out of 10 based on 21 ratings

49 commenti

  1. Tutta la vita la corsa, pur rispettando il ciclismo. La corsa è senza mediazione tecnica, può essere praticata ovunque, costa pochissimo, è il gesto più naturale dell’essere umano, permette anche pensieri extrasportivi mentre il ciclismo necessita di molta concentrazione. Più pericolosa del ciclismo per gli infortuni dipendenti da sé stessi, ma molto meno per quelli causati dall’automobilista coglione, che può non piacerci ma è una realtà con cui dobbiamo fare i conti

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    1. Direttore,non posso che concordare sulla naturalezza del gesto della corsa.Le mie corse preferite sono quelle che faccio a piedi nudi sull’erba.
      Quando si e’ abituati a correre con le scarpe moderne, si perde la sensibilita del piede.Per anni ho sofferto di tendinite ai tendini di achille.Ho provato una serie incredibile di di modelli di scarpe.4 anni fa un fisioterapista,mi consiglio’ di imparare a correre scalzo per migliorare la postura,e rinforzare piedi e polpacci.Gli detti del matto ma comunque provai.Le prime volte potevo correre solo poche centinaia di metri sull’erba.Dopo una decina di sedute mi accorsi che cominciavo a correre con naturalezza e potevo correre tranquillamente 4-5km. Ma la cosa piu’ incredibile fu che il dolore ai tendini quando correvo scalzo era molto piu’ sopportabile che quando usavo le scarpe:Adesso,quando il terreno e’ asciutto e non troppo freddo, corro gran parte della seduta con le scarpe, per poi fare l’ultima parte scalzo,anche a buoni ritmi.Ho avuto anche la fortuna che ho poi imbroccato un modello di scarpe che mi ha aiutato a ridurre il dolore ai tendini, che praticamente e’ scomparso.Adesso quando corro con le scarpe ho una postura meno naturale e rilassata di quando corro scalzo.Posso correre tranquillamente 10-12 km a piedi nudi sull’erba,(anche di piu’ a ritmi piu lenti) e 7-8 km sull’asfalto, che pero’ richiede ancora un diverso adattamento di postura rispetto all’erba,ed e’richiede piu’ tempo per addatarvicisi.Ecco correre e’ di per se un gesto naturale, a piedi nudi lo ancora di piu’,anche se ovviamente all’inizio ci vuole un po’ di pazienza e attenzione.Non son un fanatico dei piedi scalzi,(tutte le corse,anche quelle piu’corte le faccio con le scarpe)pero’ mi piace molto correre scalzo.

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  2. corsa.

    non avendo talento sportivo, ma costanza teutonica (mia moglie non concepisce questo vivere anche un’attività che dovrebbe essere piacevole con senso del dovere), ho provato entrambe le discipline: una mi ha conquistato, l’altra proprio annoiato.

    voto podismo anche per la possibilità di arrangiarsi dietro casa e, al limite, anche con una maglietta di fortuna.

    nel microcosmo delle gare non competitive domenicali poi mi pare che i runners siano meno competitivi, vivendo la cosa più come sfida ad un limite personale (anche solo arrivare al traguardo) che una sfida col cronometro e con gli altri partecipanti

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  3. Corsa.

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  4. Niente che possa sostituire la perfezione del gioco con la palla, ma sicuramente corsa nel parco. Gnocca di livello e se mi stufo mi fermo, bevo 7 birre e torno a casa.

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    1. corsa, anche se fisicamente più dannosa se fatta con intensità rispetto al ciclismo (che mi piace molto e che pratico in montagna) … il problema per chi come me vive in città e che ha poco tempo è che un ora di corsa è un ora piena di attività fisica praticabile quasi ovunque.. per avere la stessa resa avrei bisogno almeno del doppio del tempo in bicicletta e partendo da Milano centro al massimo in 60 minuti arrivo a Binasco o in qualche altro posto ameno…

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      1. Ma va’, dai, se abiti a Milano non ci metti un’ora ad arrivare in un posto dove svolgere attività, peraltro con un Velodromo ed un ciclodromo in mezzo ad un parco in città, su.
        Poi se mi dici che puoi correre anche sul marciapiede sottocasa mentre tua moglie cucina ok, posto che poche cose sono patetiche come la gente che fa running sottocasa in mezzo allo smog del traffico e prendendo a spallate vecchie con le borse della spesa e tizi col cane…

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        1. intendevo un ora in tutto specialmente durante la settimana, anche a me piace proprio poco correr in mezzo al traffico (da qui l’uso del tapis durante la settimana) e se posso ne faccio a meno, i lunghi vado all’Idroscalo e attorno all’aeroporto. Con un ora in totale in bici farei proprio poco… Comunque il fanatismo lo vedo dappertutto, sia tra i runners sia con i ciclisti (dove li forse c’è anche il fanatismo sul mezzo tecnico che manca nella corsa)… E i trichechi ci sono in entrambe le discipline, forse la corsa ne ha di più.. Quando vedo certi “maratoneti” incalzati dall’auto scopa al limite delle 6 ore che se la ridono deambulando verso la “medaglia” per bullarsi con i colleghi alla macchina del caffe il giorno dopo li azzopperei, se non altro per mancanza di rispetto verso certe sacre misure…

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          1. Scusa, ma se vai all’Idroscalo o a Linate da casa tua su un’ora correrai al massimo mezz’ora, calcolando che ci vai in orari di strade deserte.
            In bici di trichechi ce ne sono immensamente meno, è una questione proprio biomeccanica, addirittura darwiniana.
            Dopodiché il mio concetto è un altro, mi sembra la discussione sui negozietti: ma non si può semplicemente dire “mi piace di più il mio sport” senza sparare cazzate sugli altri?!

            Ps: dico in generale, non ce l’ho con te in particolare…

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            1. idroscalo per i lunghi… magari fare i lunghi in un ora, sarei un frecciarossa….

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          2. Paolo, quelli delle maratone in 7 ore li prenderei tutti a calci in culo….non per che ci mettono 7 ore.Li prenderei a calci in culo perche” la maratona esige rispetto e per essa bisognerebbe allenarsi in po’ di piu’ di quando si fanno le 10 km….almeno su 42km si dovrebbe essere in grado di correre almeno un 30ina anche piano….non camminare per tutta la distanza o quasi..

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            1. scusate e quelli che non ridono, non si bullano, soffrono come bestie per finirla in 4.30-5 ore , quelli li risparmiate?

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              1. Fantomaz, non pretendo di togliere di mezzo chi non riesce a correre una maratona in meno di 4 ore.E’ l’atteggiamento con il quale un bel po’ di podisti approccia questo tipo di prova, che richiede un allenamento particolare,basato non solo sulla resistenza, ma anche sull’autodisciplina. Uno che fa 40 km la settimana e si presenta alla partenza di un maratona,non impara un cazzo, ne di autodisciplina,ne di come si corre e ci si allena sulle lunghe distanze…Anzi finisce per strisciare fino al traguardo, senza veramente essersi divertito.La maratona e’ sofferenza nell’allenamento,non durante la gara.LA gara e’ un piacere se ci si’e allenati bene.

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                1. È proprio così, la maratona è una sola, ha una lunghezza di 42195 metri, ha il muro in zona 30km, richiede un allenamento disciplinato che è il bello della “impresa”. È spostare i tuoi limiti un po più in là, se la faccio al ritmo di una passeggiata sul lungomare di viserbella col maglioncino sulle spalle cosa sposto? .. La maratona ha una storia, da Spiridon a Gelindo, da Abebe a Paula se ti avvicini alla maratona lo fai anche pensando a quei grandi.. Alla mia prima maratona sono arrivato dopo sei mesi di allenamento duro, rigoroso, tutto programmato (tranne i 40 gradi alla partenza che a Stoccolma non si sono mai visti tipo la neve a Istanbul).. Se uno vuole caracollare tra un ristoro e l altro, tra torte della nonna, fiasco di vino e saluti ai cuginetti c’è tutto un mondo di tapasciate ogni settimana che pur da rispettare sono un mondo diverso…

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                  1. Quoto tutto Paolo.La mia non e’ una critica a chi va piano, perche’ vado piano anche io, ma e’ una critica di chi si avvicina ad una prova sportiva, che, come dici tu richiede mesi e mesi di preparazione .Invece e’ stata trasformata in una gigantesca operazione di marketing da parte dei soliti noti, ed ormai si glorificano le incredibili imprese del tapascione da 40km la settimana, che finisce la maratona in 6 ore strisciando.Invece di educare a correre la distanza giusta per ogni possibilita’: se non riesci a correre a lungo, o non ne hai il tempo, concentrati su corse piu’ corte, magari le corri meglio e fai del bene al tuo corpo.Se corri 10km su strada in 36 minuti a 50 anni non ti caca nessuno, se corri una maratona in 5 ore a 30 anni sei un eroe…😀

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  5. Corsa perchè consumi più calorie ed è meno impegnativa a livello logistico rispetto al ciclismo, con mezz’ora di corsa alla giusta andatura hai fatto quel che devi senza strafare, col ciclismo ci vogliono ore e percorsi adeguati. In bicicletta ci può andare anche chi è miastenico e non riesce a camminare, quindi ci vuole veramente un po’ di intensità per definirlo uno sport 😀

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    1. In bicicletta ci può andare anche chi è miastenico ma farlo come sport ti obbliga ad una certa tecnica (impossibile sopravvivere senza una visita da un biomeccanico) il che fa sì che il cicloamatore medio sia uno sportivo vero, la corsa invece nella maggior parte dei casi attira delle carcasse patetiche che si trascinano correndo in maniera ridicola (piedi piatti, braccia larghe, ingobbiti o pancia in avanti, ecc.) convinti di star facendo qualcosa per il proprio benessere senza rendersi conto invece quanto male si fanno.
      Basta vedere la differenza tra una granfondo amatoriale e le maratone che ogni tanto organizzano in città: i ciclisti Dino ciclisti, i maratoneti una serie di freak.
      Ogni tanto davanti al Vigorelli passano delle maratone (tipo quelle di Radio DeeJay) e c’è da morir dal ridere a vedere quella specie di corteo della Famiglia Addams…

      Ps: tra i difetti del ciclismo, il che si collega a quanto detto, un certo fanatismo. Però insomma, la lezioncina dai trichechi che si trascinano sulla battigia anche no…

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      1. La famosa “maratona” milanese di Radio DJ, certo… Quella da 10 km, no? Tipica approssimazione che si riserva a quello che non si conosce e/o si disprezza. Come già detto, e come è evidente a chiunque non abbia due lenticolari sugli occhi, e senza affermare che l’uno sia meglio dell’altro, se abiti in città ti infili in un parco o in una zona poco trafficata e in un’ora ti fai una decina di km corremdo, che sono qualcosa. Un’ora in bici serve – in termini sportivi – a poco/nulla, e negarlo o parlare di “velodromi” come alternativa pratica e reale significa malafede e voglia di stravincere, non si sa bene perché. Poi, certo: runner ingobbiti e panzoni, mentre i ciclisti han tutti il fisico a metà fra Cipollini e Indurain, ovvio.

        E io penso pure che la bici (cazzeggio urbano, gravel, mtb strada… Anzi, grazie davvero per aver contribuito a organizzare la spettacolare gita al Ghisallo: c’ero!) sia più divertente che la corsa, eh! Ma ‘sto veleno no, please.

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        1. Matteo, il veleno è in risposta a quanto letto negli altri commenti (già il fatto che parli di “gita al Ghisallo”*…) il mio piacere sadico nella controtrollata è noto. Rileggi tutti i commenti e poi rispondi alla domanda che ho già posto: ma non si può semplicemente dire “preferisco X perché mi piace di più” senza inventare cazzate per sparare merda su Y?!
          Fattela un’ora (poco pratica, la palestra con tapis roulant l’avete tutti in casa tipo Gordon Gekko…) in Velodromo dove devi tenere almeno i 40kmh solo per non scivolare in curva, poi parliamo di “in bici ci può andare anche un malato di miastenia”… (cit.)
          Poi andiamo a vedere una maratona da più di 10 km (sceglila te, quella che vuoi) e confrontiamo la media dei panzoni con quelli della “gita al Ghisallo” (non la Nove Colli o la Dolomiti, eh?! La gita al Ghisallo…). Che poi aveva già risposto Gaby sopra ma va beh, il Dane Merda! tira sempre, non è che lo sappia solo Meno Uno…😏

          Ps: perdona l’autoreferenzialità ma mi tocca adeguarmi all’ambiente: io non contribuisco, l’ho inventata e l’organizzo. 😜

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          1. … ma non si può semplicemente dire “preferisco X perché mi piace di più” senza inventare cazzate per sparare merda su Y…
            Yes, appunto: direi che vale per tutti. Io rispondo per me e so di non averlo fatto. Tu, fra trichechi, panzoni e ingobbiti vari, non saprei ;-).

            Quella del tapis roulant non l’ho proprio capita: io per correre scendo sotto casa e corro, oppure non corro. Il velodromo non mi attira perchè per me la bici è aria aperta, dopodiché io (again: io rispondo per me, stop) non ho mai detto né lasciato intendere che sia roba da miastenici. Ho solo detto, e confermo che uscire per girare in velodromo non è pratico e comodo come infilarsi scarpe e pantaloncini e uscire a correre per 10 km, ma mi sembra palese.

            Ancora: è del tutto possibile che, mediamente, gli amatori a pedali siano più in forma dei runner, ma è una constatazione ovvia: pedalare seriamente comporta spese, allenamento, impegno, tempo, logistica, stress e compromessi familiari ecc. di molto superiori a quelli richiesti a un runner (quale che sia il suo livello… poi è ovvio che le cose sono più articolare e complesse, ma per capirci), dunque i cicloamatori devono essere necessariamente più motivati, convinti (fin tropo, tante volte…. ma questa è un’altra storia) altrimenti ciao.

            Ah… La “maratona” è la “maratona”, una gara con caratteristiche precise, come sono certo saprai benissimo, quindi non ha senso scrivere “maratona da più di 10 km”.

            Infine, “… io non contribuisco, l’ho inventata e l’organizzo…”: ah ok: allora raddoppio i complimenti.

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            1. Matteo, i messaggi hanno data e orario.
              Magari rileggiteli in ordine cronologico così capisci cosa ho scritto e perché…

              Ps: e comunque confermo tutto, con buona pace della supercazzola sulla maratona da 10km, anche la granfondo di ciclismo è una gara con determinate caratteristiche però hanno chiamato (benché impropriamente) granfondo anche la DJ100. I paralleli sono quindi fattibilissimi, e andiamo su…

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              1. Ho usato il termine “gita” per connotare una manifestazione informale, non competitiva, allegra, con birra e panino all’arrivo.

                Oddio, a ripensarci c’era qualche sano e inconscio richiamo alle epopee fantozziane, ma il Fantozzi della situazione sarei prima di tutto io, che vi ho partecipato con sommo godimento (a parte cagarmi sotto per quei pochi ma vertiginosi km di discesa sotto il diluvio per raggiungere la stazione FFSS, pregando che i pattini dei freni non tradissero).

                Di certo non avevo alcun intento denigratorio.

                PS Supercazzola un par di palle: una maratona è una maratona, punto. 10 km sono un’altra roba. Altro mondo proprio,

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                1. Quisquilie, descrivevo un approccio, non mi ero mica offeso. Solo che se la si chiama gita non si può cavillare sulla maratona da 10km visto che si parlava di sport amatoriale e non Olimpiadi (ergo ribadisco il “supercazzola”).
                  Restano i paralleli facilmente osservabili.

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                  1. Ribadisci quanto vuoi. Non è che se lo ripeti all’infinito acquista senso: per me non ne ha. E qui chiudo, lasciandoti la probabile e impagabile soddisfazione di avere l’ultima replica.

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                    1. Esattamente come se vai avanti a supercazzolare non cambia ciò che ho detto, visto il significato che ha la parola maratona in ambito amatoriale (ormai è quasi il nome di una disciplina che non il nome di una gara). Al netto di come hai confuso due notizie che ho dato: le maratone ed un personale caso di osservazione, che hanno un’utenza comune quindi puoi alambiccarti quanto vuoi con le parole che non cambia il nocciolo della questione.
                      Quindi certo che mi prendo l’ultima parola, finché tu dici gita io dirò maratona, tutto qua.

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            2. Ho usato il termine “gita” per connotare una manifestazione informale, non competitiva, allegra, con birra e panino all’arrivo.

              Oddio, a ripensarci c’era qualche sano e inconscio richiamo alle epopee fantozziane, ma il Fantozzi della situazione sarei prima di tutto io, che vi ho partecipato con sommo godimento (a parte cagarmi sotto per quei pochi ma vertiginosi km di discesa sotto il diluvio per raggiungere la stazione FFSS, pregando che i pattini dei freni non tradissero).

              Di certo non avevo alcun intento denigratorio.

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  6. Ovviamente ciclismo. Italia, a dispetto delle Classiche e del Giro, Paese con una cultura ciclistica da Terzo Mondo.

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    1. Hai ragione, basti pensare che per gli italiani il ciclismo è Giro d’Italia mentre nel resto del mondo le Classiche valgono quanto e più dei grandi giri (Bettini nel mondo era una star quanto e più di Pantani, in Italia era uno sconosciuto fuori dal mondo del ciclismo…).
      Però diciamo che più che altro in Italia manca proprio la cultura sportiva (a partire dall’ennesima cagata detta da Brera citata dal Direttore, informarsi sulla differenza di salute del settantenne cicloamatore e quello che passa le giornate al bar a parlar male della suocera e dell’arbitro…), a partire dal fatto che chi pratica uno sport tende a denigrare gli altri sulla base di nero gusti personali (basti vedere le trollate lette anche in questa pagina e a cui tocca replicare…).

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  7. Adoro il ciclismo, ma da anni pratico solo praticamente corsa.Il motivo e’ molto semplice: ho paura della strada,troppe auto,troppi incidenti mancati per un pelo, a parte le normali cadute.Per un periodo ho fatto anche triathlon, ma la mia negazione per il nuoto, mi ha portato a mollare.Adesso uso la bici per mantenermi in forma durante il periodo lontano da maratone e mezze maratone e corse varie.Bici utile per dare anche un po’ di respiro a muscoli delle gambe sovrautilizzati dalle corse a lunga distanza,anche se ho sempre un po’ di paura.
    Nicola,il ciclismo e’ sport vero,da lingua di fuori: non ci si va solo a prendere il pane con la bicicletta….

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  8. Personalmente pratico il ciclismo, ma non disdegno la corsa. Molta gente che conosco, però, l’ha mollata per problemi vari: dolori alle ginocchia, fasciti plantari, mal di schiena, pubalgie. Insomma, dopo due anni o resisti oppure molli. È quasi darwiniano.
    Con il ciclismo, a meno di non spingere i rapporti di Fignon, a livello fisico non hai praticamente problemi. Poi chiaro, ci sono gli automobilisti pericolosi. Ma io ho centrato un capriolo in discesa, che girava senza autocertificazione. Quindi lì è questione di culo. Detto questo, la corsa è più comoda. La puoi fare in un’ora dietro casa e anche col buio o con la pioggia. La bici no. Saluti.

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  9. Corsa, ma il ciclismo e’ piu’ divertente. Proprio per questo andare a correre quando si ha poca voglia e’ anche un modo per allenare
    la mente a non fare le cose solo quando si ha voglia di farle.
    Il ciclismo mi piaceva troppo ma nonostante fossi forte in salita ero disastroso in discesa, una specie di Alez Zuelle.
    In italia c’e’ troppa mancanza di rispetto per i ciclisti; in Sardegna poi aggiungiamoci che mediamente le persone non sanno guidare.
    Si vede il ciclista come un disturbatore della propria voglia di essere padrone della strada. Magari a volte anche i ciclisti sbagliano
    ma questo non vuol dire che non devi avere il sale in zucca di pensare che travolgendo una persona senza alcuna protezione
    gli fai dei danni spesso irreparabili.

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  10. Mountain bike, se te lo puoi logisticamente permettere

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  11. Il ciclismo è uno sport, la corsa attività motoria.
    Il ciclismo fa bene, la corsa fa male.
    Il ciclismo è divertente, la corsa è noiosa.

    Cosa dovrei votare?!

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    1. Meno Uno, hai ragione: ho dimenticato di dire che tra i difetti del ciclismo (ma vi aveva accennato il Direttore citando il pregio della semplicità della corsa con una maglietta e un paio di sneakers…) ci sono sicuramente i costi, il che è un problema per quelli come te.
      Dai, se mi dici le tue misure guardo cosa c’ho in cantina, in fondo è periodo di beneficienza…

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  12. corsa 🙂

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  13. Pratico corsa e non pratico ciclismo.Voto corsa ma:
    Mi piace il ciclismo
    È meno dannosa una pedalata anche alla cazzo di cane che una corsa con lo stesso approccio.
    Danni incalcolabili dal collo in giù se non sai correre.
    Bici primo mezzo di libertà. Mi facevo km anche per poi allenarmi a calcio. Avevo sviluppato una discreta capacità polmonare…
    Riprenderla adesso tra buche traffico e camion (pre covid)mi viene lo sconforto. Anche se le mie zone al netto del manto stradale in città, ben si adattano alla bici.
    O km di corsa da 8 marzo al 2 maggio.
    Ripreso timidamente a 5:30 km per 10km

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  14. Cyclette in autunno/inverno, corsa in primavera/estate.

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  15. Corsa. Ho girato per anni lodigiano, cremonese e piacentino seguendo le gare del calendario UISP la domenica mattina. Poi mi son fatto prendere un pò la mano e ho cominciato a fare le mezze maratone. Ho smesso da anni ma mi piacerebbe riprendere, anche solo per il piacere di stare all’aria aperta e conoscere posti nuovi. Sono convinto anch’io che la bicicletta dia più soddisfazione e faccia anche meglio alla salute, però non ho le basi e a dirla tutta ad oggi non ho più neanche la bici…

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  16. “ma farlo come sport”

    Ecco, perfetto, la parolina (o frasetta) magica è questa; stiamo parlando di sport o di attività aerobica (detta volgarmente da me calapanza)? Se parliamo di calapanza indubbiamente i “panzoni” sono di più nella “corsa”, molto meno dispendioso acquistare un paio di scarpette e di pantaloncini (vi prego, mettetevi una maglietta di cotone per farvi i vostri 5 km, vi crea molti meno problemi di una canottiera sintetica e probabilmente vi fa sembrare meno ridicoli) che una bicicletta (per tacere del resto), molto maggiore il consumo di calorie in 30 minuti di corsa nel parco che in 30 minuti per le vie della città (poi chiaro, fai il Mortirolo o viaggi ai ritmi di Coppi al Vigorelli, il discorso cambia…); tutto sommato più facile fare lo step successivo (anche se in Italia facciamo di tutto per complicare le cose), ovvero trovare la “garetta” con cui farsi figo in ufficio il lunedì con quelli che hanno difficoltà a fare le scale di casa, e quindi passare dal calapanza all’hobby.

    Diverso il discorso di farlo come sport; già puntare ai 4:00-4:30′ al km o fare una mezza (se nella maratona c’è il muro dei 30 nella mezza c’è quello dei 15, fatevi voi 6 km in preda ai crampi per arrivare all’arrivo e poi mi dite e vi assicuro che bastano due cazzate per “incasinare” anche il corridore esperto) come il dio della corsa comanda è uno sport, significa tabelle, disciplina “mentale”, necessità di mandare il motore (e la mente) a pieno regime.
    Parimenti già fare delle “gite” come il Monte Grappa Bike Day o il Sella Ronda Bike Day (anche qui parliamo di farlo come il dio della bicicletta comanda ovviamente) significa qualcosa di più della semplice attività fisica rivolta al benessere, figuriamoci se parliamo di qualcosa di più “serio”.

    In ogni caso sia calapanza o sport personalmente non saprei scegliere, sono due attività diverse ma entrambi affascinanti, capaci di tirare fuori di te il meglio (a volte anche il peggio) e di darti emozioni veramente intense; vi consiglio di abbinarle in un duathlon o col nuoto in un triathlon (vi assicuro che una persona minimamente allenata uno sprint lo porta a termine senza nessun problema), sentire il proprio fisico che “switcha” fra uno sport e l’altro (e le relative bestemmie che in quel momento ti senti di mandare a te stesso) è una sensazione da provare.

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  17. Io personalmente non saprei scegliere. Mi piacciono entrambe le attività e le pratico a livello di calapanza, sia per scelta che per necessità (quelli che dicono che non fanno attività motoria perchè non hanno tempo per me, in generale, raccontano una balla).
    Mi danno sensazioni diverse sia fisiche che mentali e le vedo assolutamente complementari. La corsa richiede meno tempo, come già detto, e d’inverno, essendo ormai vecchio, temo il freddo, quando vado in bici.
    Concordo con il discorso di gaby (personalmente darei quel poco di cartilagine che mi rimane per fare 10 km in 36 min) , sul fatto che i gonzi sviliscono un pò le gare podistiche (vale un pò anche per le amatoriali ciclistiche).
    L’ altra faccia medaglia sono gli invasati che danno prova di maleducazione (e a volte pericolo). Il panzone vestito con materiale ultratecnico farà anche ridere e magari farà male a se stesso, il fenomeno (bici o piedi) che pretende di avere la strada tutta per sè, fa un attimo incazzare e a volte rischia di fare male anche te.

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  18. Ah, io avrei votato d’istinto ciclismo, ma poi ho letto meglio che il sondaggio è indirizzato solo a chi pratica o praticherebbe una «attività motoria e sportiva» al di fuori del lavoro, e allora mi sa che non c’entra con me; che non ho proprio né il tempo né l’idea di fare dell’attività del genere. Da quando ho cominciato a lavorare, 30 anni fa, per quelli che mi vedono io sono «quello sempre in giro in bicicletta»: Michael Gilhaney è un nickname letterario (come i meravigliosi Arthur Dent e Doc Sportello, e probabilmente altri di cui non mi sono accorto) che la dice lunga in questo senso. Praticamente per qualsiasi spostamento sopra i 500 metri e sotto i 25 km (quindi praticamente tutti gli spostamenti che faccio per lavoro) per me è automatico girare in bici.

    Ecco, diciamo che non sono quindi uno né da “Vigorellli”, né da «gita al Ghisallo»; sono uno che, quando il Comune di Milano ha approfittato delle “idee per la fase 2” uscendosene con la proposta di nuove piste ciclabili, ha apprezzato l’idea ma intanto ha pensato che forse, proporre una roba del tipo: in questa fase di cauta riapertura a Milano si potrà circolare di nuovo ma non in auto, bensì solo in bici o a piedi (o su equini, insomma, non mezzi motorizzati privati), ecco, avrebbe aiutato meglio a capire che la bici non è, come nell’immaginario italico, un attrezzo da diporto, ma il mezzo di locomozione normale per qualsiasi spostamento urbano (in una città completamente piatta come Milano, poi).
    In questo senso non trovo il ciclismo più costoso: le mie bici sono sempre state recuperi in cantine di gente che non sapeva più che farsene, e aggiustate con pezzi che provenivano da altrove; e l’abbigliamento è esattamente quello che ho addosso nella vita di tutti i giorni (il lavoro fortunatamente non mi richiede un dress code particolare). E non è neanche pericoloso come scritto in alcuni commenti: si tratta di abituarsi perché dopo un po’ di anni l’eventuale paura si trasforma in vigilanza, si intuiscono istintivamente le mosse dei mezzi a motore (e dei pedoni), si impara a ritenere la strada un posto in cui ci posso stare io con lo stesso diritto di un automobilista (non il regno dell’automobilista in cui io debba ritagliarmi uno spazio marginale), si evitano gli incidenti andando più veloci degli automobilisti che ti potrebbero investire.

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    1. Tutto giusto Michael, però di parlava di sport ed a questo si riferivano i costi alti del ciclismo.
      Come mezzo di trasporto ci si può facilmente procurare una bici a costi irrisori o addirittura a zero, che è uno dei pregi di questo meraviglioso mezzo di trasporto… 😉

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      1. “procurare una bici a costi irrisori o addirittura a zero” a Milano, permettimi la battuta,
        purtroppo è anche uno dei principali difetti.. se per le moto è una piaga, per le bici credo che il furto sia un vero e proprio flagello di dio

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        1. Paolo, spero che la tua sia una (amara) battuta e che tu non pensi veramente che io mi riferissi al mercato delle bici rubate perché saremmo oltre ogni limite…

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          1. No no era solo una battuta amarissima… Mi hanno fregato una bici che era uno spettacolo e un altra mezza baracca. Ma nei mesi precedenti tra sella e borsino me l avevano già cannibalizzata più volte…

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  19. Io volevo prendere una mountain bike elettrica…

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  20. @ Dane: Non ho il “rispondi” cliccabile su commento che mi interessa, quindi faccio qui:

    Non c’è un amatore che chiamerebbe “maratona” qualcosa di diverso una gara di corsa su 42,195 km. Non uno. Parla di quello che sai.
    Io ho spiegato cosa intendevo con “gita”: puoi accettare o meno la mia spiegazione, ma resta il fatto che parlare di “maratona” è assurdo.

    E non ho confuso niente.

    (Sì, avevo detto che non avrei più risposto, ma quella degli amatori che parlerebbero a cazz… a caso , dai… di “maratona” meritava una precisazione.)

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    1. Io parlo di quello che so, e se qualcosa non lo so ti assicuro che ho qualche conoscente a cui chiederlo, tipo qualcuno che nelle maratone internazionali di livello si piazza tra i primi 100 o gente che si è fatto tre giorni di vesciche alla Marathon des Sables.
      Tu hai spiegato gita, io ho spiegato maratona, termine che viene usato anche da chi organizza la Maratona del Giambellino da 2km più panino e birretta e sti cazzi di cosa dice il glossario olimpico.
      Il mio discorso generale è chiarissimo e non arretro di un centimetro, del resto mi pare ci sia più di un appassionato vero di corsa che nei suoi commenti in questa pagina ha detto cose non molto diverse dalle mie confermando indirettamente quanto avevo scritto io e che ti ha irritato così tanto.
      Si torna sempre lì, il mio sport è il più bello e gli altri fan cagare…

      Ps: solo che nel mio caso è vero…

      Pps: lo ammetto, questa l’ho scritta solo per Meno Uno…

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