I miracoli di Tiziano Ferro

Si può ancora fare un disco moderno che non suoni come altri in circolazione e abbia una propria personalità? Pubblicando Accetto miracoli Tiziano Ferro ci è riuscito, abbandonando lo storico compagno di avventure Michele Canova e affidandosi alla produzione di Timbaland per la maggior parte dei brani e ripartire dopo alcuni avvenimenti che lo hanno reso più felice.

Intendiamoci, uno dei segreti del successo di Tiziano Ferro, l’interpretazione sofferta e i temi coinvolgenti, le contanimazioni black e la ricerca costante, ci sono eccome in questo album, così come gli sbalzi ritmici, i suoni che rimbalzano, ma senza fortunatamente farsi trascinare in quel vortice della ripetizione che rende ormai inutile pensare a qualcosa di nuovo.

Ecco che emoziona Amici per errore (“Amici altrove amici per errore allontanarti per urlare per sempre in testa il tuo nome è un altro viaggio mettila così stringimi forte che non voglio perderti”), il brano che ci piace ascoltare più e più volte, mentre si prenota come traccia estiva Balla per me in duetto con Jovanotti. Il Tiziano Ferro più classico e sensibile è quello di Il destino di chi visse per amare e Casa a Natale, il più sperimentatore invece si ritrova in Un uomo pop così come nel primo singolo Buona (Cattiva) Sorte e in Seconda Pelle, che cresce alla distanza perché in certi passaggi il disco non è fortunatamente così immediato.

Degna apertura e chiusura Vai ad amarti e la title track Accetto miracoli, con il grande sentimento in In mezzo a questo inverno (“Dicevi da grande lo stesso problema Ti sembrerà tanto ridicolo Ma il giorno in cui sei volato via È proprio come immaginavo da piccolo”) a far emergere il profondo del cantautore e interprete (ottimo come sempre) qui a riflettere sulla scomparsa di un affetto caro. Un personaggio, Tiziano Ferro, alla soglia dei 40 anni entrato da tempo di diritto tra i grandi della musica italiana, con uno stile riconoscibile laddove, altrove, oggi è un grande festival di karaoke.

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1 commento

  1. L’ho ascoltato solo una volta e sinceramente non mi è arrivato. Non credo nemmeno sia questione di produttore ma proprio di ispirazione nelle canzoni, anche se ‘In mezzo a questo inverno’ mi piace molto. È poco tizianoferresco, come malinconia… inascoltabile il duetto con Jovanotti.

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