Roger Federer, il mistero di Mirka

Il nostro dispiacere per la carriera di Roger Federer che si avvia verso la fine si è spinto fino al punto di seguire la Laver Cup da lui di fatto organizzata, in cui per l’Europa ha battuto Kyrgios e Isner. E proprio negli scorsi giorni abbiamo letto una sua nuova biografia, che era attesissima in Svizzera e che in Italia uscirà giovedì 26 settembre. Si intitola Roger Federer – Il campione e l’uomo (editore Casagrande, di Bellinzona) e l’ha scritta Simon Graf, uno dei pochi giornalisti della carta stampata che davvero segua il tennis dal vivo in giro per il mondo.

Lo ha fatto per il Tages-Anzeiger e per la SonntagsZeitung, cercando di entrare nel mondo di Federer invece che di raccontare ciò che abbiamo visto tutti noi appassionati: grandissime e tantissime vittorie, qualche grandissima sconfitta, un tennis inimitabile alle velocità di oggi e a quelle di domani. La parte più interessante di Weltsportier. Ballverliebter. Wohltäter è quindi quella sul privato, davvero corposa e piena di cose inedite. Inedite almeno per noi, che arriviamo faticosamente all’inglese ma non al tedesco, lingua madre di Federer e quindi quella in cui ogni tanto si scioglie.

Il libro non è certo critico nei confronti del campione, anche se è ben lontano dall’essere una biografia autorizzata. Graf giustamente sintetizza il percorso di Federer nel grande tennis, conosciuto da tutti ed in ogni caso bisognoso di un’opera di 4.000 pagine, per concentrarsi sulla sua crescita e su alcuni aspetti del suo privato mai totalmente chiariti.

Per quanto riguarda il primo punto è appassionante il rapporto di Federer con gli allenatori. Nadal ha sempre avuto zio Toni e solo negli ultimi tempi Moya, Djokovic dopo una sbandata quasi new age è tornato a lavorare e vincere con lo staff di sempre, Marian Vajda in testa. Federer di allenatori ne ha avuti otto, senza contare la varie consulenze, ma dopo la morte dell’amatissimo Peter Carter si può dire senza offesa per alcuno (Lundgren, Roche, Luthi, Higueras, Annacone, Edberg e Ljubicic) che si sia sempre dal punto di vista filosofico allenato da solo.

Non ai livelli del 2004, quando vinse 3 Slam su 4 davvero senza un coach anche solo di facciata, ma dopo Carter il concetto è sempre stato quello. Con Federer l’allenatore è un professionista che lavora su alcuni aspetti del gioco (inutile ricordare quanto sia importante Ljubicic, in questo senso), ma non una guida nella vita né tantomeno un guru, come avviene anche per giocatori sconosciuti ai più. Tutto lo staff di Federer è composto da dipendenti di Federer, il che non significa che li tratti male ma soltanto che da loro non cerca risposte e rassicurazioni. Le risposte, magari sbagliate, se le dà da solo. O con l’ausilio di Mirka.

Eccoci. Per quanto riguarda il privato, abbiamo trovato centrato proprio il capitolo su Mirka, la moglie di Federer che non rilascia interviste a titolo personale dal 2004 (!!!) nonostante le migliaia di richieste. Una cosa incredibile, considerando che è la moglie-manager di uno degli sportivi più famosi di tutti i tempi e che è una delle donne più inquadrate dalla televisione mondiale.

Dal punto di vista sentimentale non è mai esistita per Federer una vita prima di Mirka, essendosi messo insieme a lei durante i Giochi di Sydney, quando lui aveva 19 anni e Mirka 22. Un amore davvero casuale, perché avevano rinunciato alla convocazione olimpica sia Martina Hingis sia Patty Schnyder e quindi i colori rossocrociati vennero difesi da Emmanuelle Gagliardi e, appunto, da Miroslava Vavrinec.

Nata in Slovacchia ma cresciuta a Kreuzlingen, in Canton Turgovia. I suoi genitori avevano una gioielleria, ma lei sognava di diventare come Martina Navratilova: sarebbe riuscita a diventare una discreta professionista, numero 76 WTA, prima che l’infortunio a un piede e l’opportunità di puntare tutto su Federer le facessero lasciare il tennis nel 2002.

Per non perdere i rapporti con i Federer l’autore non può riportare virgolettati, ma senza bisogno di leggere fra le righe il Mirka-pensiero è chiarissimo. Mirka soffre perché in Svizzera media e tifosi non la trovano simpatica, criticandola per sciocchezze tipo il prezzo dei suoi vestiti, mentre all’estero e in viaggio si trova bene nonostante le difficoltà organizzative dovute ai quattro bambini e all’esercito di collaboratori da coordinare. La sua risposta è non rispondere, almeno ufficialmente.

Molto importante il fatto che lei da anni rispetti le scelte del marito ma sia la prima a spingere perché Federer non si ritiri, cosa che lui avrebbe fatto (lo ha detto in più interviste) già da anni nel caso la famiglia non l’avesse sostenuto. Graf sta bene attento a dosare le parole, ma l’accento sulla devozione di Federer nei suoi confronti, anche al di là dell’amore che dovrebbe legare un marito a una moglie, dice molto. Non avendo bisogno di soldi per i prossimi mille anni, Mirka con lui usa un metodo motivazionale che si può sintetizzare così: “Chi ha talento non lo deve sprecare”. Ma soprattutto: “Sognavo di diventare una campionessa e lo sono diventata attraverso te”. Nostra libera traduzione, perché i virgolettati di Mirka non esistono.

Sottotesto: nel tennis giocato sei Federer, nella vita un miliardario che farà tante cose interessanti ma non come vincere 20 Slam e rischiare di vincerne altri addirittura a 39 anni, nel 2020. Insomma, finché il fisico regge fai Federer. È anche per questo che siamo tifosi di Mirka, brava nel gestire un fuoriclasse e nell’alimentare il suo proprio mistero. Saremo i primi acquirenti della sua improbabile autobiografia, ma già in questo libro si è capito molto.

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17 commenti

  1. Criticata per il prezzo dei suoi vestiti in una nazione , la Svizzera, in cui la gente notoriamente va in giro col cilicio come Jacopone da Todi ed in cui tutti vivono seguendo solo e soltanto la regola francescana.

    Scherzi a parte pensavo che gli allenatori di Federer gli dessero più che altro consigli di tipo motivazionale più che tecnico (difficile immaginare cosa gli si possa dover dire da questo punto di vista). Ma probabilmente alla luce di una certa minor forza mentale dimostrata in molte situazioni rispetto agli altri due mostri avrebbe potuto affidarsi a qualcuno invece che solo alla moglie (presenza che ne esce parecchio più ingombrante di quello che sembri) e che fa passare lui per quello che tra i tre è il meno dedito ad accettare consigli di tipo “psicologico”.

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    1. “difficile immaginare cosa gli si possa dover dire da questo punto di vista”

      Beh, oddio, la grandezza di Federer (ma potremmo fare un discorso analogo per gli altri due fenomeni) è stata anche quella di riuscire a migliorarsi nel tempo anche dal punto di vista tecnico; le mani di Edberg nella gioco a rete (il chip and charge per ridurre la durata degli scambi) e di Ljubicic (mai così efficace durante la sua carriera) nel rovescio sono ampiamente visibili,.

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  2. Secondo me invece gliene danno tantissimi anche dal punto di vista tattico dove da giovane, quando il dritto gli fischiava talmente tanto che a nessuno veniva in mente di chiedersi chi avesse il dritto più forte del circuito (oggi il buon Roger probabilmente non rientra nei primi dieci), non si può dire che eccellesse….

    Su Mirka che dire, figura presentissima e altrettanto misteriosa, il suo non essere certo una strafiga aiuta oltretutto a pensare alla favola sulla loro storia d’amore. Sicuramente è lei la mente dell’industria RF.

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  3. Sbaglio o lei ha influito anche sullo stile di lui, come uomo/personaggio?. Se non ricordo male, ad inizio carriera, era sul tamarro andante anche lui (non come Nadal ma insomma..) e poi invece negli anni è stata costruita una figura di classe tutt’uno con il suo stile di gioco.

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  4. Del resto non si dice che il successo di un uomo dipende dalla donna che ha a fianco?

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    1. Dillo ad Einstein 😉

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      1. E a godel!

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  5. Quel -sono diventata campionessa attraverso te- mi lascia un brivido e mi riporta alla mente la moglie del qb anziano di “Ogni Maledetta Domenica”, avete presente, no? Più o meno
    “Cara, ho giocato la miglior partita da anni, sono stanco, malandato, ma appagato ed in pace con me stesso… poi hai visto Jamie Foxx, io dico largo ai giovani, adesso ci riposiamo e ci godiamo la vita…” “Col piffero, ho già firmato a nome tuo tre anni di contratto coi Salcazzer Broncos, una ventina di milioni netti, adesso zitto e via dal fisioterapista per le infiltrazioni! Scattare!”

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  6. troll mode on

    Mirka, la moglie di Federer che non rilascia interviste a titolo personale dal 2004 (!!!) nonostante le migliaia di richieste

    eh ma Wanda è una procuratrice come le altre che fa solo gli interessi del suo assistito

    troll mode off

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  7. Tra l’altro non si può manco dire che l’ha scelto in quanto già ricco e famoso (quello probabilmente nemmeno di Wanda) visto che a Sidney 2000 Federer era solo tipo numero 30… Il Federer diciannovenne insomma era uno shapovalov, non certo uno zverev. Figuriamoci un Nadal…

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  8. to be Federer e stare con una cessa simile, sarebbe l’unica parte interessante di una biografia su Roger

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    1. in effetti… mi sono sempre chiesto perchè non è andato dalla tipo Kournikova al tempo dicendole “Gioia, ti insegno come si impugna la racchetta!”

      però poi ripensandoci, credo che non sarebbe arrivato ai 30, altro che fare finale di wimbledon a 38 anni!

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    2. Come darti torto. Mirka c’ha proprio ‘na brutta faccia. Purtroppo Federer fuoriclasse ma a metà in quanto il vero fuoriclasse lo è sia in campo che a livello troubadoristico. Idem per Nadal🙂

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      1. Suggerisco un Di qua o di là Federer vs Feliciano Lopez

        Meglio 20 slam in una carriera o 20 donne in una settimana?

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      2. magari sta sempre ai 4 angoli del mondo a giocare perchè poi a casa tra 4 figli e mirka che gli dice di mettere le pattine sai che due palle…

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  9. La fidanzata di Rafa è bellissima.

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  10. Attendo fremente la probabilissima autobiografia di Wanda Osiris.

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