Il complotto contro Schwazer

I media italiani hanno deciso, quasi compatti, che c’è stato un complotto dell’Agenzia mondiale antidoping ai danni di Alex Schwazer e del suo allenatore Sandro Donati. Però dalle quattro ore di incidente probatorio di ieri a Bolzano è venuta fuori una sola verità, emersa dal rapporto dei RIS di Parma presentato dal colonnello Lago: nei campioni di urina associati a Schwazer l’unica urina presente è quella di Schwazer stesso.

Insomma, nessuna aggiunta di urina per così dire ‘dopata’. Questo non esclude in linea teorica che i campioni possano essere stati manomessi in altro modo ed è per questo che l’oro olimpico di Pechino nella 50 chilometri di marcia non è stato ancora rinviato a giudizio dal Gip. L’ultima linea di difesa del marciatore altoatesino è che l’urina del secondo flacone (campione B) ha una concentrazione di DNA 3,69 volte superiore a quella del primo (campione A).

Una differenza che il perito della WADA ha spiegato con il fatto che il maggiore uso del campione A ai fini di analisi porta ad una diminuzione della concentrazione del DNA per i ripetuti scongelamento e congelamenti. Non siamo biologi o chimici, ma notiamo da parte anche di loro pareri diversi sulla questione: è proprio a questa area di dubbio che si aggrappa la difesa di Schwazer, ma più che altro di Donati.

Il dubbio riguarda peraltro anche i mandanti del complotto, visto che nel 2016 l’operazione ‘Grande rientro di Schwazer pulito’ era stata sostenuta dal CONI e dalla FIDAL (unica delle federazioni dei grandi sport ad essere pro Malagò, fra l’altro), con diversi milioni spesi per organizzare la Coppa del Mondo di marcia a Roma. Insomma, non proprio un rientro contro il ‘sistema’ e sicuramente non il primo nel mondo di un atleta ex dopato confesso. Come mai la WADA non è ancora riuscita ad incastrare Gatlin, che non vive su Marte?

Una materia per cui in ogni caso non si possono vendere certezze innocentiste o colpevoliste, ma dove è facile, per imputati sostenuti da personaggi con buoni agganci nei media, buttarla in caciara e far passare nella testa dell’opinione pubblica, della pancia del paese, che sì, in fondo, qualcosa di poco chiaro c’è stato e che Schwazer sia rimasto vittima di un complotto. Ma al momento non c’è alcuna evidenza, o anche solo probabilità, che sia andata così.

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5 commenti

  1. Che poi l’unica utilità di questa operazione mediatica è farlo partecipare all’Isola dei Famosi o a Ballando sotto le Stelle come vittima del sistema, immagino. Dubito che qualcuno gli faccia fare una pubblicità anche se è vittima di un complotto.

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  2. c

    A quanti Italiani può interessare di Schwazer e del suo doping? Roba da tossici di sport minori.

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  3. t

    Come dice il Direttore non si possono vendere certezze (la mano sul fuoco non ce la metterei per nessuno) e la vittima in questo caso é Donati piú che Schwazer.

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  4. A

    perfetto, al solito.

    peccato che per gli amici del podismo amatoriale (post-sgambata proprio di ieri sera) schwazer rimane uno che si è completamente ripulito e che, essendo talento purissimo, ha iniziato a far paura alla cupola mafiosa che governa lo sport.

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  5. Da sottolineare anche che nonostante il patteggiamento, che ha ottenuto ammettendo l’assunzione di varie sostanze già dal 2010, Schwazer non ha mai restituito la medaglia degli Europei di Barcellona, ma soprattutto la FIDAL mai gli ha chiesto di rinunciarvi. Altro che nemico del sistema…

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