Al Bano e Romina o i Ricchi e Poveri?

Il Capodanno è ormai passato, come sempre, tra botti, feriti, veglioni e spettacoli con ospiti canori e conto alla rovescia di rito. E il trionfo televisivo di Raiuno con Amadeus e la tradizionale parata di vecchie e nuove glorie, compresi gli immancabili Los Locos ad aprire il nuovo anno, rispetto alla serata su Mediaset guidata da Federica Panicucci. Non siamo però qui a scrivere di quanto accaduto nella sfida tra le due ammiraglie generaliste, argomento a dire il vero piuttosto noioso nell’epoca della tv sempre più verticale, bensì di quanto accaduto in Polonia, in una stracolma piazza di Zakopane (ad occhio diverse decine di migliaia di persone presenti) per ascoltare le stelle dello spettacolo trasmesso in diretta dalla TV nazionale: tra queste anche Al Bano e Romina Power e I Ricchi e Poveri (Angela Brambati e Angelo Sotgiu, senza l’ormai ritiratosi Franco Gatti).

Uno show allestito su un palco chilometrico e luccicante, dove le due coppie rappresentanti da decenni il pop italiano d’esportazione hanno cantato in scioltezza alcuni tra i loro maggiori successi. I Ricchi e Poveri, con le immancabili Mamma Maria e Sarà Perché Ti Amo affiancate a Made in Italy e Acapulco intonate con sicurezza da Angelo e Angela insieme a un corpo di ballo scatenato, e gli (ex) coniugi Carrisi, con un poker d’assi formato da Ci sarà, Sharazan (che resta per noi il loro vero capolavoro), Sempre sempre e (ovviamente) Felicità. Abbiamo visto una scintillante Romina e sentito un Al Bano in grande forma vocale, con il pubblico in piazza a intonare i brani indipendentemente dal proprio segmento generazionale. Alla faccia di chi continua a sostenere che sono solo artisti della memoria per emigranti italiani. Quanti saranno gli emigranti italiani a Zakopane?

Ma non vogliamo essere polemici e quindi eccoci al punto, con un Di qua o di là di quelli tosti, per aprire degnamente il 2019 musicale. Al Bano e Romina o Ricchi e Poveri? Evitiamo meteoriti di sorta (troppo facile e da snob, anche se ci rendiamo conto che Indiscreto è letto quasi solo da diplomati al Conservatorio e da persone che non capiscono l’inglese, considerano quindi geniali quasi tutti i testi), ed esponiamoci valutando tutta la carriera, le canzoni e le capacità artistiche. Insomma meglio la bellissima e intrigante americana e il tenace pugliese dall’ugola d’oro, o il gruppo genovese nato come quartetto, compresi la statuaria Marina Occhiena, poi uscita, e il simpatico basso Franco Gatti, oltre alla sbarazzina brunetta Angela e il ‘biondo’ dal sorriso smagliante Angelo? Il giusto tributo all’Italia profonda, sprezzantemente definita pancia del paese da chi crede di essere élite e invece è solo un servo che ha studiato un po’ più degli altri servi.

Al Bano e Romina o i Ricchi e Poveri?

Guarda i risultati

Loading ... Loading ...

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 8.0/10 (11 votes cast)
Al Bano e Romina o i Ricchi e Poveri?, 8.0 out of 10 based on 11 ratings

50 commenti

  1. M

    Ricchi e Poveri tutta la vita !

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 6 votes)
  2. A

    votato ricchi e poveri anche se sono innamorato di Romina e tutt’oggi me la farei

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +15 (from 17 votes)
    1. L

      Ma com’era bona in quel film che fa la studente e lui il professore? Cmq commento dell’anno di inizio anno 😃

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 2 votes)
  3. L

    Non scherziamo, mammaria e sarà perché ti amo potrebbero farle lady Gaga o Beyoncé e spaccherebbero tutt’oggi, quelle di Albano e Romina risultano nenie inascoltabili.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 9 votes)
  4. E

    Senza esitazioni, voto per gli Abba italiani (cit.) Al Bano (che nome del cacchio) mi starebbe pure simpatico nel suo cialtronismo popolare ma le canzoni sono inascoltabili. Non che quelle dei Ricchi e Poveri siano molto meglio, ma almeno un pizzico di verve in più ce l’hanno.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
    1. Eleonora, credo che il suo nome sia dovuto al fato che suo padre fu mandato in Albania durante la seconda guerra.
      https://www.albanianews.it/cultura/arte-cinema-e-spettacolo/intervista-cantante-albano-carrisi

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +3 (from 3 votes)
      1. E

        Tani, non lo sapevo, grazie! Questo aspetto biografico me lo rende ancora più simpatico.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 3 votes)
        1. M

          Peccato, perché se il papà avesse combattuto in Russia ora avremmo tra noi un Don Carrisi, che è nome decisamente più fico.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +4 (from 6 votes)
        2. A

          Lui si chiama Albano (tutto attaccato) . Al Bano è il nome d’arte…

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: 0 (from 2 votes)
  5. G

    Direttore, qui un ‘di qua o di la’ solo non basta. Ci vuole un tabellone ad eliminazione diretta, con teste di serie, dei migliori artisti italo-pop anni ’80. A un tabellone da 16 ci arriviamo in scioltezza, con un po’di sforzo anche a 32…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
    1. Avevo pensato a una cosa del genere, tabellone ad eliminazione diretta, non per i cantanti ma per eleggere il sopravvalutato definitivo, mettendo insieme categorie diverse… in modo da avere primi turni tipo Sarri-Springsteen, Scorsese-Vettel, Proust-Warhol, e così via…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +23 (from 29 votes)
      1. C

        Che cos’è il genio?

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +6 (from 8 votes)
  6. A

    Pur essendo un classico uomo indiscreto musicalmente snob (amo soprattutto prog rock e blues, ad esempio mentre scrivo sto ascoltando Guthrie Govan) voto Albano e Romina per una sola ragione, “nel sole” di Al Bano è una delle canzoni italiane che più amo. Quando urla “percheeeeeeee ma perché questa nooooootteeee ” rischiando un ictus ogni volta è inarrivabile.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 7 votes)
  7. A

    doppio tabellone, uno x Uomo Indiscreto e Donna Indiscreto

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
    1. Sì, così poi entriamo nel mirino del mondo LGBT

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +4 (from 6 votes)
  8. z

    Ricchi e poveri, ma non so perché . Pura pancia.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
  9. Ricchi e Poveri, perché ho sempre sognato di cantare come Angelo Sotgiu

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 6 votes)
  10. R

    Direttore sulla scia di Montanelli, invita a votare turandosi le orecchie…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +9 (from 9 votes)
  11. Al Bano e Romina, in onore di Romina. Donna dal carisma eccezionale, ben oltre la bellezza (e infatti da vecchia è ancora più magnetica), che ha vissuto a modo suo, casalinga quando ne aveva voglia e viaggiatrice new age quando ne aveva voglia, ben sopra i grandi dolori e la normale amministrazione di un’esistenza…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 11 votes)
  12. R

    Ma i Los Locos cosa sarebbero, un refuso musicale degli eccellenti Los Lobos ?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  13. A

    Di qua di là complesso giocandosi su più fronti. Quello prettamente canoro vede una sfida alla pari tra Angelo e Al Bano ma le mie preferenze vanno al primo (sentirlo in brani come Come vorrei o Mi innamoro di te è impagabile) anche se il Carrisi ha sicuramente un impatto drammatico maggiore. La brunetta nettamente superiore a Romina su questo versante, con lo stile sussurrato della Power che non svetta particolarmente tra le coriste a suo supporto, ma ha comunque il suo perché (top nella sottovalutata e drammatica Oggi sposi del 1991).

    Fronte repertorio anche qui bisognerebbe andare nel dettaglio delle epoche di riferimento con I Ricchi e Poveri che hanno sfidato più generi, dall’ensemble vocale dei primi tempi, quelli di Che sarà e La prima cosa bella (quando il basso di Franco Gatti era funzionale agli altri tre), ai 70s con la storica sigla di Tante Scuse (Coriandoli su di noi, https://www.youtube.com/watch?v=1De1M_OuWDI)

    alle marcette di grande successo degli anni ‘80 che ne hanno poi decretato l’esplosione a livello internazionale, in trio, e spaziando su più versanti. A partire da due grandissimi classici come Sarà perché ti amo e Mamma Maria, ma anche Voulez vous danser e Se mi innamoro. Di culto questo live del 1986 a Mosca dove Angelo suona più chitarre e addirittura il sax…

    https://www.youtube.com/watch?v=HypgS0yEQms

    In ogni caso sostengo il Direttore sulla grandezza di Romina Power, ieri così come oggi. Enorme personaggio, e sempre bellissima in ogni epoca. Stupenda.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 6 votes)
  14. C

    Votato Al Bano e Romina.
    Si sono amati tanto e si sono amati davvero.
    La musica (a me non piaceva) può essere discussa, la verità no.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 8 votes)
  15. U

    Quando inizia Sanremo?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  16. M

    Direttore le chiedo ufficialmente di fare quel tabellone , dobbiamo eleggere il sopravvalutato definitivo. Propongo anche alcuni turni iniziali : Manzoni-Jordan e Gagarin-Ottaviano Augusto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 9 votes)
    1. Lo faremo di sicuro, pur essendo scontata la vittoria finale di LeBron (a meno che nel frattempo non cambino di nuovo le regole, permettendo il quinto tempo)

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +13 (from 15 votes)
      1. M

        Direttore Lei uccide un uomo morto.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +1 (from 3 votes)
  17. m

    Acciderbolina, Direttore, e meno male che non siete polemici!

    Comunque, tra Albano-Romina e Ricchi&Poveri, voterei Oblivion: tra i pochi che danno un senso alle canzoni degli uni e degli altri.

    Per quanto riguarda il terzo paragrafo. Fu più o meno 35 anni fa, all’uscita dall’adolescenza (dalla supponenza necessaria in adolescenza per darsi un tono) che divenni consapevole di come, più che “servi”, in una economia di mercato siamo “consumatori”: il mercato è intelligente e sa benissimo che, siccome tanto i Ricchi&Poveri non me li avrebbe mai venduti, si premurò di apparecchiare in un angolo del bancone i Kina o i Negazione, così che qualcosa avrei speso pure io (ho citato apposta due gruppi che cantavano in italiano, per far capire che non è neanche questione di non saper l’inglese). È tutto mercato, lo so già.
    Lei dice “sprezzantemente”, e va bene, fino ai 20 anni; ma anche prima non lo attribuirei a “disprezzo”, quanto a una forma goffa di “sprezzatura”, per dirla con Cristina Campo.
    Dipende proprio dal fatto che i Ricchi&Poveri e gli Albani&Romine erano NOIOSI. E me lo diceva già la tanto vituperata pancia; anzi, più giù ancora: a metà della prima strofa cadevano le palle. Non era credersi elite (se non per una questione numerica, ovvio: non eravamo noi a essere elite, erano gli altri a essere tanti); non più della commiserazione che gli ascoltatori seriali di Imagination o Tracy Spencer avevano nei riguardi dei nostri ascolti.

    E il continuo ricorrere, su Indiscreto, della mitologica figura dell’intellettuale snob ormai è assurto a livelli di stucchevolezza pari al ricorrere di altri miti come quello del sinistroide-con-l’attico, del ciclista-coi-risvoltini e del fascista-su-marte.

    Ad ogni buon conto, per me ho votato.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +10 (from 16 votes)
    1. La cosa che mi dà fastidio non è il disprezzo delle élite intellettuali, del resto sono élite… ma quello delle classi (le nostre) mediamente acculturate, che hanno una serie di riflessi condizionati nei confronti di tutto ciò che è popolare ed immediato. C’è una specie di codice del buon gusto del genere ‘Signora mia’ che impedisce di apprezzare o disprezzare un’opera a prescindere dall’autore. La vera impresa è conquistare l’apprezzamento di un milione di persone, non di dieci amici.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 6 votes)
      1. D

        Intellettuale snob ciclista con risvoltini senza barba ma con baffi a manubrio presente!
        Direttore contesto, il problema non è disprezzare chi venda tanto con roba facilina ed immediata e neanche l’incapacità di giudicare a prescindere dall’autore e potrei citare mille casi per dimostrare il contrario.
        Il problema è avere le basi per emettere un giudizio ed emettere questo esattamente in base al valore dell’opera che ci si trova davanti. Altrimenti si sfiora il ridicolo come Alvaro Delmo che riesce a sdilinquirsi con una lenzuolata di analisi tecnico-artistica (!!!) come se un mese fa per parlare della finale di Libertadores (assurta ad attenzione Mondiale più che altro per l’eccezionalità inedita del Superclasico, amplificata peraltro dagli incidenti fuori stadio) io mi fossi esibito in una lenzuolata sulla capacità di fare reparto di Benedetto e il peso di Quintero nel cambiare la partita in corso, manco fossero CR7 e Messi.
        Per fare un altro parallelo, da anni immaginavo ridendo un di qua di la Romina&Albano vs Ricchi&Poveri su queste pagine ma non pensavo sarebbe stato fatto veramente, mi sono sentito un po’ come quando la realtà di Ultimouomo supera la caricatura che “Non è da Inter” fa degli hypsters dello storytelling calcistico… 😝

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: -2 (from 14 votes)
        1. Avresti ragione se la qualità della musica fosse misurabile, come è nello sport (in parte addirittura anche nel calcio), ma la tua tesi si riduce alla difficoltà ed originalità di composizione ed esecuzione. Non riesco a pensare che la semplicissima Canzone del Sole (la sapevo suonare anche io) non sia geniale…

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +8 (from 10 votes)
  18. M

    Comunque votatao Ricchi e Poveri. Gruppo probabilmente paragonabile agli Abba ma con testi più profondi e con arrangiamenti più complessi rispetto agli svedesi.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 4 votes)
  19. P

    Ricchi e Poveri. Per il periodo pre-Baby Records.

    Troppo spesso, infatti, si accomunano Ricchi e Poveri, Albano e Romina e finanche Pupo dimenticando il loro denominatore comune: il genio levantino di Freddy Naggiar, mercante di dischi mezzo italiano e mezzo egiziano che decise di aprire un’etichetta discografica che avrebbe venduto l’impossibile. Oltre a inventarsi il Rondò Veneziano e a scoprire il Ghinazzi prese, tra gli altri, questi due “act” degli anni Settanta a rischio cottura e li rivestì di nuovo, grazie a produzioni mitteleuropee al passo coi tempi. Ciò che piace ai russi, ai polacchi, ai bulgari eccetera non è “la musica italiana”, ma lo stile Baby Records (che veniva ripreso anche da Toto Cutugno e da altri), un imprinting nella testa dei popoli d’oltrecortina da quella famosa sera di Pasqua in cui la tv sovietica trasmise la registrazione del Festival di Sanremo di due mesi prima (mi pare fosse l’82).

    Prima degli anni Ottanta, suoni diversi e carriere diverse per A&R e per i R&P. Preferisco di gran lunga questi ultimi: il loro periodo Apollo Records, sotto l’ala di Califano e Lilli Greco, è pieno di piccole gemme, lati B con arrangiamenti anche piuttosto arditi (“In questa città”, “Un’immagine”, “Due gocce d’acqua”). Un po’ più melensi dopo il passaggio alla Cetra.

    E poi la Angela è del mio paese!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 7 votes)
    1. A

      Ottima analisi Jeff, compresa la citazione della Baby Records. Certamente il primo periodo dei Ricchi e Poveri era notevole, ma chi ‘ignora’ purtroppo non vuole ‘sapere’ e continua a pedalare per la sua strada. Un po’ come quelli alla Premio Tenco che si ascoltano e applaudono reciprocamente. Da aggiungere che in Polonia ha un gradissimo seguito anche Drupi, che tiene ancora concerti seguitissimi.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 4 votes)
  20. E

    Ripeto qui quanto ho già raccontato a suo tempo. Alcuni anni fa, il ritorno dell’Italia all’Eurosong fu una notizia che il tg nazionale della Bosnia Erzegovina diede tra le notizie principali. In seguito, nella settimana precedente all’Eurosong medesimo, la stessa tv nazionale (mutatis mutandis, la nostra RAI1) invitò in suo programma di prima serata, preceduti da una pubblicità capillare, i Jalisse, che si esibirono, ovviamente, cantando Fiumi di Parole. Delirio da beatlemania fra il pubblico presente. I successi dei nostri cantanti all’estero, soprattutto all’est, sono incontestabili e numerosi. Questo però non significa nulla sul valore effettivo di tali canzoni e di tali cantanti, ci dice solo che un certo tipo di suoni, di melodie, di arrangiamenti, piace, e parecchio, in certe parti d’Europa, per tanti motivi di cui abbiamo parlato e continueremo a parlare, in primis una certa (perdonatemi) cafonaggine un po’ cialtrona un po’ ruffiana che si ritrova anche nelle produzioni locali (locali in est Europa, voglio dire). Da qui però a dire che il successo all’estero sia una garanzia di qualità, permettetemi di dire che sia proprio un altro discorso. Insomma, Drupi, Ricchi e Poveri e Al Bano e Romina in Polonia ci parlano molto più della Polonia che dell’Italia, sia detto rispettosamente.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +14 (from 16 votes)
    1. L

      14 anni fa

      https://youtu.be/Zb2ROaCsK08

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 2 votes)
  21. A

    Mah. Sempre Sempre di Al Bano e Romina per me vale una qualsiasi brano di Rihanna, giusto per fare un nome…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
  22. z

    Bentornato zanirato!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 4 votes)
    1. L

      In tempo per gli Australian Open!

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -2 (from 2 votes)
  23. D

    Direttore, mi sta mettendo in bocca parole mai pronunciate facendomi fare la figura del Rettore del film “L’attimo fuggente”. Detto questo il fatto che la qualità artistica non si misuri con un metro che possa essere solo quello della difficoltà di esecuzione o della tecnica è pacifico almeno quanto il fatto che la tecnica di Recoba non lo renda superiore a Matthaus, ma che la qualità artistica non sia misurabile è un falso che si regge su supercazzole varie tipo “de gustibus” e “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”.
    Mediamente argomentazioni avanzate da chi solitamente NON possiede gli strumenti per un giudizio, esattamente come chi non conosce il calcio potrebbe ritenere Recoba superiore a Matthaus.
    Del resto è difficile giudicare se un libro su Caravaggio in birmano possa essere interessante o meno se non si conosce il birmano, poi certo la copertina e la particolarità del L ettering possono emozionarci comunque…

    Alvaro Delmo: complimenti, nel tentativo di darmi torto mi hai dato ragione paragonando i tuoi idoli alla serie B straniera. Con una differenza: la serie B straniera ha almeno il merito della freschezza e della frizzantezza (non si stava elogiando la facile immediatezza?!) data dall’essere attuale. E non intendo attuale nel senso di in linea col metro di oggi, ma proprio in riferimento al rispettivo periodo: quella roba lì che difendi tu era roba già vecchia e stantia quando era contemporanea.
    Mi spiace, ma quello che “ignora non volendo sapere e continuando a pedalare – possibilmente sul marciapiede e contromano, ovvio – per la propria strada” (e mi ricollego al discorso fatto al Direttore sul possesso degli strumenti di giudizio) mi sa che sei tu, vedi arabesco da diplomatico svizzero sullo “stile sussurrato di Romina che non svetta ma ha un suo perché” per non dire che parliamo di una senza voce che saliva sul palco perché una bella gnocca sposata col terrone di fianco.
    Senza il quale (lo ricordiamo) si è segnalata solo per “Il ballo del qua qua”…

    ..

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 11 votes)
  24. D

    Eleonora, perfetto, la sindrome appunto delle tovaglie a quadretti bianchi e rossi. Tra l’altro se ci fai caso, il fatto che la musica italiana sia serie B di nicchia trash-paesano nei paesi del vero mercato della musica leggera non conta perché è solo figlio del gombloddo anglosassone andi-idaliano, mentre invece i numeri ottenuti in paesi che definirei a dir poco naïf giusto per non prendermi del razzista (mi toccherebbe citare il turbofolk balcanico ma suonerebbe un po’ da “io non sono ricchiofobo, ho tanti amici froci…”) sono sventolati come garanzia di qualità. Ma quindi sti metri di giudizio esistono oppure no?! Mi vengono in mente i sardi di Aldo Giovanni e Giacomo…
    Eh ma Al Bano e Romina fanno il pienone in Russia! Ecco, ce le ricordiamo le mondine che la Russia mandò all’Eurotrash Song Festival?!…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 10 votes)
  25. m

    Sì e no, Direttore. Ha ragione, dal suo punto di vista a definire «geniale» La Canzone Del Sole per la maniera in cui quei tre accordi lì reggono tutta la canzone (invero molto punk, direi, se non sapessi di bestemmiare), cambi di “scenario” compresi; ma Dane dal canto suo fa bene a rivendicare la sua competenza, che io non ho; del resto, qua sopra molti rivendicano la raffinatezza di A&R e dei R&P a partire da analisi “tecniche”: e la profondità dei testi dei primi R&P o del Carrisi (giuro, appena ho un attimo di tempo provo a darci un occhiata, a quelli che mi ha consigliato), e gli arrangiamenti delle canzoni (che sia nell’un caso che nell’altro sono certamente “superiori” a quelli dei due gruppi citati da me ieri … e allora?).
    Io sono ignorante: faccio parte della generazione che immancabilmente schitarrava «Paese mio che stai sulla collina», parlando di R&P (senza avere consapevolezza delle gemme che lo stesso gruppo metteva nei lati B dei dischi e che qui tanti conoscono) ma non è mai riuscita a schitarrare “Mamma Maria” attorno a un fuoco, chissà perché. Forse ci saranno accordi troppo difficili o cambi di tempo impossibili da reggere al nostro livello.
    Dalla mia ignoranza, dalla mia pancia, tento un esempio, letto in un articolo che rievocava l’affacciarsi in Italia della musica dei Sonic Youth. Ritorno da scuola su autobus affollato; un adolescente passa a un altro una cassetta di “EVOL” dicendogli: «Ascolta questi». Il mattino dopo, stesso autobus ma in direzione scuola: «Allora, come ti sono sembrati?» «Cazzo! Cazzo! CAAAAZZO!».
    Ecco, lei si immagina possibile la stessa scena con una cassetta dei R&P o di A&R?
    Penso che con “Mamma Maria” al massimo ci si possa saltellare giulivi in una piazza polacca (ho visto il video linkato: triste come il trenino a Capodanno, appunto). O allestire un divertente spettacolo post-moderno-ma-nazional-popolare come fanno gli Oblivion. Se mi diverte, vuol dire che i R&P volente o nolente li ascoltavo pure io e li apprezzo per quella cosa lì che possono dare, che passa da “Che Sarà?” e dalla “Canzone Del Qua Qua”. Mentre “In Questa Città”, “Un’Immagine”, “Due Gocce D’Acqua”, “Sempre Sempre” e compagnia bella gli Oblivion non le usano nei loro spettacoli. Chissà perché.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 6 votes)
    1. D

      Hai centrato il punto, Michael.
      Non esistono metri per misura il valore artistico però poi li si usano a sostegno delle proprie tesi.
      Che nel mondo di riferimento le la musica leggera la musica italiana sia considerata mediamente trash folk non conta però conta che nei paesi del terzo mondo (mi allineo al metro Indiscreto usato per la Libertadores…) la roba italiana vada tantissimo.
      Tecnica, armonia, costruzione melodica, evoluzione degli arrangiamenti, sistema tonale & modale, profondità dei testi ecc. non contano niente (ma allora perché si studia musica?! Facciamo dei rumori a casaccio sugli strumenti, magari esce fuori qualcosa di buono… E perché impariamo a leggere e scrivere?! Una storia o un libro possono essere interessanti in sè anche se scritti in maniera sgrammaticata… Ma allora hanno ragione i 5S e i Novax: uno vale uno e il parere della mia portinaia conta come quello dello scienziato!), però poi per difendere la musica italiana ti raccontano che chitarrista eccezionale sia Zarrillo (ZARRILLO!!!!!) o come siano profondi i testi di Mogol (uno che ha avuto la genialità di portare in musica il cazzeggio adolescenziale, ma non è che parliamo di Baudelaire…) o Vasco Rossi (aaahhhh, la musicalità della rima “con le mie mani tra le tue gambe diventerai più grande…”).
      Insomma, che Pelè e Maradona siano i più grandi di sempre è opinabile perché la tecnica non è tutto, però Bonucci è un fuoriclasse perché fa i lanci e il Milan paga l’assenza di Bonaventura perché dava qualità al centrocampo.
      Rido, ecco. Presuntuosamente, snobisticamente, elitariamente rido…

      Ps: discorso che peraltro ricade in questo paese anche sugli strumenti. Recentemente ho avuto una discussione con un liutaio (per hobby) che si occupa di chitarre, il quale cercava di convincermi che non è vero che gli strumenti ad arco siano più articolati e quindi di difficile costruzione rispetto ad una chitarra. Alla fine se ne è uscito con “fare una chitarra è più difficile perché ci sono gli intarsi…”
      Ciaone…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 6 votes)
    2. D

      Altro discorso centrato è quello sui giovani: fatico ad immaginare un adolescente (ma della mia generazione, non di quella attuale) con A&R o R&P nelle cuffie.
      Perché come già detto da altri in passato su queste pagine, la musica italiana ha sempre lo stesso caramelloso tema di fondo (l’amore, declinato in varie forme…) confezionato in maniera stucchevole (siamo ad un passo dal ballo liscio…).
      Insomma, mosse commerciali furbette per sdilinquire la massaia di Voghera e la portinaia di Calolziocorte.
      Che hanno diritto di esistere pure loro, ci mancherebbe, ma non andiamo oltre coi giudizi assoluti perché davvero non è il caso…

      Ps: Michael, è il ballo del qua qua, non la canzone. Non ti sbagliare, si parla di danza, non di canzone. Perché la musica non è l’unico metro per poter valutare la…….musica!

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 6 votes)
  26. M

    Dopo 6 mesi di Måneskin darei un orecchio per ascoltarmi in pace Mamma Maria 😇

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 10 votes)
    1. C

      Marlena è tornata a casa?

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 4 votes)
  27. M

    Poco tempo fa ho sentito per sbaglio un intero album di cover dei Maneskin.
    Credo di non aver mai sentito in vita mia un suono così sgradevole come la voce del tizio. Un autentico ragliare durato un’ora. My ears are still bleeding.
    Di culto la cover di caparezza e quella dei Black Eyed Peas nelle quali il cantante ad un certo punto perde proprio la brocca.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 4 votes)
  28. r

    Intanto Baglioni ha svolto bene il compitino per avere una stampa appecoronata per Sanremo

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  29. C

    Per come la vedo io tutta sta musica italiana celebrata da alvaro tiene lo stesso problema. È per vecchi. Io a tredici anni volevo sentire la rabbia di un axl rose che mi urla welcome to the jungle, no un contadino pugliese che mi dice che la felicità è mangiare un panino dai per favore. E la musica mi spingeva a capire i testi. Molti erano stupidi, molti no. Ma anche i testi più semplici avevano un significato più interessante. Portatemi alla città paradiso, dove l’erba è verde e le ragazze sono belle. Per citare un artista abbastanza odiato qua dentro, Vasco almeno fino ai primi 90 aveva qualcosa da dire. Qualcosa in cui a milioni potevano identificarsi, e qualcosa che suonava vero, o almeno verosimile. Colpa d’alfredo sembra il tuo migliore amico che ti racconta la serata di ieri. Cmq con pistola alla tempia voto ReP, almeno hanno donato un classico coro da stadio.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
    1. A

      Nonchè questo capolavoro!

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
    2. D

      Marazzina chirurgico!
      Il Pandoria non ha mai capito niente…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un commento