Come sarà usato Daniele Belardinelli

La morte di Daniele Belardinelli ha scatenato la retorica di chi non mette piede in uno stadio da decenni e si produce in sermoni del genere ‘Bisogna che le famiglie tornino negli stadi come succedeva una volta’. E quella ancora peggiore di chi considera i morti di calcio più gravi rispetto a quelli nelle discoteche o in un corteo politico, nonostante il calcio in senso stretto conti pochissimo: nessuna delle poche morti nella storia del calcio italiano è mai stata causata da una discussione su un rigore, sul fuorigioco o sulla sudditanza psicologica degli arbitri. L’ultras dell’Inter (e del Varese, curva gemellata con quella interista) è morto, in circostanze ancora da accertare (ma l’unico colpo di scena sarebbe che si fosse suicidato), per essere stato investito da un’auto durante scontri avvenuti con ultras napoletani lontanissimo dalla stadio, in una zona (via Novara, angolo via Fratelli Zoia) che dista dallo stadio una ventina di minuti a piedi. Non stiamo parlando di un martire, bisogna precisare, ma di una persona cosciente della situazione in cui si stava infilando.

Già il luogo ci fa pensare che fossero scontri su appuntamento, come ne avvengono tanti in Europa e soprattutto nei paesi in cui la violenza negli stadi quasi non esiste, come l’Inghilterra di oggi. La logica della polvere sotto il tappeto, con i Daspo che risultano quasi controproducenti: gli scontri sono quasi sempre fra gente già daspata, che dentro a uno stadio sarebbe controllabile più facilmente. Si arriva senza dare troppo nell’occhio, in auto private e soprattutto van senza segni di tifo (e quindi non frenabili dalla polizia, se non con controlli a campione), ci si mena, arrivederci e grazie. Traduzione: il calcio potrà anche fermarsi per riflettere (per fortuna Gravina ha mostrato lucidità) e le curve potranno anche essere chiuse, ma questo è un problema dell’Italia e non certo di organizzazione sportiva.

Le cose che volevamo sottolineare sono però quattro. La prima è che mai come negli ultimi tempi le famiglie, qualsiasi cosa voglia dire, sono tornate negli stadi. Il pubblico di oggi è molto meno maschile e un po’ meno anziano rispetto a quello degli anni Ottanta (i più violenti, dal punto di vista ultras) e Novanta, ma soprattutto spende per il calcio cifre molto superiori. È così avvenuta in tre quarti dei posti, nemmeno troppo lentamente, una sostituzione graduale in termini di classe sociale, tipo Premier League. Questo non significa che in curva ci vadano soltanto poveracci, è anzi oggi più di ieri pieno di studenti, impiegati, liberi professionisti e imprenditori (lo era lo stesso Belardinelli), ma soltanto che l’idea di base dei club è quella di avere stadi-teatro popolati da tifosi-consumatori. Gente mansueta che paga e sta zitta, accettando qualsiasi cosa e lottando soltanto per aggiudicarsi le magliette tirate da qualche precario sottopagato dai club.

Il secondo punto che ci sembra importante è che nella storia del calcio italiano i morti sono stati pochi, anzi pochissimi, in rapporto ai pericoli percepiti e a quelli reali collegati a un qualsiasi raduno di massa. È anzi un vero miracolo che un movimento che ogni settimana fa spostare centinaia di migliaia di persone generi così pochi incidenti. Un articolo storico sul tema non ha nemmeno bisogno di Wikipedia, da tanto sono stampati nella memoria i cognomi dei defunti, con modalità e ruoli diversi: Paparelli, Fonghessi, Filippini, De Falchi, Spagnuolo, Raciti, Esposito, eccetera… Mettendo insieme categorie diverse non arriviamo a venti in tutto il Dopoguerra. Meno che in qualche fine settimana in certi luoghi di divertimento, anche se chi considera divertimento il calcio non lo ha minimamente capito. La terza cosa secondo noi da sottolineare è che i leggendari stadi di proprietà o autogestiti migliorano la situazione negli stadi stessi (che infatti oggi sono più sicuri rispetto a un tempo), ma non certo nei dintorni e meno che mai nei piazzali di autogrill o supermercati: usare un morto per ottenere corsie preferenziali per colate di cemento e insulsi centri commerciali è una porcheria, ma temiamo che avverrà proprio questo.

Ultimo punto: ci sono ultras e ultras, anche nello stesso paese, non si possono quindi trovare soluzioni uniche applicabili in ogni contesto. Quelli dell’Inter non hanno di fatto rapporti con il club, quelli del Napoli e della Lazio sono addirittura contro De Laurentiis e Lotito, in realtà come la Juventus o l’Atalanta si è trovato un preoccupante modo di convivere ed in altre come la Roma le divisioni sono tali da rendere impossibile una strategia, mentre al Milan ancora ci si deve posizionare con gli americani (siamo rimasti alla grande stima per Mirabelli e Fassone) ma è difficile che con Leonardo e Maldini possa esserci cordialità. Cosa è meglio, posto che esista un meglio? Di certo la politica in senso ideologico conta molto, ma molto, meno di un tempo. Senza senso l’idea di Salvini di incontrare i responsabili (quali?) delle curve… Insomma, chi si stupisce per i gilet gialli in Francia potrebbe guardare più comodamente a casa sua. Detto questo, ribadiamo che Belardinelli sarà usato per costruire qualche supermercato e qualche skybox in più.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.1/10 (24 votes cast)
Come sarà usato Daniele Belardinelli, 9.1 out of 10 based on 24 ratings

31 commenti

  1. F

    mentre in altre realtà come la Juventus si è trovato il modo di convivere.

    il colpo del fuoriclasse arriva in zona cesarini 🙂 (ancorchè editato dunque annacquato)

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +14 (from 18 votes)
  2. B

    che poi i centri commerciali sono in crisi ovunque.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  3. M

    Uno davvero bravo a portare le famiglie allo stadio è stato Pinochet.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +29 (from 39 votes)
    1. K

      Io vorrei capire che cazzo c’è da ridere davanti ad una tragedia costata la morte e la sofferenza a tante persone…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -2 (from 14 votes)
      1. t

        Si chiama satira, esiste da migliaia di anni.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +10 (from 16 votes)
        1. K

          La satira è mettere alla berlina in maniera grottesca o anche greve comportamenti in modo da indurre alla riflessione .
          Questa è solo una battuta del cazzo fine a sé stessa.

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: -6 (from 22 votes)
        2. m

          Più humor nero, dovessi dire.
          Che scatena la classica reazione “cosa cazzo ci sarà da ridere”

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +6 (from 6 votes)
  4. P

    mi è poco chiaro il concetto secondo cui lo stadio teatro sarebbe pieno solo di “Gente mansueta che paga e sta zitta”…. mi sembra un po’ troppo negativo…
    Se andare in un posto più confortevole di una topaia fredda stile anni 70, senza velleità violente, senza considerare di spaccare quello che mi sta intorno se lo spettacolo non mi piace (mentre come faccio per esempio al cinema potrei banalmente non tornarci più) magari con qualche servizio accessorio è sinonimo di beota rassegnazione, vabbè meglio beota e rassegnato che bestia violenta no?
    sono considerato un pollo da spennare? e chi non lo fa? dallo stato alla chiesa, dal fisco al pizzicagnolo sotto casa sono un pollo per tutti… poi c’è chi spende 1500 euro per un paio di lasagne sintetiche in tribuna Agnelli per un primo turno di champions e chi 1700 euro (oltre al biglietto ordinario) per vedere Ozzy Osbourne che si cambia in camerino prima di un concerto… è solo questione della piuma che decidiamo di farci togliere, più che decidere se farci o meno spennare

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +30 (from 34 votes)
    1. C

      Paolo, oggi in effetti è così ma il calcio è stato per lunghissimo tempo – direi dalle origini fino a 20-25 anni fa – un’oasi in mezzo alla mercificazione. Poi se quel calcio fosse sport, cultura, divertimento, distrazione di massa ognuno conserva la propria idea.

      Certamente, però, non era qualcosa di alternativo all’acquisto di un maglione o a una serata in pizzeria.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +10 (from 14 votes)
  5. t

    “…l’idea di base dei club è quella di avere stadi-teatro popolati da tifosi-consumatori. Gente mansueta che paga e sta zitta, accettando qualsiasi cosa e lottando soltanto per aggiudicarsi le magliette tirate da qualche precario sottopagato dai club.”

    Questa direttore l’ha scritta pensando all’Olimpia targata Proli, ci scommetto la casa 😀

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 7 votes)
    1. Purtroppo le magliette le ho viste tirare anche a San Siro, non c’è bisogno di arrivare fino a Proli…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +10 (from 10 votes)
    2. P

      beh che poi il buon Livione con gli “Ultras” è sempre stato schietto e ha tirato dritto per la sua strada, prima i dispettucci (panchina Olimpia più lontana possibile, musica alta quando cantano), poi tutti buoni nell’angolino (ehh ma siamo in tanti dove ci mettiamo, infatti metà spicchio è rimasto invenduto..) almeno ci risparmiamo lo squallore dei due gatti due a tamburellare rassegnati e quel lato è riempito…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 5 votes)
      1. t

        Dimentichi il plexiglass… 🙈

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0 (from 0 votes)
  6. M

    Il problema dell’Italia sono i distinguo, sono i non bisogna generalizzare. Per definire un posto tra i più pericolosi al mondo non c’e Bisogno di 1500 omicidi ogni 2000 abitanti , ne bastano 5 ogni 100.000. E la misura ferrea la si prende per quei 5 e pazienza se per un periodo ci passano anche gli incolpevoli. Basterebbe punire, applicare le pene, controllare ; fare insomma l’esatto contrario di quello che succede in Italia.

    La vera malattia nostra è la caccia perenne al moralista , a chiunque magari suggerendo un’azione concreta e decente viene tacciato di essere fascio o comunista, di essere moralista, di fare di tutta l’erba un fascio , nel continuo tentativo di smontare la teoria altrui che ci sembra sempre mossa dall’ingiustizia ma che non genera mai giustizia. In pratica la vera malattia sta nel fatto che ci perdiamo in cazzate. Ogni volta.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +9 (from 21 votes)
  7. K

    Ma una bella rissona a mani nude in mezzo al campo nell’intervallo della partita (30 vs 30 per le tifoserie della serie A, 20 vs 20 in B e 10 vs 10 in C) no?

    1) Risolverebbe il problema delle violenze al di fuori degli stadi
    2) Offrirebbe al pubblico annoiato ed infreddolito uno spettacolo appassionante anche (se non soprattutto, visto quanto ci fanno vedere nei 90 minuti le squadre di calcio italiane) nei 15 minuti d’intervallo
    3) Attirerebbe allo stadio non solo le allegre famigliole ma anche quelle persone che ritengono il calcio uno sport per signorine da schifare.

    Meditate gente, meditate…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +20 (from 20 votes)
  8. B

    assalto all’arma bianca con tanto di furgoni circondati in agguato studiato a tavolino. a Milano? incredibile direbbe qualcuno.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 5 votes)
    1. B

      direi che questo chiude ogni discorso. altro che 2 giornate di squalifica a san siro…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -1 (from 3 votes)
  9. U

    Si poteva chiudere pure l’anno scorso,quando in occasione di napoli-juve con trasferta vietata ai tifosi della juve si e verificato un lancio di oggetti in campo dalla tribuna posillipo ma non e stato nemmeno possibile dare una multa perche non era certo che a lanciare gli oggetti fossero tifosi del napoli (tutto vero..leggete i comunicati)
    Oppure possiamo sospendere il tutto perche de laurentiis puo dire che un arbitro e venduto e non venire nemmeno multato.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +14 (from 14 votes)
  10. C

    Dice che convoca al Viminale i capi ultras. Pugno di ferro! La chiameranno trattativa stato ultras?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 11 votes)
  11. B

    se è per questo il napoli parla di partita falsata bramando probabilmente una ripetizione. passeranno presto all’incasso.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  12. C

    Sulla renitenza a sospender le partite;: ricordiamo sempre il GOAT pelato del fischietto, grande interprete ed improvvisatore del regolamento, che invece di sospendere e quindi assegnare il 3-0 al Milan per copioso lancio di oggetti su Sebastiano Rossi dalla curva Sud dello Zaccheria di Foggia, decise di non invertire il campo tra il primo ed il secondo tempo.
    Dopo il Maestro, l’ottimo discepolo Paparesta lasciò giocare dopo aver beccato una monetina in faccia in un derby romano..
    Il resto è una conseguenza.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 10 votes)
    1. K

      Ma secondo voi VERAMENTE gli arbitri hanno la facoltà di sospendere le partite oppure devono sempre e comunque giocare in ottemperanza a quanto definito dal vero padrone della baracca (la televisione)?

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +7 (from 7 votes)
      1. C

        Certo che ce l’hanno. Poi, in perfetto stile italico, vengono lasciati soli a subire le conseguenze (vedi link postato poco sopra).

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: +4 (from 4 votes)
        1. K

          Perfetto, quindi non ce l’hanno se poi devono pagarne le conseguenze.
          E’ come dire che tu sei libero di rubare ma se rubi finisci in carcere…

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +1 (from 1 vote)
          1. C

            Citando il Poeta: il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare 🙂

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: 0 (from 0 votes)
            1. t

              Sul Corriere citano l’arbitro Gavillucci che poi è stato declassato.

              VN:F [1.9.22_1171]
              Rating: 0 (from 0 votes)
    2. A

      anche in un Reggina-Messina in Serie A non ci fu l’inversione dei campi (ma dei guardialinee, è tutto codificato nel regolamento!)

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
  13. U

    Gavillucci non e l’unico arbitro ad avere interrotto una partita per cori razzisti. Irrati ad esempio aveva interrotto lazio-napoli eppure ha fatto carriera. Quindi dire che gavillucci e stato sospeso per questo e falso e contribuisce a creare questo falso clima di “caccia al napoli”. La faccenda gavillucci e piu complessa. Andar dietro a questa puttanata e roba da tonti .
    Il regolamento e chiaro al proposito: l’altra sera era il responsabile dell’ordine pubblico che avrebbe potuto eventualmente sospendere definitivamente la partita. E quindi Mazzoleni non c’entra un cazzo,ma continuare a parlarne contribuisce ad alimentare la nomea di mazzoleni arbitro anti-napoli che ricordiamoci nasce dalla supercoppa di pechino dove prima delle 2 espulsioni di pandev e zuniga vennero risparmiati una serie di cartellini a cavani e cannavaro e il rigore su vucinic era netto.

    Mi spiace che persino Ancelotti abbia rilasciato dichiarazioni allucinanti sul koulibaly poco lucido per questo.
    Se pure lui va dietro all’andazzo dei vari sarri,allegri,marotta,de laurentiis e compagnia bella la situazione e grave
    Molto grave

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  14. U

    Dimenticavo
    Uno che cavalca la storia “gavillucci escluso perche ha sospeso la partita” e pistocchi
    Vedete un po’voi

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)

Lascia un Commento

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi