Aspettando Sanremo: 1983 spericolato

Sanremo, Sanremo, Sanremo… siamo ormai quasi giunti alla 63a edizione che si svolgerà settimana prossima dal 12 al 16 febbraio sotto la guida di Fabio Fazio. E come ogni anno sarà oggetto di attenzione di chi lo guarderà e non lo guarderà, perché poi del Festival della Canzone Italiana tutti ne parlano comunque. Per prepararci al meglio rivisitiamo in questi giorni alcune edizioni storiche e in particolare quelle di qualche decennio fa. Storiche per varie ragioni a cominciare da quella del 1983 oggetto del nostro intervento odierno. Edizione vinta da Sarà quel che sarà (Tiziana Rivale) davanti a Volevo dirti (Donatella Milani) e Margherita non lo sa (Dori Ghezzi). Un podio a sorpresa in una gara in cui anche la nuove proposte potevano ambire al premio finale.

Diversi gli spunti interessanti di un Festival condotto da Andrea Giordana insieme alle tre ragazze di Discoring, ossia Emanuela Falcetti, Anna Pettinelli e Isabel Russinova, su un palco colorato, luccicante e con le mitiche scale degli anni ’80. Interessanti perché in quella edizione furono presentati diversi brani poi diventati dei classici a cominciare da L’Italiano di Toto Cutugno (quinto, ma primo per i voti Totip), canzone che come raccontò lui stesso, in un’intervista rilasciata a Maurizio Becker nel 201o sulla rivista Musica Leggera, fu in realtà prima presentata ad Adriano Celentano che però la rifiutò. Insomma alla fine fu lo stesso autore (il testo è di Cristiano Minellono) a portare a Sanremo quello che sarebbe poi diventato un inno della musica popolare italiana nel mondo.

Altra proposta importante di quel Festival fu Vacanze Romane dei Matia Bazar (quarti), che segnò la svolta definitiva del gruppo genovese verso una ricetta electro pop che generò la pubblicazione di un album imprescindibile come Tango. Quello portato all’Ariston si rivelò di fatto un brano capace di mettere d’accordo più generazioni per lo stile (e il look) retrò della melodia sposata con un arrangiamento altamente sintetico, senza dimenticare i ricami decisivi della voce di Antonella Ruggiero.

E ancora nel 1983 ci fu la definitiva consacrazione di Vasco Rossi con Vita Spericolata, tramutatasi in un inno generazionale e preludio al botto estivo dell’album Bollicine, il sesto di una carriera per un personaggio capace ancor oggi di muovere enormi masse a ogni sua uscita. Allo stesso tempo c’era in quel Sanremo anche Zucchero Fornaciari, di cui all’epoca si parlò soprattutto come autore (cinque le canzoni da lui firmate) che per il motivo in gara: Nuvola. La svolta verso il grande successo, insomma, doveva ancora arrivare.

Da inserire di diritto nella lista anche 1950 di Amedeo Minghi (escluso dalla finale), ambientata nel dopoguerra romano, così come Oramai di Fiordaliso che si classificò invece al sesto posto. Bella canzone con interpretazione ‘nera’ per la giovane piacentina. Molte infine le curiosità di quell’anno. Ne citiamo solo un paio per non dilungarci troppo: la partecipazione dello spagnolo Bertine Osborne (Eterna Malattia) e della giovanissima e spigliata Giorgia Fiorio (figlia di Cesare) che qualche anno dopo appese il microfono al chiodo per diventare una quotata fotografa.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (3 votes cast)
Aspettando Sanremo: 1983 spericolato, 10.0 out of 10 based on 3 ratings

11 commenti

  1. Di superculto la presenza di Giorgia Fiorio (con Ciavarro che ci provava) anche in Sapore di Mare, così come quella al Sanremo dell’anno dopo…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  2. Cavolo 1950 che canzone meravigliosa… E che super canzoni in un anno solo!!!

    Oggi è ancora così? Ne dubito davvero…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  3. Uno dei migliori Festival degli anni Ottanta, visto il numero di evergreen lasciati ai posteri. Il Festival del Totip sperimentale, il Festival in cui avvenne il passaggio al playback: nelle prime due serate tutti dovettero cantare dal vivo sulla base, nell’ultima venne data la possibilità di utilizzare l’odioso sistema del “fare finta di cantare”, e gli unici a esibirsi con la loro voce furono Fiordaliso (molto carina “Oramai”, davvero), Morandi, Cutugno, Nazzaro e la bravissima Amii Stewart, che per bellezza del brano e per appeal spettacolare dell’esibizione avrebbe anche potuto vincere.
    Non male la voce roca di Giorgia Fiorio, ancora tante proposte straniere in gara (fra i Big il Sanderson de “Il tempo delle mele”, la citata Stewart, Bertin Osborne e i Passengers, italo – americani). Fu anche il Festival del Peter Gabriel che cantò (o meglio, mimò) “Shock the monkey” volteggiando sul pubblico dell’Ariston appeso a una corda; fra gli ospiti, anche una ex Abba, ossia Frida. Riflessi del Mundial vinto qualche mese prima: nella canzone “Cieli azzurri” di Pupo, che peraltro arrivò ultima, il verso “dopo il fischio brasiliano era azzurro ogni mio pensiero” è un chiaro riferimento alla finale del Bernabeu.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  4. Edizione storica per la qualità dei top player (si fa per dire…) in campo in effetti.
    Giorgia Fiorio mai stata simpatica, la classica figlia vip a cui trovare un senso a tutti i costi, tra la Ruggero, Zucchero e Vasco in effetti quell’ediizone segna l’inizio di una sorta di era, per quanto io tratti poco l’articolo.
    Insopportabile Giordana ed anche la Petinel, Isabel Russinova la Dea Giunone di qualche milione di infanzie nel paese: di puro culto il ruolo di caratterista in “Mezzo destro mezzo sinistro”, da cineteca la scena dell’intervista in spiaggia IN COSTUME!!!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -3 (from 3 votes)
  5. Ma è l’edizione in cui Vasco Rossi se ne andò col microfono mentre partiva l’ultimo ritornello della canzone?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  6. avevo le cassette comprate da mio padre al casello dell’autostrada quando partimmo per la settimana bianca: che ricordi!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  7. Menouno preferisce Giordana alla Russinova, ok….

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)
  8. @Dane: Mitica la Russinova. Cazzo, Discoring, i tempi quando ancora la musica passava in TV, quasi quasi arrivo anche a rimpiangere DeeJay Television.

    la partita di doppio contro Ancellotti e Chierico commentata da Maffei!!!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  9. @Dane: la cosa interessante è che in ogni caso gente come Vasco e Zucchero avevano già una lunga storia. Il primo quell’anno pubblicava già il sesto album mentre il secondo negli anni ’70 aveva fatto tanta gavetta, nel 1981 vinto Castrocaro e a quel Sanremo firmava cinque pezzi come autore. I Matia Bazar erano invece in giro da tanti anni (e relativo successo) ed avevano appena cambiato stile e formazione, con l’uscita di Piero Cassano e l’ingresso di Mauro Sabbione. Alla fine il ruolo di Sanremo è anche quello di far scoprire alla massa e in modo dirompente determinate proposte.

    @CarloCa: ottima disamina, grazie. Di Peter Gabriel si ricorda in effetti il suo volteggiare (e camminare) con la corda sul pubblico per poi andare a sbattere contro il palco. Tante le canzoni presentate in quei festival anni ’80 (tutti da ricordare), veramente un’altra epoca.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  10. Alvaro, io infatti ho parlato di inizio era, non inizio carriera. Così come non ho citato i Matia Bazar bensì la Ruggero… 😉

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)

Lascia un commento