Cagnotto e il piacere di non pensare

6 agosto 2012 | di

Ci sono momenti olimpici in cui chi guarda quasi tutto si perde quasi tutto, un rischio simile lo abbiamo corso domenica sera fra la finale con Tania Cagnotto nel trampolino, quella dei fiorettisti nella gara a squadre, le semifinali dei 100 metri e varie altre cose. Per questo abbiamo trovato più facile, per la prima volta da quando sono iniziati questi Giochi, mettere su RaiDue e lasciarci guidare dai salti di telecronaca decisi secondo l’evoluzione del punteggio e con un uso opportuno delle differite (tipo la seconda semifinale, quella con Bolt), tenendoci i canali monotematici di Sky come riserva. E’ stato un piacere sottile e vintage, quello di abbandonarci a quel di tutto un po’, nazionalistico o incentrato sui personaggi, che in fondo abbiamo sempre detestato. Perché invece sabato senza Sky non avremmo potuto commuoverci con i dettagli dell’ultima gara di Phelps, a parte la gara vera e propria, registrando sull’altro canale per poi vedere religiosamente (2 volte!) i 10mila maschili. Quello che stiamo cercando faticosamente di dire è che la televisione generalista ha ancora un senso, quando abbiamo voglia di ricordi condivisi o di comodità intellettuale. Il che non significa rimpiangere il passato, perché nel 2012 la ‘non scelta’ è una scelta e non un obbligo.

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Chi è Stefano Olivari

Nato a Milano nel 1967, laureato alla Bocconi, dall'inizio degli anni Novanta si occupa di sport, economia e cultura pop. Come giornalista professionista ha lavorato per la Voce, Repubblica, Tuttosport, Mediaset, Tre, Ansa, Calciatori.com, Rai, Guerin Sportivo, il Giornale ma soprattutto Indiscreto di cui è direttore ed editore. Ha scritto tre libri e ne ha prodotti otto. Gli piacciono la pallacanestro, la letteratura, gli animali e le scommesse. Vorrebbe vivere negli anni Ottanta.

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