Franco Baresi vicepresidente del Milan

Franco Baresi è stato nominato vicepresidente del Milan, come annunciato dal presidente rossonero Scaroni in occasione dell’assemblea dei soci: un modo come un altro per far dimenticare i 195 milioni di di perdita dell’ultima stagione e le supercazzole sul nuovo San Siro, quando anche i sassi hanno capito che prima degli eventuali Giochi Olimpici del 2026 in quella che per noi sarà sempre piazza Axum non cambierà niente.

Baresi sarà vicepresidente onorario, quindi senza alcuna responsabilità. E del resto nemmeno ne aveva chieste, conscio dei suoi limiti e del fatto che le bandiere siano sempre viste con sospetto ed invidia dai proprietari delle squadre, oltre che dai loro dirigenti operativi. E nessuno lo sa come lui, che ha giocato nel Milan di Rivera dirigente (e anche con Rivera giocatore) e che subito dopo il ritiro dal calcio giocato, nel 1997, il dirigente provò a farlo sul serio nel Milan di Berlusconi e, purtroppo per Baresi (ma non certo per il Milan, che gli deve tantissimo), di Galliani.

Venendo nominato subito, pochi giorni dopo il ritiro… vicepresidente. Non onorario, ma effettivo e con delega sul settore giovanile. Insomma, un incarico vero in una società in cui comunque Galliani aveva l’ultima parola su tutto. Le idee a Baresi non mancavano, ma il suo spazio diventò sempre più stretto fino a quando, per risolvere sul nascere il problema, Berlusconi pensò di candidarlo alle Europee del 1999 con Forza Italia.

Magari con Baresi eurodeputato la storia dell’Unione Europea sarebbe stata diversa, chissà. Ma non se ne fece niente e un Baresi sempre più emarginato rimase al Milan fino al 2002, quando Berlusconi meditò di lasciare la presidenza a lui o al fratello Paolo, facendo soltanto il padre nobile. La candidatura di Baresi non era gradita soltanto ai tifosi, che in lui giustamente vedevano la sintesi di una grande storia (le vittorie che assumono più valore dopo i tempi grami), ma era anche caldeggiata da Fedele Confalonieri. Non entusiasmava però Galliani ed in questo contesto maturò la stranissima parentesi al Fulham di Al Fayed, dove Baresi avrebbe sognato anche di iniziare la carriera di allenatore. Ma in panchina andò Tigana e Baresi dirigente in First Division (all’epoca il secondo livello del calcio inglese, come l’odierna Championship) non andò oltre i tre mesi. Dopo, fra vicissitudini giudiziarie e personali, sarebbe tornato a fare la bandiera, senza più ambizioni, rientrando nel 2008 nei quadri del Milan.

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43 commenti

  1. purtroppo la sua grandezza in campo é direttamente proporzionale alla sua inadeguatezza fuori.

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  2. Nell’ultima frase ravviso genialità. Non so se volontaria o meno…

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  3. Tanto carismatico e dominante in campo quanto triste e dimesso al di fuori, nei ruoli, nel modo di parlare, nella postura.
    Una differenza così grande credo non si sia mai vista in altri atleti di quel livello.
    È come se il demone che abitava il suo corpo da lì fosse uscito per sempre nel momento in cui ha smesso di giocare.

    Ho un pallone col suo autografo del 1983.
    Conservato come una reliquia.
    Toccato fisicamente due volte in 37 anni.
    Quello era Francobaresi. Suscitava riverenza solo a sentirlo nominare.

    Quello di oggi si chiama Franco Baresi, ma non lo voglio conoscere e quando lo vedo mi volto dall’altra parte.

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  4. Caffè amaro.

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    1. forse il caso piú lampante in cui “gli basta fare il” non ha funzionato.

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  5. Credo che diverse vicende della vita non gli siano state benevole e lui non le abbia sapute contrastare. Ironia della sorte.

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  6. Nella sostanza è stato già detto tutto nei commenti, aggiungo tre piccole riflessioni personali:

    1) con tanti casi di atleti rovinatisi per amore delle donne, un raro esempio di atleta che si è rovinato per amore di una sola donna…

    2) il fatto di richiamarlo come vicepresidente onorario dovrebbe preoccupare i tifosi, perché è ovvio che questa sia una mossa atta a prenderli per il culo quindi bisognerebbe interrogarsi sul perchè…

    3) eeehhh ma il brutto carattere di Boban…

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  7. i brividi che ancora mi vengono a ripensare a certi precisi episodi della sua carriera, vissuti dal primo blu di San Siro… e Pasadena… del dopo non me ne frega assolutamente nulla

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  8. Da ricordare pure come comandava il fuorigioco a braccio alzato. Er pizzardone (cit.).

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    1. Ogni volta sta menata del braccio alzato….la risposta non può che essere sempre la stessa: citare partite, campionati, coppe con club o nazionale rubate grazie a fuorigiochi inesistenti fischiati dall’arbitro perchè condizionato dal braccio e dallo status di Baresi.
      Roba tipo er go’ de Turone, il rigore su Ronaldo, la nebbia di Belgrado o il gol di Muntari, per capirci.
      Attendo…

      p.s.: “AAAHHHH, DANE MILANISTA!!!…”: 10, 9, 8, 7, 6……..

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      1. Beh, ovvio, è impossibile, l’arbitro fischiava prima che l’attaccante tirasse in porta, uno poteva sempre “Eh, ma chi lo dice che avrebbe segnato?!?!?” e quindi ci dobbiamo accontentare del rigore su Borgonovo..
        Sempre detto che il Berlusca (il miglior Presidente di una squadra di calcio di tutti i tempi finchè ne ha avuto voglia) era ben più intelligente e subdolo dell’Avvocato, del resto uno si è fatto da sè e l’altro non ha mai fatto un cazzo in vita sua…

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        1. Krug, con tutto il rispetto hai detto una cagata, dai. 😉
          Non giochiamo con le parole, i riflessi degli arbitri eran gli stessi anche quando non c’era la norma di far finire l’azione. E di gol annullati dopo il tiro per bandierina alzata prima e fischio arrivato dopo o viceversa ce n’erano anche allora.
          In alternativa il candidato citi un’azione in cui comunque il giocatore era davanti al portiere ed avrebbe potuto segnare se non fosse stato fermato preventivamente…

          p.s.: senza arrivare alla fatal Verona, contro l’Espanyol il Milan uscì per due gol su due in fuorigioco, lo ricordo non tanto per il caso clamoroso (fosse successo contro la Juve le polemiche sarebbero proseguite per mesi…) quanto per il battage mediatico sul calcio di allora che “non è abituato ad una tattica del fuorigioco applicata così rapidamente ed in maniera così ossessiva”.
          Ecco, vorrei mi si citasse un caso simile ma inverso…

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  9. L’ho visto dieci anni fa, invecchiato e spelacchiato, in una partita di beneficienza tra vecchie glorie rossonere e dipendenti di un’azienda alimentare delle mie parti. In campo era il solito leone, quasi bastasse una maglia o meglio ancora un campetto d’erba, quantunque di periferia, a trasformare il tenero Giacomo in Ken Shiro. A fine partita mi ci sono avvicinato quasi con riverenza e vedendo da vicino le sue rughe mi sono passati davanti trent’anni della mia vita, sin da quando lo chiamavano “Ufo”, io avevo le braghe corte e il mio idolo era Novellino. Vicino a me un’anziana tifosa dell’inter, la più “cattiva” interista del bar dove seguivo le partite, l’ha fermato e lungamente abbracciato. Abbiamo scoperto che aveva lavorato una vita vicino a casa Baresi, curandone i figli quando lui e Maura erano fuori. Le abbiamo chiesto qualche aneddoto, ce ne ha raccontati. “E’ sempre stato troppo buono”, ha detto commossa. “Si è rovinato per colpa della moglie”. Ecco, ho pensato, a volte essere un pò stronzi nella vita aiuta.

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  10. Il giocatore che ai miei occhi rappresenta di piu’ il Milan’: la leggenda assoluta di questa squadra, termine che e’ anche riduttivo nei suoi confronti.
    Eroico e commovente, come commovente per me fu trovarmelo di fronte a Cagliari dopo la partita nei primi anni ’90. Se mi avessero rivolto la parola o lui o Van basten credo che mi sarebbe venuto un infarto.
    Tutto in lui e’ oltre l’epica: la precocita’, il rendimento per tutta la carriera, il fatto che a venta’nni fosse gia’ tra i primi cinque difensori al mondo, la serie B, quelle chiusure all’ultimo, la scelta di tempo, la grinta, l’attaccante che sbagliava minimanente il primo controllo ( o anche qualora lo facesse giusto) e…be’, mandava la cartolina dalla bandierina per quanto fosse sapientemente ed inesorabailmente accompagnato all’uscita. Mostro di bravura e di carisma come non ne ho mai visti altri.
    Per me tutto cio’ che ha fatto da giocatore e’ oltre il sogno e tutto cio’ che ha fatto o eventualmente fara’ dopo il ritiro non potra’ in alcun modo scalfirne
    lo status di essere vivnete che piu’ di tutti incarna ed ha incarnato la mia squadra.

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  11. L’aspetto pazzesco del giocatore era la sua altezza e il peso. Vi sfido a trovare un difensore centrale piu’ piccolo e magro di Baresi. Non vi sfido a trovarne uno piu’ bravo perche’ impossibile.

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    1. Beh, ragionando col senno di oggi e parlando di “difensore centrale” può sembrare strano ma all’epoca il libero aveva spesso caratteristiche più normolinee rispetto agli stopper.
      Certo era più un fascio di nervi che di muscoli, a differenza di alcuni colleghi (Koeman ed Augenthaler ad esempio eran già più massicci…).

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  12. Beh dai, col braccio perennemente alzato si avvicinava ai due metri, tu chiamalo piccolo…

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  13. Anche come guardalinee non è stato malaccio.
    Per la sua squadra, naturalmente.

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  14. Picchi era più piccolo e magro comunque…

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    1. Picchi era di una generazione prima di Baresi, Picchi nasce all’epoca dell’impresa d’Etiopia quando andavamo in Africa anche per conquistare l’oro bianco (LE BANANE, a leggerlo adesso vien da ridere, magari nell’epoca della pellagra non faceva poi tanto ridere…), Baresi nasce in pieno miracolo economico e fisicamente cambia tantissimo; lo paragonerei piuttosto con Scirea o Gentile (anche se Gentile muscolarmente non c’entra nulla con Baresi) che avevano praticamente la stessa altezza del milanista; corretta cmq la frase di Dandy, non era impossibile trovare difensori ed in particolare liberi di quella misura, Baresi forse spiccava anche per il fatto di non tenere la maglia dentro in pantaloncini che ne allungava e rendeva più dinoccolata la figura.

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  15. Passarella a sua volta non era un gigante.

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  16. Ponzo Pilato chiese: “chi volete libero?”, e la folla rispose: “Baresi!”

    (mi avvio verso l’uscita)

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  17. Giusto così, del resto sarebbe stata dura crocifiggerlo col braccio destro alzato…

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  18. art

    con baresi a braccio alzato siamo ai livelli di van basten miracolato….
    poi fai tu eh … ci mancherebbe
    sarà la storia a giudicarti

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  19. il braccio più che alzato sembra che sia finito (e rimasto) nel didietro a qualcuno

    erano anni stra-meravigliosi (semi-cit.)

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    1. “il braccio più che alzato sembra che sia finito (e rimasto) nel didietro a qualcuno”

      Assolutamente sì, da ex juventino che negli anni ’80 a scuola ne ha (giustamente) sentite di tutti i colori da parte dei milanisti non fatico ad ammettere che Baresi era l’immagine più nitida e sportivamente “odiosa” di quel Milan.

      Vedere Vieri nell’aprile del 1997 irridere a San Siro un Baresi oramai al tramonto è stato un qualcosa che ha lavato l’onta sportiva di fine anni ottanta.

      Dopodichè capiamoci, braccio o non braccio parliamo se non del più grande difensore italiano di tutti i tempi di uno dei primissimi (per quelli che ho visto io Baresi-Maldini-Scirea-Vierchowood in rigoroso ordine alfabetico)…

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      1. Il più grande difensore italiano della storia.

        Anch’io godei quando Batistuta ne abuso’ (di lui e un po’ anche di Maldini🤔) nella famosa finale di supercoppa…

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  20. Scusate….ma Senza scendere nel pecoreccio o nella diffamazione perché Baresi si è rovinato la vita post calciatore a causa della moglie?

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    1. Mica solo post-calciatore, i problemi sono cominciati già quando giocava.
      Senza scendere nel pecoreccio, diciamo che a fine mese la moglie risultava una voce di spesa piuttosto ingente nel computo dell’economia domestica, anche per un calciatore miliardario…

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      1. Ricordo vicende penali di bassa lega (mi pare truffa assicurativa o qualcosa del genere) che coinvolsero la moglie e in cui rimase invischiato pure lui. Da quanto accennato da altri immagino che questi episodi fossero parte di un quadro piu’ generale.

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        1. Erano sintomo infatti, la malattia banalmente era il continuo e disperato bisogno di soldi.

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        2. “Quadro più generale” . Geniale. Complimenti.

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  21. #hastatolasciura. Non solo santo in vitae nel rettangolo di gioco, con il taumaturgico braccino benedicente ben sollevato, a indicare le volte celesti beninteso, ma pure martire fuori…

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    1. Ma va’ a da via ‘l cü….

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  22. Non ci sono santi nè eroi, al netto del rosicamento che la sua sola figura emanava e che evidentemente c’è ancora, a distanza di venticinque anni (e questo fa onore al Capitano). Il problema al di fuori dal campo, se ho ben capito, è quello di essere stato un maschio zeta. Capita, poi da tifoso l’importante è che sia stato un giocatore alfa in campo. Ah comunque era molto bella la battuta sulla difficoltà di crocifiggerlo col braccio alzato :-):-)

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    1. Battuta notevolissima 😃

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  23. Fuorigioco tutti netti peraltro

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    1. Io aspetto…

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  24. art è abituato ai maschi alfa come cronaldo si vede… per cui è intollerante con chi alfa non è

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  25. Date il cinque a Fantomaz. Alto ovviamente…

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  26. dai art non te la pigliare ma nel giro di 20 post ne hai scritti 4-5 sul braccio alzato, eccheccazzo….

    rileggiti e fai ammenda senza permali

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  27. Per la verità ho fatto una ennesima battuta sul braccio alzato, stai a vedere che il permalus malmustus qui dentro sono io…

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  28. art
    mi arrendo, alzo le braccia 😉

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