Arresto e tiro

Oscar Eleni cercando biodiversità sul mare della Costarica al Corcovado, in fuga dall’Italia degli orrori dove nessuno sa davvero dirti cosa fare, ma dove tutti sanno che la colpa non è loro, ma del solito bayon gamero. Sfiniti dalla caccia dei ladri che hanno rubato la pista per il giorno che Barletta voleva dedicare al suo campione, nell’anniversario del record mondiale trovato fra il guacamole delle Universiadi messicane prima del muro trumpiano, sicuri che, se venissero presi, verrebbero trattati come hanno fatto con i carnefici di Willy, impuniti da troppo tempo, anche se da molto tempo erano registrati nelle fila delinquenti: ora litigano per sapere se sono più neri o più malvagi. Bah.

Acqua diversa per non sentire le sirene di un referendum che fa litigare anche troppo, persino gente che fino a ieri non sopportava tutti questi finti onorevoli che nei bei ristoranti romani, travestiti da trattorie così come travestiti erano gli avventori che, come si è visto, si spartivano bottini immensi, prima e dopo tangentopoli.

Un compagno di viaggio ci chiede perché non fermarsi a Roma per gli internazionali del tennis o il Golden Gala. Sensazione di abbandono, troppe mascherine lasciate per terra. Sarebbero grandi avvenimenti sportivi, ma per trovarne traccia devi fare come i penitenti sulle strade di Santiago. L’atletica ribelle che lancia lontano, un giavellotto a quasi 100 metri, che corre bene, forte, fa di tutto per richiamare l’attenzione, in Italia, poi sembra ci sia davvero un risveglio e dispiace non poter guardare bene, ad esempio, nella famiglia Mori, nostro venerato campione  dei 400 ostacoli, dove il seme lasciato porta gemme preziose: un bel velocista, una possente lanciatrice di martello, un solido giocatore di rugby.

Non è vero  che in famiglia si può fare poco, anche se è fin troppo vero che se vuoi parlare con le nuove generazioni devi fare lo stesso corso di nonno Feltri per sintonizzarsi con i nipoti. Ne varrà la pena? Difficile dirlo se camminando per strada ti senti in un mondo davvero lontano come confessa il geniale Giannelli, senese del Drago, che fa una gran fatica anche a riconoscere le contrade, dove il mutuo soccorso non è più quello che faceva di Siena la più bella della città, prima e dopo gli scudetti della squadra di basket. Lui disegna la vignetta sulla prima del Curierun, ma noi lo incontrammo nella sua città quando davano premi ai personaggi del momento. Con una battuta, lui presentava il medico che aveva potuto mettere davvero le mani nello sfintere berlusconiano, si distanziò da tutti quelli che avevano presentato prima. Classe. Magari non era difficile, considerando che come rivali eravamo un po’ spaventati dalle chiarine.

Cara gente, col basket dispettoso che fa concludere le qualificazioni di supercoppa nel giorno in cui cerchiamo con questa rubrica consensi ormai perduti, come giusto, anche se dal nuovo basket, un altro sport, vi confessiamo non riusciamo ad imparare niente. Preferiamo stare con  l’insonne nano ghiacciato, con il Daniel Lowell Peterson che conquista sempre, nel nostro caso da anni, basta che non ci parli bene di Trump, cosa  difficile, purtroppo, per troppi americani.

Ultimamente ha chiesto al basket  stregato dall’uno contro cinque della bolla NBA, dal tiro oltre la linea che fa volare anche asini patentati, di ripensare a due cose importanti: come si costruisce una difesa lavorando sul serio, come si migliora un giocatore se diventerà un chierico vagante del famoso arresto e tiro. Dovremmo farlo in tante cose della vita, senza andare a cercare grane dove ti stoppano i burocrati, gli ignoranti, quelli che fingono di pensare alla tua vita, mentre migliorano di molto soltanto la loro, meglio se non hanno studiato, meglio se trovano la formula dell’inganno: prima voi, giù le mani dalle tasche, salvo accorgersi che senza tasse pagate a salvarsi negli ospedali saranno sempre loro, quelli che possono, che hanno il Covid al pancreas, le ville per isolarsi, i medici personali per poter dire io sono io e voi aspettate il virus che, di sicuro, prima arriverà in carrozza nei nostri possedimenti.

Dicevamo del basket in maschera di questo mese. Felici di averlo rivisto sul campo grazie alla trovata supercoppa per tutti e ad Eurosport. Per la Rai c’è tempo, loro si aspettano la regalia da quei pezzenti della palla al cesto e , sicuramente, l’avranno perché lo sanno anche i custodi senza guanti e maschera che la sponsorizzazione sportiva, basket, ciclismo, freccette, funziona se puoi mandarla sullo schermo e magari alla radio. Solo i figli sciocchi di qualche grande mecenate, per potersi guidare un’auto più veloce, una motoslitta, una moto d’acqua, hanno convinto i genitori a lasciar perdere con quegli scrocconi dello sport. Sì, certo, molti della fauna, nel settore, fanno schifo, ma nelle società i brutti ceffi sono molto meno di chi dà tutto chiedendo a volte, solo un rimborso spese. Per fare riforme bisognerebbe confrontarsi con la base, senza perdere il controllo se i presidenti federali vengono rieletti dai tempi in cui c’era la lira. Colpa delle nuove generazioni dirigenziali, così fragili, così abbandonate. Siamo in zona rossa col CIO. Un bene, un male?  Caro Marcantonio prova a tu a spiegare l’onore dei nuovi e vecchi Cesare del sistema.

Dicevamo del basket che, noi siamo di questa idea pur criticando la non riforma nella pandemia, sembra deciso a riconfermare Gianni Petrucci, lasciandogli così il tempo di convincere quelli che stanno fuori, Belinelli, Gallinari, Melli, a pensare ad Azzurra tenera prima dell’armageddon delle qualificazioni olimpiche. Se il divino Gianni potrà liberarsi dall’angoscia della rielezione forse, insieme a quelli che trottano con lui lassù, potrebbero pure farci sapere cosa sta facendo Alessandro Gentile mentre tutti gli altri provano  a cercare una condizione degna in un caldo soffocante dove il Real Madrid regala il ventesimo trofeo al suo Pablo Laso vincendo (72-67) la supercoppa spagnola contro il Barcellona affidato al genio Jasikevicius. Punteggio basso davvero per corazzate che costano come e più di Milano che, al momento, da noi, sembra essere la più in palla e motivata, anche se Messina, conoscendo bene come vanno le cose, ha fatto sapere che il  torneo vinto a Kaunas contro  Alba Berlino e Zalgiris non deve illudere: c’è molto da lavorare, ha detto il nostro Tancredi che certo vivrà angosciato per mesi pensando a come potrà nascondere la poca sostanza a rimbalzo.

Comunque sia Milano è l’unica rimasta imbattuta delle sedici del nostro campionato che dovrebbe partire anche a porte chiuse, pur sapendo che senza incassi la metà sarà prestissimo alla canna del gas. Nelle finali di Bologna troverà una Virtus che ha peccato abbastanza per lasciare tranquillo Djordjevic. Se  la logica non tradisce ci saranno a Bologna anche Sassari e una Reyer che sa interpretare meglio di altri il carnevale che precede le partite vere, anche se è giusto che De Raffaele porti ai Piombi qualche cicisbeo del gruppo.

Voti alle altre sulla scena di una supercoppa che è stata idea buonissima per il rilancio, a patto che nessuno prenda per buono quello che ci hanno dato queste settimane.

Girone A

BRESCIA 6.5: Cresce bene, ha  tante soluzioni.

VARESE 5.5: Dopo la bufera Caja il consolato di Bulleri. Buona fortuna a lui e a Bulgheroni. La meritano.

CANTÙ 5.5: Pancotto il saggio sta cercando nella nuova creatura che non è male come dice l’1 su 5 della Supercoppa.

Girone B

REGGIO EMILIA 7.5: Martino ha perso per poco la cappa della qualificazione, ma gli Arzan hanno dentro qualcosa nato nel tempo.

FORTITUDO 5.5: mai soddisfacente, anche quando ha vinto il derby che non conquistava da  tanto tempo. Sacchetti deve davvero chiudere il fortino.

CREMONA 6: hanno dato il poco che avevano, con grande dignità.

GIRONE C

TRIESTE 6.5: qualcosa di buono, tanto da sistemare, ma almeno sembra squadra.

TREVISO 6.5: ci piacciono i pirati di Menetti, certo senza incassi sarà carestia.

TRENTO 6.5: lavori in corso per Brienza, ma come sempre scelte nuove che si adattano al sistema e al mondo delle aquile.

GIRONE D

BRINDISI 6: Vitucci fa bene a non avere fretta, deve costruire dopo aver dovuto cambiare tanto.

PESARO 6.5: la mano di Repesa, dicono tutti, si vede. Certo, ma forse servirebbe una pedina in più.

ROMA sv: come puoi giudicare una squadra messa insieme con farina scadente all’ultimo momento?

Salutando Mike D’Antoni che lascia Houston , convinto che il suo small ball avrà successo, prima o poi, noi aspettiamo Arsenio, Dan, Valerio, Carlo, Boscia, Dante, gli appassionati, al dibattito per creare un movimento che tenga alla larga chi vorrebbe anche il tiro da quattro, quelli che sul tre contro tre alle Olimpiadi pensano di aver fatto davvero una conquista confondendo il risotto con sostanze meno nobili, come direbbero i rugbisti esclusi e non certo rappresentati davvero dagli artisti del gioco a sette.

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14 commenti

  1. Ad ognuno può piacere o meno il basket NBA, ma parlare di 1 contro 5 significa parlarne senza averlo nemmeno visto (cosa che su Indiscreto non è un onta).

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    1. stavolta sono d’accordo, classica affermazione da puzza sotto il naso.

      Basterebbe aver visto una qualsiasi partita di Miami, Boston, Toronto, Denver, ad esempio, che esprimono un magnifico gioco corale (su i 2 lati del campo).

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  2. Scusate l’OT e l’ignoranza, ma non ho capito bene… All’Olimpiade ci sarà il basket 3 vs 3 o era una provocazione?
    Il rugby a 7 comunque è una tristezza….una roba da spiaggia che va bene giusto per divertirsi o come allenamento propedeutico al rugby vero (gli italiani ne avrebbero bisogno) ma immaginarlo disciplina olimpica mi manda a male…

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    1. Si, da Tokyo ci sarà il basket 3×3.
      Anche questo può essere utile per imparare a giocare ma ha dignità olimpica pari al calcio balilla.

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      1. corro ad iscrivermi 😀

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      2. E hanno tagliato l’inseguimento su pista…

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  3. ma come, neanche una parola sul gellato senese che va ad allenare le papere pechinesi? 😀

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  4. “vivrà angosciato per mesi pensando a come potrà nascondere la poca sostanza a rimbalzo”

    problema con cui dovremo imparare a convivere, visto che é stato scelto questo tipo di difesa.

    alla fine, su quel lato, bisognerá guardare il saldo palle perse/recuperate e le % al tiro per vedere se il bicchiere é mezzo pieno.

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  5. Colpi di tosse al sorteggio per le F4 di Supercoppa

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  6. Ricca: è andato come ci si aspettava 😉

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  7. Beh
    è il caso del giorno ,anche grazie all’intelligentissimo sondaggio dell’intelligentissimo giornale cittadino
    🙂

    Ci sta tutto : sia chi si è sentito tradito,sia chi invece pensa che abbia fatto la scelta che doveva fare
    Hanno sbagliato tutti e due : la società a non essere chiara su alcune cose prima (quando sacchetti aveva rifiutato già una proposta dalla a1), sacchetti forse nei modi della separazione.

    Per Cremona è una grossa perdita,perchè avere uno sportivo come Sacchetti in città è stato fantastico. Per il suo modo di fare,per la sua sportività,per le varie serate cui è intervenuto raccontando la sua idea di sport.

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  8. Aggiungo una cosa
    Se la cosa l’avessero gestita direttamente Sacchetti e Vanoli,sarebbe finita diversamente aldilà che Sacchetti restasse o meno
    Purtroppo da una parte e dall’altra si sono messi in mezzo altri (e intendiamo credo sia colpa loro se hanno lasciato che altri si mettessero in mezzo)e la poca chiarezza ha generato casini

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  9. https://sportando.basketball/jeremy-lin-lascia-i-beijing-ducks-voglio-tornare-in-nba/

    Pare non vada matto per il panforte..

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