Fiat 500 o 126?

Chi si ricorda della Fiat 126? Al millesimo articolo letto sulle citycar e sulle dimensioni ridotte delle auto di oggi, a parità di utilizzo, ci è venuta in mente un’auto che non è mai stata rivalutata. Anche perché quando si parla di mini macchina d’epoca ci si riferisce quasi solo esclusivamente alla Fiat Nuova 500, o quasi. Innumerevoli sono gli appassionati membri di gruppi che si confrontano di persona o a distanza e partecipano a raduni periodici sfoggiando la propria 500 restaurata e/o modificata.

Un successo, per un’idea di auto prodotta dal 1957 al 1975, che non di rado ci fa incontrare la 500 per le strade cittadine, o finanche sulle autostrade, per una vettura che, lavorata in una moltitudine di versioni, ha fatto la storia della casa torinese quando era all’avanguardia nell’inventarsi le utilitarie di massa. E quando la famiglia proprietaria poteva considerarsi italiana…

Categoria, quella delle utilitarie, di cui faceva parte anche la sua sostituta, la 126, antesignana delle moderne city car introdotta nel 1972 e disponibile sul mercato italiano fino al 1991 per proseguire in Polonia fino al 2000. Una lunga storia la sua, circa 5 milioni gli esemplari prodotti, che nella prima versione oltre ad avere ancora il motore posteriore manteneva lo stesso schema meccanico della 500. Ma fin da subito presentandosi più grande e più sicura, per quanto all’epoca le scocche non fossero certamente paragonabili a quelle di oggi. 

Eppure la 126, così minuscola e carina, capace di infilarsi in ogni angolo e parcheggio, non viene oggi poi così considerata come la 500, mentre in chi ci ha viaggiato ha lasciato quel senso di nostalgia per quando le automobili, anche le più umili, avevano uno stile unico laddove oggi si fa fatica differenziarle tra loro. Tanti sono gli appassionati che ancora la venerano e i club ad essa dedicati, il che ci suggerisce di lanciare un Di qua o di là che potrebbe apparire quasi scontato. 500 o 126?

Fiat 500 o 126?

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11 commenti

  1. 126 snobbata perchè la 500 era il modo in cui l’italiano medio che di nascosto votava DC voleva mostrarsi di sinistra
    per darsi un tono a livello intellettuale. 126 vera macchina della Revolucion.

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  2. Madre con 500 vera, a suo tempo e cioè metà anni Settanta: quel cambio andrebbe mostrato a chi si lamenta del cambio automatico della Smart e vuole fare lo sportivo della mutua. Oggi la 500 d’epoca fa borghese di sinistra, mentre la 126 sfugge a ogni classificazione. Era la city car di chi non legava a una macchina la propria identità ed è per questo che non è stata rivalutata… Comunque nella fase Personal la 126 era un’auto più che dignitosa, mentre non mi piaceva la Bis…

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  3. di 126 ne ho avute 2. la prima, che era di mia mamma, appena presa la patente era un catorcio che girava a malapena in paese e di un orribile beige chiaro. la seconda, un paio di anni dopo, la mia prima auto presa con i soldini sudati era una 126 bis usata rosso ferrari; e con quella sono arrivato anche a napoli per prendere sfogliatella e caffè, andata e ritorno all’alba di un primo gennaio .con gli amici dell’epoca ci divertimmo a fornirla, un pò alla volta di un impianto stereo che se mettevi il volume a palla (si ascoltava escusivamente metal e ac/dc) e lasciavi in folle, la macchinina camminava da sola. ricordi struggenti del 126, le zingarate, le serate alle feste e concerti e le prime pomiciate e i primi affondi senza elemosinare garage, stanze e appartamenti liberi momentaneamente. l’ho distrutta completamente abbracciando un palo della luce in una notte molto alcolica d’inverno, con l’asfalto bagnato, mentre mi divertivo come un matto a tirare il freno a mano a tutte le curve e incroci del paesello. voto 126.

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  4. la 126 è sopravvissuta poco perchè paga il fatto che come moltissime produzioni anni 70 la qualità era purtroppo in calo (e non solo per il marchio Fiat, ho restaurato una moto americana anni 70 e non ne ho trovate due uguali per capire esattamente come fosse in origine) e soprattutto ha minor fascino perchè non era più “unica”, il pueblo si stava orientando verso misure maggiori con cui caricare la famiglia (la 127 per esempio ma anche la Simca 1000 o la Prinz) o produzioni estere (la Mini anche nella versione Innocenti era molto diffusa)…
    A proposito di fiat 500 ricordo che nei primi anni 80 volevo a tutti i costi dotare il mio motorino (un garelli Vip3) della chiave di accensione perchè faceva “grande”… alla Fiera di Senigallia (quella vera di via Calatafimi) mi sono procurato il blocchetto con chiave di una Fiat 500… ho scoperto poco dopo che quella chiave apriva TUTTE le 500.. era bellissimo, le si apriva, si entrava, le si accendeva (con la levetta), qualche doppietta fino alla prima rotonda dove immancabilmente entrava il bloccasterzo e a quel punto le si lasciava li…. alla 126 è legato un altro ricordo: mio amico Nicola di Mola (giuro) ruba le chiavi alla madre e andiamo a fare le sgommate in un parcheggio, avanti, indietro per tutta sera fino a quando non ha tirato troppo una frenata ed è finito infilzato come uno spiedo sul gancio di una roulotte parcheggiata li, auto DEVASTATA dall’interno si vedeva la strada attraverso il buco… NIcola di Mola ha passato l’estate a raccogliere pomodori per punizione… #petrolhead

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    1. non che in questo la fiat abbia poi fatto nei decenni successivi passi da gigante: in una trasferta lavorativa palermitana, l’autonoleggio sbagliò a indicarmi la piazzola di ritiro di una punto…

      per non disturbare nessuno ho provato la chiave nei paraggi dello spazio vuoto e ne ho aperte un discreto due su dieci. solo la portiera e non la messa in moto, ma insomma…

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  5. pur per nulla appassionato di automobili, votato 126 perché è il primissimo ricordo a quattro ruote (mia mamma che mi accompagnava alle elementari, quindi dintorni 1981), prima del passaggio alla panda e, più avanti, a varie evoluzioni di renault clio.

    nella nebbia dei ricordi rammento qualche compagno di classe che si vantava di avere il papà che aveva comprato la fiat in lussemburgo e si parlava sicuramente di utlitarie. ma conveniva così tanto?

    @tom: nel mio immaginario la 126 è solo beige. mia mamma, forse per darsi un tono, definiva il colore “nocciola”, ma sempre oggettivamente orribile era

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  6. Madre con 500 vera (cit.), rossa. Zia con 126 vera, bianca. Oggi 500 finta, bianca. 2-1 e palla al centro.

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  7. Bella lotta. Ma guidata la 500 vera (cit) ho avuto per qualche tempo una 126 a disposizione. Uno spasso assoluto rispetto alle auto moderne.

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  8. 126 bellissima auto. Ricordo di grandi amicizie, di viaggi pigiati dentro, e di quando la macchina era un mezzo di trasporto e non necessariamente un salotto.

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