Comprare box a Milano

Comprare un box, a Milano o in altre città. Ha ancora un senso? Nel fare le nostre valutazioni, finanziarie e di comodità, dobbiamo ormai tenere ben presente il fattore multe. Perché adesso per i comuni l’automobilista è il bersaglio numero uno, senz’altro il più facile da colpire con tasse, multe, balzelli di ogni genere.

Soprattutto sul fronte delle sanzioni amministrative legate al codice della strada tutti i comuni italiani hanno dichiarato una guerra indiscriminata a quelli che sono involontariamente diventati i loro principali finanziatori. Con una particolare attenzione per quello che riguarda sosta vietata, Ztl, corsie preferenziali: tutte situazioni dove è sempre più facile finire in trappola per un attimo di distrazione.

In particolar modo nelle grandi città dove il logorio della vita frenetica rende tutto più complicato. Particolarmente efficiente e puntuale si sta rivelando il Comune di Milano. Che ha sviluppato una task-force tecnologica che è in grado di recapitare, tramite la società Nexive che ha attrezzato appositi uffici, le ammende a tempo di record (una settimana).

Con un accanimento feroce nei confronti dei ricorsi che ormai vengono bocciati in tronco, senza fare tanti complimenti, quasi in automatico. Con conseguente raddoppio della sanzione pecuniaria. Quindi l’automobile sta diventando per molti un lusso e per tanti un impiccio, un problema di cui si può fare a meno. Ne abbiamo scritto tante volte, nonostante questa sia una rubrica sulle auto: oggi più di ieri la normale gestione di un’auto si paga cara.

Ed eccoci al discorso box, a cui volevamo arrivare. Infatti almeno per quanto riguarda soste e parcheggi stanno tornando di moda il box privato o la rimessa pubblica, nonostante in teoria i residenti possano lasciare l’auto in strada nel perimetro delle strisce gialle (o anche di quelle blu, tranne che in alcune vie). Anche per evitare i sempre più frequenti atti vandalici che spesso, per la franchigia, non vengono risarciti in modo adeguato dalle assicurazioni.

L’offerta di garage in questi ultimi anni, ha raggiunto picchi di aumento del 36%, a fronte di prezzi che sono calati anche oltre 30%. Sempre meno gente guida, non esistono più le famiglie in cui tutti pretendono (o hanno bisogno) di possedere un’auto. Secondo l’elaborazione di Immobiliare.it tiene invece meglio il mercato degli affitti: qui l’oscillazione dell’offerta non supera il 18% su base quinquennale, mentre i canoni si attestano su una perdita massima di 10 punti percentuali.

Fino a poco tempo fa era principalmente la crisi economica a far sì che molti italiani rinunciassero a uno spazio per la propria auto. Oggi, l’allargamento della forbice tra offerta, sempre più alta, e prezzi, sempre più bassi, è dovuto a tanti fattori concomitanti. Non stupisce infatti che siano le grandi città quelle in cui il box auto è sempre di più uno spazio di cui si può fare a meno: qui non solo l’introduzione di numerose Ztl nei centri storici, ma anche l’affermazione di car e bike sharing stanno influenzando il mercato dei garage, rendendoli sempre meno indispensabili.

Secondo l’analisi di Tecnocasa, per quanto riguarda Milano i valori più alti riguardano sempre le zone centrali, dove l’offerta di box non è elevata, si registrano difficoltà di parcheggio e, spesso, ci sono immobili storici privi o con pochi box. Quindi se si decide di investire su questa tipologia di immobile è necessario considerare la zona: conviene farlo dove scarseggiano le possibilità di parcheggio e dove c’è una bassa presenza di box rispetto alle abitazioni (ad esempio nelle zone centrali e semicentrali delle grandi città).

Sono da escludere le zone che si sono sviluppate urbanisticamente negli ultimi anni perché sicuramente ci saranno box a sufficienza e le aree dove sono stati costruiti parcheggi o introdotti parcheggi per residenti. Da valutare anche le zone ad alta presenza di uffici, soprattutto se non sono ottimamente collegate con i mezzi di superficie e non ci sono parcheggi disponibili.

Bisogna infine tenere conto delle spese di gestione (condominiali) del box, che sono generalmente contenute. Per quanto riguarda i parcheggi, a Milano ci sono 40 zone con box/posti auto. I valori immobiliari dei box/posti auto in queste zone variano da un minimo di 1100 €/mq nella zona E8: Quarto Oggiaro, Sacco ad un massimo di 6600 €/mq nella B12: Centro Storico -Duomo, San Babila, Montenapoleone, Missori, Cairoli.

Oltre a Immobiliare.i e Tecnocasa altre importanti griffe immobiliari hanno creato, anche sul web, apposite strutture specializzate nella compra-vendita e nelle locazioni dei box. Casa.it, Trovit e Wikicasa sono fra i più attenti a questo problema. Non è da sottovalutare anche la ricerca porta a porta. Soprattutto per quanto riguarda le costruzioni di recente realizzazione dove ad ogni appartamento corrisponde almeno un box, è facile individuare agenzie e privati che vendono o affittano il garage. Dell’appartamento non si può fare a meno. Del box sì, se non si dispone più di un’auto. Quindi tenerla al riparo non è più lusso. Una delle poche buone notizie degli ultimi tempi per gli automobilisti.

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10 commenti

  1. “Con una particolare attenzione per quello che riguarda sosta vietata, Ztl, corsie preferenziali: tutte situazioni dove è sempre più facile finire in trappola per un attimo di distrazione.”

    eh?

    “In particolar modo nelle grandi città dove il logorio della vita frenetica rende tutto più complicato.”
    ri-eh?

    ” Particolarmente efficiente e puntuale si sta rivelando il Comune di Milano. Che ha sviluppato una task-force tecnologica che è in grado di recapitare, tramite la società Nexive che ha attrezzato appositi uffici, le ammende a tempo di record (una settimana).”
    Questo è un complimento al comune di milano vero?

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  2. se solo venissero tolte le inutili rastrelliere, avremmo più posti dove parcheggiare!
    comunque almeno a Milano tra un po’ ci sarà la svolta con la costruzione del parcheggio multipiano al posto del Meazza 😛

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  3. Quando saranno finiti gli automobilisti bisognerà fare cassa con ciclisti e pedoni…

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    1. Per fortuna non finiranno mai…

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  4. Direttore
    ma ben venga
    A Cremona ci siamo portati avanti,come può vedere nell’articolo che ho postato l’altro giorno.

    Dopodichè non capisco il concetto di far cassa : la sosta vietata è punibile con una multa si o no? se si,dove sarebbe il problema se un comune si organizza per essere il più efficiente,e rapido, possibile?

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  5. Cmq sto con gobbo, almeno che le Ztl non siano segnalate. Non capisco la lamentela.

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  6. Le auto andrebbero abolite…

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  7. Direttore comunque detto e fatto.

    A Cremona multata signora perche attraversava col giallo giusto un’ora fa

    Qui non si fanno sconti

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  8. Direttore, la cassa con ciclisti e pedoni la si fa già, visto che pagano l’asfalto che si sfascia a causa delle automobili (per non parlare del pavè, poi gli ignoranti abboccano alla balla di Sala che verrà tolto per favorire i ciclisti…). Eliminate le automobili va calcolato che diminuirà la necessità di far cassa, visto l’impatto che l’automobile ha sulle casse di un Comune (devo andare di lezioncina?!).

    Gobbo, si, guarda, il vittimismo dell’automobilista medio che piange perché la polizia cattiva gli impedisce di violare la legge parcheggiando in doppia fila, sportellando i ciclisti in curva, investendo i pedoni sulle strisce, ingolfando i centri storici ed ammorbando di smog la città è sempre divertente ma questo articolo raggiunge vette esilaranti.
    La più bella è quella dell’attimo di distrazione che può portare ad imboccare una preferenziale vietata o una ztl, che è la medesima scusa di quando si investe un bambino fuori da scuola o un ciclista ad un incrocio: “non l’ho visto!”
    Il che testimonia come per le strade d’Italia girino degli handicappati potenziali assassini, visto che chi non è in grado di percepire utenti deboli della strada e segnaletica orizzontale e verticale non è in grado di guidare e dovrebbe nella migliore delle ipotesi rifare l’esame (a partire da quello della vista).
    Eh ma la vita frenetica di città…

    Ricca, togliendo un po’ di parcheggi ci starebbero molte più rastrelliere.

    Alvaro, benvenuto nel Club Pupilli di Meno Uno! Un’auto è oscena quando è ferma ed è un’arma di distruzione di massa quando è in movimento. La sola riflessione sullo spazio vitale pubblico (quindi altrui) che occupa nella maggior parte dei casi per trasportare un solo culo e per meno di 3km dovrebbe già far capire come l’uso privato dell’auto andrebbe eliminato il più possibile riducendolo alle strette necessità. Va da sè che se proprio uno vuole (l’automobilista italiano medio fa gnegnegnè perché è pigro mentalmente prima che fisicamente: se come diceva il Berlusconi il tifoso medio italiano è un bambino di dieci anni, l’automobilista medio italiano è un bambino viziato e pure un po’ pirla), almeno si richiede possesso privato di box per levare un’oscenità dalle palle, almeno i costi di occupazione spazio ricadano sul colpevole e non sulla comunità.
    A Milano (e non solo) sono in corso esperimenti sulla rivisitazione di strade e spazi pubblici, perché non si capisce perché una strada o un marciapiede debbano essere dal punto di vista filosofico a disposizione della scatola di latta di Furiò Fedele e non del mio pianoforte, del mio divano per la lettura o delle mie sdraio per prendere il sole.
    Io per i miei eventi devo sempre pagare l’occupazione spazio pubblico, non si capisce perché gli automobilisti debbano esserne esentati…

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  9. In dieci anni che vivo a Milano ho preso due multe per lo sconfinamento in corsia preferenziale e un paio per la sosta nella serata del lavaggio strade. Vero è che non passo la giornata in auto e per andare in centro, però dai, ce la si può fare

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