L’estate dei duetti da buttare

Il duetto fra cantanti una volta era un momento, un’eccezione in un disco o anche un’occasione di aiuto promozionale, un progetto per vincere o un’idea per amicizia, ma comunque si parlava di canzoni vere e concrete destinate a restare. Fatto sta che se pensiamo alle nostre ere da ‘giovani’ l’idea del duetto ci riporta a brani come Ebony And Ivory di Paul McCartney e Stevie Wonder o L’ultima poesia di Gianni e Marcella Bella.

Oggi i duetti in Italia non si chiamano più così ma all’inglese ‘featuring’ anzi ‘feat.’, una formula della quale stanno approfittandosi tristemente un po’ tutti, con l’onnipresenza del nome esca, di quello che senza il feat, che comprende anche i produttori, non fa una canzone, e di quello che non ne azzecca comunque una.

L’impressione che si stia tirando la corda ci pare sempre meno un’impressione e più un dato di fatto. I giganti della musica di un tempo salvo poche eccezioni sono anche loro lì a fare i feat. E non solo d’estate, sperando di racimolare un nuovo pubblico effimero fatto di streaming e visualizzazioni. I cosiddetti nuovi nomi, che appunto vivono di streaming e visualizzazioni, a loro volta restano con le unghie ancorati a canzoni tutte uguali con i professionisti del feat.

Ok, qualche nome? Prendiamo Giusy Ferreri, per noi brava, bella voce, una delle prime ad uscire dai talent e che ormai rischia di ridursi a icona estiva su ritmi ripetitivi da spiaggia, lanciati dagli altoparlanti delle piscine dei resort. Tre anni fa Roma Bangkok con Baby K è stata di fatto la sua rovina legandola indissolubilmente a un genere, un anno fa Amore e Capoeira con i produttori Takagi & Ketra ha fatto il resto, e oggi ci riprovano insieme con Jambo.

Nel mentre ti ritrovi un nome nuovo che avrebbe tutte le carte in regola per sfondare, Elodie, che duetta con i Kolors (ossia con Stash) su Pensare male, anche se perlomeno parliamo di un ritmo diverso, certo, un tentativo di canzone vera. Peccato che poi la ritroviamo anche com Marracash sull’estivissima Margarita, di altro genere…

E poi c’è Elisa che accompagna la sua voce a quella di Carl Brave (Vivere tutte le vite) dove regna onnipresente l’autotune, segno distintivo della deriva che stiamo vivendo. E ancora l’inspiegabile Alessandra Amoroso con i Boomdabash (Mambo salentino) che questa estate hanno abbandonato Loredana Bertè (che ci prova da sola con Tequila e San Miguel), fino al tentativo di Spagna di tornare in auge con il colombiano Jays Santos (Cartagena). Poi si dirà che nell’apoteosi del tutto uguale nemmeno i grandi nomi stranieri sono immuni a questa moda dilagante, vedi la recente collaborazione tra Madonna e il colombiano Maluma.

Insomma questo passa oggi il convento, mentre torniamo ad ascoltare I treni di Tozeur di Alice e Franco Battiato, ma anche (incredibile) finiamo per rivalutare i Modà la cui nuova uscita (Quel sorriso in volto) è una canzone normale finanche meno urlata del solito. Scusaci tanto Kekko…

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12 commenti

  1. però “Calipso” spacca!

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    1. Eh sì, richiedo scusa alle elites…

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  2. Fanno i duetti per smezzare il costo della benza per andare a suonare alla sagra della porchetta.
    Musica italiana economicamente in stato di grazia.

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    1. ESTEROFILO!!!

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  3. Spero che abbiate apprezzato la nonchalance con cui Paolo Morati ha buttato lì, come i primi duetti che gli sono venuti in mente della sua giovinezza, McCartney/Wonder e i Bella. Confesso di non avere mai sentito L’ultima poesia, ma di sicuro non può essere peggiore della melassa retorica dei tasti bianchi e neri del pianoforte che vivono insieme in perfetta armonia.

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    1. Neanch’io l’ho mai sentita, nel senso che proprio non ne avevo mai sentito parlare, per dire l’evergreen!
      Per il resto, solo a leggere il nome Baby K (la Wanda Nara della musica) viene voglia di iscriversi all’Isis, geniale l’imitazione che ne facevano in tv tempo fa…

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      1. La cosa bellissima di Baby K è che l’incipit di ogni suo pezzo è lei che dice “Baby k, Baby k!”
        Probabilmente una gentilezza per darti modo di cambiare immediatamente brano

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        1. Per quello definivo geniale l’imitazione che girava in tv, con lei che parla e ogni 30 secondi come intercalare spara lì un “Baby K!” tipo i veneti con “ciò” o gli argentini con “che”…

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  4. La sequela di nomi citati nel pezzo mi ha provocato nausea e vomito.
    Corro a farmi una flebo di Aenima+Lateralus

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    1. Mi sembra cosa buona e giusta.

      Che band i Tool. Peccato non abbiano fatto nulla negli ultimi 13 anni (ma sembra che stiano per pubblicare qualcosa a breve).

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      1. 30 agosto

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  5. È finita l’estate 2019, quella che ha regalato il maggior numero di hit estive italiane.
    Un’ecatombe di note e buon gusto che Germano Mosconi ha già detto tutto.
    Andiamo ad analizzare i 10 più grandi successi di questa tremenda annata:

    N.10
    “Arrogante” – Irama
    Il giovane prodotto del vivaio di Maria De Filippi sforna un pezzo dal vago sapore reggaeton che strizza l’occhio a Enrique Iglesias e i coglioni a me.
    Indimenticabile il passaggio “tu viso pulito, il mio pieno di botte”, che racchiude un po’ i desideri di chiunque abbia un udito integro e un pizzico di buon senso.
    La canzone sarebbe anche passabile, previa la disattivazione dell’audio.
    N.9
    “Margarita” – Elodie feat. Marracash
    Altro packaging by Maria De Filippi, Elodie, che aveva già attentato ai più banali capisaldi della logica con “Pensare Male” (e cantare peggio), incomprensibile successo primaverile in coabitazione coi The Kolors, torna quest’estate con un pezzone al fianco di Marracash, rapper che una volta faceva il duro, poi ha visto la figa da vicino e allora ci canta cose come “e se non sei te, non rispondo al cell”.
    Tornasse la buonanima di Tupac, gli passerebbe sopra con la Mondeo.
    N.8
    “Calipso” – Charlie Charles feat. Sfera Ebbasta, Fabri Fibra, Dardust, Mahmood
    Più collaborazioni che elettori di Italia Viva di Renzi, Calipso vede al ritornello Mahmood e sparsi in giro per la canzone Sfera Ebbasta, Dardust, Fabri Fibra, l’autotune, una stecca di Marlboro, Giovanni Rana e Uncle Granpa, che poi è l’unico che si salva.
    N.7
    “Dove e quando” – Benji e Fede
    ‘Dimmi dove e quando, da stasera non arrivo in ritardo, senza tante parole manda la posizione’. No, non è Luis Sepulveda, né Alda Merini.
    Dopo Fukushima e il profumo Alien, il reggaeton è la terza causa di decessi dell’ultimo quinquennio, ma i tg non ne parlano. E approfittano di questa cosa ‘sti due ragazzi modenesi, che sembrano usciti dalla vetrina di H&M per verve e postura, con un irritante inno alla gioia che fa venire voglia di chiedere un passaggio a Cappato, e guida tu, Marco, già sai dove e quando.
    N.6
    “Nuova Era” – Jovanotti feat. Dardust
    Siccome aveva praticamente fatto tutti i generi musicali, e malissimo, Lorenzo Cherubini, ignaro di avere 50 anni, anziché mandare il cazzo in chat alle vecchie, come dovrebbe uno della sua età, decide di assoldare il pianista della trap generation, Dardust, e caccia fuori una canzone che dire imbarazzante è fargli un complimentone.
    Un passaggio di quest’opera: “e quando io ti guardo mentre balli, vedo in cielo i pappagalli”.
    Ma vaffanculo.
    N.5
    “Playa” – Baby K
    Abbiamo assodato che la platinata fintarapper urla Baby K prima di cantare per dare modo a tutti di cambiare stazione radio.
    Ma quello che non possiamo evitare è il ripetersi stagionale della abbruttita hit estiva della piccola K (K sta per Ketamina, che è quello che mi sono fatto prescrivere dal mio medico dai tempi di Roma-Bangkok). Quest’anno canta da sola e siamo su vette altissime: “La musica, la playa, l’estate, la fiesta”.
    Ci manca l’espadrillas, il Calippo fizz e la gonorrea, ma quelli vanno nel pezzo dell’estate 2020.
    N.4
    “Ostia Lido” – J-Ax
    J-Ax ha fatto anche cose buone, come il DVCE, però lui è ancora vivo.
    Già ci aveva trapanato i coglioni auricolari con la storia del figlio, ma con Ostia Lido dimostra che al peggio non c’è mai fine.
    Una canzone di merda, supportata però da un video del cazzo, nel quale il quasi cinquantenne Ax balla come uno che si è appena svegliato dopo 5 anni di criogenia.
    Il ritornello “che balla, che balla, che balla” è già di per se una recensione del pezzo, ma noi ci teniamo a dire che fa schifo ai vermi, lo stesso.
    N.3
    “Maradona y Pelé” – Thegiornalisti
    La parole Indie in italiano si traduce in “scrivi testi che non vogliono dire una minchia, mettici parole così a sorpresa, però ricorda di non pettinarti”.
    Ecco il segreto dei Thegiornalisti, nuova ex formazione della scena musicale italiana, formata da Tommaso Paradiso, Tommaso Paradiso e Tommaso Paradiso.
    Dopo anni di gavetta e canzoni del cazzo con un pubblico di nicchia, finalmente il meritato successo fatto di canzoni del cazzo per un pubblico sterminato.
    Da domani Paradiso sarà da solo a produrre robe come “ma quanto è puttana questa felicità”, e sai che bello.
    Hanno però fatto in tempo i 3 a regalarci questa sgrammaticata hit estiva, fatta di richiami a Sandokan, ai western e all’analfabestismo musicale del pubblico medio italico.
    N.2
    “Jambo” – Takagi e Ketra feat. Giusy Ferreri, Omi
    Prendi il dj dei Gemelli Diversi.
    Prendi il dj dei Boomdabash.
    No, non stai svuotando il secchio dell’umido, ma sei in sala di registrazione.
    Ed ecco il duo più prolifico degli ultimi anni, loro e quegli stramaledetti featuring con Arisa, Lorenzo Fragola, Jovanotti, Calcutta, Paradiso, Cgil, CISL, Will Smith, Anas, Aiscat, Charles Manson, Pol Pot e Giorgino del Tg1.
    La voce maschile è il tipo di Cheerleaders, un successo di qualche anno fa, lei è invece l’ispiratrice di un’intera generazione di allarmi per casa.
    “Tra il cielo e la savana, jambo buana, dicevi tu, guardando me”. Almeno una cosa degli ultimi mesi che non parla di Salvini.
    La parte più bella della canzone è quando sono passati 2 minuti dalla fine.
    N.1
    “Mambo Salentino” – Boomdabash feat. Alessandra Amoroso
    E come diceva Dante nel XVI canto del Purgatorio “Percorsi a pie’ pari uno stretto viotto a cor sgomento, ma quanto sfaccimma ha rotto il cazzo il Salento?”.
    E mai endecasillabo fu più azzeccato.
    Partiamo da una base mariadefillippica, con l’ennesima creatura del garage della sanguinaria, quella Alessandra Amoroso che ha un’apertura di bocca pari al terminal 3 di Orio al Serio. E aggiungiamoci i Boombadash, terzetto salentino che mixa reggaeton, hip hop e Idrolitina grazie al lavoro del dj Ketra, recidivo, e altri 2 tipi dei quali uno sembra Sloth dei Goonies e l’altro invece sa parlare italiano.
    Il pezzo è imbarazzante, cacofonico, inascoltabile.
    Perfetto quindi per sostituire l’inno di Mameli in ogni dove.

    (Francesco Brescia)

    https://www.facebook.com/musicademmerd/posts/2587944501256386?__xts__%5B0%5D=68.ARBs4u_8RlGi6pNHgmJEm5BA0GJ2Fkw1fjcccumkXiP_2aXoLcMyoaxInHKAfKkUkxdmxIon646oEG9OcOqIpExudkzYaAR_y9Hste3qVVo4U4Y4W7pJLphEtRF-e4tO6pskdFQnM8hg349SUjfGALPIxyYT9Pl03-g5XZybUDjJX4kwYZJMgz3FOCWrVCFAnHuttNfIHFfEUPDkQSPbj6iAAlB9NTwYSsFX6CBY4xhuEWCL8ZamNLx_pfxv01ddo0anuY_53-WQw2ivX63jPg8ulSJcWAoEFUEuGVb3hA9yptk5Wghk5vUY2odQSHI2OOgPNSOkepmaVN-VaU00DQ&__tn__=-R

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