Gli abbonati di Dazn

Quanti sono gli abbonati di Dazn? E come è andato il primo anno di Dazn in Italia? Pare bene, visto che la tivù in streaming continua ad acquisire diritti (fra poco Coppa America) calcistici e che l’accordo con Sky proseguirà fino al 2021. Sì, ma quanti siamo? Impossibile saperlo ufficialmente, ma qualche mese fa la Lega ci ha stimati in 1,3 milioni.

Adesso dicono verso il milione e mezzo, con un traino interessante della Serie B. Tutto da asteriscare, perché quasi nessuno comunica i propri abbonati e quello che filtra dalle aziende è spesso pilotato. A meno che non crediate all’aumento degli abbonati a Sky, ben oltre quota 5 milioni… Senza contare il doping del free trial… Di sicuro il prezzo rimarrà a 9,90 euro al mese.

In una conferenza stampa in cui sono intervenuti Aldo Grasso e Paolo Maldini, freschissimo e rilassatissimo pur in pieno marasma Milan (ma lui è stato il primo a dire “Dopo 9 anni in cui mi sono riposato mi hanno chiamato, a una settimana di distanza, Dazn e il Milan”), Veronica Diquattro ha fatto il punto sul primo anno di Dazn in Italia e svelato parte delle caratteristiche dell’abbonato Dazn, che nella profilazione del cliente ha uno dei suoi punti di forza.

Qualche cifra significativa, fra quelle fatte dalla vicepresidente. Nell’ultimo anno, secondo la Nielsen, la fruizione di avvenimenti sportivi in diretta in Italia è aumentata del 10%: in altre parole, Dazn ha allargato il mercato (e in altrissime parole, la gente ha dedicato meno tempo ad altre attività). Secondo i dati di Dazn il 40% degli utenti è di sesso femminile: registriamo, facendo però fatica a credere all’esistenza di una donna che si appassioni a Lecce-Brescia o a Colts-Ravens (Parentesi: il football americano è secondo solo al calcio, per ore viste, ma potendo contare su un numero di ore in proporzione molto piccolo).

La B ha funzionato bene e la prova è che la quinta città per ore di visione, dopo Milano, Roma, Napoli e Torino, è Brescia. Significativo è che dopo una prevalenza di mobile e tablet, oggi il 63% per cento dei contenuti della tivù diretta da Marco Foroni sia visto dal televisore, più o meno smart.

Grasso ha parlato di telecronache: “Ormai le regie sono uniformi e quasi mai gestite dalle televisioni, la differenza in futuro la faranno le telecronache e la capacità di personalizzarle”. Come se in giro ci fossero pochi aspiranti fenomeni… Nella nostra modestia di abbonati Dazn (ma anche Sky Sport, Eurosport Player, Amazon Prime, Netflix, Deezer e forse qualcosa che dimentichiamo), troviamo che uno dei punti di forza di Dazn sia la flessibilità, unita alla facilità d’uso e anche, nel caso, di disdetta. Poi è chiaro che deve interessarti la materia: noi del 30% della Serie A possiamo anche fare a meno, ma stare senza la NFL (e non solo per il commento imprescindibile di Roberto Gotta) o la grande boxe ci dispiacerebbe.

La sensazione è però che la somma di nicchie, anche interessanti, valga alla fine meno di chi del calcio vuole vedere tutto, anche il classico Torino di Mazzarri alle 12.30 della domenica. Di certo è un modo moderno di guardare la tivù, che Sky sta tentando di intercettare con Now Tv (cannibalizzando l’ambaradan SKY Q e dintorni) e che tutti quelli con contenuti forti, come la stessa Lega Calcio, stanno studiando con attenzione.

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4 commenti

  1. Il 40% femminile secondo me è dovuto al fatto che dopo il primo mese gratis uno deve inserire un altro nominativo per avere altri 30 giorni gratis.

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    1. Questa è una giocata da fuoriclasse. Chapeau.

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    2. hai centrato in pieno il punto!

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  2. Interessanti i dati sugli “altri” sport.
    NFL soprattutto, ma anche MMA.

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