L’Italia di Davide Moretti

Oscar Eleni dal molo sudafricano Vahlanga, terra di Zulu, per brindare ai 70 anni di Fiasconaro, ai 60 di Bordin, per ricordarsi di aver vissuto felicemente un’ atletica che aveva anima e classe come direbbe lo scultore Nazareno Rocchetti, capace di curare muscoli e menti. Ma anche per far sapere a quei vecchi amici che bisogna brindare pure a Zocca, luogo dell’annima e degli avi, senza aver mai incontrato Vasco Rossi che abbiamo scoperto geniale, certo la sua musica travolge, su Robinson e ci è venuta in mente Valentina De Salvo, fantasiosa pasionaria della pallavolo, giornalista di qualità perché a Zocca, Appennino modenese, stessa distanza però da Modena e Bologna, se stavi con quelli della Dotta era basket, se invece trovavi i Ghirlandina boys, meglio le girls, era pallavolo. A Valentina vorremmo chiedere se le piace questo Velasco arrotondato. Certo è sempre il massimo, come del resto Boscia Tanjevic che è andato a festeggiare, senza avere il coraggio di confessarlo a Dino Meneghin, il quarantennale della vittoria del suo Bosna Sarajevo su Varese, nascondendo a tutti noi che la FIBA lo ha inserito nella casa della gloria insieme ad Alonzo Mourning. Qui prevale il silenzio su quelli bravi davvero. Boscia lo sarà per sempre. Velasco è il massimo, come Rudic.

Scusate la disgressione, ma in terre pericolose si deve pensare positivo adesso che le “regole del caos” ci hanno confuso. Per fortuna il toscano Bettiol e la Bastianelli, trentunenne di Velletri, ci hanno fatto vivere bene, grazie ad Eurosport, una giornata completa nel cuore della Ronde, la vera grande classica del ciclismo sofferenza e coraggio, liberandoci dal cerchio alla testa che ti prende se guardi la venticinquesima giornata del basket, se scopri nelle brevi che abbiamo sollevatori di pesi, uomini e donne da medaglia, se il nostro curling sembra andare oltre quel film italiano con Amendola, se stai dietro ai teatrini del calcio adesso che hanno scoperto come si può litigare pure sul VAR, assistenza televisiva sto paio di ciufoli, perché nel paese della grande evasione, dei pochi ricchi e troppi poveri, era facile immaginare che ci saremmo messi a litigare sulle interpretazioni. E sì, perché in troppi c’è l’idea di quel tipo, era Napoli, poteva essere ovunque, che davanti alla contestazione del vigile “Lei guidava parlando al telefonino” ha trovato questa risposta da accademia dello scazzo: ”Non è vero, io ascoltavo soltanto”.

Certo bastava immergersi nel cloro di Riccione, negli assoluti del nuoto sempre ben dipinti in chiave tecnica, senza ricerca dell’esagerazione, da Luca Sacchi per capire che se in una Federazione si lavora tutti insieme, se c’è armonia e una strada ben tracciata, allora trovi campioni e risultati, come del resto in gran parte degli sport invernali e nello stesso ciclismo. Perché vi diciamo questo? Siamo stanchi di chi cerca sempre una scusa, di chi dà la colpa agli altri, solidali con chi certo vive male in una città già ubriaca di sogni olimpici, con record di maratoneti per le strade, ma forse dovrà chiudere una gloriosa società come la Riccardi atletica. La terra del bau, il mondo del forse, chissà, ma meglio rimandare.

Vi dicevamo di queste regole del caos che, purtroppo, non assomigliano alla geniale invenzione di Versailles fatta dai giardinieri Le Notre e madame De Barra, perché nel basket l’ultima settimana è stata davvero complicata. Da uscirne confusi. Cominciando dalla denuncia del presidente Petrucci sulle piazze in pericolo di dover rinunciare alla serie A, con retromarcia quasi ufficiale per avere ancora il campionato a 16 e non più a 18 squadre, cosa sconsigliata nel tempo da moltissimi che amano il gioco e non vogliono ballare per gli orchi di oggi. Poi la resa sulla capienza per i palazzi dello sport della serie A. Si chiedeva un minimo di 5000, ma è impossibile. Meglio cercare di rendere vivibili quelli che ci sono.

Poi il campo. L’Europa. Quella grande dove Milano è rimasta fuori dalle 8 anche questa volta, dodicesima su sedici. Difesa colabrodo, mani meno morbide se gli avversari non le accarezzano. Quella più piccola dove Djordjevic, chiedendo un sacrificio all’ego di giocatori per la verità non eccezionali, ha portato la Virtus Bologna nella finale a 4 di Anversa. Terza coppa, come valore tecnico, ma, nel suo piccolo, un’impresa, rimontando. Avevamo messo in archivio dolce ed amaro, ma ecco che la venticinquesima è diventata tassa sulla credibilità di molti.

Milano era sfinita ed avvilita. Ci può stare. Ma di sicuro vorremmo sapere cosa intende Pianigiani quando, per giustificare la sconfitta contro Sassari che ancora adesso non sa se andrà ai playoff, parla di stanchezza, sfortuna, certo Bertans era meglio tenerlo che mandarlo a fare panchina a New Orleans, anche perché sul campo era quasi sempre affidabile pur in quel gioco da tre palle un soldo, e poi alla fine minaccia e ci fa sapere che l’obiettivo di questa Armani da 25 milioni di euro non era la coppa Italia, non erano i playoff di eurolega, ma lo scudetto bis. Il Simone che nella sua rete non ha trovato troppo pesci ha presentato il discount alla senese: ”Faremo le nostre scelte e non faremo più sconti”. Capito ragazzi dell’Armani, capito avversarie della supercorazzata? Chiudiamola qui perché adesso, da arrabbiati, quelli se ne prendono 100 ve ne fanno 110.

Va bene Milano era stanca, ma che dire di Venezia, fuori dalla coppa, che prende un 18-0 alla fine sul campo di Brindisi dove meritano il play off e i complimenti? Troppo rilassata per reggere quattro tempi ? Non cambiava niente nella sua classifica, seconda anche se più a rischio. Ma la decenza, gente….

Torniamo alla stanchezza ed eccoci alla Virtus, elogiata per la rimonta sul Nanterre, quasi ridicolizzata da Pistoia ultima in classifica nella sua tana al pala Dozza. Inutile andare avanti per nascondere l’amarezza di aver dato credito a chi non la merita davvero: parli bene di una squadra, un giocatore e la volta dopo quello ti fa ricordare che prima di parlare è meglio tacere. Soprattutto con i tatuati del momento. Pagelle con Chardonnay sudafricano imbottigliato con il metodo Ottolina.

10 A DAVIDE, finalista NCAA con Texax Tech, e Paolo MORETTI, allenatore rimasto senza lavoro per il fallimento di Siena, riportato in serie A dalla Pistoia che già aveva guidato benissimo. Il primo andrà in campo nella notte contro i favoriti di Virginia in un contesto da oltre 77 mila posti (non ridete pensando a casa nostra), Virginia squadra dove fa panchina il 2 metri milanese Francesco Badocchi, madre americana. Il secondo ha sbancato la sua Bologna, scudetti con la Virtus sul campo, rendendo tossica l’aria in zona retrocessione, ammesso che ci siano retrocessioni adesso che prima di dare il cammello per il deserto di serie A si vogliono vedere i quattrini.

9 All’ACCADEMIA DEGLI INCANTATORI per aver dato un riconoscimento speciale a Simone Pianigiani, unico generale nella Milano dello sport che non si prende le pietre che fanno malissimo a Gattuso, Spalletti, ma riesce sempre a dimostrare che certe sconfitte sono colpa del destino crudele, un po’ quello che dicevano i generali a Caporetto mentre i poveracci prendevano piombo.

8 A OUSMAN KRUBALLY, 26 punti e 16 rimbalzi a Bologna, e JACK COOLEY, 27 punti e 11 rimbalzi, nel sacco di Milano. Pistoia e Sassari ringraziano.

7 A GIANMARCO POZZECCO per questa serie vincente con Sassari, per aver mantenuto fede alle promesse quando ha giurato di essere cambiato, per i tanti amici che trova a bordo campo: domenica si sbaciucchiava la coppia Recalcati e gli amici del suo rifugio a Formentera.

6 A TORINO e a GALBIATI che devono vivere un momento ben difficile se anche dopo una vittoria importante devono registrare una frase allarmante di McAdoo: “Hanno mandato via Brown per questo circo?”

5 Agli ARBITRI se non si ribelleranno per questo braccio di ferro fra LEGA e FEDERAZIONE, una pura guerra di potere, uno scontro per averne il dominio e con questo comandare. Devono chiedere autonomia anche se a mantenerli saranno sempre società e federazione. A meno che l’ex cestista Giorgetti…

4 A VENEZIA che non ha davvero scuse per il finale di Brindisi, 18 a 0, per un’altra caduta libera come tante in questa stagione. Speriamo che DE RAFFAELE, come PIANIGIANI, non faccia più sconti, ma in casa sua.

3 Alla COMMISSIONE che dovrebbe dirci oggi, a 5 giornate dalla fine, se Avellino, Trieste e Torino possono ancora essere considerate come squadre di serie A. Ritardare è un falso nel bilancio di una serie A che crede di essere un campionato di vertice.

2 Agli ITALIANI dell’ARMANI perché, a parte CINCIARINI che non dovrebbe essere messo in discussione per un rinnovo, stanno davvero deludendo. Ora l’allenatore dice che non farà sconti. Si preparino, magari difendendo meglio di qualche americano a cui gli sconti li devi fare per forza, soprattutto a quelli come JAMES, che è il simbolo di una squadra mai generosa.

1 Alla rosa della VIRTUS BOLOGNA che dovrebbe essere tenuta in palestra due volte al giorno per più di una settimana. La scusa della fatica di coppa col Nanterre non può valere se fai 67 punti contro l’ultima in classifica.

0 A ROMEO SACCHETTI se cadrà nella trappola di chi convoca i giocatori per lui, di chi dà per scontato che la verità la dicano soltanto quelli che hanno dietro amici e parenti, oltre agli agenti. Si tenga stretti i suoi appunti e poi faccia sapere con quale criterio si deve formare una squadra, conoscendone debolezze, tecniche e non soltanto quelle.

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35 commenti

  1. t

    Avanti di questo passo la serie A la faranno a 12…

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  2. R

    Si è dimesso ?

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  3. P

    Che c’entra Trieste con Torino e Avellino??? Trieste ad oggi al contrario di queste due formazioni (e di Cantù per inciso) non ha mancato a nessun adempimento, nè verso i giocatori, nè verso Lega o FIP, nè verso lo stato. Per tacere degli asset di cui dispone, (4500 abbonati e un palazzo da quasi 7000 in gestione).
    La società che controlla la Pall. Ts sta vivendo giorni complessi, ma non si capisce quale commissione debba dire cosa….ovvio che ci sia incertezza per il futuro ma tenderei a distinguere chi ha avuto e sta avendo problemi passati e presenti da chi ha potenziali probleimi futuri.
    Direi perfetta disinformazione se mi posso permettere…

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  4. t

    come ipotizzavo:

    https://twitter.com/Carchia/status/1115229858051829761

    alla fine chi bisogna ringraziare? LVMH? 😀

    PS: alla faccia di “… Milano non puó perdere in una serie di 7 ecc ecc”, per me si esce al primo turno (sí, sto rivedendo il mio pronostico al ribasso).

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    1. P

      anche io la vedo malissimo…. ieri ero seduto subito dietro a Sandro Gamba, un tizio due sedili più in la ci stava assordando a fine partita con dei buuu a ripetizione, io i miei vicini e il coach lo guardiamo e lui povero per scusarsi fa “ehh non so fischiare”… Gamba alza le due mani affaticate dall’aver preso appunti tutto il match, tira su le due dita medie un po rattrappite e gli fa con un ghigno satanico “usa queste due”…. e giù a sghignazzare…. si ride per non piangere…

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      1. t

        La (non) risposta di Cinciarini quando nel dopo partita gli hanno chiesto dei rapporti all’interno dello spogliatoio non fa presagire niente di buono, in effetti.

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  5. D

    Oh, chiariamoci: io sono disposto a sacrificare uno scudetto e subirmi le perculate di Gobbo ma solo se in cambio ottengo il sacrificio druidico dell’incapace in panchina e dell’ignorante dietro la scrivania…

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    1. t

      sí anch’io la penso cosí.
      In ogni caso, credo che con l’addio di Proli ormai certo, il destino del gellato in panchina sia comunque segnato, anche in caso di scudetto.

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      1. P

        Ok. Pianigiani out (che poi gellato, comincia ad avere una certa età pure lui, cambiasse look e si curasse la barba male non farebbe).
        Chi è su piazza per un salto di qualità a livello Europeo? Chi vorreste?
        Direttore lo facciamo un bel sondaggio?

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        1. t

          Tier 1, o meglio sogno bagnato: Jasi (che ha giá fatto capire che non verrá mai)

          Tier 2: Trinchieri

          Tier 3: Sacchetti

          Wild card: Blatt (credo sia sotto contratto, ma viene da un fallimento in Grecia…sia mai che… comunque lo porterei a Milano in spalla).

          Incubo: Pascual

          Di libero c’é pure Bartzokas, ottimo CV europeo, ma che mi lascia qualche dubbio in un ambiente come l’emporio.

          *disclaimer: qualsiasi allenato é destinato a fallire se non supportato da una struttura societaria adeguata: ergo, prima di un allenatore cerchiamo un direttore sportivo.

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          1. P

            Trinchieri? Ma davvero? Tutto sto casino per Trinchieri? Mah…
            Andate forte su Jasi, o Itoudis almeno….

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            1. t

              Beh Poli, ho messo pure le categorie di gradimento/fattibilità.

              Anche a me piacerebbe uscire con Adriana Lima, ma poi c’è la dura realtà 😉

              PS. per me il Trinca è un buon coach (citofonare Melli). Ed è uomo Olimpia, conosce l’ambiente

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        2. R

          Il paonazzo è il sogno mostruosamente proibito, serve un quarantello di budget, non viene certo a lottare per l’ottavo posto. Messina oramai fa lo scrivano di Pop, Trinchieri non sarebbe male, così come Itoudis (sopratutto) se lasciasse il Cska. Blatt magara, ma non penso si muova. Jasi è destinato a una corazzata (presumo i blaugrana/Cska). Butto lì pure un vecchio mestierante come Pesic e il santone Ivkovic, quest’ultimo magari in versione Nikolic-Virtus. Alla fine arriverà Pascual, o Plaza, sempre che parta il robocop di Minucci (semicit.).

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          1. t

            Beh certo Zele. Graziearcá.
            Però a meno che sul Bosforo non smantellino dubito si muova.
            Pesic è un nome interessante, Ivkovic no dai, avrà 200 anni ormai.

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            1. R

              O magari ci riprendiamo il buon Crespi, così un vanolino va in biliosi acuta.

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      2. D

        Matrix: Lo voglio nero su bianco altrimenti non mollo un cazzo, non mi fido…

        Poli: Repesa…

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  6. t

    Occhio anche a Itoudis (un altro che prenderei al volo) che se il CSKA dovesse fallire il bersaglio grosso é molto probabile che saluti.

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  7. R

    A me piaceva Ivanovic un tempo, ma poi si è perso completamente. Attualmente poi è irriconoscibile, sembra zio tibia, chissà che cazzo gli ha preso.

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  8. U

    Sacchetti a milano dura meno di un gatto in tangenziale

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    1. t

      Sì il rischio c’è.

      Meo (che a me piace) ha sempre allenato in provincia. In una grande piazza che ‘deve’ vincere sarebbe un rookie.
      Oltretutto il suo record in Europa non è un gran biglietto da visita.
      Però sono convinto verrebbe a Milano a piedi (a un terzo dello stipendio di Pianigiani….).
      E forse sarebbe l’unico che potrebbe riuscire a valorizzare gli italiani.
      Per il resto concordo con Dane qui sotto.

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  9. D

    Boh, per me le alternative sono solo due: o Trinchieri se si vuole un italiano oppure un allenatore straniero di profilo da Final4.
    Ha ragione però chi dice che conta soprattutto il sostegno e la serietà della dirigenza, visto che sta squadra ha masticato e sputato gente come Scariolo e Repesa considerati tra i migliori allenatori sulla scena internazionale ma che a Milano han fatto la figura degli scemi.
    Questo discorso vale soprattutto in caso di allenatore straniero, mi immagino uno che passi dalla panchina di un CSKA o un Real Madrid al covo di comari dell’Olimpia…

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  10. t

    Vince Virginia.
    Niente da fare per Moretti.

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  11. U

    Matrix
    Premesso che si parla di fantabasket per portare sacchetti a milano dovresti dargli il triplo di quello che dai a pianigiani.
    La famosa battuta “vado via solo se mi cerca il real” e appunto una battuta ma rappresenta bene secondo me la mentalita di sacchetti. Non vive di basket 24 ore su 24 ,7 giorni su 7 e in una grande (e milano e l’unica ad esserlo) dovrebbe inevitabilmente farlo.
    Come allenatore a me sempre piaciuto . Mi piace il suo modo ancelottiano direi di pensare e di vivere la partita senza isterismi :essere tranquilli per poter tirare fuori la grinta necessaria.

    A milano per me mollerebbe lui dopo 2 settimane.

    Al contrario vedrei bene (e quindi da hater non lo vedrei bene) trinchieri. Uno che ha le capacita e le ambizioni necessarie per me per far bene a milano. Ad un unica condizione :che ci sia il d.s. giusto. Senno pure lui svaccherebbe

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    1. t

      Gobbo che mollerebbe dopo 2 settimane é probabile.

      Che rifiuterebbe la proposta di Milano non ci credo manco se me lo dice di persona 🙂

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  12. U

    Leggo poi l’intervista di Proli e mi viene da ridere. (Avessi la disgrazia di tifare milano mangerei il giornale dal nervoso)
    Una serie di puttanate via l’altra,dal dovevamo mollare col real per essere freschi col pana,al discorso dei costi che e diverso per milano e zalgiris.

    Poi la perla del ” i nostri italiani devono sognare lo scudetto piu dell’eurolega”: un bel modo per responsabilizzare e dare fiducia a giocatori che oggettivamente hanno dei limiti.
    Trattarli da ruota di scorta e il modo migliore per incentivarli a farsi portare in giro per il campo da Ricci e Ruzzier,mica da Villalta e Brunamonti.

    Veramente un incapace

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    1. D

      Proli è la Kriptonite dell’Olimpia, veramente la summa del peggior giustificazionismo italico, anche nel calcio si fatica a raggiungere tali livelli, ma roba che Mazzarri o Moratti in confronto sembrano Sun Tzu!…

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      1. D

        Meno Uno è soddisfatto di Proli, evidentemente fa parte della Banda di Gobbo…

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  13. R

    Non ho ancora capito una cosa, premesso che il vecio di basket ne sa quanto il sottoscritto di fisica quantistica, chi sceglierà il nuovo plenipotenziario ? Un altro parvenu ? Basta eh…

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    1. C

      Il referente “interno” lo sceglierà il vecio e sarà uno di “famiglia”
      E potrebbe veramente essere chiunque….
      Cosa farà questi ad oggi, ovviamente, non è dato saperlo
      Ma basta poco poco per fare meglio di Livio
      Basta non avere voglia di troppo sbatti, scegliere un GM “vero” e limitarsi a fare interviste alla Gazza
      C’è caso che faccia la figura di quello intelligente
      Molto

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  14. E

    io lo ho detto mille volte e (per fortuna, visto che non ho grande simpatia dell’Olimpia, non mi hanno mai ascoltato) lo ribadisco
    Giorgio dovrebbe fare 2 semplici mosse:
    1). firmare un assegno in bianco
    2). inviarlo all’attenzione di Maurizio Gherardini
    (bonus track: inviare e-ticket del Frecciargento Milano Centrale – Siena all’attenzione di Simone Pianigiani)

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  15. C

    Per quel che conta Pisa su Repubblica fa il suo nome come possibile nuovo GM

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    1. t

      magara

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  16. t

    oggi andró a fare compere da Zara per ringraziare 😀

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  17. R

    Notevolissimo questo passaggio…

    Dovesse succedere, un ruolo nel basket al di fuori di Milano lo prenderebbe in considerazione?

    “Da dirigente sportivo? Non escludo nulla, ma devo valutare molti aspetti, anche personali”.

    Insomma, lasciata l’Olimpia non esclude una ricollocazione nel mondo del basket. Già immagino le code chilometriche per assicurarsene i servigi.

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    1. D

      D’altronde lui mica è uno catapultato lì come manager Armani, no, no, è proprio un direttore sportivo di basket. Io quasi quasi fossi una concorrente lo ingaggerei addirittura come allenatore…

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