Leaving Neverland, il mostro non è Michael Jackson

Dopo aver visto Leaving Neverland, nelle due serate su Nove, la nostra opinione su Michael Jackson non è cambiata. Dopo la visione del lungo, quasi quattro ore, documentario di Dan Reed non sappiamo cioè se Michael Jackson sia stato un pedofilo che ha pagato il silenzio delle sue vittime oppure una celebrità accusata fuori tempo massimo da due testimoni e scagionata da decine di altri. Sappiamo però che sicuri mostri sono stati i tanti genitori, non soltanto quelli di Wade RobsonJames Safechuck, che hanno lasciato i loro figli di cinque o poco più anni da soli insieme ad un adulto che conoscevano da poche ore, pensando di poterne ricavare soldi e celebrità di riflesso. Gente che nemmeno a distanza di decenni si rende conto della propria stupidità, a prescindere dal racconto dei figli. Insomma, Barbra Streisand non meritava di essere linciata per avere provato a inquadrare la situazione. E le radio che hanno tolto Jackson dalle playlist hanno dimostrato soltanto ipocrisia, accettando una sentenza basata sul ‘si dice’ mediatico. Non stiamo dicendo che Jackson fosse innocente, ma soltanto che la morte non autorizza la diffamazione.

Ma cos’è Leaving Neverland? Prodotto dagli inglesi di Channel 4 e dall’americana HBO, è basato fondamentalmente sulle interviste a Wade Robson e James Safechuck, oltre che ai loro familiari. Da sottolineare che in passato sia Robson sia Safechuck, in particolare Robson, erano stati decisivi con le loro testimonianze, immaginiamo non a pagamento (negli Stati Uniti la falsa testimonianza è un reato serio), nello scagionare Jackson da accuse simili. Meno famosi di Jordan Chandler e Gavin Arvizo, forse i due ex bambini ospiti di Neverland hanno voluto ritrovare la ribalta, ispirati da pendenze che ritengono di avere con gli eredi di Jackson, o forse avevano davvero un peso insopportabile dentro. Di certo è criminale che loro e tanti altri siano stati addestrati da genitori frustrati per diventare piccole star, mostriciattoli con più o meno talento. Guardare Wade e James bambini ballare come piccoli sosia del loro idolo è agghiacciante. E non c’è bisogno dell’eventuale reato di pedofilia, sia pure a carico di un morto (nel 2009), per dire che non si dovrebbe fare spettacolo con i minorenni e meno che mai con i bambini. Ad esempio anche senza reati il recente Sanremo Young è stato culturalmente una schifezza e non si capisce come la RAI abbia potuto trasmetterlo.

Tornando a Leaving Neverland, bisogna dire che raramente il genio di Thriller e Bad è stato attaccato così nel dettaglio, con particolari anatomici che poco hanno aggiunto alla comprensione. Ed è incredibile che, trattandosi di documentario, sia stata un’opera a senso unico ignorando le testimonianze di decine di ex bambini (con genitori mostri anche nel loro caso, peraltro), fra i quali Macaulay Culkin, che hanno confermato l’assenza di abusi da parte del musicista e descritto la sua figura ipersensibile e tragica: stritolato fra un padre violento, una madre vittima, fratelli e sorelle avidi oltre che privi di talento (forse un minimo ne aveva Janet), approfittatori di ogni tipo, a 5 anni già manteneva da solo tutto il carrozzone. Cosa che peraltro fa anche da morto, per questa e le future generazioni di Jackson. Ma se non ci vogliamo fidare delle testimonianze dei bambini, bisogna ricordare quelle delle centinaia di adulti passati per casa Jackson e che hanno potuto vedere il divo nell’intimità: guardie del corpo, camerieri, manager, amici, questuanti. Tutti silenziati a colpi di 15 milioni di dollari, come Chandler? L’infanzia perduta non è certo una licenza di pedofilia, ma la spiegazione del perché si detesta la compagnia degli adulti.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.0/10 (56 votes cast)
Leaving Neverland, il mostro non è Michael Jackson, 9.0 out of 10 based on 56 ratings

5 commenti

  1. f

    La madre di uno dei due bambini che, saputa la notizia della morte, esclama felice “Finalmente quel pedofilo è morto” mi ha fatto bestemmiare a denti stretti
    Tutto squallido, aldilà che i fatti siano avvenuti o meno

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +15 (from 15 votes)
    1. L

      Concordo. La reazione della madre è ridicola dopo che per 3 ore di film ha parlato di Michael quasi con affetto.
      Ho apprezzato in generale l’opera, però non ha realmente un taglio di inchiesta.
      In pochi momenti si scava su passaggi non chiari della vicenda (il fatto che Michael ha fatto un prestito per la casa nuova di una delle due famiglie, poi non ripagato a seguito della testimonianza in tribunale, la richiesta di denaro dopo la morte di Michael..).
      In alcuni momenti è un filo sopra le righe (l’elenco delle stanze/luoghi nella immensa Neverland dove Michael avrebbe fatto sesso con uno dei bambini)..
      Essenzialmente un “documentario” dove si prende per buona la verità riportata dai protagonisti, si sciacqua il ruolo delle famiglie, si incentra la non colpevolezza processuale di Michael su poche testimonianze suggerendo che possano tutte essere fasulle.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 5 votes)
  2. A

    Concordo con il pensiero che mi ero fatto un tizio da cui tutti volevano qualcosa che cercava nei bambini l’innocenza. I veri mostri sono i genitori che li mandarono li’ . Le accuse di adesso mi sanno di cercare una notoriotà postuma in posti come la d’urso ( o come il barry William show di Peter Gabriel)

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  3. t

    A me la vicenda fa proprio senso quindi non l’ho seguita, ma se tiriamo fuori la famiglia difficile allora il 99% dei criminali, serial killer autori di 50 omicidi inclusi, deve essere compreso e moralmente assolto.

    Concordo sui genitori, e sulla ridicolaggine di non trasmettere le sue canzoni, ma le dichiarazioni della Streisand sono agghiaccianti, a ulteriore dimostrazione che non si puo’ pretendere intelligenza e forse neanche pudore a chi passa 60 anni a recitare battute di due righe scritte da altri o canzonette di 3 minuti.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +9 (from 17 votes)
  4. G

    Bisogna ricordare un po’ di FATTI. I due presunti abusati sono da anni che citano la Estate di Mj per centinaia di milioni di dollari. La cosa interessante viene dalle carte processuali nelle quali si scopre: 1) che le versioni di quanto sarebbe accaduto cambiano notevolmente negli anni, sopratutto rispetto al fatto che i due fossero consapevoli o meno dell’abuso ( questo perché legalmente dire che l’hanno capito solo recentemente gli permette di agire legalmente- altrimenti i termini per chiedere I danni sarebbero scaduti ) 2) che prima delle denunce via email uno degli accusatori ha costruito la storia attingendo ad articoli dei tabloid, storie di molestie di un parente ed addirittura da un libro di fiction basato su una relazione di MJ con un ragazzino, e scegliendo parti di verità ed omettendone altre che avrebbero contraddetto la ricostruzione 3) che la testimonianza di uno dei due è stata così reticente e contraddittoria che il Giudice ha deciso di cancellarla dal processo dichiarando il teste “ assolutamente inattendibile”4) che nel documentario i due dicono di non vedersi da anni mentre – guarda caso- con 11mila avvocati a Los Angeles, loro hanno scelto lo stesso avvocato! Tutto ciò premesso da quando è stato trasmesso il documentario alcuni ( pochi ) giornalisti e molti fan hanno cominciato a fare controlli e hanno trovato una MAREA di incongruenze e bugie, tanto che alcuni pezzi sono stati tagliati dal documentario trasmesso in Uk! Tanto per dire l’ultima bugia: l’abuso di uno dei due avrebbe avuto luogo in una costruzione ( la stazione ) di Neverland che però è stata costruita due anni dopo che – sempre secondo la versione del denunciante, gli abusi erano finiti! Un’altra? La mamma di James dice di aver ballato alla notizia della morte di MJ perché così non avrebbero abusato di altri bambini come aveva fatto col figlio.. peccato che il figlio dichiara di avere capito di essere stato abusato 4 anni dopo la morte di MJ… e di balle ho un elenco lunghissimo, insomma, una marea di balle a cui però tanti, subito hanno voluto credere perché fa vendere

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)

Lascia un commento