Do they know it’s Christmas o We are the world?

Le canzoni legate alla beneficenza nell’immaginario collettivo pop sono fondamentalmente due, Do they now it’s Christmas? e We are the world. La prima è del 1984 ed è la capostipite del genere: britannica ai massimi livelli, scritta da Bob Geldof e Midge Ure, sfociò poi nel leggendario primo Live Aid dell’anno successivo. La seconda, statunitense in tutto e per tutto (il progetto fu battezzato USA for Africa e promosso da Harry Belafonte), è firmata da Lionel Richie e Michael Jackson, uscì all’inizio del 1985 e si sarebbe tramutata poi in un vero e proprio inno. Due brani a loro modo diventati dei classici, e costruiti e presentati musicalmente in modo diverso. Il primo più ruvido, il secondo più patinato, ma entrambi almeno nelle apparenze più sinceri (di sicuro almeno la canzone inglese fu quasi totalmente improvvisata, scritta di getto e registrata in qualche modo) rispetto poi a quella che sarebbe poi diventata una moda, quella della beneficenza degli artisti in chiave autopromozionale, sulla cui buona fede le polemiche emergono in ogni occasione.

Anche in Italia negli anni si è tentato di fare cose simili. Ne citiamo soltanto un paio, le più famose. L’imbarazzante versione di Nel blu dipinto di blu (o Volare che dir si voglia) del 1985 (progetto Musicaitalia per l’Etiopia, Etiopia che era stata anche alla base del progetto Band Aid), che pure aveva coinvolto nomi come De André, Vasco Rossi, la Nannini, Milva, Dalla, Ruggeri e Patty Pravo. Tanti pesi massimi per un risultato modestissimo. La seconda citazione è per la più recente e noiosetta Domani 21/4.2009 (del 2009, cover di un brano del 2003 di Mauro Pagani), per la raccolta fondi destinati alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo: anche in questo caso tanti grandi nomi (Zucchero, Venditti, Elisa, Battiato, Vecchioni, Max Pezzali, Jovanotti, la Pausini…) per un prodotto che non ha emozionato. Entrambe le canzoni non erano state scritte per l’occasione e probabilmente anche per questo l’operazione non è riuscita. Ma anche senza fare gli esterofili possiamo dire che la differenza di cilindrata con i progetti inglesi e americani era evidente.

Ed ecco che avvicinandosi il Natale, in cui tutti in teoria dovrebbero, si dice, sentirsi più buoni (perché mai, poi?) il Di qua o di là musicale riguarda proprio Do they know it’s Christmas? e We are the world. Anche se solo la prima nasce come canzone natalizia, visto che uscì in tutto il mondo all’inizio di dicembre. Quale vi piace di più, quale ricordate e vi trasmette sensazioni migliori, al di là dei testi scontati? Meglio la scanzonata interpretazione dei Band Aid capeggiata (tra gli altri) da George Michael, Boy George, Sting, Simon Le Bon, Paul Young e Bono Vox, oppure la calda perfezione corale di Michael Jackson, Cindy Lauper, Tina Turner, Stevie Wonder, Bruce Springesteen, Ray Charles, Huey Lewis e tanti altri ancora del progetto americano, prodotto da Quincy Jones?

Do they know it's Christmas o We are the world?

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Do they know it's Christmas o We are the world?, 8.0 out of 10 based on 2 ratings

21 commenti

  1. Direttore manco voto , robetta

    Per l’uomo Indiscreto questo è il canto di Natale

    https://youtu.be/dxu6LD3TGs4

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  2. G

    Christmas with the yours. Easter what you want.

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  3. P

    Voto UK per Midge Ure e Paul Weller anche se dall’altra parte Kim Carnes era favolosa…… In tema di supergruppi però la Sun City di A.U.A.A. è un gioiellino che ha ottenuto molto meno di quanto meritasse…

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  4. Do they now it’s Christmas non ha ancora stancato, dopo tanti anni: vince lei. We Are the World, operazione nata pochi mesi dopo proprio per copiare gli inglesi (al punto che vi intrufolò anche Geldof), alla fine è un po’ una palla nonostante i personaggi clamorosi (quante altre volte sono stati insieme a fare qualcosa Michael Jackson, Springsteen e Dylan?) e la maggiore immediatezza… Come canzone di Natale, staccata dal discorso beneficenza, Last Christmas degli Wham (che metto sempre mentre sto facendo l’albero) e All I Want for Christmas is you di Mariah Carey…

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    1. L

      Mia moglie quando fa l’albero mette una compilation di sta roba, da last Christmas a all i want for Christmas per finire con Irene Grandi che canta dei Babbi Natale appesi… Quest’anno ha detto che se non gli appendo le luci sul terrazzo divorzia, io sto tenendo duro… 😁

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      1. Non si può essere beceri a metà, noi lo siamo fino in fondo recuperando anche Bing Crosby… comunque la canzone di Natale non è un genere facile, ci hanno provato tutti (da Elvis a Madonna, dai Jackson Five a Ella Fitzgerald), ma pochi ce l’hanno fatta…

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      2. P

        La moglie di Dane, divorzista, fa sconti per comitive?

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        1. L

          Bisogna sentire come si è trovato gobbo… 😀

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  5. M

    Sono uguali per me: entrambe hanno contribuito per un cazzo a togliere la fame dal mondo (un mondo nel quale le disuguaglianze e le atrocità di una parte di popolazione mondiale peggiorano di anno in anno) e sono la classica paraculata che le star americane devono fare una volta all’anno mostrando la faccia contrita d’ordinanza tra una striscia ed un’orgia. Sono quindi totalmente inutili oltre che brutte canzoni.

    Mi chiedo sempre cosa pensi quella parte di mondo quando vede queste cose.

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    1. A

      non a caso parodiato dai simpson in grandissimo stile!

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  6. B

    do they know it’s christmas nella versione cantata alla fine del live aid: molti di quei cantanti non ci sono più e mette malinconia.

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  7. A

    sì ok, bellissime entrambe, ma quella che è passata alla storia è “Happy Xmas (War is over)” per il modo di dire “sei più inutile di Yoko Ono che suona il tamburello fuori ritmo”

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  8. E

    Scelgo “we are the world” perchè fa flippare Eric Cartman

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  9. E

    Melodicamente e negli arrangiamenti le due canzoni sono quello che sono, dei discreti prodotti pop e nulla di più, ma ciò che mi piace ancora oggi a distanza di decenni è la capacità da parte di molti degli interpreti di dare un marchio personale e inconfondibile ai pochi secondi (a volte pochissimi) a loro assegnati. Per fare solo alcuni esempi, l’attacco di Paul Young fa sembrare DTKIC una sua canzone, così come l’intervento di Bono connota quello stacco come in tante canzoni degli U2. Lo stesso fanno in WATW Cindy Lauper e Paul Simon, ma anche tanti altri. Voto la canzone britannica (britannica in senso lato…) perché più spontanea e meno leccata, ma ammetto che a riascoltarle e a rivedere i video oggi ancora un po’ mi commuovo…

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  10. M

    No. Irene Grandi con le canzoni di natale no.
    È il male assoluto.

    E intanto noi
    ci facciamo i regali
    il giorno che è nato Cristo
    arricchiamo gl’industriali

    e intanto noi
    ci mangiamo i panettoni
    il giorno che è nato Cristo
    diventiamo più ciccioni

    Testo Luca Carboni. Cover di More than words…

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    1. L

      E allora, diglielo te…

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    2. L

      Io dico quella con la intro di Sgarbi!!!! 🤣🤣🤣

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  11. M

    Io ho avuto il coraggio. E ha pagato.
    Piuttosto meglio Michael Bublè

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  12. A

    Interessante questo video con la session di registrazione in studio di We are the world, con la parte (per me la più bella) di Michael Jackson che passa la palla a Huey Lewis, Cindy Lauper e Kim Carnes.

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  13. U

    https://youtu.be/krNQWha_WIw

    Fermi tutti. Abbiamo la canzone vincitrice

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    1. M

      Ma Cristiano Doni è a piede libero?

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