Basket

Provinciali e felici

Stefano Olivari 09/10/2009

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1. Finalmente comincia il campionato di A, anche se oggi come ieri il basket italiano è essenzialmente un fenomeno provinciale e come tale va trattato. Provinciale nel senso che le vicende di una singola squadra interessano quasi solo presso il suo bacino d’utenza, situazione che vale anche nelle città con grande cultura cestistica: non sappiamo quanti tifosi della Virtus Bologna conoscano il roster dell’Angelico Biella o quanti della Scavolini Pesaro quello della Vanoli Cremona, crediamo pochissimi. L’Armani Jeans Milano è la squadra che l’anno scorso ha ottenuto su Sky i migliori ascolti, ma non può essere paragonata ad una Juventus le cui vicende interessano anche agli antipazzanti di ogni parte d’Italia: semplicemente fra gli abbonati a Sky esistono più milanesi che canturini.
2. Lasciando i massimi sistemi, un pronostico da bar prima di immergerci nel Basket Day. Siena campione d’Italia senza fare prigionieri: un Hawkins anche solo medio non farà rimpiangere Kaukenas, mentre Zisis si è abituato nel CSKA a comportarsi da gregario di lusso. Il vero interesse è nel gruppo delle seconde, dove un giocatore in arrivo a stagione in corso può sempre fare la differenza. Al momento la più ‘seconda’ ci sembra la Virtus Bologna: per la fiducia in Lino Lardo, parametrato al valore dei giocatori avuti miglior allenatore italiano dell’ultimo decennio, per David Moss, perchè Collins guarirà (forse in gennaio) e perchè solo Siena sa massacrare le zone sistematiche. Più complete, come copertura dei ruoli, sono la Lottomatica Roma che ha quasi tutti gli italiani del presente (Vitali, Giachetti, Crosariol, Gigli, Datome) e la Benetton Treviso che ha molti di quelli del futuro, mentre Milano è più fisica rispetto alla stagione scorsa ed oltre agli acquisti stranoti (Petravicius, Finley, Acker, Maciulis, Mancinelli) ha un giocatore come Jeff Viggiano, che sembra fatto apposta per creare identificazione nel pubblico: rischia di giocare poco, sarebbe un delitto.
3. Praticamente chiunque può arrivare sesto, con menzione d’onore per Biella che può far sognare con Fred Jones e dare qualcosa all’Italia con la maturazione di Aradori: un ambiente eccellente, un palazzetto splendido (quasi sempre il merito è del basket, in tutta Italia, anche se poi ci fanno le feste dell’Unità o le sagre della porchetta) che chiede solo di entusiasmarsi. Per gli altri due posti da playoff puntiamo sulla serietà di Teramo, corroborata dai rimbalzi di James Thomas, e sul potenziale di Avellino: Dee Brown e DeMarcus Nelson sono sulla carta fra le migliori coppie di guardie della serie A.
4. Per quanto riguarda le due retrocessioni, ci stupirebbe se questo ‘onore’ non toccasse a Napoli e Varese. Il semi-trasferimento da Rieti e una situazione societaria nebulosa potrebbero essere la zavorra della Martos più di quanto gli stranieri ‘di categoria’ non lo siano per Varese, rendendo certe partite di fine stagione poco più che una scampagnata. A chi segue il basket questo basket continua ad interessare, se fosse limitato il mercato durante della stagione interesserebbe di più anche alla gente che frequenta altre discipline. Fermo restando che negli sport diversi dal calcio il provincialismo è un male necessario.
stefano@indiscreto.it

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