NBA Draft 2020, Mannion e gli altri sulla fiducia

Il draft NBA 2020 si svolgerà questa notte, diretta dalle 2 su Sky Sport Uno, e si preannuncia come il più strano di sempre. Tutto virtuale, tutto a distanza, con la sede significativamente spostata dal Barclays Center agli studi principali di ESPN a Bristol, Connecticut. Ma il vero problema è che riguarda giocatori che il grande pubblico non ha potuto mai davvero vedere al di là degli highlighs: gli stessi deleteri one-and-done non hanno nemmeno concluso il loro ‘one’, visto che quasi nessuna conference ha avuto un campione 2019-2020 e soprattutto che non si è visto il torneo finale NCAA. Zero March Madness, visto che la stagione è stata stoppata ad inizio marzo.

Chiaramente per noi l’interesse è tutto per Nico Mannion e Paul Eboua. Il figlio dell’indimenticato Pace e di Gaia Bianchi dopo il mezzo anno ad Arizona ha visto precipitare le sue quotazioni: l’anno scorso i mock draft lo davano a metà primo giro, quest’anno i più ottimisti lo danno alla fine del primo e molti a metà del secondo. Forse del Red Mamba nel cuore di Sacchetti non convince il fisico, forse non convince il tiro. In altri anni avremmo detto che gli sarebbero convenuti un’altra stagione NCAA o un paio in Europa, ma in questo periodo storico si rischia solo di buttare via del tempo ed alla fine la NBA è l’unica realtà cestistica su cui scommetteremmo per i prossimi mesi.

Eboua l’abbiamo visto abbastanza bene l’anno scorso, grazie ad Eurosport Player, a Pesaro: ci sembra il tipico talento fisico importato dalla Stella Azzurra, modello che riceve tanti complimenti ma a cui metteremmo un asterisco, con grandi margini di miglioramento che non significano che per forza migliorerà. È italiano di formazione, se mai gli dovesse interessare giocare come tale da noi, ma non potrà giocare per l’Italia perché è camerunense al 100% e giustamente giocherà per la nazionale del suo paese. Il fisico è quello di un tre moderno NBA, il resto tutto da costruire. A sensazione potrebbe essere un nome da G-League.

A parte i due, facciamo uno e mezzo, italiani, stanotte i nomi da copertina saranno LaMelo Ball e James Wiseman. Il primo, fratello del più noto Lonzo, rischia di essere la prima scelta assoluta (per i T-Wolves, nel caso) più azzardata di sempre in una storia che pure di azzardi ne ha avuti, visto che di fatto non ha giocato gli ultimi due anni di high school ed è rimasto vittima dei mille cambi di idea del padre LaVar, con varie esperienze di nessun valore ed una figuraccia nell’unica decente, cioè il campionato lituano: magari è fortissimo, ma è tutto sulla fiducia.

Quanto a Wiseman, centrone che potrebbe cambiare la filosofia dei Golden State Warriors (che scelgono per secondi) se Minnesota farà la scommessa Ball, ha avuto una carriera liceale più lineare ma il mezzo anno NCAA se l’è comunque perso per squalifica. In generale, guardando anche gli altri nomi, il draft NBA 2020 è uno spot per l’innalzamento almeno a 20 anni del limite di età, pur senza fare la retorica della NCAA, che a livello di grandi college ha da anni logiche iperprofessionistiche, senza pagare gli atleti.

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34 commenti

  1. Draft stranissimo.

    A sensazione uno dei piú poveri di sempre, in termini di talento.
    Oltretutto i prospetti non giocano da mesi ed é difficile valutarli: Wiseman per dire ha giocato la bellezza di 3 (tre) partite al college prima di essere squalificato.
    LaMelo é il piú intrigante di tutti, ma potrebbe essere un bust epico.
    Non é un mistero che un bel po’ di franchigie da lottery stanno cercando di cedere le proprie scelte (ma a chi?). O forse sono solo smokescreen.

    Mannion é in una situazione scomoda. Andasse al secondo giro, con un contratto non garantito, potrebbe ipoteticamente guardare all’Europa?

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  2. “Il copy è in briefing per fare il target…” (cit.)

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  3. Il fratello di Sinner? Ce l’ha la faccia?

    Vediamo chi se lo prende Felipe la LaMelo.

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  4. il mio hype è per il draft 2021, ove vedrà protagonista Luka Garza e il suo indimenticato padre Frank
    ci sarebbe da fare un bell’articolo su quel 1998 e quel progetto faraonico e futuristico nel nord-est cestistico…

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  5. Red mamba…

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    1. Red shoes mamba? 😀

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  6. Chi gli ha appioppato il nome Red Mamba è un criminale. Adesso con quel nome pensi subito a Brian Scalabrine. Sembra suo fratellino…

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  7. Gallinari in direzione Atlanta, che offrirebbe un triennale.

    Diciamo che il portafoglio è ritenuto più importante della bacheca..

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    1. Considerando che al massimo vince una squadra all’anno, tu accetteresti la MLA da una squadra che “forse” vince oppure un comodo triennale da 20 milioni in una squadra che ad Est potrebbe “forse” fare i playoff (venendo spazzata al primo turno)?

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      1. Non lo so, dovrei essere nei suoi panni. Ma probabilmente sceglierei il grano 🙂

        Non voleva essere una critica, solo una costatazione: quando ci saranno le critiche dei tifosi “eh ma non ha mai vinto niente” sapremo che é stata una sua scelta.

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  8. Mannion a golden state!

    Deve aspettare fino a meta secondo giro ma, alla fine, l attesa da un ottimo risultato

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    1. No ottimo risultato direi di no (visto che qualche mese fa lo davano addirittura in lotteria). Chissà se poi ci andrà per davvero a GS…

      Ah, pare infortunio serio per Klay Thompson (tendine d’Achille).
      Che sfiga.

      Comunque draft senza sorprese, con le prime 3 posizioni che rispettano il pronostico.

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  9. Il livello del gioco NBA ormai è scaduto moltissimo rispetto al top degli anni 80/90 ed il draft lo dimostra.
    Se BIRD ha fatto 4 anni di college e Jordan 3, Mannion ne doveva fare altrettanti per diventare un campione..
    Nin lo vedo in NBA, dove conta sempre più il fisico e meno la tecnica.. meglio in Europa..
    vedremo….

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    1. Al di la della retorica delle belle merendine di una volta avrei dei dubbi:
      1) ” BIRD ha fatto 4 anni di college e Jordan 3, Mannion ne doveva fare altrettanti”…cioè ne doveva fare 3 o 4?
      2) considerando che ” in NBA conta sempre più il fisico e meno la tecnica”, gli anni di college gli dovevano servire per migliorare il fisico?
      3) e se il college doveva servire a migliorare la tecnica come potrebbe essere meglio in Europa?

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      1. Il college andrebbe fatto solo pochissimi riescono ad essere competitivo subito.
        Si migliora in 3/4 anni sia di fisico che di tecnica…
        In Europa senza diverse regole NBA come i tre secondi difensivi e fischiando le infrazioni di passi, passi in partenza e palle accompagnate la tecnica serve molto di più..
        Lo dimostra lo stesso Doncic quando dice che è più facile segnare in MBA che in Eurolega..

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  10. OKC avrá 17 (diciassette!) prime scelte da qui al 2026.

    Trust the process anche qui.

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    1. Il problema è cosa se ne farà.
      Non potrà usarle tutte, sono tutti contratti garantiti da dare.

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      1. Molto dipenderá anche da quali scelte sono, non ho controllato.
        Perché se sono scelte di fine primo giro te ne fai poco, visto che é complicato fare “trade up” in nba.
        In realtá fare rebuilding é complicato, devi essere bravo a scegliere ma devi anche avere culo di beccare l’annata giusta.

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        1. Come fai a dire in che posizioni sceglierai tra 5 o 6 anni?
          Se 3 anni fa tu avessi avuto in mano la prima scelta di GSW avresti mai detto di scegliere alla 2?

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          1. ma infatti é quello che sto dicendo (avere culo) 😉

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  11. Confermato l’infortunio di Klay: salterá tutta la stagione.

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  12. L’indimenticato Pace! L’indimenticato Pace? Ma veramente?
    Ve li ricordate ancora, da quelle parti lì, certi trentelli segnati in faccia alla vostra difesa, in cui ben figurava l’ormai giubilato Nembo Kid?

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  13. @leone minuscoli
    Come fai a pretendere da un ragazzo che può guadagnare una valanga di soldi a 18 anni grazie a talento e/o fisico di aspettare fino ai 22 ( con tutti i rischi annessi)?
    In tutti gli sport sono già professionisti dai 16/17 anni se non prima.
    Se bloccano nba accesso ai 22 anni. Si faranno 3/4 anni in giro per il mondo

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  14. Il Gallo intanto riesce finalmente a coronare il suo sogno di unirsi ad una contender…

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  15. Bel colpo dei Lakers con Harrel

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  16. Gallinari per me me ha fatto benissimo. Tanti soldi , quintetto base etc etc fare il comprimario , a meno soldi, in una squadra che punta in alto non è detto che sia per forza scelta migliore .
    Poi magari evitasse certe dichiarazioni
    https://www.google.it/amp/s/www.gazzetta.it/festival-sport-trento/11-10-2020/nba-belinelli-gallinari-mercato-puntiamo-titolo-soldi-vengono-dopo-3802728197396_amp.shtml

    Che sono un po’ un refrain della sua carriera

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  17. Quoto, la scelta era un no brainer.

    E lui è davvero un paraculo.

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  18. Da segnalare anche Campazzo che dal Real passa a Denver.

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  19. Ammesso che qualche contender l’abbia cercato, ma no-brainer de che, ma dove.

    Scelta comprensibile, e’ facile fare la morale coi soldi degli altri, ma totalmente in sintonia con la mentalita’ da guappo di cartone che ha contraddistinto la sua carriera.

    Meglio 100 milioni in banca e provare a vincere qualcosa o 130 milioni a giocare 82 esibizioni all’anno? C’e’ gente che ha scelto la prima opzione, praticamente tutti i “terzi violini” delle squadre da titolo.

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  20. É un grosso se.

    Secondo me nessuno rinuncerebbe a quei soldi, ma potrei sbagliarmi.

    Vedi il recente caso Bogdanovic.

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  21. Anche Jordan ha deciso di rompere il salvadanaio.
    120 mln (in 4 anni) ad Hayward

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  22. 😳

    Fantastici gli Hornets…

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  23. d accordo con transumante: la staria del nba è piena di giocatori dai 30 in su che, dopo aver monetizzato, decidono, nel caso non abbiano mai vinto, di prendere leggermente meno pero di provare a giocare per vincere, o anche di 1 o 2 secondi violini di in squadre da titolo che, pur di far rimanere competitva la squadra, firmano al “ribasso”. Una carriera ahime contrassegnata da una bassa mentalita vincente

    Sessione di mercato che vede per me i Lakers come la squadra che finora si è mossa meglio: non solo stanno riusciendo (cosa sempre difficile) a migliorare una squadra che ha appena vinto il titolo ma stanno provando a fare il passaggio da squadra che fa all-in su una sola stagione a squadra che vuol provare a creare una continuita al vertice decisamente piu duratura

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  24. Da Overtime:

    – Ciao Trevor, com’è andata l’ultima settimana? –

    “Fino a domenica scorsa ero un giocatore dei Blazers, lunedì mi hanno scambiato coi Rockets, mercoledì i Rockets mi hanno girato ai Pistons, e stanotte Detroit mi ha mandato a Dallas. Che mi ha spedito a Oklahoma.
    A parte questo, tutto bene”

    😀 😀

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