La mano di Conte contro la Fiorentina

Le cinque sostituzioni possibili a partita hanno secondo noi ingigantito quello che già con tre era un mito mediatico: gli allenatori bravi a cambiare le partite. Fino a un anno fa in Italia l’archetipo di questo tipo di allenatore era Massimiliano Allegri, adesso dopo Inter-Fiorentina il nuovo mago della sostituzione a partita in corso è diventato Antonio Conte, in attesa del prossimo turno in cui una squadra allo stremo delle forze sarà piegata nel finale dal quarto attaccante della Juventus o dal quinto del Napoli (era per dire, domenica c’è Juventus-Napoli).

L’allenatore nerazzurro nel secondo tempo ha fatto alzare dalla panchina, in ordine di apparizione, Hakimi, Sensi, Vidal, Nainggolan e Sanchez… Tutti giocatori che in varie epoche sono stati uomini-mercato, comunque giocatori all’altezza e anzi in qualche caso meglio dei titolari. In altre parole, la mano dell’allenatore ci può essere ma solo quando ci sono i giocatori sui quali usarla.

Altre rose su cui si può mettere la ‘mano’? Ovviamente quella della Juventus, ma notevolissime come numero di giocatori ‘veri’ (a 25 ci arrivano formalmente quasi tutti) anche quelle del Napoli, dell’Atalanta e della Lazio. Al confine della ‘mano’ quelle di Roma e Milan., Insomma, anche di Pirlo e Gattuso leggeremo, e nel caso di Gattuso stiamo peraltro già leggendo, di ‘mano’.

Con una piccola provocazione diciamo che la vediamo un po’ all’opposto. Queste mosse geniali, cioè in definitiva mettere in campo più giocatori offensivi o giocatori offensivi più freschi, sono figlie anche di formazioni iniziali sbagliate. L’abbiamo già scritto ma ci ripetiamo: le cinque sostituzioni a partita hanno cambiato il calcio, quasi più di una modifica del fuorigioco. Ed è incredibile, o forse no visto il modo in cui vengono tenute in piedi, che le squadre medie e piccole abbiano accettato così supinamente questa rivoluzione mai discussa.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 8.7/10 (14 votes cast)
La mano di Conte contro la Fiorentina, 8.7 out of 10 based on 14 ratings

9 commenti

  1. Quello davvero decisivo lo ha fatto entrare per ultimo.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
  2. E’ buffa questa cosa che il rugby, sport con grande fascino, ma proprio perchè ha l’alone di sport “vero”, non compromesso, di e per uomini veri, ecc ecc ha fatto l’apripista al calcio: moviola in campo prima che nel calcio, tempo semieffettivo prima che nel calcio e 8 cambi (su 15, cioè più o meno come 5 su 11). Manca al calcio l’ultimo passo rugbistico, la sostituzione temporanea (cioè quello che esce poi rientra, cosa che ovviamente esiste da secoli nel basket, nel volley, nell’hockey, e da qualche anno anche nel rugby)

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 10 votes)
    1. Nel rugby però è iniziata per motivi particolari, non come nel basket…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: -3 (from 3 votes)
  3. La sostituzione temporanea nel rugby è solo per motivi sanitari (colpi in testa ) ed è obbligatoria, c’entra nulla con quelle di pallavolo e pallacanestro

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 4 votes)
    1. no paperogha, nel rugby c’è la regola delle sostituzioni continue, non per infortunio, che è limitata da (copia/incolla dalla federrugby) “Il numero di intercambi non deve superare i 12”

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: 0 (from 0 votes)
  4. D’accordissimo con l’articolista, la più spudorata delle bufale sulla mano dell’allenatore cominciò al Milan per Capello: unico della serie A ad avere una rosa con due squadre, si permettevano pure di fargli i complimenti quando rimediava le partite coi cambi nel secondo tempo.
    Il culmine lo raggiunse mi pare in una partita contro il Torino (credo fosse quello di Mondonico, che lo impacchettava spesso e volentieri, ricordo addirittura un gol di tacco di Casagrande). Capello si era permesso il lusso di mandare in panchina Gullit (campione del mondo di club, campione d’Europa con la nazionale, pallone d’oro, ecc.) e Albertini (miglior talento tra i centrocampisti italiani, di lì a poco regista della nazionale, ecc.).
    Nel secondo tempo, sotto di un gol, Capello li fece entrare: cross di Albertini, colpo di testa di Gullit, gol del pareggio. Commento unanime dei giornalisti: “bravo Capello ad azzeccare i cambi!”
    E “grazie ar cazzo!” ‘n ce ‘o metti?! Ma andate a cagare…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 12 votes)
    1. Si si , esatto, primavera 1993, quella in cui riuscì a perdere la Champions e stava per perdere il campionato con quella che era semplicemente (ed ancora oggi imbattuta) la miglior rosa della storia del Milan. Quella partita era proprio nel periodo in cui il Milan non riusciva più a vincere. Talmente pieno di idee in attacco il buon Fabio che da dopo l’infortunio del Cigno il Milan iniziò a segnare un gol a partita e l’anno dopo segnó 36 gol (vincendo grazie ad una difesa di extraterrestri). Poi capisco che Van Basten non lo soStituisci così ma credo che lui debba tutto a quei 4-5-6 la dietro.

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +6 (from 6 votes)
      1. Ci mettono la mano spesso e volentieri per correggere formazioni di partenza deliranti. In quel caso non si parla mai di mano, sono formazioni orfane.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0 (from 2 votes)
      2. Credo fosse l’episodio del battibecco con Gullit sul bene del Milan…

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: -1 (from 1 vote)

Lascia un commento