Commisso all’ultimo stadio?

Rocco Commisso si è stancato dell’Italia, di Firenze e quindi della Fiorentina? Ascoltandolo ieri nella conferenza stampa del genere ‘Non ci lasciano fare il nuovo stadio’, ormai un genere giornalistico a parte per proprietari stranieri e italiani, quest’uomo ci è sembrato sincero. Forse la sua metà italiana, per non dire calabrese, ha già capito tutto, ma quella americana davvero non concepisce che uno che vuole investire 250 milioni di euro su un territorio rappresenti un problema.

Rispetto a tanti altri progetti di nuovi stadi, pensiamo a Milano e Roma, quello di Firenze (soprattutto nell’ipotesi del rifacimento del Franchi, non quella di Campi Bisenzio) sulla carta non è collegato ad ecomostri immobiliari o commerciali, ma è soltanto uno stadio da 42.000 posti ipermoderno. Una filosofia diversa, diremmo politicamente più realistica, rispetto alla versione originaria (2009) della Cittadella Viola nella testa dei Della Valle, in altra area e che sarebbe stata una specie di Disneyland (per noi un pregio, peraltro).

Eppure anche a Firenze, dove non c’era esattamente la coda per rilevare la società, sono spuntati un po’ da ogni parte politica i signor no. Meno simpatici di Ludovico Peregrini e bene inseriti nel trend italiano degli ultimi anni, rafforzato dal Covid: meglio non fare niente, così non si rischia niente, e spartirsi l’IRPEF dei veneti, che investire (anche soldi di altri!) pensando al futuro. I 5 Stelle stanno per fortuna scomparendo, ma indubbiamente hanno intercettato lo spirito del tempo ed il partito che li sta inghiottendo ne ha tenuto conto.

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53 commenti

  1. Direttore carico a pallettoni, me gusta mucho.
    Stia pronto ad aprire l’ombrello, tra poco arrivano Cydella e i suoi compagni a spiegarci come sia buono e giusto continuare in questa linea politica….

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    1. Quale linea politica?

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  2. e spartirsi l’IRPEF dei veneti…..

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    1. Ah, avete cominciato a pagarlo, finalmente?!

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  3. Quanto meno una persona che sembra non aver paura a parlare chiaro, ovviamente nel proprio interesse ma che dovrebbe essere anche interesse comune. La risposta all’Onorevole Di Giorgi, che già parlava di fantomatici concorsi di idee “mondiali” per la ristrutturazione dello Stadio Franchi (ovviamente a spese di Commisso ….) direi ne è una prova.

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  4. Ammetto di non aver seguito molto la vicenda ma quale sarebbero le obiezioni dei signor No?
    Dopodichè perdonatemi ma se uno mi viene a dire che lo stadio sarebbe un volano per l’economia toscana (nemmeno di Firenze, toscana…) in un periodo di crisi la tentazione di far partire le pernacchie rischia di farsi irresistibile

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    1. Vabbè dai, mi sono già risposto da solo leggendo un po’ in giro, niente di nuovo sotto il sole.
      Mi dispiace per Commisso, siamo in Italia ed anche uno stadio può avere un interesse artistico; non penso dovrebbe essere un problema restaurare il Franchi e renderlo uno stadio funzionale per il ventunesimo secolo rispettandone la storia però sicuramente è più facile buttar giù tutto e ricostruire ex novo in stile Carcarlo Pravettoni.

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      1. Il punto è esattamente quello. Non c’è un no ostativo e non è vero che costruirne uno nuovo costerebbe meno, c’è semplicemente l’indicazione che uno stadio può avere “motivi storico-relazionali” (termine tecnico che viene fatto passare dai cialtorni per “interessi artistici” per far passare per scemi quelli dei Beni Culturali…) per cui vada tutelato ed adeguato riqualificandolo senza stravolgerne le caratteristiche peculiari.
        Il vero problema è che nessun presidente vuole comprarsi terreni e farsi lo stadio nuovo lasciando ai comuni quello vecchio perchè in quel caso non ci sarebbe l’interesse pubblico e il presidente dovrebbe pagarsi tutto così come il comune resterebbe con uno stadio inutile senza incassare i soldi di affitto e gestione. Quindi la scorciatoia è sempre quella di abbattere il vecchio, così il nuovo passa per interesse pubblico col privato che ci mette i soldi per la costruzione risparmiando però su tasse, oneri di urbanizzazione che gli vengono “regalati” dal pubblico (e magari ci mette qualche km cubo di cemento in più giusto per arrotondare con l’immobilizzazione di capitali…).
        Se uno veramente vuole lo stadio se lo fa senza starnazzare troppo…

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        1. Senza entrare nella discussione, ma solo per precisazione.
          Commisso ha, in alternativa al Franchi, opzionato e rinnovato l’opzione per l’acquisto di terreni privati in un comune limitrofo. Si parla di qualche centinaio di migliaia di euro investiti solo per l’opzione.
          Nel caso Commisso optasse per la costruzione in quest’area, si mormora che le difficoltà burocratiche (non da parte del comune interessato), comitatoriali, aeroportuali, ambientali e paesaggistiche (ridicole quest’ultime secondo me), e i ricorsi vari sarebbero già pronte a scatenarsi.

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          1. Non conosco la zona specifica, quindi non saprei giudicare i motivi dell’opposizione che possono andare dalle pastette di chi appunto vuole abbattere il Franchi per far costruire LI’ il nuovo stadio ai semplici cittadini che non vogliono traffico in mezzo ai coglioni.

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          2. Immagino a Campi, di preciso dove lo farebbe lo stadio?

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  5. Pil pro capite veneto: 33k euro, pro capite toscana: 30k euro. Ebbasta dai.

    Se poi l’idea per rilanciare l’economia nel 2020 e’ lo stadio siamo messi bene. Posto che e’ comunque meglio di fare debiti con l’UE per comprare i banchi con le rotelle.

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  6. Unico aspetto da rispettare per me è l’aspetto architettonico e il valore conseguente. San Siro è un monumento, non essendo dei barbari va “solo” ristrutturato e non abbattuto. Il Franchi non so ma se si riesce a recuperarne l’aspetto storico qualcuno mi deve spiegare perché non andrebve ceduto alla società calcistica che lo utilizza? Fuori dai denti: manco le mazzette bastano piu?! Signora mia che tempi

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    1. Il problema del Franchi è che appunto non intendono rispettarne le peculiarità storico-architettoniche…

      p.s.: aggoornamento su San Siro: ci sono stati due ricorsi per chiederne il vincolo di tutela. La Commissione giudicante (fatta da esperti esterni ai Beni Culturali) ha ovviamente dato loro ragione. Ma il Direttore Generale dei Beni Culturali lo ha stralciato comunque.
      La Commissione giudicante ha ruolo puramente consultivo, ma nella storia italiana non era MAI successo che un Direttore Generale non ne accogliesse l’indirizzo. Per dire gli interessi che ci sono dietro quella porcata…

      p.p.s.: grazie Renzi! Ecco perchè lo chiamavano il Rottamatore, ma forse era meglio il Demolitore…

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    2. “qualcuno mi deve spiegare perché non andrebve ceduto alla società calcistica che lo utilizza”

      Come obiezione mi viene in mente Pallotta che voleva costruire il nuovo stadio della Roma (dopo aver scaricato gli oneri di urbanizzazione di stadio e metri cubi di cemento esterni allo stesso al Comune) per poi praticamente intestarselo; paradossalmente la società potrebbe cedere lo stadio ad una società di comodo presieduta (casualmente…) dal Presidente del club; stadio magari costruito anche con contributi pubblici e/o dopo aver risparmiato su tasse, oneri di urbanizzazione et similiaria.

      Traduzione: rischierebbe di prenderla in quel posto sia la società che la città; una bella concessione a 99 anni con degli oneri ben precisi a carico della società calcistica (vedi esempio di Udine) penso possa bastare ed avanzare.

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  7. Dire che i 5 stelle stanno sparendo per me èun po’ prematuro: io credo che nelle elezioni che toccano veramente la vita delle persone, cioè le comunali e le regionali, gli italiani votino col cervello, di solito premiando chi ben governa e punendo chi mal governa. A questo livello i 5 stelle hanno vinto solo in città dove nessuno voleva vincere, tipo Roma, la prossima potrebbe essere Milano se tutti giocano a lasciare il cerino acceso in mano a qualcun altro. A livello nazionale, dove la percezione è che la politica sia un teatrino inutile e dannoso, gli italiani votano a cazzo e per la distruzione, cioè per i 5 stelle o per salvini, gente a loro più o meno asservita col compito di “distruggere la democrazia”, lo metto tra virgolette per far capire che è un iperbole. Diciamo che agli italiani non sembra importare di avere al governo degli idioti, ma su chi li governa più da vicino sembrano stare più attenti. Quindi aspettiamo a dare i 5 stelle per morti, e comunque anche se lo fossero, gli altri non sono di alto livello

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  8. Direttore ingiustificatamente preoccupato. Non solo non è vera la storia del no a tutto, ma è vero l’esatto contrario viste le ultime leggi approvate (ho linkato a sufficienza nelle ultime settimane, dire…).

    Dovrei spiegare nel dettaglio cosa sia successo partendo proprio da Firenze (e da Renzi, prima ancora che andasse al governo…) ma metterei nei guai un po’ di persone (a partire dal sottoscritto e dal Direttore).
    Riassumo dicendo solo che non solo non esiste più l’Era del no a tutto, ma al contrario nella più completa indifferenza dei pirla che con la bava alla bocca hanno creduto alla fanfaluca che con lo stadio di proprietà la Fiorentina (ma vale per chiunque) possa giocarsi la Champions con Bayern e Real (come fatto in questi anni dalla Reggiana, peraltro…) siamo all’anticamera del liberi tutti, dove il salotto rischierà un giorno di essere rappresentato dall’abbattimento del Teatro alla Scala o della Reggia di Caserta per farci un Apple Megastore o uno Starbucks Center per la felicità di migliaia di pirla convinti che la vita sia spippolare con l’iPhone bevendo acqua sporca mentre ci si schianta col monopattino contro la vecchia sul marciapiede andando all’aperitivo.

    Mala tempora currunt…

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  9. Confermo: i 5stelle non stanno sparendo per niente. Nelle elezioni “locali” le hanno quasi sempre prese.
    Cosi’ come quel 41% alle eruopee per Renzi significava 30% alle politiche (solo che lui era convinto davvero che in caso di elezioni politiche avrebbe toccato quella percentuale; ed infatti si e’ giocato la carriera). Ogni elezione muove l’elettore ed il suo voto sulla base di motivazioni sempre diverse.

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    1. Ma se per 10 anni si è detto che i 5S andavano bene localmente ma non avrebbero mai potuto governare e infatti mai ci sarebbero arrivati?!

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      1. E per dieci anni e’ successo l’esatto contrario…

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        1. Veramente dove si son concentrati hanno vinto (Parma pareva una congiunzione astrale schillaciana poi si son presi Roma e Torino, non esattamente Nuoro o Gallarate…).
          Dove non han vinto (Milano) è perchè non c’han manco provato…

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          1. A Milano non siamo manco in grado di provarci: gente ormai adulta scappata dai centri sociali o un avvocato del Sud conciato come Paolini, giustamente manco ti prendono in considerazione. Nella città numero 1 d’Italia mica ti puoi presentare con dei disperati.

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            1. Potevate farmi un’offerta… 😛

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  10. posso non credere al ” non mi fanno fare lo stadio?” Quale sindaco di un comune senza già uno stadio direbbe no ad un progetto simile?
    Cosa obbliga milan o inter a costruire nel primo comune attaccato a milano, se non che a milano o firenze si guadagna di più con i collaterali?

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    1. Infatti la minaccia milanese “altrimenti ci facciamo lo stadio a Sesto San Giovanni” fa ridere già nelle premesse…

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  11. La cultura italiana è proprio ossessionata dalla preservazione del passato. Si capisce coi Fori Imperiali, ma a Firenze non puoi spostare una finestra di una casa popolare degli anni 50 perché è considerata un documento storico da preservare per l’eternità. Vivere dentro un museo ha un costo, specialmente nel contesto di un’economia ipercompetitiva dove in altri paesi se una cosa nuova serve, la si costruisce. Commisso con 250M da investire in uno stadio negli US come in qualunque parte del mondo viene *aiutato* a far partire il suo investimento, perché guadagnandoci lui creerà posti di lavoro, consumi, indotto. Un impatto positivo a livello economico insomma, che non deve essere risolutivo per le sorti dell’economia toscana per essere giustificato. Fra questa apertura a nuove iniziative economiche e il preservare i piloni di cemento del Franchi colati con arte da una qualche generazione di palazzinari e opportunamente ripitturati per Italia 90… non ho dubbi ecco su cosa vada fatto. E rompe anche un po’ le palle l’argomento, eh ma Commisso lo fa per guadagnarci. E certo cazzo! Non è che lavorare, investire e guadagnare siano crimini… ahhh il cripto-pauperismo italico…

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    1. Innanzi tutto a dire che lo stadio sarebbe un volano per l’economia toscana è stato Commisso, non io; dopodichè vorrei capire perchè a Berlino possono ristrutturare lo stadio Olimpico rendendolo uno stadio confortevole e mantenendo le linee guida dell’impianto storico rendendolo un impianto molto pù bello degli impersonali stadi moderni ed a Firenze (o a Milano o a Bologna, la torre di Maratona del Dall’Ara va assolutamente preservata) non sia possibile conservare un gioiello del Razionalismo; nessuno dice a Commisso (a Saputo, all’Inter o al Milan) che non deve avere uno stadio nuovo su cui anche guadagnare ma se lo stadio è un mirabile esempio del Razionalismo (nel caso di Firenze) perchè non provare a conservare le linee guida?

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      1. Perchè lo stadio è una scusa, appunto.
        Faccio presente che sono vincolati il Dall’Ara, il Franchi e il Comunale di Torino ma San Siro verrà abbattuto.
        La motivazione è che farlo nuovo costa meno, lo stadio è obsoleto, per restaurarlo bisognerebbe sospendere l’attività. POi Barcellona e Real Madrid rifanno Nou Camp e Bernabeu, riqualificandolo in senso moderno e facendo porcedere i lavori a settori per non sospendere l’attività.
        Perchè?! Perchè nel mondo dello sport business dove contano marketing ed immagine sanno benissimo che nomi come Nou Camp, Bernabeu, San Siro, Maracana, Wembley, ecc. hanno molto più traino, quindi se la scusa è quella del business e del amrketing non lo si intende certo in senso calcistico.
        Vedi Milano, appunto…

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  12. Ah ecco, mancava la storia dei posti di lavoro!
    Eeehhh le ossessioni dell’italica cultura…

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  13. c’é da dire che a livello di infrastrutture sportive siamo la pecora nera d’europa.

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    1. E lo siamo perchè vogliamo conservare a tutti i costi i vecchi stadi oppure perchè abbiamo dei peracottari come presidenti delle società?

      Perchè a Torino, Udine e Frosinone hanno potuto fare gli stadi senza problemi?

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      1. Dai Krug lo so bene che dietro ai nuovi stadi ci sono i piú biechi interessi dei palazzinari.

        Ma non si puó negare che a livello di infrastrutture siamo indietrissimo, con una miriade di stadi e palazzetti fatiscenti che cadono a pezzi.

        Non so chi di sia la colpa, ma siamo a metá tra 2 eccessi (tra il non fare una mazza e radere tutto al suolo ci potrá essere una via di mezzo?) col risultato di storture come squadre che devono giocare in altre cittá, squadre non ammesse nelle coppe ecc.

        Le poche eccezioni che mi citi (Torino… coff…coff…) non nascondono il problema.

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    2. Siamo la pecora nera perchè nessuno pensa a fare infrastrutture per il bene dello sport ma solo come pretesto per pastette di vario tipo, dai mitologici stadi di proprietà (no, ma me li vedo i fighetti che vanno nel quartiere dello stadio di Milan e Inter a Sesto San Giovanni per farsi lo struscio tra boutique….. a Sesto San Giovanni!…) ai palazzetti per i famosi Mondiali di Nuoto di Roma.
      Poi ci sono i fenomeni per cui uno stadio non può avere valore storico-artistico-architettonico (e perchè le chiese sì?!) e te lo dimostrano dicendoti “non è mica il Colosseo!” (che non era esattamente una cattedrale o il palazzo del Principe progettato da un mistro tra Brunelleschi, il Palladio e Frank Lloyd Wright, ma va beh…) e allora capisci che la strada è tutta in salita…

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  14. Matrix, quante sono le società di calcio che vogliono fare lo stadio di proprietà?
    In questo momento La Roma, le milanesi e la Fiorentina.
    A parte i casi già citati, a Cagliari lo hanno fatto e a Bergamo la socetà sta ristrutturando l’impianto già esistente dopo esserselo comprato dal comune.
    Quindi non è vero che sia tutto fermo o che sia impossibile.

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    1. Non ho detto che sia impossibile, ma non posso non notare, come dice Cecco, gli ostacoli burocratici e i mille mila comitati che si oppongono a tutto.
      Ed è un discorso più ampio del calcio e degli stadi proprietà (hai presente la situazione nel basket?)

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      1. Hai presente la situazione delle proprietà delle squadre di basket in Italia? Io Ente locale perchè dovrei andarmi a dissanguare per fare un Palazzo dello Sport quando rischio che nel momento in cui l’ho finito la squadra è bella che fallita?
        I comitati quando il progetto è serio (Udine, Bergamo…) non nascono, nascono quando a Roma decidono che lo stadio è una scusa per cementificare, a spese del Comune, una zona o quando a Milano decidono di buttare giù lo stadio italiano più famoso nel mondo (ed uno dei top 5 più famosi al mondo, tenendoci pure larghi).

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        1. Sí ecco, ci sarebbe sempre quel piccolo dettaglio trascurabile di chi ci mette il grano..

          In questo senso, di solito, si aspetta un’Olimpiade o un Mondiale per riammodernare gli impianti.

          Il fatto, evidente, che ci siano i “furbetti” e secondi fini non toglie che a livello di infrastrutture sportive facciamo pietá (suggerisco un giro in Spagna, saró stato fortunato ma non ho trovato un singolo palazzetto brutto).

          Poi il valore storico/artistico degli stadi é un discorso mi lascia sempre un po’ freddo, lo ammetto (credo sia una fisima molto italiana): magari tra 200 anni ci saranno orde di turisti cinesi e americani che preferiranno una visita al Franchi piuttosto che agli Uffizi 😀

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        2. Krug: ti rispondo con Palalido

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          1. Cosa intendi con Palalido? (Sì, lo so cos’è il Palalido, la domanda non è quella…)

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            1. In quel caso c’era la squadra, c’era la proprietá, c’erano gli investitori, la volontá ecc.

              E dopo 9 (nove) anni di lavori (insomma…) l’impianto é buono giusto per l’Urania.

              La politica e la burocrozia al loro meglio.

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              1. https://www.basketinside.com/serie-a/news-serie-a/palalido-una-storia-%C2%93all%C2%92italiana%C2%94-ecco-gli-oltre-5-anni-di-calvario/

                articolo del 2014 (praticamente si era solo a metá del calvario)

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                1. Sinceramente non ho mai capito veramente cosa volesse farci Re Giorgio con un palazzetto di 5000 posti.

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                  1. mah, prima del 2009 poteva forse aver senso per farne la casa dell’Olimpia.
                    Sede, allenamenti e partite di campionato.
                    Nel corso degli anni é diventato sicuramente un progetto obsoleto.

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                    1. Il Palalido è di proprietà del Comune, l’idea di Armani NON era quella che è stata realizzata.
                      Torniamo ad un problema atavico italiano: i 5S han fatto la battaglia contro i politici per prenderne il posto, senza capire che la vera zavorra sono i tecnici comunali. Che da paraculati statali non decadono ad ogni elezione ma fanno carriera per anzianità e non per competenza.
                      La facciamo una cena indiscreta così vi racconto un po’ di storielle così vi è più chiaro il quadro?!… 😏

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  15. In realtà a Roma non c’entrano nulla i comitati, si è fermato tutto per un’indagine su tangenti per il progetto.
    Su Firenze non conosco la situazione.
    A Milano sappiamo benissimo che i progetti di nuovi stadi fino all’anno scorso erano degli specchietti per le allodole (Lo stadio del Milan al Portello favceva ridere i polli, l’Inter credo non abbia mai nemmeno presentato un progetto) e ora vogliono tirare giù un monumento nazionale dello sport senza che ce ne sia bisogno. Meno male che i comitati stanno rompendo le scatole.
    Non so se ci sono altri casi di stadi fermi in Italia, so che qualcosa volevano fare a Bologna ma non conosco lo stato delle c

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    1. A Roma si è andati per le lunghe anche perchè Pallotta a più riprese ha voluto fare il furbetto…

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    2. A Bologna credo siano piuttosto avanti.
      Sarà comunque uno stadio da meno di 30.000 posti e credo che il comune partecipi alla spesa per qualche decina di milioni.

      https://buildingcue.it/nuovo-stadio-dallara-bologna-punta-alto/20241/

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      1. dai rendering sembra davvero figo.

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    3. Paperoga: Ti correggo leggermente: il progetto Portello del Milan era reale, peraltro una delle poche occasioni perse dal Berlusca, è il progetto dell’Inter c’era eccome.
      Lo si vede su YouTube, poi se vuoi ti racconto una storiella interessante su chi l’aveva progettato che aiuta a capire i movimenti dietro San Siro.
      Prima però mi consulto coi miei avvocati…

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  16. Non sapevo del progetto dell’Inter.
    Quello del Milan fatto in quel punto della città era talmente poco realizzabile che continuo a credere fosse un modo per buttare fumo negli occhio dicendo “noi vogliamo fare lo stadio ma il comune cattivo non vuole”

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    1. Non era meno realizzabile di quello attuale, era un progetto come tanti.
      L’avesse fatto in fase di cessione della società sarebbe stata una magata, per una volta il Berlusca ha perso l’affare…

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  17. Meno Uno, tu sei una di quelle merde lì con la cazzuola in mano pronto a cementificare anche tua moglie!

    Ps: tanto, per quello che la consideri…

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