Berruti o Mennea?

Livio Berruti o Pietro Mennea? Chi è stato più grande fra i due campioni, entrambi medaglia d’oro olimpica nei 200 metri? A sessant’anni esatti dalla vittoria di Berruti a Roma, il 3 settembre 1960, proponiamo il ‘Di qua o di là’ definitivo fra due uomini così diversi da dividere anche a distanza di decenni dai loro momenti di gloria. Due fenomeni con il cui mito deve fare i conti non solo ogni velocista (Tortu si ispira chiaramente a Berruti), ma anche ogni atleta italiano.

I loro albi d’oro sono tutto sommato confrontabili, perché ai tempi di Berruti non esistevano i Mondiali di atletica, che sono nati nel 1983 quando la carriera di Mennea era quasi alla fine (a Helsinki vinse comunque il bronzo, oltre allo storico argento nella staffetta). In entrambi i casi ovviamente la gemma più luminosa è l’oro ai Giochi, dominando (con record del mondo) nel caso di Berruti 1960 o strappandolo con una clamorosa rimonta come il Mennea 1980.

Non sono invece confrontabili i tempi, ottenuti con piste e metodi di allenamento troppo diversi. Ci piace ricordare che in entrambi i casi parliamo di atleti lontani dal doping ed il loro fisico parlava chiaro, anche se fuori tempo massimo Mennea cadde in tentazione. La contrapposizione alla fine è più umana che tecnica: il ragazzo medio borghese che fa atletica per passione e quello piccolo borghese che la fa per emergere, l’atletica di Lord Burghley contro quella di Primo Nebiolo. Una rivalità che per motivi anagrafici non si è mai materializzata in pista, ma che è esistita, con episodi anche clamorosi. Berruti o Mennea?

Berruti o Mennea?

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18 commenti

  1. votato mennea, sostanzialmente solo in omaggio al meccanismo “merendine di una volta”.

    rammento benissimo la diretta tv serale sulla rai di un meeting per il ritorno in pista di mennea e il fatto che il giorno dopo l’atletica fosse il principale argomento di discussione sotto l’ombrellone (ed erano già i tempi in cui i gironcini agostani a tre della coppa italia occupavano pagine su pagine della gazzetta).

    anche qualora tortu vincesse un oro olimpico (e si prestasse poi alle interviste post gara…), dubito che mio nipote di 13 anni ne sarebbe più attirato di un ipotetico titolo “triDENTONE d’attacco”…

    sono noti gli episodi clamorosi di rivalità berruti / mennea?

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    1. Mille litigi a mezzo stampa ed anche qualche episodio fisico, come quando nel 1979, qualche settimana prima del record del mondo (posso sbagliarmi sul periodo ma di sicuro era l’anno prima di Mosca), gli amici di Mennea (e pare anche il fratello) a Formia presero a sberle Berruti per un giudizio critico che aveva espresso su Pietro…

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  2. si credo sarà un plebiscito per mennea per motivi anche anagrafici,
    gli utenti di indiscreto sono vecchi ma non vecchissimi per cui mennea lo hanno vissuto, berruti no..

    votato mennea, l’atletica era bellissima da vedere sia nei meeting europei sia nelle manifestazioni
    e la rimonta dell’80 una cosa paragonabile solo alla certezza del mundial (ergo urlo di tardelli)

    rivista ora: brividi anche dopo 40 anni

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  3. Mennea, perchè da piccoli eravamo tutti Mennea quando correvavamo più veloci di tutti nel cortile della scuola. Forse perchè gli manca una medaglia olimpica ma non ce li vedo i ragazzini di oggi immedesimarsi in Tortu, anche se spero fortemente di sbagliarmi. Fra le rimonte da brivido ricordo con piacere anche l’Alberto Cova di Helsinky, mentre fra le vittorie da brivido in generale la fucilata di Goodwood.

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  4. Ho visto Mennea, voto Mennea. Però a Mosca non c’erano gli amerregani…

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    1. Giusto, non c’earno gli americani, ma Mennea era il primatista del mondo sui duecento….

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  5. Il problema di Tortu e che non sarà mai il migliore al mondo, nemmeno bombato, come lo è stato mennea. Diventasse Usain Bolt o anche solo Gatlin forse sarebbe un idolo dei ragazzini. La Pellegrini era la migliore al mondo e infatti la conoscono e vogliono tutti anche oltre la piscina.

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  6. Che poi vale pure nel calcio eh dove gli italiani mito sono fermi agli ex dell’ultima generazione con Buffon unico in attività (lasciamo perdere…..). Chi se li caga Immobile e Insigne? Basta vedere chi fa le pubblicità, per dire.

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    1. Direi che hai centrato il punto. Infatti magnini (o juri chechi) in Italia è sicuramente più famoso di verratti. Mentre appunto Buffon Totti o del Piero non hanno bisogno di presentazioni.

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  7. A proposito di atletica bella da vedere, ieri spettacolo puro la gara di salto con l’asta in piazza a Losanna.

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    1. Mennea, perché per me è proprio l’ideale di atleta, quello che col duro lavoro quotidiano, caparbio e cocciuto arriva la dove i naturals ci stanno di diritto… Recupera Recupera Recupera, Ha Vinto… Ricordo esattamente dove ero e cosa facevo quel giorno come in pochissime altre occasioni della mia vita…

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  8. Voto per Berruti perché la sua vittoria ha segnato una cesura storico-sociale. Quei 20 secondi con il tuffo finale sul filo di lana sono stati la fine del lungo dopoguerra e l’entrata dell’Italia in un’altra epoca, nella modernità, nella societa del benessere, nel bene e nel male. Stimo moltissimo Menea per quello che ha fatto e per come ci è arrivato.
    Va detto che Berruti e Mennea per molti versi non sono nemmeno paragonabili in quanto appartengono a due ere completamente diverse dell’atletica. Quando è arrivato Mennea era già cambiato tutto .

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  9. Non riesco a decidere per chi votare, il picco più alto è forse l’olimpiade di Berruti, vinta contro “tutti”, ma la durata della carriera di Mennea, ad alti livelli, è comunque straordinaria.

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  10. Somdaggio drogato da questioni generazionali, io voterei Berruti per motivi spiegati da Silvano e Bernardi e perchè chi li ha visti tutti e due solitamente vota Berruti come valore assoluto e Mennea come perosnaggio.
    Ma sono costretto a votare Mennea, per il semplice fatto che ricordo che da bambino sfogliavo non so quale giornale (o l’Intrepido o la Gazzetta) con alcuni compagni di scuola elementare ed ad un certo punto beccammo un articolo con come titolo il quesito di tale sondaggio: prima ancora di leggere l’articolo ci guardammo tra noi esclamando in coro o quasi “chi cazzo è Berruti?!”
    Per dire…

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  11. Il voto cambia a seconda dello sport. E l’atletica secondo me non può che essere quella di Berruti, non quella già professionistica ed ossessiva di Mennea. Messi è Messi 70 volte all’anno, Warholm è Warholm non più di 4 o 5: nell’atletica il professionismo non è sostenibile e non ha in definitiva senso neppure dal punto di vista etico. Se un ragazzo robusto e veloce ha bisogno di soldi è meglio che faccia il difensore in serie B invece del finalista olimpico dei 100

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    1. Mi sembra che questa via sia già stata intrapresa visto la scarsità di talenti che l’atletica riesce a richiamare. In teoria non sarebbe male tornare ai tempi di Berruti, ma con le condizioni economico-finanziarie di oggi e non del 1960, cioè senza professionismo, senza pubblicità ecc., l’atletica rischia di scomparire del tutto.

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  12. Astenuto per manifesta incompetenza.

    Il record di Mennea è però qualcosa che fatico ad inquadrare all’interno delle prestazioni sportive.

    Conseguito più di quarant’anni fa credo sia ancora il miglior tempo europeo sulla distanza.

    Record durato quasi 20 anni e stabilito oltretutto da un atleta con un fisico “normale”.

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  13. due tra i piu’ grandi atleti italiani (e non solo) del novecento. Voto Mennea perche’ ho vissuto, anche se da bambino/adolescente, la sua epopea.L’oro di Mosca mi da’ ancora oggi i brividi, come me li avrebbe dati l’oro di Berruti…..

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