Chi era Mike Bongiorno?

Cadevano ieri i dieci anni dalla scomparsa di Mike Bongiorno, ricordato su RAI e Mediaset con una serie di trasmissioni amarcord, filmati d’epoca e testimonianze relative a un personaggio fondamentale per la televisione e il costume italiani.

Questo sia per la tv pubblica, con i suoi quiz del ‘giovedì’ (giorno scelto dopo le protesta dei commercianti) in cui il sapere era qualcosa di certo e approfondito, sia per quella privata, dando un contributo decisivo al modello commerciale berlusconiano contaminato proficuamente con quello americano.

Mike Bongiorno, al secolo Michael, nei diversi decenni di attività televisiva era di fatto stato in grado di passare con stile dalla sobrietà del bianco e nero (lungamente rimasto in Italia) alle magnificenze del colore (la prima volta sulla TV Svizzera, nel 1975), intrattenendo gli spettatori insieme agli inossidabili occhiali e alla mitologica cartellina con le domande, al grido di ‘Allegria!’. Da Lascia o Raddoppia? a Telemike passando per Scommettiamo e Superflash, per citare i programmi più noti, e trasformando poi il modello semplificandolo al massimo, con i giochi del mattino come Bis, e poi la lunghissima permanenza a La ruota della fortuna.

Mike Bongiorno era di fatto il re del quiz, l’uomo delle domande, ma anche delle risposte, delle celeberrime gaffe, dell’attenzione ai particolari. E dei personaggi, che diventavano campioni e ai quali era evidentemente dedicata un’accurata selezione per capire chi poteva effettivamente sfondare in video. Ma era anche l’ultimo vero baluardo di una televisione che oggi sta dissolvendosi nei ricordi di chi lo ha conosciuto, laddove il quiz colto degli esperti in materia è sostanzialmente sparito dai teleschermi. Le generazioni si formano sulla verticalizzazione e lo streaming dei contenuti, e il generalismo dei programmi è riservato alla generazione ‘anta’.

Detto questo, Mike Bongiorno ebbe anche il merito di offrire visibilità a chi lo affiancava sul palcoscenico, inventando di fatto il ruolo della valletta che apparentemente di facciata si ritagliava invece il suo spazio anche con sole semplici battute di rimando ai suoi commenti. Tra queste, quelle maggiormente entrate nella memoria sono Edy Campagnoli, Sabina Ciuffini, Fabrizia Carminati, Susanna Messaggio, Paola Barale, Antonella Elia, Miriana Trevisan.

Da parte nostra, Mike Bongiorno lo ricordiamo calcisticamente tifosissimo della Juventus (si trasferì da bambino a Torino con la madre) e soprattutto animatore della trasmissione Milan Inter Club che andava in diretta il lunedì sera sull’allora Telemilano, garbatamente portata avanti insieme a giornalisti come Bruno Longhi, Luigi Colombo ed Enrico Crespi. Anno 1978, quando il calcio si viveva in un modo tutto diverso, con in mano i biglietti del settore ‘popolari’ e le radioline attaccate alle orecchie.

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3 commenti

  1. m

    Con Vianello il meglio di tutti. Come #Cr7 e Messi.

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  2. R

    Corrado il più grande.

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  3. L

    in cui il sapere era qualcosa di certo e approfondito

    Beh non c’è altro da dire.

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