False Flag, un Israele quasi normale

Alcune serie televisive hanno un’idea di base così forte da resistere a qualsiasi vuoto di sceneggiatura e False Flag è senz’altro una di queste. La serie israeliana ideata da Maria Feldman e Amit Cohen, che abbiamo appena terminato di vedere su Fox e di cui è in produzione la seconda stagione, prende il nome da un termine usato dai servizi segreti di mezzo mondo, riferito ad operazioni di spionaggio portate avanti facendo ricadere le responsabilità su altri servizi segreti o stati. Gli esempi sono infiniti e anche provinciali, basti pensare alla strategia della tensione, con l’effetto perverso di dare per scontato che l’evidenza sia falsa. La serie stessa prende liberamente spunto da un fatto del 2010, l’uccisione di un terrorista di Hamas avvenuta a Dubai e di cui ovviamente si diede la colpa al Mossad.

False Flag intesa come serie parte invece dal rapimento, avvenuto a Mosca, di un ministro iraniano la cui colpa viene subito data a cinque cittadini israeliani, apparentemente ignari di tutto e con soltanto una cosa in comune: avere tutti un doppio passaporto. Il governo israeliano nega però ogni responsabilità e incarica lo Shin Bet (uno dei tre ‘servizi’ israeliani, quello delegato alla sicurezza interna, oltre a Mossad e Aman) di indagare sui cinque: un chimico, Ben, una maestra d’asilo, Asia, una contabile, Natalie, un nullafacente, Sean, e un’insegnante, Emma. Si scoprirà presto che fra di loro ci sono altri tipi di relazione e che almeno due su cinque lavorano per servizi più o meno deviati, ma la trama a volte un po’ debole nel giustificare tutto (non è possibile che gente pedinata possa navigare sul web senza essere intercettata) passa in secondo piano rispetto all’ambientazione e allo stile. L’ambientazione è un Israele quotidiano, un po’ sonnacchioso e senza lussi, che apprende le notizie dal mondo come le apprendiamo noi, anche quando riguardano Israele. Lo stile non è certo adrenalinico, da imitatori degli americani, anche se l’azione non manca e lo stile dei poliziotti israeliani va oltre l’azione: quando uno degli indagati chiede l’avvocato gli viene risposto ‘Fra dieci giorni, quando si parla di sicurezza dello stato’. Ma senza cattiveria, è così e basta. Quanto alla psicologia dei personaggi, rende credibile in ogni momento qualsiasi loro cambio di campo fra buoni e cattivi.

Poi ognuno in Israele vede ciò che vuole: noi uno dei pochi paesi democratici e in senso ampio occidentali in cui esista un senso del bene comune. Cementato non tanto dalla religione,  quanto dai nemici e da esperienze comuni come un servizio militare serio (tre anni gli uomini, due le donne) e persone ancora in grado di raccontare la fondazione del paese. Un paese che non a caso ha un premier come Netanyhu: super esperto di terrorismo, ha studiato al MIT e ad Harvard, ha condotto materialmente mille missioni rischiose fino alla guerra del Kippur prima di dedicarsi alla politica. Non esattamente la biografia di Gentiloni, Di Maio, Berlusconi o della Mogherini con la quale ha interagito qualche giorno fa, per quanto riguarda l’attaccamento al proprio paese, per non parlare dei tanti ministri della Difesa che non hanno mai fatto il servizio militare né quello civile. False Flag è in definitiva un buon esempio di televisione nazionale comprensibile anche all’estero, come altri successi israeliani tipo Prisoners of War o Galis Summer Camp, una boccata d’aria fra serial killer e corridoi della Casa Bianca.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (6 votes cast)
False Flag, un Israele quasi normale, 10.0 out of 10 based on 6 ratings

8 commenti

  1. …e una inchiesta in corso su frode e corruzione.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 3 votes)
    1. Infatti è un paese civile, con una magistratura indipendente, non un paese arabo

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +5 (from 5 votes)
      1. proprio per questo è abituata a standard più alti di bibi, non credi?

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0 (from 2 votes)
        1. Standard più alti? Se tu o io avessimo un centesimo del curriculum di Netanyahu ringrazieremmo Dio, nella remota ipotesi della sua esistenza

          VN:F [1.9.22_1171]
          Rating: +7 (from 7 votes)
          1. possibile. anzi almeno per me probabile. resta il fatto che in uno stato di diritto nessuno è al di sopra della legge e, fortunatamente, israele ha altri uomini di eguale standard se non superiore. o forse vuoi che ci trasformiamo in un califfato per poter combattere meglio il califfato?

            VN:F [1.9.22_1171]
            Rating: +1 (from 7 votes)
  2. Stefano comprensibile e condivisibile il tuo discorso, pur non essendo un fan d’Israele mi sento più a mio agio ed “a casa” in Israele che in un qualsiasi Paese Arabo (ma anche in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est per dire…), resta il fatto che se vai in loco il senso del bene comune che noi riscontriamo negli israeliani ed in Israele risulta piuttosto mitizzato. Israele non è il monolite che pensiamo sia ma è un Paese fortemente contradditorio e guidato da una classe politica che non gode di grande stima fra i suoi elettori.

    A me ha dato l’impressione di un Paese che cammina perennemente in equilibrio su un filo teso traballante e che finora non è caduto solo perchè viene percepito (e viene percepito perchè indubbiamente c’è) un nemico comune che calmiera le tendenze centrifughe della società israeliana.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 8 votes)
    1. Di sicuro il nemico è il miglior collante, ma anche con i tanti nemici che ha non credo purtroppo che Israele durerà tanto a lungo, per lo meno in forma democratica e con una Knesset totalmente (c’è uno sbarramento, ma lo supererebbe anche Alfano) proporzionale dove il terzo partito è la Lista Araba Unita e ce ne sono due di ebrei ortodossi e un altro ultrasionista che non fanno ben sperare: auguriamo tutto il bene possibile a Likud e laburist, insommai. Visti da lontano, voterei per lo Yesh Atid anche se in un mondo di tutti buoni la soluzione sarebbe quella del Meretz. Consiglio pop per chi ama l’Israele laico, perché non è certo un autore di nicchia: Eshkol Nevo. Avevo comprato la Simmetria dei desideri credendo fosse un libro sui Mondiali…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +4 (from 4 votes)
  3. E poi Netanyahu è stato beccato a sputare la cicca per terra, una volta.
    E comunque Israele popolo invasore!…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -6 (from 10 votes)

Lascia un commento