Le ragazze di Gianni Boncompagni

Gianni Boncompagni è stato un genio della radio e della televisione italiana, dopo la sua morte non merita quindi un coccodrillo bolso del genere ‘Lascia un vuoto incolmabile’ anche se ci verrebbe naturale scriverlo visto che ci ricordiamo benissimo di quasi tutte le sue trasmissioni, anche di Alto Gradimento. Da uomo di grandissima cultura conosceva bene la differenza fra serietà e seriosità, per questo è riuscito a fare con grande classe una televisione leggera che è ricordata da tutti con affetto. Secondo noi la summa ideologica del suo modo di fare spettacolo, con più livelli di lettura, è Non è la Rai, che per quattro anni (dal 1991 al 1995) ha allietato il primo pomeriggio di giovani e meno giovani trasformando ragazze carine, o poco di più, in personaggi di notorietà nazionale, senza bisogno di volgarità o di fare qualcosa di particolare. E rileggere quegli editoriali contro il lolitismo, alla luce di ciò che poi il web avrebbe scatenato qualche anno più tardi, fa tutto sommato sorridere. Quasi nessuna di quelle ragazze era una grande cantante o una grande ballerina, molte di loro rappresentavano tipi che avremmo tranquillamente potuto incontrare sull’autobus: insomma, una via di mezzo fra la televisione dei grandi professionisti di ‘prima’ e quella della gente senza arte né parte che sarebbe venuta dopo. Una televisione rappresentativa di un decennio strano come i Novanta, in via di rivalutazione nostalgica perché è stato l’ultimo senza l’onnipresenza del web e soprattutto senza l’euro: l’ultimo di un mondo protetto, senza le caratteristiche forti degli anni Settanta o Ottanta ma comunque come tutti decenni degno di essere rimpianto da chi l’ha vissuto da giovane. In onore di Boncompagni il nostro ‘Di qua o di là’ non sarà a due, lo scontato ‘Ambra o Pamela?’, ma con più possibilità di scelta. Quale era il nostro tipo preferito? Lasciando da parte discorsi sessuali e quindi coinvolgendo nel voto anche le numerose donne che leggono Indiscreto. Quale era la nostra ragazza di Boncompagni? Possibile esprimere fino a tre preferenze.

Quale era la nostra ragazza preferita di 'Non è la Rai?'

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Le ragazze di Gianni Boncompagni, 4.8 out of 10 based on 11 ratings

60 commenti

  1. Ai tempi, giovane ma già laidissimo, arrapava assai quella con i capelli corti e le tettone
    Purtroppo l’età avanza e mi sfugge il nome…

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  2. Grande professionista ma non meno laido del Frankmorris di qui sopra, non mi mancherà anche perché negli ultimi 30 anni (praticamente tutta la mia vita di telespettatore con coscienza critica) si sono detti su logiche televisive e personali a dir poco vomitevoli.
    Su Macao e Non è la Rai si potrebbero imbastire 3 puntate di Report da far passare la voglia ai genitori assennati di mandare una figlia a un provino, altro che maestro di televisione e sarcasmi assortiti sulle accuse di lolitismo.
    Per venire al sondaggio, mai guardato direttamente il programma che detestavo, però avrei votato per Pamela che a livello di impatto pareva tra le più brutte ma il suo sguardo sottintendeva esattamente gli scenari ricercati allora da un’adolescente, anche se poi fu qualcun altra a metterli in pratica maggiormente…..

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  3. M

    Eponimo del viscido, con quella faccia da cernia bavosa che di certo non aiutava e che al contrario del non bellissimo
    pesce aveva anche il difetto di avere delle braccia. Concetto di genio assolutamente fuori luogo
    visto il personaggio che io metterei a braccetto con qualcun altro della nostra tv. Leggendaria
    una sua intervista a bordo piscina con l’attrice italiana sua “ragazza” nel senso più ampio del termine ,ora quarantenne, che all’epoca aveva forse appena 16 anni.

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  4. Ma con il metro del regista che allunga le mani non potremmo parlare nemmeno di Chaplin… Boncompagni ha avuto denunce di questo tipo? Non mi sembra, quando pur non essendo Michael Jackson qualche milione glielo si poteva portare via. Guardiamo al prodotto finale: le ragazze di Boncompagni, nel senso delle ragazze delle trasmissioni di Boncompagni, non erano mai volgari e le trasmissioni spesso erano piene di allegria anche con le trovate più demenziali (tipo le mezz’or di ‘Please don’t go’ che scattavano ogni tanto). Vedendole poteva sbavare o fare altro (davanti allo schermo) un cinquantenne, ma non certo un ragazzo.

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  5. Non è solo questione di regista che allunga le mani, posto che non si può misurare il tutto con l’assenza di denuncia e relativo scandalo mediatico (in un paese come l’Italia dove Tyson non avrebbe fatto nemmeno un giorno di galera, nemmeno ai domiciliari…).
    Ecco, appunto: le “demenziali” mezz’ore di “Please don’t go” ma anche di “Ay ay, Ballerina di Siviglia” con relativo bordereau SIAE (a vantaggio di chi?!), poi qualcuno le avrà anche trovate allegre (gente che poi vota e tuona contro le scie chimiche).
    “Alto gradimento” sarà stata una trasmissione rivoluzionaria, ma a parte qualche routine da mestierante (vedi Domenica In) Boncompagni è rimasto fermo là, vivendo poi di una posizione di rendita grazie a trasmissioni a dir poco “giovanilistiche” (nel senso più cretino del termine, roba da indagine psichiatrica e sindrome di Peter Pan per l’autore e risvolti aberranti sulla società odierna: c’è sempre un punto di partenza e la relativa evoluzione…) espletata peraltro con metodi a dir poco moggiani (usiamo quest’aggettivo così dribbliamo il problema della querela al titolare del sito…).
    Il primo aspetto è soggettivo, il secondo di certo no.
    Ma sì, guardiamo il prodotto finale: poteva morire (quantomeno il professionista, se non l’uomo) 30 anni prima e non sarebbe cambiato nulla. O forse in meglio…

    Ps: eviterei il salvagente del “eh ma con quel metro…” perché se facciamo le pulci a Gullit non si può proprio salvare Boncompagni…

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  6. t

    ma a qualcuno piaceva davvero Ambra?

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  7. Artisticamente (???) o esteticamente?! 😛

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  8. m

    Genio (vero) della radio, punto.

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  9. j

    Il Tinto Bras della televisione italiana. Fine.

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  10. j

    A proposito di SIAE e ballerine di siviglia ricordiamo che nella top ten c’è Michele Guardi manco avesse firmato O Sole Mio….

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  11. m

    Coccodrillo dal taglio apprezzabile ma sul quale mi trovo in difficoltà. Pur essendo in piena età non é la rai o quasi, non saprei votare. Non ho mai amato la TV intrattenimento, nemmeno da bambino la guardavo. Ricordo a fatica qualche Fantastico in età infantile, ma di non é la rai, a parte l’iconica Ambra con auricolare non riesco ad andare. Romina, Pamela o Genoveffa… non riesco ad associare volto con il nome.
    Forse di quel periodo ricordo quella troiata di “colpo di fulmine” con Alessia Marcuzzi che andava in onda tipo alle 1400 prima di non é la rai. A quel punto il mio corpo non tollerava ulteriore esposizione alle radiazioni mediaset. 😀

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  12. K

    Il paragone con Tinto Brass fatto da jeremy calza a pennello.
    Aveva portato una ventata di aria fresca (la sola lettura dei termini sconsigliati all’esordio in radio è geniale e dirompente), è finito a confezionare puttanate morbose da vecchio bavoso, peccato.
    Sulle ragazze mai volgari penso abbia già detto tutto quanto Vasco, inutile ripetersi.

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  13. A

    Scorrendo la lista direi che molte di queste hanno poi avuto il loro momento di notorietà televisivo e non. Probabilmente non è un caso che Ambra sia stata alla fine la predestinata del lotto, tra il famigerato auricolare e quell’aria un po’ saputella che mostrava davanti alle telecamere.

    Tutto sommato chi pronosticava l’effetto meteora ha sbagliato completamente. In generale trasmissione antesignana degli youtuber che oggi ipnotizzano i ragazzi e tutto sommato più innocua. Comunque di Boncompagni ricordo con piacere il Discoring anni 70, con i ritmi ancora lenti.

    Delle sue invenzioni, Macao la più incomprensibile e per questo geniale nell’attirare l’attenzione sul nulla, e ovviamente gli indimenticabili fagioli di Pronto Raffaella. Detto questo da ragazzino mi intrigava la figlia Barbara, che ricordo anche in tentativi di cantante con una cover di Cuore Matto e Sanremo 1983.

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  14. Alvaro, ma predestinata de che?! Dopo quel programma è pressocchè sparita (non citarmi Generazione X perché esplodo!) finché non è assurta di nuovo alle cronache gossippare in qualità di moglie di Renga, e da allora fa………l’ospite!
    Definire poi “geniale” l’attirare l’attenzione sul nulla è oltre la trollata, peggio di quella sul mancato (???) effetto meteora…

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  15. G

    Ci sarebbe anche la carriera da attrice…

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  16. Ah ah ah!!!!!

    Lo sapevo che sarebbe venuta fuori!!!

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  17. Jeremy, no ma hai capito?! Registi che non conoscono un accordo di settima di dominante ma che in SIAE compaiono come autori in tutti gli stacchetti musicali stupidi che nelle loro trasmissioni vengono mandati in onda per minuti e minuti!
    Eh, ma i geni inventori maestri di televisione…..

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  18. G

    Ho rivisto un pezzo di Non E’ la RAI un po’ di tempo fa e mi e’ sembrato incredibile che si fosse mandato in onda una roba che e’ in bilico fra il Lolitismo spinto e lo spottone per pedofili. Ai tempi di quando era in onda ero piu’ o meno dell’eta delle protagoniste per cui non mi ero accorto di tale mostruosita’.

    ps ai tempi la mia preferita era Ilaria.

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  19. G

    E in ogni caso, l’Uomo Indiscreto che e’ cresciuto con le docce della Fenech non poteva di certo farsi impressionare dalle ragazze della porta accanto di Boncompagni…

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  20. Strano, perché Meno Uno invece ci tiene…

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  21. Soltanto in certe zone dello Yemen e su Indiscreto sono considerate volgari ragazze in maglietta e shorts…. quando alla competenza musicale di Boncompagni, per inventare una melodia non bisogna essere diplomati al Conservatorio… Paul McCartney per sua stessa ammissione non sa leggere la musica eppure qualcosa di meglio non solo di Boncompagni (che invece la sapeva leggere) ma anche di un milione di eruditi l’ha composta…

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  22. G

    Direttore, mettere nella stessa frase Boncompagni a Paul McCartney e’ una trollata magistrale! 😉

    Ora la lascio nelle grinfie di Dandy….

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  23. Giuro su tutti i gatti del mondo, quindi dico sul serio, che non era una trollata ma un discorso di fondo che può essere applicato a tutti gli ambiti. C’è chi, al suo livello, è Salieri e chi, al suo livello, è Mozart. Chi percorre strade tracciate da altri e chi le traccia. Molti di noi, a patto di non avere il polso fratturato, saprebbero fare un taglio in una tela ma nessuno è Fontana.

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  24. Direttore durissimo

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  25. C

    c’è scritto pure l’indirizzo comprensivo di Codice di Avviamento Postale, in questa frecciata

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  26. m

    Durissimo, ma ha ragione. Non c’era alcunché di volgare in quella trasmissione, tanto che tuttora mia amici ultradatati si raccontano “innamorati” di Ambra (e non parlano di trombarsela come direbbero oggi della D.L.). Il fatto è che in un ricordo di Boncompagni si dovrebbero usare 99 parole per Alto Gradimento e 1 per il resto. Purtroppo chi ha scritto articoli insipidi in questi giorni semplicemente non ricorda o non ha registrato o non sa. Peccato.

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  27. A

    più che volgarità era proprio una scemeria tutto canzoni e balletti, tant’è che non so come facesse un maschio a guardarla (se non appunto per sbavare sulle minorenni), Lillo e Greg ci avevano fatto uno sketch, uno dei due faceva finta di non sapere cosa fosse e partiva un filmato di ragazzine urlanti e casino che manco coi Beatles nel 64
    “Vabbè, il conduttore si sarà assentato un attimo”
    “No no il programma lo conducevano loro”
    “Sì ma non l’avrà guardato nessuno, dai”
    “Record di ascolti per 2-3 anni”
    Gatto fa bene a far notare un certo cambio di parametri, 5 anni dopo una trasmissione così non avrebbero mai potuto farla

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  28. m

    agevoliamo il filmato.

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  29. m

    Cito:
    “Ricordare Boncompagni per non è la Rai è come ricordare un tuo caro mettendo una foto di lui seduto sul cesso.”
    😀

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  30. j

    Scusatemi ma avendo avuto il televisore in.camera gia da bambino avevo il privilegio di poter guardare Colpo Grosso. E perdonatemi se preferivo le ragazze Cincin

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  31. m

    Jer, quella era la Champions.

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  32. E

    Direttore, confermo, la sua è una trollata.
    Sorvolo il discorso sulla volgarità della trasmissione che non era l’obiettivo di mio interesse (peraltro in quel caso la volgarità risiedeva nelle citate logiche moggiane con cui veniva gestita la trasmissione dietro le quinte), ma Boncompagni non ha inventato nessuna melodia perchè “ay ay Ballerina di Siviglia” non è una melodia, punto.
    Gli esempi che fa sono del tutto fuori luogo, Boncompagni non è Paul McCartney ma neanche Rovazzi (ma neanche Truce Baldazzi, peraltro), figuriamoci Mozart o Salieri (che tra l’altro fu un grandissimo compositore, che solo l’ignoranza delle leggende popolari derubrica a strimpellatore perchè funzionale alla tramandazione del mito dell’immenso Mozart); anche Errol Garner (ERROL GARNER!!!) non sapeva leggere la musica, ma di certo sapeva suonare e comporre, Boncompagni no: si tratta di finte firme di finti musicisti su finti depositi di finte melodie mandate in onda nel proprio programma (ma va’?!) di cui era Duce Supremo con l’unico scopo di accumulare gettoni SIAE, con un uso privato di un mezzo pubblico (peraltro in questo caso su TV di Stato…): ma manco Pippo Baudo è mai arrivato a firmare la canzone vincitrice di Sanremo, andiamo!
    A lei piaceva Boncompagni e piaceva Non è la Rai, non c’è nulla di male. Farmi prendere per il culo su certe logiche di produzione e sulle dinamiche musicale del bavoso sinceramente mi pare francamente troppo. Questo è lo stesso sito dov’è stata messa in dubbio la genuinità di Gullit, dove si fa sarcasmo sulle logiche radiofoniche di Linus e dov’è stato fatto pelo e contropelo a Moggi, etc.: non si può supercazzolare su Boncompagni solo perchè i suoi programmi erano demenzialmente allegri e ci tenevano compagnia.
    Boncompagni musicista che incassa diritti SIAE per mezz’ora di “ay ay ballerina di Siviglia” a puntata vale il figlio di Gheddafi calciatore del Perugia, poi uno può non saperlo o far finta di non saperlo…..

    Marcopress: in un ricordo di Boncompagni useremmo 99 parole per Alto Gradimento e 1 per il resto se Alto Gradimento rappresentasse il 99% della sua carriera. Siccome invece ha rappresentato l’1% della sua produzione, non possiamo che descriverlo come lo schillaciano che è stato…..

    Axel Shut: ma infatti la trasmissione i maschi la guardavano solo per farsi le seghe, più che altro la seguivano le ragazze (come oggi Amici di Maria De Filippi, per dire…) che poi ne seguivano il look (tipo l’inguardabile abbinamento tra minigonna di jeans e anfibi, look che da noi al Liceo Artistico venne etichettato come “Outifit Non me la dai”…) e lo stile (tra lo scherno dei non adepti…).

    Marco Traversi: d’altra parte se uno ha passato la vita a cagare in diretta TV……

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  33. Mi sono perso il discorso sulla genuinità di Gullit (campione grandissimo e uomo fintissimo, non c’è un suo ex compagno che parli bene di lui), ma non volevo difendere la memoria di Boncompagni o giustificare comportamenti alla Guardì, cioè di uso privato di mezzo pubblico (di SIAE prende più della famiglia di Battisti…). Solo dire che Boncompagni ha creato qualcosa, di leggero e magari stupido e vuoto, ma ha creato qualcosa, e che mediamente a causa del suo cinismo non ha mai goduto di buona stampa al contrario, per dire, di una Maria De Filippi che fa ugualmente spazzatura purissima (un capolavoro sabato scorso ad Amici il ‘giornalista’ Stefano Di Martino a fare la cronaca del caso Morgan) ma con la faccia di circostanza.

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  34. E

    Ecco, il discorso su Gulit l’ha riassunto lei (mi ero confuso: non ne parlammo su Indiscreto ma sulla mia bacheca FB, c’era anche Glezos, ricorda?!) per cui se facciamo le pulci a Gullit mi pareva strano difendere “i comportamenti alla Guardì” di Boncompagni (per comporre una melodia non serve conoscere la musica nel senso di saper leggere il pentagramma, ma nel senso di conoscere sistema tonale e armonia sì).
    Per il resto ci siamo chiariti perchè messa giù così sono già più d’accordo con Lei (pur nella distanza di gusti personali, ma quelli non contano), giustissimo poi il discorso sulla De Filippi (ocio che adesso pare arrivi Raz Degan, fresco di nomina in qualità di guru filosofo dopo aver vinto l’Isola dei Famosi contro mononeuronici e sciacquette…), una che appunto tra 30 anni verrà ricordata come “maestra assoluta di televisione, gran professionista, una che ha rivoluzionato il linguaggio televisivo unendo generazioni diverse di fronte alle sue trasmissioni, raggiungendo un livello toccato in precedenza solo dalla Carrà e forse neppure, etc.”
    Dica ad Alvaro Morati che se vuole gli scrivo io il coccodrillo per il marito di Murizio Costanzo e poi facciamo a metà…..

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  35. E

    Per chi si stesse chiedendo chi fosse il da me citato Truce Baldazzi (musicista peraltro di livello superiore a Boncompagni, per quanto ne condivida l’ignoranza in materia musicale…) è questo qui:

    Perchè non c’è bisogno di conoscere la musica per fare musica, no?!…

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  36. G

    IL KENDRICK LAMAR ITALIANO!!!!! ODDIO LE LACRIME!!!!! 🙂

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  37. E

    Eh ma Truce personaggione……il trash a livelli sublimi come non se ne vedeva da anni…..se fai un giro in rete trovi anche le ospitate in radio, ma la cosa che più mi spacca è la metrica…. 😀

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  38. j

    Maria De Filippi e infatti il Boncompagni uomo. Un personaggio che si e costruito la carriera sull’esibizionismo altrui. Almeno Boncompagni buonanima ha Alto Gradimento sul cv

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  39. E

    Bèh, poi un conto è l’autore, un conto il regista e un conto il conduttore…….dal punto di vista tecnico della conduzione la De Filippi è quella che si può definire “una gran professionista” in perfetto stile Indiscreto…..poi è stata instradata sul binario della troiata da parrucchiera da Costanzo e ormai viaggia diritta…..

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  40. K

    “Soltanto in certe zone dello Yemen e su Indiscreto sono considerate volgari ragazze in maglietta e shorts…”

    Perdonami ma maglietta e short non c’entrano una mazza, non erano loro a far diventare volgari le ragazze, bensì tutto il contorno; visto che qualcuno ne ha parlato, per capirci considero meno volgare il “Colpo Grosso” condotto da Smaila, dove le ragazze in questione le magliette non le portavano proprio, che il “Non è la Rai” di Boncompagni…

    Dopodichè per l’amor del cielo lungi da me crocifiggere Boncompagni (se buona parte dei programmi da lui creati hanno avuto successo c’è poco da dire, ha avuto ragione lui) eviterei però l’esaltazione post mortem e magari eviterei di etichettare come integralista islamico chi semplicemente fa notare che non è che le sue trasmissioni (almeno da un certo punto della sua carriera in poi) si evidenziassero per garbo e profondità di contenuti.

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  41. Il contesto, appunto. Quello di una trasmissione del primo pomeriggio prima su Canale Cinque e poi più correttamente su Italia Uno, con pubblicità tutte targettizzate su ragazze delle medie (non me lo vedo il cinquantenne bavoso a comprare le Ian Ziering Shoes) o poco più, molto simili a quelle che erano dall’altra parte dello schermo. Quel tipo di ragazze (magre, con poco seno, non particolarmente provocanti e ammiccanti) che piace soprattutto alle ragazze. Poi era una trasmissione tremenda, non la sto difendendo, ma c’era del genio.

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  42. M

    Vabbè ma per scrivere le canzoni dei Beatles o dei Nirvana mica devi essere un genio. Basta che siano orecchiabili e che vendano . Per questo motivo Nietzsche vende meno di Fabio Volo. Mica suonava nei Dream Theater Paul McCartney. Parlo proprio del livello tecnico delle canzoni, poi la fantasia è una cosa importante eh se fai musica leggerina…

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  43. E

    Belisario, ma perchè fai sempre di tutto per far vedere che non capisci un cazzo su qualsiasi argomento?!

    A parte le battute, per scrivere le canzoni dei Beatles o dei Nirvana quantomeno devi sapere sistema tonale, armonia, etc.
    Puoi non saper leggere il pentagramma (spartito, righe, spazi, note, pause, tempo, chiave di volino, chiave di basso, etc., hai presente?!) ma devi sapere la differenza tra tempo ternario e tempo quaternario, tra accordo di tonica e dominante che risolve, etc.
    Puoi anche “saperlo senza saperlo” (nel senso che non sai perchè ma “senti che suona giusto così”, non sai che è DO MI SOL ma sai che è così perchè è maggiore mentre DO MIbemolle SOL è minore, etc.: perchè hai un minimo talento oppure un orecchio naturale), ma devi saperlo.
    Oppure hai uno che compone al posto tuo e poi lo depositate in SIAE a nome di tutti e due perchè tu sei il capo.

    Hai capito la differenza tra Paul McCartney e Boncompagni o serve un altro parallelo?!…

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  44. M

    Stiamo dicendo la stessa cosa solo che tu lo hai detto in maniera meno chiara
    e con bizantinismi inutili. Oltre a non aver colto che il mio discorso correva parallelo
    perchè di confrontare Bonco con Macca non me ne frega nulla anche perchè saremmo ben oltre
    il lisergico. Poi io ho parlato anche di Dream Theater ma evidentemente io non posso confrontare
    stili e livelli di difficoltà diversi mentre tu puoi quando vai di Rovazzi, Bonco e Macca.

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  45. E

    No, stiamo dicendo due cose diverse: tu stai dicendo che chiunque può comporre “Let it be” e non è vero (i musicisti blues sono i musicisti più primitivi che esistano, ma sfido te o la buonanima di Boncompagni a comporre Hoochie Coochie Man…), io sto dicendo che anche a livelli diversi pure per il livello più basso è rischiesto un minimo (e no, il minimo non è Truce Baldazzi nè “Ay ay ballerina di Siviglia”…) sotto il quale non è musica ma rumore.
    Altrimenti domani registro e deposito in SIAE pure il campanello della porta di casa…..

    Dopodichè, la discussione sul “non c’è bisogno di saper suonare per suonare” (cagata epocale solitamente portata avanti da chi appunto non sa suonare, mentre chi sa suonare difficilmente spara sta stronzata, chissà come mai…) c’entra un cazzo col discorso su Boncompagni che era differente: il candidato illustri strofa, inciso, bridge e ritornello de “Ay ay Ballerina di Siviglia”, tale da giustificarne un deposito in SIAE in qualità di “composizione”.

    p.s.: qualcuno sa se “Juve merda” è già stata depositata?! No, perchè altrimenti domattina corro in via delle Erbe…….

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  46. M

    Io sto dicendo che Let it be la possono comporre in pochissimi nella storia
    ed infatti in pochissimi l’hanno composta, esattamente uno infatti perchè la fantasia
    necessaria per creare nella propria mente quella melodia ce l’aveva soltanto lui.
    Poi, altro discorso è che a livello tecnico non sono canzoni poi così difficili da riprodurre e da riportare in uno spartito. Ed oltre a questo aggiungo che probabilmente la canzone media dei Beatles non è mai stata la “summa” delle conoscenze tecniche massime raggiungibili da ciascuno dei tre, escludo Ringo. Ma quello serviva e quello creavano, aggiungo anche molto bene.

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  47. C

    E meno male. Gli piacerebbe ai Dream Theatre aver composto anche solo A Day in the Life, al posto che i loro CD composti all’80% di rotture di coglioni giganti (il resto solitamente sono belle canzoni). Sul paragone tra Nietzsche e Fabio Volo pero’ hai perso tutta la credibilita’, ho letto molto Nietzsche e solo due pagine di Fabio Volo ma avendo i timpani a posto posso dire tranquillamente che Beatles >>>>>>>>> Dream Theatre (ma siamo proprio a NBA vs Campionato Regionale siciliano).

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  48. E

    1) Perfetto, hai appena incenerito il tuo “vabbè ma per scrivere le canzoni dei Beatles o dei Nirvana mica devi essere un genio. Basta che siano orecchiabili”. Perchè non è che basti dire “massì facciamo un pezzo semplice ma orecchiabile” per farlo ed avere successo…

    2) La riproduzione è un’altra cosa ancora, fortunatamente Boncompagni non si è spinto a spacciarsi per musicista performer, grazie a Dio…

    3) Infatti il problema non la summa massima ma quella minima: non è che devi essere Senna per andare in giro in macchina, ma saper cambiare le marce e conoscere i segnali stradali magari sì. Se domani la McLaren fa un contratto da 20 milioni annui ad un tuareg che ha passato la vita a guidare cammelli nel deserto, qualche sospetto mi viene…

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  49. M

    Meno uno è andato in pappa e non ha mai superato lo scoglio del barrè

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  50. M

    Calvin dissento assolutamente sulla percentuale che tu derubrichi a enorme rottura di coglioni in merito alle canzoni dei miei amati Dream. Posso anzi dirti che le vere rotture di balle si contano sulle dita di una mano, una di q

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  51. M

    Calvin dissento assolutamente sulla percentuale che tu derubrichi a enorme rottura di coglioni in merito alle canzoni dei miei amati Dream. Posso anzi dirti che le vere rotture di balle dei Dream si contano sulle dita di una mano, una di queste Octavarium, 26 minuti o giù di li di spappolamento. De gustibus ovviamente.
    Sui Beatles anche tu stai dicendo la stessa cosa che sto dicendo io. A day in the life i Dream per te non la scriverebbero (poi però scopri che hanno scritto The spirit carries on ma vabbè…) ma se vuoi creare e vendere musica più “semplice” da un punto di vista tecnico vendi i Beatles e non i Dream. Anche in radio, tempio notoriamente non proprio della musica più difficile tecnicamente sono “quasi sicuro” siano passati più i Beatles che i Dream. Motivo per cui quando trovi un Jaco Pastorius in radio gridi al miracolo e allunghi il percorso in macchina di 23 km 🙂

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  52. A

    i Dream Theater sono una fase che debbono passare tutti, poi qualcuno la supera anche e bestemmia i soldi spesi per “Falling into infinity”

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  53. Confermo, non è un caso sia il primo album senza il geniale Kevin Moore
    Fino ad Awake sono stati un gruppo illegale

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  54. Non ce la faccio, troppi ricordi (cit.)

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  55. p

    È che adesso, vista la piega presa dalla discussione, come faccio a sottolineare l’assenza, nel sondaggio, di Sabrina Impacciatore e Francesca Gollini (@frankmorris, pensavi a lei mi sa…) senza apparire superficiale?

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  56. Non era Sabina Impacciatore?!… 😛

    Comunque appena vista la mitizzazione del bavoso a Matrix, da morir dal ridere la valorizzazione del nulla tra mille significati inventati….peggio solo la rivalutazione della commedia scollacciata anni 70….

    Ps: Direttore ma se concordiamo nel definire tremenda la trasmissione l’uso della parola genio mi pare vagamente esagerata. Per il resto giusta la definizione di ragazze che piacciono alle ragazze, ma che non fossero ammiccanti non si può dire, dai…

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  57. m

    “altro discorso è che a livello tecnico non sono canzoni poi così difficili da riprodurre e da riportare in uno spartito”
    Infatti la capacità di riprodurre tecnicamente un brano con uno strumento non c’entra nulla con la composizione.
    In ogni caso il progmetal é una grandissima rottura di coglioni. 😀 DT visti live ad un Pistoia Blues anni fa. Portnoy alla batteria impressionante. Mi é rimasto lui, più della chitarra di Petrucci. nelle orecchie e negli occhi di quel concerto. Lo smontaggio del suo drum kit fu completato all’alba.

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  58. C

    Grande scopatore di giovani talenti. Fosse stato inglese avrebbe fatto la fine di Jimmy Savile. RIP

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  59. E

    Trollatona del pomeriggio…..

    http://www.glistatigenerali.com/media/non-e-la-rai-era-una-cagata-pazzesca/

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